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Lamborghini Countach
Il ritorno della concept - VIDEO

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Dopo il debutto al Concorso di Eleganza di Villa d’Este, la Lamborghini LP 500, ricostruita dal Polo Storico della Casa di Sant’Agata Bolognese, è stata protagonista dell’evento "Countach LP 500: The Shakedown", tenutosi presso la pista di Vizzola Ticino. Alla presenza del collezionista che ne aveva commissionato il lavoro. In realtà, la Pirelli aveva messo a disposizione la sua pista di Vizzola ancor prima del "Villa d'Este", per collaudare questo gioiello costato 25.000 ore di lavoro, per presentarla al proprietario e consentirgli di percorrere qualche giro di pista. 

Un test importante. Giuliano Cassataro, Head of Service and Polo Storico, ha raccontato: "Le prove e lo shakedown in pista ci hanno confermato che la Countach LP 500, oltre che bellissima, è anche funzionale, e la maggiore dimensione dei suoi pneumatici rispetto a quelli della LP 400 di serie - 40 millimetri in più all’avantreno e 50 al retrotreno - conferisce alla vettura un'estetica invidiabile e molto proporzionata, tali da renderla ancora attualissima a distanza di mezzo secolo dalla presentazione. Abbiamo ritenuto importante celebrarla insieme al cliente e condividere l'emozione di vederla in movimento anche con i fornitori che hanno investito tantissime ore di lavoro nella sua realizzazione”.

Dove vederla. La LP 500 ora è esposta fino al 15 novembre al Museo Mudetec di Sant’Agata Bolognese. In mostra ci sono anche un telaio tubolare di una LP 400, la seconda LP 400 di produzione e un esemplare della "5000 Quattrovalvole". Un "percorso" importante, che accompagna i visitatori in un viaggio alla scoperta dei 50 anni di storia di questo modello iconico della Casa del Toro.

Lamborghini Countach, a Villa d'Este un omaggio al prototipo

Su ordinazione. La supersportiva da poco rinata, rappresenta un tassello fondamentale per ricostruire la storia della Countach. Perché la LP 500 era il prototipo esposto al Salone dell’Automobile di Ginevra del 1971 che ha anticipato in gran parte la LP 400 di produzione del 1974. “Portare nella classe Concept del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este” spiega Stephan Winkelmann, ceo di Automobili Lamborghini, “la ricostruzione della prima Countach, in occasione delle celebrazioni dei 50 anni di questo modello, è qualcosa di straordinario perché permette di ammirare dal vivo, per la prima volta dopo così tanti anni, la leggendaria LP 500 del 1971”.

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Originale perduto. Già, perché, dopo tre anni di sviluppo la LP 500 dell’epoca viene sacrificata – e qui più d’uno potrebbe storcere il naso… - nelle prove di crash test nel marzo del 1974, per poi scomparire. Come il modello di stile in scala 1:1. Resta dunque un vuoto da colmare, che è stato “sanato” a partire dalla fine del 2017, quando un importante cliente Lamborghini chiede al Polo storico se esista la possibilità di realizzare una ricostruzione della vettura. Così è partita la rinascita della LP 500, con l’acquisizione di tutte le informazioni e dei dati storici necessari, prestando la massima attenzione ai dettagli della macchina e alle specifiche tecniche. Non solo l’archivio è stato determinante, in questa fase, ma pure i ricordi di alcuni protagonisti presenti in quegli anni.

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La Pirelli ha fornito le gomme. Altro fondamentale contributo è arrivato dalla Pirelli, che non solo ha messo a disposizione il materiale d’archivio della sua Fondazione, ma ha poi realizzato gli specifici pneumatici Cinturato CN12 montati solo sul prototipo LP 500. Una gomma ribassata, di misura 245/60R14 all’avantreno e 265/60 R14 al retrotreno. Il disegno del battistrada è lo stesso di allora, mentre mescola e struttura sono di progettazione attuale. 

È tornato il battilastra. Ma rieccoci alla ricostruzione della LP 500: i lavori sono cominciati dal telaio scatolato a struttura mista, completamente diverso da quello tubolare della Countach definitiva. Il Polo storico della Lamborghini ha dovuto anche decidere in che modo realizzarlo, per rispettare le metodologie dell’epoca. Analogo discorso per la carrozzeria, per la quale è stato possibile sfruttare moderni strumenti tecnologici. La fase di lavorzione della lamiera, invece, è stata eseguita in modo tradizionale, contando sull’abilità del classico battilastra e dei suoi strumenti. Per la meccanica sono stati utilizzati pezzi originali, o parti dell’epoca restaurate; dove non è stato possibile fare ciò, si è passati alla ricostruzione completa.

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Scansione in 3D. Per quanto riguarda il design, il Polo storico si è affidato al Centro stile Lamborghini, dove l’équipe capitanata da Mitja Borkert si è messa subito al lavoro. Lo racconta lui stesso: "Partendo dalle pubblicazioni dell’epoca, da immagini e da altro materiale recuperato dal Polo storico, abbiamo potuto ricostruire le matematiche necessarie alla realizzazione del primo modello in scala 1:1. La maggiore difficoltà è stata quella di realizzare l’esatto volume della vettura, e per questo ci siamo avvalsi della possibilità di scansionare in 3D la nostra LP 400 (telaio 001), che è stata un’enorme fonte di informazioni. Ci sono volute 2 mila ore di lavoro in totale, per arrivare al modello finale con le forme giuste. La stessa procedura è stata seguita anche per gli interni”. Infine, per la scelta del colore, sono stati determinanti gli archivi della Ppg Industries, che hanno consentito di identificare, dopo un’attenta analisi, l’esatta composizione della tinta utilizzata, identificata come “Giallo Fly speciale”. Come dicevamo, un’opera certosina in ogni dettaglio, e una grande soddisfazione per i puristi.

COMMENTI

  • Pazzesca…un plauso al committente per aver reso possibile un progetto straordinario come questo. Solo nella motor valley italiana si possono concepire dei lavori di questo livello!