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Smit Vehicle Engineering
Oletha, la Z8 coupé che non c'era

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Oletha, la Z8 coupé che non c'era
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Sembra il sogno realizzato di molti: una “Z8 coupé”. In realtà, la Oletha, la sportiva costruita da due fratelli americani Willem e Kaess Smit, è un’altra cosa. E non solo perché, al posto del marchio BMW, sul cofano c’è il logo Sve, che sta per Smit Vehicle engineering, proprio la creazione dei due fratelli, grandi appassionati dei modelli del marchio dell’Elica, con esperienze alla General Electric, Tesla Motors e alla San Diego Composites. Ebbene, Willem e Kaess sono riusciti a dare forma al desiderio di assemblare, non solo un’auto propria, ma pure la BMW che non c’era, combinando in un colpo solo il meglio di più modelli della Casa bavarese.

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Galeotta fu la concept. In effetti, all’epoca la BMW aveva realizzato la concept Z07 a tetto rigido (nel 1998) - da cui oggi i fratelli americani hanno tratto ispirazione per la Oletha -, ma poi aveva immesso in produzione nel 2000 unicamente la Z8 roadster. Quest’ultima, ricordiamolo, era una vettura top dalle forme avveniristiche, che montava un V8 di 4,9 litri da 400 cavalli e 500 Nm, il cui breve ciclo di produzione si concluse, dopo poche migliaia di unità, nel 2003. Un sogno per gli occhi, che chi scrive ha avuto la fortuna di guidare, apprezzandone il poderoso e vellutato otto cilindri, ma trovando lo sterzo un po’ leggero e poco sportivo. La Z8 ebbe anche l’onore di apparire sul grande schermo, come auto di James Bond, interpretato da Pierce Brosnan nel film 007 Il mondo non basta (1999).

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Base performante. Tornando alla Oletha della “Smit”, è un’altra cosa rispetto alla Z8 anche perché la base tecnica adottata è quella della più recente Z4 M Coupé del 2006-2008, più leggera e rigida di quella della roadster del 2000. A livello di stile, la Oletha mostra una carrozzeria filante di fibra di carbonio, con un frontale caratterizzato dalla presenza del powerdome sul cofano e dal doppio rene più stilizzato rispetto a quello della Z8. Riuscita la realizzazione del tetto, ben armonizzato all’ampio lunotto spiovente e alla coda allungata (che include uno spoiler ad azionamento elettrico). La lunghezza del corpo vettura è di 4,35 metri, prossima ai 4,4 della Z8 bavarese. 

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Il V8 ha 450 CV. Il motore top è un V8 aspirato 4.4 da 450 cavalli a 8.500 giri (ma è disponibile pure un 3.5), completo di componenti di scarico personalizzati, e abbinato a un cambio manuale a sei marce e a un differenziale meccanico a slittamento limitato. Le sospensioni sono regolabili a due vie, con bracci di alluminio forgiato. L’impianto frenante, inoltre, è un AP Racing con dischi flottanti, mentre gli pneumatici sono Michelin Pilot Sport 4S di serie (non sono note, però, le misure). Il peso a vuoto della vettura è di circa 1.400 chili: insomma, un pacchetto che pare avere quanto serve per far divertire il driver.

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Interni a piacere. L’abitacolo ospita due persone in un ambiente realizzato con materiali di altissima qualità e completamente personalizzabile a richiesta del cliente. In realtà, esiste la possibilità di richiedere qualche modifica speciale anche a livello tecnico e di progettazione della vettura. I sedili sono sportivi di fibra di carbonio o del tipo “touring”, regolabile a otto vie.

Prezzo da cultori. La Oletha è già ordinabile, certo, immaginiamo, secondo numeri di produzione limitati. Anche per questo, e per l’elevato livello delle realizzazioni, il prezzo “base” non è alla portata di tutti: si parte infatti da 383.400 euro, poi bisogna mettere in conto le personalizzazioni. 

COMMENTI

  • Peccato per l'anacronistico cambio manuale.
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