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DHL
Il corriere della Formula 1

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Il circus della Formula 1 è attraente, scintillante e, forse, non ha mai conosciuto un seguito come quello di oggi. Ogni Gran premio - e nel weekend andrà in scena quello d’Italia a Monza - fa registrare il tutto esaurito, con i biglietti che sembrano non bastare mai. Le sfide tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, quelle tra la Ferrari e la Red Bull (e ora pure con la “rientrante” Mercedes) sono gli ingredienti giusti per un grande show. Ma in pochissimi sanno che cosa c’è davvero dietro a questa magia, dove tutto appare in perfetto ordine. Quanto lavoro ci sia alle spalle dell’attività nei motorhome, nelle hospitality dei team e di ciò che si vede ai box. Senza chi trasporta il materiale delle squadre – sì, le monoposto, i powertrain, i ricambi, i sistemi di trasmissione, le gomme, i carburanti e pure le hospitality – questo spettacolo planetario semplicemente non andrebbe in onda. E si parla della movimentazione di oltre 1.400 tonnellate di prezioso materiale a gara (quanto all’assicurazione, ci pensano invece le squadre).

F1 Grand Prix of Italy - Previews

Quanta responsabilità! A occuparsi di questo delicato e complicato lavoro di trasporto e consegna è la DHL, che collabora con la Formula 1 da quasi 40 anni e dal 2004 ne è diventata partner logistico ufficiale. L’occasione per parlarne è arrivata nel paddock di Monza, nel giovedì che precede l’inizio del weekend di gara più atteso dai tifosi italiani, alcuni dei quali già presidiavano l’ingresso dell’autodromo, in attesa di veder sfilare i propri beniamini.

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Organizzazione collaudata. Ma torniamo alla DHL - da inizio 2000 parte del Gruppo Deutsche Post -, che conta circa 380.000 dipendenti sparsi in 220 Paesi, ma che per la F.1 dedica un team - il DHL Motorsports - composto da oltre 50 persone altamente specializzate e preparate, che possono sfruttare anche il rapporto collaudato che esiste con le squadre e l’organizzazione del Circus. Il calendario 2022, composto da 22 Gran Premi in otto mesi, alcuni dei quali in stretta successione, come quello del Belgio, d’Olanda e Italia, intervallati da una sola settimana (la sequenza viene chiamata “triple header”, mentre ci sono otto “double header”), comporta una sfida non indifferente che la società di trasporti affronta sfruttando anche le sinergie tra le sue divisioni: Global forwarding, Express e Supply chain. Nel caso dei G.P. europei, la maggior parte del materiale viene trasportato su strada, tramite camion (che sono in corso di sostituzione con altri a basse emissioni), e, come si può intuire, non c’è tempo da perdere quando bisogna andare in scena pochi giorni dopo. In pratica, appena conclusa la gara, i team preparano le (tante) casse di materiale da spedire, e, a notte fonda, i trasporti partono già verso la destinazione successiva. Al lunedì, infatti, del Circus della F.1 non c’è più traccia nel paddock. E quest’anno, il team DHL Motorsports percorrerà fino a 120.000 chilometri.

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Aerei e navi. Diversa la faccenda quando si affrontano trasferte lunghe, come quelle nelle Americhe, in Australia o Asia. La DHL sfrutta aerei - tra l’altro, il gruppo sta introducendo in flotta i nuovi Boeing 777 - e navi portacontainer prenotate, con partenze scaglionate che vengono precedentemente proposte ai team. Possono esserci due o tre date di partenza, con l’ultima che deve essere tassativamente rispettata. Il vettore, ovviamente, si occupa anche delle operazioni doganali (a volte molto complesse), che devono avvenire con tempi il più possibile certi, per rispettare il programma stringente della Fia per il weekend di gara.

Riduzione emissioni. Ma un punto fondamentale, per la DHL, è quello della riduzione dell’impatto ambientale anche sul trasporto del materiale relativo ai gran premi. Di recente, infatti, il gruppo ha lanciato la propria roadmap per la sostenibilità (in parallelo con quella della Formula 1 stessa), in cui è stato annunciato un investimento di sette miliardi di euro per una logistica a impatto zero entro il 2030. Parte delle risorse saranno destinate all’utilizzo di carburanti sostenibili per il trasporto aereo (quest’anno sono stati acquistati oltre 830 milioni di litri di combustibili “eco”), oltre che all’ampliamento della flotta di veicoli elettrici. Al riguardo, entro il 2030, 8.000 mezzi a batteria verranno impiegati per le consegne a distanza, con un’elettrificazione del 60% della flotta.

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