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Maserati
La Grecale incidentata a Torino provava la raccolta dati

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La Grecale incidentata a Torino provava la raccolta dati
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Non capita tutti i giorni di vedere il prototipo di un nuovo modello incidentato per le strade cittadine. Se, poi, si tratta di una Maserati Grecale camuffata, com’è successo lunedì pomeriggio a Torino, la curiosità diventa ancora più grande e le immagini corrono sul web. La Suv modenese, il cui debutto com’è noto è stato rinviato alla prossima primavera, ha "abbracciato" un palo nella rotonda di piazza Polonia, dalle parti dell’Ospedale Regina Margherita, dopo essere stata tamponata dal conducente di una Ford, forse distratto dall’inedito esemplare che stava seguendo. Risultato: molti danni per l’auto, nessuno fortunatamente per il suo collaudatore, per il quale non sono stati neppure necessari i soccorsi. Ma che cosa ci faceva uno dei tanti prototipi oggi esistenti della Grecale, nella sua livrea camouflage, in quella zona della città? Valeva la pena indagare per saperne di più…

Il fatto. La Grecale, fotografata dal nostro lettore Alberto Picco, è stata di fatto speronata, tanto che il driver ne ha perso il controllo ed è andato a sbattere contro un palo nella rotonda: un crash test tra i più severi, per tipologia d’urto, visto che l’energia si concentra in un solo punto e non viene dissipata su un’area più ampia. "La vettura coinvolta nell’incidente", spiega Ettore Dezza, responsabile Sports Car Segment Maserati, "non era un prototipo in senso stretto, perché usciva già dalla linea di produzione, quindi da processi definitivi sia dei fornitori che della fabbrica. I test nel traffico urbano, infatti, arrivano solo dopo accuratissime verifiche in pista, che garantiscano la sicurezza dei sistemi attraverso un metodo progressivo di autorizzazioni che passano dal virtuale ai controlli in pista ai test su strada per fasi successive". La missione di quell’esemplare della Grecale, racconta Dezza, "era in particolare verificare la diagnostica a bordo: determinate situazioni del traffico cittadino, come frenate, accelerazioni, marcia stop & go, servono per raccoglie informazioni su come lavora quel modello". Fatto curioso, nelle immagini relativa all’incidente si vede come la Suv fosse seguita da un’altra Maserati, ma di tipo completamente diverso: una MC20. Come mai? "Essendo missioni di tipo ripetitivo”, spiega il responsabile dei progetti sportivi della casa modenese, "con elementi ripetuti come la tipologia e la durata del tragitto, non è raro che si formino dei caroselli di vetture, che consentono di ottenere set di dati comparabili nelle stesse condizioni attraverso una lettura trasversale di come l’esperienza è stata catturata in dati da ogni modello".

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La MC20 che faceva parte del piccolo convoglio (foto di Alberto Picco)

Il virtuale non basta. Oggi, comunque, i test fisici sono un po’ meno necessari rispetto al passato, visto il livello di sofisticazione raggiunto dai software di simulazione. "La Maserati", spiega Dezza, "è un po’ la punta di diamante del gruppo Stellantis grazie all’Innovation Lab di Modena, dotato del simulatore 3D, di quello statico e di tantissimi banchi di simulazione elettrica ed elettronica, che rappresentano la nuova frontiera per il mondo dell’automotive. Tuttavia, anche se Modena rappresenta per la parte europea del settore una punta di eccellenza in tema di simulazione, rimane comunque la necessità di provare il veicolo su strada, pure in condizioni di traffico cittadino. Per questo vengono realizzati molti veicoli, destinati anche ai colleghi, che si comportano come normali clienti e non da collaudatori, destinati a specifiche missioni, per dare un contributo alla definizione delle caratteristiche finali della vettura". Il processo richiede almeno un anno di test, con quella che Dezza definisce una "maturità progressiva" delle vetture: dai muli, veri e propri prototipi, si passa a esemplari sempre più definiti nei componenti fisici e nei software: i primi nascono nei "proto-shop", con un livello diverso di maturità, sia dal punto di vista della lamiera e della plastica, sia dell’elettronica. È un processo la cui durata varia anche in base al diverso contenuto d’innovazione dell’auto. I prototipi sono, comunque, centinaia e vengono testati in condizioni estreme nei diversi angoli del mondo: per la Grecale si è trattato di location in quattro diversi continenti, dalla Lapponia a zone di caldo umido fino alle prove condotte attualmente a Dubai. "È ancora importante", sottolinea Dezza, "cercare il clima giusto per testare i componenti correttamente, fuori dalle camere climatiche e dentro condizioni reali: ci sono sistemi che possono essere provati solo sul posto, per esempio la connettività, che varia molto in base alle infrastrutture dei diversi Paesi e alle modalità di scambio dei dati”. La presenza degli Adas ha incrementato la necessità di test sul campo della componentistica anche negli ambiti urbani: dalla semplice frenata automatica iniziale si è passati a dover tenere conto dei comportamenti di pedoni e ciclisti, che sono completamente diversi rispetto a quelli di un veicolo e aggiungono complessità alle logiche di funzionamento dei dispositivi. Tocca poi ai collaudatori, scelti per la Maserati tra quelli più adatti ai livelli prestazionali delle vetture, dare i corretti feedback non solo sulle reazioni del veicolo, ma anche su aspetti come i livelli di rumorosità e gli eventuali scricchiolii, mettendo il team di ingegneria in grado di risolvere gli eventuali problemi segnalati.

COMMENTI

  • Vorrei ricordare che i prototipi "servono" a collaudare le auto che andranno in produzione. Ci sono diverse decine di Grecale che stanno testando nelle varie parti del mondo nelle più diverse situazioni climatiche. Come un pò tutti, anche se c'è chi lo fa con carrozzeria di altri Gruppi, vedi Vw che ha testato le sue elettriche con carrozzeria Opel Grandland e Peugeot 3008 proprio perché, in caso di incidente e/o guasto (situazioni già preventivate proprio perché lo scopo dei muletti è anche il collaudo "su strada" di elettronica e meccanica), non si sarebbe capito che "sotto sotto" c'era una Vw.... E comunque, prima di pubblicare una "curiosità" del genere sarebbe meglio conoscere la "vera" dinamica dell' incidente.
  • Vi aggiungo solo questo visto ke c'è tanto di servizio fotografico da voi fatto: vi sembra una Fiesta Ke ha tamponato e speronato??? Nn ha un graffio!! Come avremmo fatto?? Col solo pensiero??? Caro Emilio Deleidi la invito ad accertare i fatti prima di scrivere solo la versione del signor Ettore Dezza. La Grecale venderà lo stesso anche se avete un collaudatore che abbraccia i pali!! Attendo suo riscontro x dare la nostra versione!! Saluti
  • Buongiorno, farei presente alla rivista che le parti coinvolte sono 2 e prima di scrivere inesattezze forse sarebbe il caso di parlare con entrambe!! Con le parole tamponato e speronato avete acchiappato molti likes???? La storia è diversa da come la raccontate, l'informazione spazzatura è quella che volete passare ai vostri lettori??? Complimenti!!! La persona dell'altra auto era nella corsia centrale ed è stata gentilmente accarezzata dalla grecale prima che perdesse il controllo! Secondo voi una Fiesta che nn si è fatta che un graffio al passaruota può aver spinto su in aiuola e poi un palo una grecale dove il suo guidatore manteneva dritto il volante??? Stiamo parlando di un topolino contro un elefante!!! CmQ visto che sono la diretta interessata se volete delucidazioni sono qui. È ora di finirla con l'informazione spazzatura!!!! Saluti
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  • @PIERANGELO COSTA @VITTORIO CAJO' Grazie per i vostri simpaticissimi aneddoti - rendono bene l'idea dello spirito e dell'intraprendenza del tempo... Visto che siete degli "insider" che aria tira lì dentro adesso con i francesi? Siamo ancora dentro al tunnel oppure si inizia a rivedere la luce?
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  • A proposito delle auto date ai dipendenti per le prove pratiche di funzionamento ricordo bene che circolava una voce dove si affermava con tutta sicurezza che ( parliamo di circa 50 anni fa ) le Ferrari erano date per le prove , si fa per dire , al miglior conduttore !!! ... un ragioniere dell'amministrazione . Se andavano bene per l'uso che esso ne faceva vuol dire che andava proprio bene per tutti . Non è una bufala , ma nel nostro ambiente tecnico era ben conosciuta .
  • botto a parte, per chi vive a Torino è la normalità assoluta vedere prototipi di Grecale e MC. ne girano con la stessa cammuffatura da prima dell'estate... come di tutte le Fiat, Alfa e compagnia bella. solo della Tonale non si vedono prototipi in giro. brutto segno?
  • Adesso bisogna considerare pali della luce ad assorbimento d'urto.
  • Comunque fare un incidente di fronte all'ospedale è perfetto, un pò come morire al cimitero.... (-_-)
  • Che bello, in qualsiasi articolo che parli di un'auto italiana, troviamo le perle del nuovo troll. Forza Giacomo, fammi ridere!
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  • Pongo una domanda alla redazione e a tutti voi: come si comporta l’assicurazione del tamponatore. Cioè essendo un prototipo che viaggiava probabilmente con targa prova, ed essendo magari non ancora omologata, chi stabilisce il valore dei danni?
  • forse e bastato un colpo di clacson per mandare fuori strada la Grecale, oppure e' stato un comblotto di Ford ai danni Pic collaudatore o forse solo una mancanza di chip... saluti
  • Io sono della vecchia guardia, dei tempi delle prove di crash al Centro Ricerche Fiat. Ho vissuto i tempi degli esordi delle strutture a deformazione controllata. A questo riguardo, ricordo che fu necessario praticare dei grossi fori sui traversoni longitudinali sotto-cofano della Fiat 2300-2100-1800-1500L perché la scocca si comportava da carro armato, con gravi danni potenziali agli occupanti dell'auto in caso di collisione (la chiamavamo prova del pesce rosso nella boccia d'acqua). Un altro dettaglio pittoresco per la storia, che giovani non possono ovviamente conoscere: quando fu prelevata la Fiat 500 per delle prove di ribaltamento, si notò che la vettura si comportava assai meglio delle sue consorelle più blasonate. Si cercò di capire a grandi linee il perché (allora i computer erano di là da venire) ed io -ero giornalista interno- lo domandai al direttore, che era l'ing. Franchini, un omone sveglio e simpaticissimo.Mi rispose didascalicamente: "Mah! Va a capire...". Troppo forte!
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  • notare come il crash test sia stato severo, si, ma gli airbag non sembravano essere attivati. quanto rischiano i collaudatori?
  • Ero presente, assolutamente per caso. Davvero una brutta botta.
  • Se la Ford è quella che si vede in foto e che sembra non aver riportato danni evidenti, non è chiaro come il tamponamento abbia potuto provocare tali danni.
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  • Ha centrato proprio un palo in pieno...