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Project 50
Dallara Story: il Signore della Formula 3

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Dallara Story: il Signore della Formula 3
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Se il 1988 è considerato il punto d'arrivo nelle competizioni con la Scuderia Italia di Formula 1, Dallara Automobili ha consolidato la sua presenza sulle piste di tutto il mondo con altre due monoposto: le Indycar e le Formula 3. Delle prime abbiamo già parlato qui. Dopo lo sbarco negli States, nel 2010 l'Ingegnere dei due mondi entra in GP3, la categoria considerata il trampolino di lancio dei giovani talenti verso le Formula 2 e 1. Nove anni dopo, la Dallara Automobili vince l'appalto indetto dalla FIA per la realizzazione della monoposto per il nuovo Campionato del mondo di Formula 3. Il capitolato prevedeva un compromesso tra tecnologia, prestazioni, controllo dei costi e massima. C'era da dubitarne? Sono stati accontentati. Sorella minore della F2/18, la Dallara F3 è dotata di una cellula di sicurezza in materiali compositi, con strutture ad assorbimento d'urto e pannelli antintrusione nelle zone laterali. Come in F1, il pilota è protetto anche dall'Halo, mentre i cerchi sono trattenuti da cavi d'acciaio per evitarne il distacco in caso di incidente. L'ingegner Dallara non ha mai mancato di sottolineare come abbia sempre amato le corse senza sottovalutarne i pericoli. Può ringraziarlo la 17enne pilota tedesca Sophia Floersch, se dal terrificante incidente al GP di Macao 2018 è uscita con danni minimi, dopo essere stata proiettata fuori pista come una scheggia di meteorite.

Per Gian Paolo Dallara, la Formula 3 è il traguardo di un articolato percorso iniziato molto tempo prima: addirittura nel 1980, sei anni dopo la nascita dell'azienda. Un colpo, un centro: la Dallara vince l'Italiano di categoria con Guido Pardini e nell'85 presenta la F385, la prima con aerodinamica a effetto suolo e il telaio monoscocca in fibra di carbonio, un materiale visto finora solo su alcune Formula 1. "Abbiamo avuto un inizio un po' altalentante, ma il telaio in carbonio ci ha dato la spinta decisiva", ha raccontato l'Ingegnere a Daniele Buzzonetti nel libro "Dall'Emilia alla conquista del mondo", pubblicato da Artioli 1899. "Per realizzarlo mi aveva dato una mano l'ingegnere Harvey Postlethwaite, che era esperto del settore. Con la F385 abbiamo subito iniziato a vincere in Italia senza difficoltà, ma il mercato estero sembrava chiuso". A risolvere l'impasse contribuisce la scelta del promettente talento francese Jean Alesi, che nel 1986 acquista la prima F385 apparsa Oltralpe. Il sacrificio economico è ripagato da due vittorie e dalla seconda posizione finale nella F3 transalpina, che gli permette di passare nel 1987 in un team di primo piano, l'ORECA. Qui convince il manager Hugues de Chaunac a puntare sulle Dallara.

Conquistata la Francia, è ora di attraversare la Manica. Fare breccia in un ambiente così garagistico e competitivo come quello della F3 britannica è ancora più difficile, così a Varano prendono la decisione di andare per gradi e affidare una vettura a un team minore. Funziona. E nel '93, a campionato in corso, il team di Paul Stewart, figlio del grande Jackie, sostituisce le Reynard con la monoposto italiana F393 portando al titolo Kelvin Burto. Squadra che vince, si imita: anche gli altri team di primo piano scelgono il Made in Italy. Grazie alla progettualità raffinata, la Dallara passa dal 25% alla quasi totalità della presenza in griglia nel giro di appena un anno. Da parte sua, il team di Paul Stewart concede il bis portando al titolo Jan Magnussen. "La diffusione delle macchine in varie nazioni e l'accoglienza della F3 in Giappone ci hanno consentito di costruire tutti gli anni circa 60, 70 nuove monoposto", conferma Gian Paolo Dallara. "Tali numeri hanno facilitato l'investimento economico nella ricerca, che ha favorito ancor più il consenso. Mi vengono talvolta i brividi se penso che in un certo periodo la nostra attività principale riguardava la F3... Per fortuna abbiamo sempre cercato di diversificarci". Così, mentre nel 2018 l'americano di Roma Eddie Cheever conquistava la prima vittoria per la Dallara in Formula Indy, Dallara si aggiudica la fornitura delle monoposto per il neonato campionato FIA Formula 3.

Rispetto alla GP3 precedente, la F3 del 2019 ha dimensioni maggiori. L'aerodinamica è più aggressiva, sfrutta il carico aerodinamico generato dal fondo ed è dotata del sistema DRS per favorire il sorpasso. Il propulsore è un 6 cilindri aspirato Mecachrome di 3.4 litri, che attraverso l'acceleratore drive by wire eroga 380 cv a 8.000 giri, di potenza e 300 km/h di velocità massima, gestiti dal cambio sequenziale Hewland a 6 marce. Il GP conclusivo della stagione 2022 a Monza, il prossimo 11 settembre, sarà l'occasione migliore di ammirare le F3 Dallara dal vivo.

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