Volkswagen Passat - Al volante della Variant 2.0 BiTDI da 240 CV - Quattroruote.it
Diario di bordo

Volkswagen Passat
Al volante della Variant 2.0 BiTDI da 240 CV

Volkswagen Passat
Al volante della Variant 2.0 BiTDI da 240 CV
Chiudi

Recentemente rinnovata, la nuova Volkswagen Passat, giunta all'ottava edizione, non si discosta dalla tradizione e dal family feeling che l'ha contrassegnata fino a oggi. Almeno nelle linee estetiche. Dentro invece, le novità ci sono eccome, pur nel segno della sobrietà che contraddistingue il marchio di Wolfsburg. Ma soprattutto ci sono nell'offerta dei propulsori, con un inedito 2,0 litri diesel biturbo da 240 CV, abbinato a un cambio DSG e alla trazione integrale. Ed è proprio su questa versione che ci siamo messi al volante, nella sua configurazione station. Il prezzo di listino, per metterla nel proprio box, parte da 46.450 euro.

Day 1. Quando un’automobile diventa “Car of the Year” si può perdere tempo a disquisire se non ce fosse o meno una migliore, ma è come cercare il pelo nell’uovo perché si può stare tranquilli che si tratta comunque di una grande vettura. Ed è esattamente quello che pensavo mentre ero al volante della versione 4Motion della nuova Passat: davvero una Phaeton in scala (un po’, ma solo un po’) ridotta. Non mi voglio addentrare sulle questioni estetiche, tema che mi attizza il giusto e che accompagna sempre le discussioni su questo modello dove il troppo perfetto si sposa puntualmente con linee molto classiche a loro modo poco eccitanti. Preferisco entrare sulla sostanza perché ce n’è talmente da perdere il filo del discorso. Il motore, per cominciare. Diesel due litri biturbo con 240 CV. Roba da non credere soltanto pochi anni fa, docile o rabbioso a seconda di che cosa gli si chiede. E parco nei consumi, perché in autostrada rispettando il codice passa i 16 km/litro pur essendo, quello che ho provato, praticamente a zero distanza sul groppone. Non oso immaginare quando avrà messo un po’ di strada sotto le ruote pur a dispetto di una trazione integrale che fa capolino soltanto quando serve, preferendo dormicchiare nell’uso tranquillo. E poi il rumore che non c’è: in viaggio si percepisce il rullare delle ruote o l’aria che schiaffeggia gli specchietti laterali, ma che a muovere tutto sia un propulsore a gasolio Euro 6 lo si scopre giusto alla pompa, quella nera va da sé, anche se la tentazione di mettere la super è tanta. Fatto il pieno, leggere sul quadro quasi 1.000 km  di autonomia mette il buonumore: si può viaggiare a lungo a dispetto di un segnale sul cruscotto “sei stanco, fai una sosta” che appare troppo di frequente, forse anche dopo meno di un’ora che, per un passista come me su un’auto così comoda, è come dire appena partiti. Non scopro poi l’acqua calda se dico che il superfluo è sempre superato dal molto utile. Le luci ambiente fanno atmosfera senza irritare, quelle anti-pozzanghera illuminano il terreno proprio dove serve senza far saper a tutto il vicinato che ha appena parcheggiato un albero di natale, e i fari a led arrivano lontano e non irritano chi si incrocia, mentre le palette sotto la corona del volante sono discrete pur funzionando al meglio.  Ricchezza assoluta senza la minima ostentazione, come pretende la regola della casa. Mi rendo conto che è difficile essere credibili quando si parla troppo bene di un’automobile, e m’immagino i risolini di chi in ogni pregio vuole vedere un favore. Però l’età avanzata è dalla mia, e interessi da difendere non ne ho. Mi piacerebbe però che chi critica un’auto così, prima la provi. Dopo, con la massima serenità, possiamo parlarne. Carlo Cavicchi, relazioni esterne

 

Day 2. La Passat, specialmente in questa ottava generazione (forse non lo sapevate, ma è persino più antica della Golf e ha superato di slancio i 22 milioni di esemplari prodotti) presenta tutta una serie di buone ragioni per essere comprata. Ragioni che non stanno di sicuro nell'estetica oppure nell'emozione che un simile modello può dare, ma nella concretezza, nel rapporto qualità/prezzo, nell'affidabilità. Non è un caso se i gestori delle flotte aziendali, che guardano con molta attenzione a fattori che al “privato” potrebbero sfuggire un po' (valore residuo, costi di gestione, consumi sul lungo periodo ecc.) da sempre la considerano una regina delle vendite. Il perché lo si capisce appena saliti a bordo. Intuisco subito che devo sbrigarmi a trovare un difetto sennò qui diventa un peana alle perfezione dei dettagli, alla qualità delle finiture, allo spazio, alla raffinatezza dei dispositivi elettronici. Eppure, per quanto m'ingegni, faccio una bella fatica. Finalmente, in un tratto misto verso casa, su strade di campagna, ho l'occasione di mettere alla frusta il 240 CV per superare il classico trattore e una bella fila di auto che lo segue tremebonda. Ebbene, schiaccio tutto e... rinuncio. Il cambio a 7 marce è bello pronto in salita, sopratutto se si ha la furbizia di evitare la modalità di marcia “risparmiosa”, ma non lo è altrettanto in kick-down, dove fa passare un paio di secondi preziosi prima di decidere che, sì, forse è meglio scendere dalla settima alla quarta perché il “padrone” sta chiedendo tutto. Giusto quell'attimo, e non succede proprio sempre, ma è sul filo dei secondi che spesso si decide se è il caso di lanciarsi oppure no. E io decido di no. Del resto la natura di questa Passat è quello di una cruiser di alto livello dove il confort e l'efficacia di tutti i dispositivi più recenti (questo modello è anche il primo della Volkswagen ad adottare l'head up display) si esprimono al meglio in autostrada sulle lunghe percorrenze, dove si viaggia letteralmente senza accorgersi del tempo che passa. E, infatti, il secondo giorno a bordo è passato ed è il momento di lasciare il volante ad un collega. Carlo Bellati, redazione WebTV

Day 3. Come volete che vada la nuova Passat? Realizzata su una piattaforma più avanzata della precedente in termini di agilità, handling e tenuta di strada? Ovvio che vada bene. Anzi, benissimo. Ma poiché qualche navigatore ora sarà già pronto a rinfacciarmi una mia presunta simpatia per le auto tedesche, farò meglio a dire prima quel che non mi è piaciuto. Il 2.0 turbodiesel è piuttosto rumoroso a freddo. E, per conto mio, si sente comunque sempre troppo, perché non è abbastanza isolato dall'abitacolo: da un'auto così mi aspettavo una migliore insonorizzazione. Poi, d'accordo, una volta lanciata alla sua velocità di crociera, con la marcia più alta selezionata dall'ottimo cambio automatico a sette rapporti, finisce a prevalere il rotolamento delle gomme e il fruscio dell'aria. Inoltre, sull'esemplare guidato, ricco di molti accessori, ma dotato di una regolazione del sedile guida in buona parte manuale (di elettrico c'è solo l'aggiustamento dello schienale), si perde un po' di tempo per trovare la posizione davvero ideale. Per il resto, difficile individuare qualcosa che non va. Diciamo che è un peccato che, per ragioni di marketing, non ci sia la rotella-mouse per le funzioni di bordo sul tunnel centrale, riservata alle sole Audi (il gruppo BMW, al contrario, l'ha "democratizzata", elargendo un comando similare alla nuova Mini). Ma quest'ultima è davvero un'inezia, perché in ogni caso, uno schermo touch fatto come si deve e la ripetizione al volante di molti comandi di uso comune rendono comunque piacevole e pratica la gestione di tutte le funzioni di bordo, dalla radio al navigatore. A proposito di navigatore, questa Passat ha ricevuto in dote il virtual cockpit: la mappa viene richiamata al centro del quadro strumenti e con la semplice pressione di un tasto sul volante è possibile ingrandirla rimpicciolendo al medesimo tempo i due strumenti circolari del tachimetro e del contagiri. Suggestivo. E con grafica di alto livello.  Al cambio ho già accennato. Aggiungo soltanto che è morbidissimo nelle transizioni da una marcia all'altra, ma anche molto rapido, soprattutto quando con l'apposito tasto sulla console si seleziona il programma di guida Sport. Le altre modalità sono Normale, Confort (e qui l'assorbimento delle asperità diventa straordinario), Eco (interviene soprattutto sulla rapportatura del cambio) e Individual, che consente di selezionare a piacimento parametri come sterzo, risposta del motore e delle sospensioni. In questa facoltà di programmare i vari stili di guida, opzione incorporata in origine nell'architettura Mqb e, quindi, comune a tutti i modelli più recenti del gruppo Volkswagen, si nasconde il segreto della nuova Passat, che cambia letteralmente anima a ogni pressione del magico tastino. Così se con Eco, si riesce a viaggiare con consumi contenuti e comportamento fluido, da station da famiglia, basta mettere in Sport per avere tra le mani una macchina decisamente veloce e reattiva. Lo sterzo s'appesantisce il giusto, le marce si snocciolano una dopo l'altra con una sequenza rapida e secca, mentre il motore assume una tonalità più rauca e profonda. L'accelerazione non ha niente da invidiare a modelli con una vocazione dichiarata assai più sportiva. A questo punto, la "borghesissima" Passat diventa persino divertente. Un'ultima annotazione sui consumi. Cambiano anch'essi in accordo con le diverse anime del modello. Su percorsi autostradali a velocità di codice si spuntano medie attorno ai 5 litri per 100 chilometri. All'estremo opposto dello spettro di impiego, su un percorso misto, ricco di curve, in modalità Sport, il computer di bordo fa segnare una media vicina ai 10. Su tragitti che mescolano autostrada, statali e città si sta attono ai 7,4-7,8. Roberto Lo Vecchio, redazione Autonotizie

Day 4. Se fossi stato più vicino a un'autostrada tedesca, avrei potuto raccontarvi di quanto veloce va questa Passat 2.0 BiTDI. E magari avrei anche potuto constatare come il suo rassicurante aspetto da station aziendale celi a tutti gli effetti un missile terra-terra, capace di raggiungere velocità smodate in un amen e quindi di attraversare i Länder nel minor tempo possibile. Qualcuno, in Germania, avrebbe persino potuto dubitare sulla reale natura dell'unità propulsiva, se si fosse visto superare da questa Passat o avesse tentato di mantenere la scia. E, a bordo, avrei potuto verificare che fino ai 230 orari di tachimetro ci si arriva in scioltezza, senza bisogno di molto spazio; oltre i 230, invece, di sicuro avrei rilevato un po' di affanno: non una cosa grave, va detto, dal mio punto di vista. Se avessi potuto spingere la Passat 2.0 BiTDI a quelle andature, avrei anche potuto apprezzare la stabilità inappuntabile, lo sterzo che mantiene il giusto carico e la cristallina precisione di guida, sui rettilinei, ma anche e soprattutto sui curvoni veloci: qualità che mi conforterebbero doppiamente, perché se un'auto infonde sicurezza e un'ottima sensazione di controllo quando supera di slancio i 200 orari, figuriamoci a 130... La Passat, o almeno questa Passat Variant 2.0 BiTDI 4Motion DSG, è progettata per andare talmente veloce e quando viene guidata da buon padre di famiglia, tipo uno come me, è talmente al di sotto dei suoi limiti che fa tutto senza sforzo, consumando pochissimo e con margini di sicurezza attiva amplissimi, come vi hanno già spiegato i miei colleghi. Come dire che i 240 CV del suo quattro cilindri turbodiesel permettono a questa Passat di essere velocissima, ma si "fanno sentire" anche quando si guida piano. Carlo Di Giusto, redazione internet

Day 5. È un rapporto strano quello che ho con la Passat. È un’auto che ho fortemente desiderato negli anni passati, quando ero alla ricerca di una station bella e capiente, che, per varie ragioni, non ho mai posseduto e che ora, invece, faccio fatica a farmi piacere. Una questione di stile, più che altro. Con gli anni la Passat si è “appesantita” e quest’ultima versione, forse,  più delle altre. E anche dentro, devo dire, non mi entusiasma. Anche qui il giudizio è legato all’atmosfera che si respira a bordo. Tutto è  pratico, razionale, ogni cosa è realizzata in modo ineccepibile ma l’ambiente, per i miei gusti,  è troppo freddo e distaccato. Quanto a razionalità però qualcosa è sfuggito agli attentissimi tecnici tedeschi: in mezzo alla grigliatura che percorre tutta la plancia vi è un orologio rotondo analogico, dieci centimetri più sotto ce n’è un altro digitale (nello schermo del sistema multimediale) e un terzo nel quadro strumenti. Non vi sembrano un po’ troppi? In ogni caso segnano tutti e tre la stessa ora e questo è confortante. Passando alle cose serie è veramente difficile trovare qualcosa che non vada in questa automobile. I colleghi che mi hanno preceduto alla guida hanno già scritto tutto e il meglio di questa automobile. Visto che mi trovo a Vairano, e che ho a disposizione una pista di prova, adesso vi racconto quanto questa Passat, a dispetto della linea da station tranquillona, è efficace quando la si spinge al limite. Perché va forte, ma molto più forte di quanto potete immaginare e, aggiungo subito, con una facilità sorprendente. Il quattro cilindri a gasolio, grazie alla sovralimentazione con due turbo compressori in tandem, eroga la bellezza di 239 CV a 4.000 giri/min che, con una cilindrata di 1.968 cm3, fanno qualcosa come 121,4 cavalli per litro di cilindrata, cioè il top tra i quattro cilindri diesel. Poi c’è la coppia: 500 Nm a 1.750 giri. Il bello è che non c’è turbo-lag: nessun ritardo di risposta quando si preme l’acceleratore, ma una gran bella progressione che parte dai 1.300 giri, si fa via via sempre più consistente e si esaurisce solo oltre i 4.500 quando il cambio passa in ogni caso al rapporto successivo. Così basta affondare tutto per toccare i 100 all’ora da fermo in poco più di sei secondi, cioè come una Porsche Panamera 3.0 Diesel, a un soffio da quanto riesce a fare la Cayman 2.7. Sì, avete capito bene. Nessuna esitazione, nessun pattinamento delle ruote grazie alla trazione integrale che interviene puntualmente a ripartire la coppia in eccesso su quelle dietro. Il cambio snocciola tutte le prime cinque marce al limite dei giri e ben presto mi ritrovo oltre i 200 km/h. Anche a questa velocità la sensazione di sicurezza è totale. Il retrotreno è solido, ben sostenuto e segue fedelmente le traiettorie impostate dalle ruote davanti. Lo sterzo non è prontissimo ma è preciso e progressivo con un bel carico sul volante che lascia ben intendere quello che sta succedendo alle ruote. Aggiungete dei freni sempre all’altezza e il quadro è quello di una vera sportiva, veloce, sicura, davvero ben nascosta sotto le sembianze (poco accattivanti) da station tranquillona. Marco Perucca Orfei, Centro Prove

COMMENTI

  • hai futuri motori vw cose ci mettete 10 turbine ?
  • Niente da fare, ogni volta che vedo questa macchina dal vivo o in foto confermo che il nome è azzeccatissimo...Passat...vecchia!
  • al giorno 5 si deduce, come era prevedibile che con questa motorizzazione cambuio e 4rm l'auto va forte ed è davvero valida; l'estetica in generale sia esterna che interna è abbastanza sgradevole meglio la superb ma ciò che conta, ovvero la meccanica appunto c'è ed è la cosa fondamentale. I leggeri difetti del diesel a freddo e del cambio in scalata, tra l'altro prevedibili, passano sicuramente in secondo piano.
  • Meno male che avete fatto la prova in pista, perché cosa sarebbe una station wagon senza le qualità di una sportiva?
  • Un piccolo appunto a Cavicchi . Anche a me riempiva il cuore , dopo aver fatto il pieno alla mia A4, vedere che avevo 999 Km di autonomia ( perché non 1.000 ? ) . Peccato che dopo 650 Km dovevo rifare il pieno , anche se il computer di bordo mi segnalava 4,9 Km di consumo medio.
  • Riguardo rumorosità motore: quest'auto ce l'ha un collega di lavoro, l'ho guidata e sono stato passeggero alcune volte. Confermo che il motore non è così assente acusticamente, anzi, visto l'auto mi aspettavo decisamente meglio. provato la nuova Tucson per esempio, ecco lì è veramente silenzioso. Molto silenziosa la Passat invece come fruscii e rotolamento pneumatici. Nota di demerito: la sua auto è afflitta da un problema, pare un sensore, al DPF o a ciò che lo gestisce. Ogni tot km entra in allarme e si blocca tutto...o qualcosa del genere. Ora credo siano per mano di avvocati poiché VW non riesce a risolvere il problema. Questo fino a poco tempo fa. Non conosco evoluzione del caso.
  • i casi sono due: o cavicchi e' sordo o lovecchio a afflitto da iperacusia. comunque e' una grande auto.
     Leggi risposte
  • comunque la linea non è per nulla riuscita, specie nel muso a tutta larghezza. Un parallelepipedo rettangolo. Certo è meglio della precedente che era veramente goffa. Ma sono due generazioni che, a mio gusto, toppano alla grande la passat SW. Detto questo l'auto si presta a ben poche critiche (come il kickdown lento...se se tutti senna qui dentro ovviamente) dei soliti che per incensare le loro auto ricorrono all'aria fritta tipo emozioni, handling (de noantri, mi ripeto: tutti senna). rombo inconfondibile o profumo di artigianale (per dire che ci sono una montagna di difettosità). Quando la concorrenza le si avvicinerà (lontanamente) ne riparleremo.
  • ma tu guarda Bellati dice che un tdi è rumoroso a freddo, sarà un troll
     Leggi risposte
  • Guido auto con cambio automatico ormai da anni anche se con convertitore di coppia e per nessun motivo ci rinuncerei. E' innegabile che il Kick-down penalizzi (in misura variabile) la prontezza di risposta del motore ma nei rarissimi casi in cui si richiedono accelerazioni pronte è sempre disponibile l'opzione manuale,selezionabile per tempo, appena si avvista un veicolo lento da superare. Credo che il buon Bellati con questa cosa ci abbia un po giocato giusto per non apparire il solito giornalista acritico verso prodotti Tedeschi che sono indigesti a non pochi frequentatori di questo sito. Personalmente non stento a credere all'eccellenza di questa auto che apprezzo molto anche per il suo austero e rigoroso design. Solo la plancia non mi piace molto soprattutto per le bocchette di aerazione a tutta larghezza purtroppo riprese anche da Audi.
  • Da possessore della Passat B8 190cv, con prestazioni non molto inferiori a quelle della 240, posso dire che il ritardo del cambio di cui si parla nell'articolo è dovuto ad una taratura volutamente pigra e filtrata dell'acceleratore: il problema è che si verifica nella modalità eco e comfort!!! nella modalità normal, e soprattutto in sport, l'acceleratore diventa molto più reattivo, forse era sfuggito questo aspetto..
  • Porto la mia esperienza dal momento che guido una Passat SW Highline DSG con pacchetto Executive (aziendale) da circa 3 mesi e 10.000 km, proveniendo da un'Audi A4 business con cambio manuale. Al momento della scelta della nuova auto aziendale qualche remora l'ho avuta per mera questione di "status symbol"... si dica quello che si vuole ma l'Audi è ancora percepita come Premium, la VW no. Dopo 3 mesi posso dire che non tornerei mai indietro. Certo non è un'auto dalla linea emozionante, non è sportiva, ma rispetto alla mia precedente A4 è molto ma molto più silenziosa, le asperità del terreno vengono filtrate in modo molto più ovattato, il motore è decisamente più pronto e da' l'impressione di spingere molto di più (complice forse il peso più basso unito a 20 nm in più dell'Audi) e la sensazione è che "stia in strada" meglio. Poi a parità di prezzo di un'Audi poco più che base la VW fornisce il pacchetto highline, il virtual cockpit e il cambio automatico. Una serie di dotazioni mostruosamente più numerose. Dotazioni come l'Adaptative Cruise Control - che funziona non bene, di più - sono diventate per me irrinunciabili, il cambio automatico è fenomenale, non si sentono quasi le cambiate (tutto vero però il ritardo in scalata quando si vuole accelerare rapidamente, bisogna farci il callo) posso macinare km e km senza toccare nessun pedale in assoluta sicurezza e rilassamento. La mia schiena ringrazia, i viaggi sono diventati molto meno stancanti. A quasi 45 anni ho finalmente capito cosa vuole dire "auto di sostanza". Non tornerei indietro per nulla al mondo.
  • esagerata, basta il 190cv anzi avanza secondo me. Con questi soldi sinceramente penserei ad altro come XF, Class E etc
     Leggi risposte
  • Non ho mai acquistato auto VW ne al momento intendo farlo, però ho guidato la Passat Sw diverse volte perchè presa a noleggio in occasione di viaggi di lavoro, ovviamente non queste versioni top ma più tranquille TDI da 140/150 Cv. Sostanzialmente concordo con le recensioni dei giorni 1 e 2 di Cavicchi e Bellati, non sarà la più bella auto presente nel mercato, non sarà la più emozionante, ma l'appagamento che se ne ricava al tatto è molto elevato, qualsiasi cosa si tocchi restituisce la sensazione di ben fatto senza far pensare che siano state fatte economie sui materiali e sui montaggi come invece succede spesso in alcune sue concorrenti. Certamente non è regalata, il "Brand Value" pesa discretamente sul listino, e chi bada alla sostanza potrebbe (come ha scritto Mantelli), rivolgersi alla cugina Superb che offre qualcosa di simile sul piano della qualità (non uguale sia chiaro, solo simile) a prezzi più ragionevoli. Qualche parola vorrei spenderla sul DSG, Bellati ha rilevato una certa "pigrizia" nel kick-down, allora ricorderei ai (pochi) che non lo sanno come funziona un cambio "doppia frizione", praticamente le marce dispari sono inserite in un albero che dispone della sua frizione e quelle pari in un altro, anch'esso dotato di frizione, durante le cambiate in salita (shift up) il rapporto superiore è già innestato sull'altro albero e la cambiata si effettua semplicemente aprendo la frizione della marcia che stiamo usando e chiudendo quella della marcia superiore, il tutto avviene con rapidità e dolcezza (in base anche alla mappatura della centralina) senza di fatto interrompere la spinta del motore. Questo "gioco" non funziona in scalata dove invece per effettuare la cambiata i rapporti vanno innestati fisicamente come in un "normale" cambio robotizzato, quindi la centralina deve capire quanto bruscamente vogliamo accelerare e decidere in base alla velocità che stiamo tenendo quante marce scalare, e ovviamente può farlo solo dopo aver sincronizzato i giri motore con quelli del cambio facendo una sorta di "doppietta" artificiale. A queste procedure ineludibili si aggiunge talvolta la casa costruttrice che adotta delle mappature "prudenziali" sula centralina di comando, così che un cambio può risultare più lento di un altro.
  • Non ho mai acquistato auto VW ne al momento intendo farlo, però ho guidato la Passat Sw diverse volte perchè presa a noleggio in occasione di viaggi di lavoro, ovviamente non queste versioni top ma più tranquille TDI da 140/150 Cv. Sostanzialmente concordo con le recensioni dei giorni 1 e 2 di Cavicchi e Bellati, non sarà la più bella auto presente nel mercato, non sarà la più emozionante, ma l'appagamento che se ne ricava al tatto è molto elevato, qualsiasi cosa si tocchi restituisce la sensazione di ben fatto senza far pensare che siano state fatte economie sui materiali e sui montaggi come invece succede spesso in alcune sue concorrenti. Certamente non è regalata, il "Brand Value" pesa discretamente sul listino, e chi bada alla sostanza potrebbe (come ha scritto Mantelli), rivolgersi alla cugina Superb che offre qualcosa di simile sul piano della qualità (non uguale sia chiaro, solo simile) a prezzi più ragionevoli. Qualche parola vorrei spenderla sul DSG, Bellati ha rilevato una certa "pigrizia" nel kick-down, allora ricorderei ai (pochi) che non lo sanno come funziona un cambio "doppia frizione", praticamente le marce dispari sono inserite in un albero che dispone della sua frizione e quelle pari in un altro, anch'esso dotato di frizione, durante le cambiate in salita (shift up) il rapporto superiore è già innestato sull'altro albero e la cambiata si effettua semplicemente aprendo la frizione della marcia che stiamo usando e chiudendo quella della marcia superiore, il tutto avviene con rapidità e dolcezza (in base anche alla mappatura della centralina) senza di fatto interrompere la spinta del motore. Questo "gioco" non funziona in scalata dove invece per effettuare la cambiata i rapporti vanno innestati fisicamente come in un "normale" cambio robotizzato, quindi la centralina deve capire quanto bruscamente vogliamo accelerare e decidere in base alla velocità che stiamo tenendo quante marce scalare, e ovviamente può farlo solo dopo aver sincronizzato i giri motore con quelli del cambio facendo una sorta di "doppietta" artificiale. A queste procedure ineludibili si aggiunge talvolta la casa costruttrice che adotta delle mappature "prudenziali" sula centralina di comando, così che un cambio può risultare più lento di un altro.
     Leggi risposte
  • Perchè in italia non vengono importate le versioni benzina da 180,220,280 cv? Grazie.
  • Lauto sarà sicuramente ottima, come non fidarsi di Cavicchi, ma a guardarla non mi sfiora nemmeno lontanamente l'idea di acquistare un'auto cosi "bruttina".........infinitamente meglio la parente skoda superb.
  • Direttore, per qualcuno il principale difetto di quest'auto è non essere stata prodotta da FCA o, magari, proprio di essere prodotta da VAG. Per il resto, concordo con Lei, prima di criticare bisogna provare....
     Leggi risposte
  • uhmmmm, verrebbe da dire, all'ultimo periodo, excusatio non petita, accusatio manifesta......se non fosse che l'auto ho avuto il piacere di provarla e senza alcun dubbio sottoscrivo al 101% quello che c'è scritto nel day1, compresa la 'poca eccitazione' indotta. ps sarebbe bello sapere a quale auto si fa riferimento quando si parla di 'albero di natale' :asd:
     Leggi risposte
  • gran bella auto, ma preferisco il 2.0 tfsi da 252 cv come motore