Diario di bordo

Kia cee'd GT Line
Back to Zilina: in viaggio verso la fabbrica

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Back to Zilina: in viaggio verso la fabbrica
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Un pellegrinaggio alla fabbrica dov'è stata costruita la propria auto è un desiderio comune fra gli appassionati. La scintilla era scoccata anche sul forum del Cee'd Club Italia. Kia Motors Italia l'ha prontamente raccolta invitando il presidente del club e altri due soci per un viaggio da Milano a Zilina, al volante di una coppia di Cee'd Sports Wagon GT Line. Seguite con noi e il nostro inviato questo inusuale diario di bordo, da oggi a venerdì lungo i 1.200 chilometri verso la città della Repubblica Slovacca dove dal 2006 sono state costruite più di un milione di Cee'd.

Day 1: da Milano a Graz. Si può amare una berlina coreana, ma costruita in Europa, al punto da formare un fan club di proporzioni nazionali? Domanda oziosa. E gli uccelli non sono l'unica specie a ripercorrere ogni autunno la rotta del ritorno verso la terra avita. Nella mattina insolitamente calda e assolata del 2 novembre, un microstormo di Kia cee'd ha lasciato la sede milanese di Kia Motors Italia per fare ritorno nel luogo dove avevano visto la strada solo pochi mesi prima: la città di Zilina, in Slovacchia. L'idea di un pellegrinaggio nell'avanzatissima fabbrica dove nascono le coreane d'Europa era affiorata nel forum web del Kia cee'd Club Italia, fondato nel 2010 e ufficialmente riconosciuto dalla filiale italiana. Ritornare all'origine un po' per gioco, un po' per far respirare l'aria di casa agli iniettori delle cee'd, soprattutto un ottimo pretesto per una bella fuga all'estero. Kia Italia ha deciso di prenderla sul serio e ha invitato al pellegrinaggio sulla "via Zilina" tre esponenti del club, che nel viaggio si alternano ai volanti di una coppia di SW di seconda generazione nel nuovissimo allestimento top di gamma GT Line. Come si diceva una volta? "Cinque soldi in più, ma rossa". E il presidente si prende proprio quella, la Sporty Wagon in versione CRDi turbodiesel da 136 cavalli. Imposta il navigatore per la prima tappa: Graz, 650 chilometri via Tarvisio. Sta sperimentando il cambio automatico e, un po' sospettoso, si districa nella selva della plancia comandi chiedendo se il sequenziale è disponibile anche alla leva, oltre che al volante. Vecchia scuola. Poi preme il tasto start. E comincia a raccontare.

Alberto Zancopè è un padovano di 56 anni con il curioso hobby di costruire e collezionare modelli unici di amplificatori ad alta fedeltà. Zancopè - nickname Gufo59 - è il presidente di un club piuttosto attivo che organizza svariati meeting e due raduni nazionali ogni anno. Il web forum del Kia Cee'd Italia raccoglie ben 1.400 utenti. E pensare che tutto era nato - indovinate un po' - proprio da quello di Quattroruote.it... "Quando fu presentata nel 2007, la prima cee'd non uscì benissimo dalla "Prova di durata" della rivista. Ne parlammo sul forum e visto che le discussioni aumentavano, decidemmo di spostarci su una piattaforma autonoma. Ricordo ancora la colletta del primo Club dei 30 (soci fondatori): per cominciare bastarono sei euro a testa". Zancopè è un appassionato proprietario di una cee'd 1.600 del 2010 in allestimento EX full optional. In cinque anni i suoi 115 cavalli hanno macinato 140.000 chilometri, "altro che i 120mila previsti da Quattroruote!". E non ha ancora finito, anche se la nuova GTi turbo benzina sta facendo vacillare la sua fedeltà coniugale e chissà, anziché investire migliaia di euro in un paio di amplificatori nuovi... La giornata scorre via tranquilla, regolata dal tutor e dalle soste caffè. Il presidente racconta che la sua musica preferita è - ovvio, per un audiofilo - la classica, soprattutto le messe da requiem. "Ma in auto non avrebbe senso. Quando guido preferisco ascoltare il jazz e i Pink Floyd, specie i primi con Syd Barrett, diciamo fino all'album Animals". Comunque rock quasi sinfonico e la Cee'd sarebbe complice, visto che è ben insonorizzata e induce alla chiacchiera. Verso la fine del pomeriggio mancano ancora duecento chilometri a Graz, tanto vale lasciarsi stregare dal tramonto che incendia le foreste intorno al Worther See, con il ruggine e l'ocra dei tigli e delle querce che puntinano le distese verde cupo delle conifere, come in un paesaggio di Seurat.

Day 2: da Graz a Zilina. Dal tettuccio trasparente della Kia Sporty Wagon GT, il cielo del mattino è così nitido e blu da sembrare stampato. Stiamo per lasciare Graz, che con i suoi trecentomila abitanti è la seconda città austriaca e ospita 40.000 studenti nelle sue sei università. Il centro cittadino scampato alle bombe dell'ultima Guerra Mondiale è uno dei più pedonalizzati e fra i meglio conservati dell'Europa Centrale. Ragion per cui dal 1999 fa parte dell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCOGraz dovrebbe essere visitata d'ufficio da qualsiasi amante del bello, senonché la sua posizione sud-orientale la spiazza dall'asse turistico mozartiano Salisburgo-Vienna. Da Zilina il capoluogo della Stiria (e città adottiva di Jochen Rindt) dista circa 460 chilometri, quindi meglio non cazzeggiare troppo: l'appuntamento con Eva, il minuto angelo con gli occhiali assegnato al Cee'd Club Italia dalla Kia, è alle quattro e mezza del pomeriggio - scopriremo più tardi il perché.
Stamattina al volante della Cee'd CRDi da 136 cavalli c'è Marco Brianti, nickname Mbrianti. A questo figlio 45enne della campagna parmense è toccato il ruolo di moderatore del forum del sito ufficiale www.ceedclubitalia.it, rinnovato proprio di fresco. Chiunque abbia un minimo di esperienza in fatto di social sa che per questo compito occorrono tempo, autorevolezza e la pazienza di Giobbe. Nonostante sia iscritto da appena un anno e mezzo, Brianti minimizza con rotondità tutta emiliana: "A chi vuole iscriversi nel nostro forum chiediamo di presentarsi e dimostrare di essere realmente appassionato. È un mondo che mi piace e poi Alberto, il presidente, è una forza della natura".
Mentre parla, Mbrianti tiene d'occhio le inconfondibili ice cubes, le luci di posizione a quattro cubetti dell'altra Cee'd GT che ci segue. Racconta di essersi imbattuto nella "mia macchinina", una 1.6 turbodiesel del 2013, quasi per caso. "Sapevo dei sette anni di garanzia delle Kia, ma quando me la sono trovata davanti sono rimasto lì un'ora a guardarla. Trovo che nel suo segmento sia l'unica con una personalità fuori dagli schemi e finora va come un orologio". A proposito di quadranti, trottando a velocità da Codice verso il confine slovacco rileviamo un consumo medio di 6 litri per 100 chilometri. La Cee'd si conferma una vettura nata per viaggiare tranquilli e tutti si sono lasciati conquistare dal cambio automatico a sette marce con doppia frizione. I 26 cavalli in più sulla versione base fanno gioco e si sentono, ma sono il tiro, l'elasticità e la prontezza fin dai 1.500 giri a fare colpo.
È nel raggiungere il confine tra l'Austria e la Slovacchia che ci si rende davvero conto di trovarsi nell'ombelico d'Europa. Nel raggio di trecento chilometri si possono toccare quatro capitali (Bratislava, Vienna, Praga e Budapest). Del passato comunista dissolto nel 1989, la Slovacchia sembra mantere solo il sentimento ispirato dall'aria dimessa e monolitica della sua architettura. Si passa con disinvoltura dai vecchi quartieri popolari e industriali al chiasso dei nuovi centri commerciali e direzionali. "Welcome to Slova-KIA", saluta ruffiano un enorme pannello pubblicitario subito dopo il confine. Le auto sono quasi tutte tedesche e asiatiche. L'Euroforia e l'orgoglio nazionale hanno archiviato frettolosamente il Socialismo reale e siamo più che mai curiosi di vedere cosa ci aspetta a Zilina.
Già, a proposito: Eva ci spiega che l'ora di cena è fissata alle 18 inderogabili, dato che alle otto i ristoranti chiudono. La delegazione del Cee'd Club Italia, spalleggiata dal vostro inviato, decide seduta stante di colonizzarne uno fino all'ultima slivoviza.

Day 3 - In visita alla casa della Cee'd. L'ultima volta che passai da queste parti la Cortina di Ferro si stava sgretolando. Avevo lasciato una triste e disorientata periferia dell'Unione Sovietica e oggi, quasi 25 anni dopo, ritrovo un efficiente avamposto della Corea del Sud. Žilina (si pronuncia Gilìna) è la città di 85.000 abitanti della Repubblica Slovacca che nel 2004 il gruppo Hyundai-Kia ha scelto come testa di ponte per il mercato occidentale. È qui che, oltre alla Cee'd (sigla per Community European - European Design, appunto) Kia Motors costruisce la Sportage e le Venga per esportarle in 76 Paesi. Perché proprio a Žilina? Era già sede di un distretto di meccanica pesante, con lavoratori qualificati e a basso costo. La posizione strategica nel cuore dell'Europa, la politica fiscale vantaggiosa e le infrastrutture realizzate ad hoc hanno fatto il resto. Non per nulla in Slovacchia hanno messo radici anche il Gruppo PSA Peugeot-Citroën e Volkswagen e presto si aggiungerà anche Jaguar Land Rover. Forse è un po' esagerato chiamarla Michigan dell'Est, ma ormai in Slovacchia lavorano circa 80mila addetti nell'automotive, più altri duecentomila dell'indotto. Nošovice, un'altra fabbrica del gruppo Hyundai nella Repubblica Ceca, dista appena 85 chilometri e si rifornisce di motori proprio dalla Kia di Žilina, che ogni giorno sforna 1.350 auto: la milionesima Cee'd è uscita dalla catena di montaggio nell'aprile del 2015. Quest'anno sono stati tagliati anche i traguardi dei due milioni di auto complessive e dei dieci milioni di propulsori costruiti. La fabbrica fu inaugurata ufficialmente nel 2006 su 233 ettari di superficie, dopo un investimento globale di 1,6 miliardi di euro. Oggi vi lavorano 3.900 persone in tutto su tre turni di produzione per cinque giorni. Raramente il sabato, mai la domenica.
Se i numeri possono impressionare, la visione d'insieme non scherza
. "Eccola, eccola!", annunciano eccitati i tre soci del Cee'd Club Italia mentre si avvicinano alla meta del loro pellegrinaggio. I quattro monoliti grigi che ospitano i reparti di taglio e pressa, la catena di montaggio, la carrozzeria e il magazzino si estendono sull'equivalente di 18 campi di calcio. Offrono il tocco spettacolare dei quattro corridoi sopraelevati vetrati, nei quali scorrono le scocche trasportate sul nastro da un capannone all'altro. Alle spalle sorgono i capannoni della Glovis, la società che produce componenti e si occupa della logistica; e della Hyundai Steel che fornisce le bobine di acciaio. È questa la vera forza del gruppo Hyundai-Kia: tutto il processo produttivo è integrato e a portata di mano, dalla materia prima al marketing, attraverso una serie di società controllate secondo il modello orientale. Non lontano si trovano anche le 13 fabbriche dell'indotto. E poi c'è la filosofia dell'attaccamento al lavoro e alla Casa. Sul doppio viale che porta a piazza dell'Armonia, un grande striscione recita: "Happy Kia family leads to happy Kia future", una famiglia Kia felice porta a un futuro Kia felice. Fa sorridere pensando che, 30 anni fa, uno slogan simile sosteneva i valori di una società opposta. Ci spiegano che è rimasto appeso dal "family day" di giugno che ha attirato 80mila fra dipendenti, familiari, amici e abitanti della zona. "So che le parole possono suonare persino infantili, ma riflette la filosofia del Presidente Eek-Hee Lee e hanno deciso di lasciarlo lì" precisa Jozef Bace, portavoce di Kia Slovakia. "A tutti gli effetti, chi viene a lavorare alla Kia fa una scelta di vita e non se ne va più. Qui non è stato licenziato nessuno neppure nel 2009, l'anno della grande crisi". Il ciclo di produzione è altamente automatizzato, ma gli operai sono sempre più numerosi dei robot. Molti scendono mezz'ora prima del turno direttamente dai 23 bus navetta forniti dalla Kia Slovakia. A seconda del reparto portano tute di colore diverso (rosso per la produzione, giallo il controllo qualità e via dicendo), come sulla USS Enterprise di "Star Trek". La presenza coreana è ormai limitata a 45 persone, fra i quali il presidente e i cinque vicepresidenti.
Il primo impatto con la produzione lascia annichiliti. La pressa è grande come una palazzina di tre piani e stampa qualcosa come cinque milioni degli 83 pannelli diversi che compongono le Cee'd, la Sportage e la Venga. L'ambiente è luminoso e pulitissimo. I pavimenti sono impeccabili, non c'è una macchia d'olio o di grasso. Mi rendo conto di aver lavorato in uffici assai più sporchi e polverosi... Le parole d'ordine sono zero difetti, nessun infortunio, massima flessibilità. La linea di montaggio può assemblare contemporaneamente otto fra modelli e allestimenti diversi e gli oltre 360 i robot (ovviamente a marchio Hyundai) hanno ormai sostituito l'uomo nelle lavorazioni più faticose, alienanti e pericolose. I bracci di saldatura che si agitano ritmicamente sono uno spettacolo ipnotico. Ne operano 71 solo nel reparto sigillato di verniciatura dove le scocche sono letteralmente pucciate nelle enormi vasche di primer.
La visita lascia amirati e pensierosi. A Žilina abbiamo trovato condizioni lavorative e un senso di ottimismo che da noi sono un ricordo pre-crisi. Tuttavia, dalla miriade di informazioni e dati di cui siamo tempestati è omessa la più significativa: quanto guadagna un operaio. "Filosofia del presidente anche questa, ci dispiace". Giusto per farsi un'idea con i dati dell'Ufficio statistico slovacco, nell'area di Žilina lo stipendio mensile di un addetto all'industria manifatturiera si aggirava nel 2012 sui mille euro lordi, ma dopo l'aumento seguito alla contrattazione collettiva fra sindacati e Kia Slovakia, lo stipendio medio lordo di un addetto alla produzione è di 1.367 euro, più eventuali bonus legati alla produzione.

Day 4: da Graz a Milano. L'Austria scorre sotto le ruote come un lungo fiume tranquillo e luminoso a velocità radar. Attraverso il parabrezza della Cee'd SW GT Line, le Alpi sono argini solenni. È uno spettacolo magnifico in questo novembre mite e inaspettato, ma negli occhi tutti hanno ancora la giornata di visita alla fabbrica Kia di Zilina. Non è solo la passione che parla, anche se passeggiare nel reparto e osservare i visi e la gestualità delle persone che hanno costruito la tua auto è pur sempre emozionante. A stupire davvero la delegazione del Cee'd Club Italia è stato il livello di tecnologia e di organizzazione produttiva di una linea di montaggio che scorre 24 ore al giorno. Dove nessuno ha memoria di incidenti e neppure si sporca le mani.
"All'inizio mi hanno colpito molto le presse" ammette Andrea Buticchi, 56 anni appena compiuti. Oggi vive nelle Marche e lavora nel team Risorse umane delle Poste Italiane, ma il suo primo lavoro a 18 anni fu in officina alla Ferrotubi di Milano. "Operaio nella stessa fabbrica dove lavorava anche mio padre. Ricordo quando da ragazzino mi portava a visitarla nella giornata aperta ai familiari, di solito a Natale. Altro che family day... L'ambiente era tutto nero, sporco, la legge 626 era fantascienza, una distanza abissale dai meccanismi e dalla pulizia della Kia di Zilina. Però nel reparto taglio e presse ho fiutato lo stesso odore di fabbrica che mi ha riportato indietro nel tempo".
Buticchi è il classico tipo che osserva molto, parla poco e mai a sproposito. Grande appassionato e "storico" dell'auto, a casa custodisce l'intera collezione di Quattroruote, che acquista regolarmente ogni mese dal 1977. È entrato nel forum del Cee'd Club Italia dopo aver comprato la sua Cee'd Executive turbodiesel da 128 cavalli del 2012. Alla Cee'd è arrivato anche per "colpa" del suo amore per lo sport motoristico, con una spiccata preferenza per i piloti di Formula 1 italiani di comune estrazione sociale, da Vittorio Brambilla a Michele Alboreto, e per il "Leone" Nigel Mansell. "Avevo una Peugeot 307 e nel momento di cambiarla non solo mi sono reso conto che la 308 non mi piaceva, ma la Casa aveva anche deciso di abbandonare il Mondiale turismo lasciandolo nelle mani dell'Audi. Non gliel'ho perdonata. Così ho deciso di scegliere un marchio disimpegnato dalle competizioni, per non essere più coinvolto emotivamente... Al Salone di Ginevra avevo notato la Hyundai i30. Mi piaceva, ma la Cee'd mi era piaciuta ancora di più. Aveva un aspetto gradevole e tutto quello che cercavo in una berlina del segmento, come il tettuccio apribile e i fari allo Xeno".
Guidare lo diverte e l'idea del pellegrinaggio a Zilina l'aveva "preso" subito. Non è stato deluso: "I movimento dei bracci robotizzati erano qualcosa di impressionante. Il mio momento preferito? Nella stazione di lavoro in cui la piattaforma della Cee'd con telaio, motore, sospensioni e freni veniva letteralmente issata nella scocca già completa di pannello. Il momento cioè in cui la macchina prende la sua forma definitiva. Ma c'è stato anche qualcos'altro che mi ha ben impressionato. La Kia di Zilina è ancora una fabbrica che coinvolge le famiglie, organizza le scuole d'inglese e i centri estivi per i figli dei dipendenti, supporta gli ospedali della zona. Credo che anche da questo dipenda lo spirito di corpo che accomuna chi lavora nella produzione a chi dirige lo stabilimento". Passato il valico di Tarvisio, gli chiedo se vuole cedere il volante. "Ma no, guidare la Cee'd mi piace. Anzi, forse hai ragione tu, dovrei portarla a Le Mans, così finalmente mi vedrò la 24 Ore...".

Day 5: impressioni finali. Da sempre si dice che quando si parte, spesso il viaggio conta più della destinazione. Non sempre è vero. Nel pellegrinaggio a Zilina, il luogo dove nascono le loro Kia, i soci del Cee'd Club Italia erano motivatissimi a respirare l'aria di casa. Per raggiungere la città della Slovacchia incuneata fra la catena montuosa degli Alti Tatra, il confine con la Polonia a nord e con la Repubblica Ceca a ovest, abbiamo impiegato due giorni a bordo di una coppia di Cee'd Sports Wagon 1.6 in allestimento GT Line. La grigia metallizzata in versione "base" con il motore CRDi Turbodiesel da 110 cavalli e trasmissione manuale a 6 marce; l'altra nello sportivissimo color rosso, con motore da 136 cavalli gestiti dal cambio automatico DCT a 7 rapporti e doppia frizione. Entrambi i propulsori sono omologati Euro 6. La rossa dispone anche del pacchetto tecnologico che include il sistema Connected Service con display di 7 pollici e il tettuccio apribile. Su Quattroruote.it abbiamo già parlato delle nuove Cee'd 2015, stavolta abbiamo condiviso le impressioni di guida con chi queste auto le conosce meglio di molti. Chi ci ha seguito finora sa che Alberto Zancopé, Marco Brianti e Andrea Buticchi del Cee'd Club Italia guidano tutti Cee'd di prima generazione post restyling, in diversi allestimenti. Il GT Line ha conquistato tutti fin da subito. Un po' di sportività era quello che serviva per far emergere la personalità stilistica della nuova Cee'd. Ed ecco i paraurti ridisegnati, lo scarico con finale sdoppiato, le minigonne laterali che completano i fianchi più scolpiti e i passaruota muscolosi. Approvazione unanime per i cerchi di lega da 17", leggeri anche alla vista, che in movimento creano l'effetto trasparenza sui freni a disco. Ecco, in questo caso una maggiore cura nel rifinire le pinze sarebbe stato appropriato. Gli interni con i rivestimenti dedicati di pelle nera (anche sul volante) sono sportivi senza eccedere. Al lusso ci si abitua in fretta: dopo qualche minuto di smarrimento dovuto alla quantità di pulsanti ravvicinati fra il volante e la plancia, cominciamo a lasciarci viziare dal Connected Service gestito dal sistema Tom Tom. Inappuntabile il navigatore, la colonna sonora è garantita anche dalla connessione Usb e iPod; quando sulle Alpi il segnale sfuma, entra in gioco il sintonizzatore DAB. L'unico appunto estetico va alla palpebra ricavata sulla superficie della plancia, che include orologio digitale, temperatura esterna e la solita silhouette della diagnostica. Molto pratica da inquadrare, ma se "hanno fatto 30, potevano fare 31 trovando una soluzione più originale, magari inserendo dei micro amplificatori". Comunque non c'è dubbio sul fatto che il team diretto da Peter Schreier al nuovo Centro stile europeo di Russelsheim, in Germania, abbia compiuto la sua missione. L'abitabilità e il comfort sono qualcosa di più di una conferma di quanto di buono i soci del Cee'd Club Italia conoscevano già. L'isolamento acustico dell'abitacolo ha fatto un sensibile passo avanti e la visibilità è ottima; sulla GT Line rossa è aumentata dal parcheggio assistito e dall'avviso di ostacolo sulla visuale cieca. La differenza tra i fari a incandescenza e quelli allo Xeno salta letteralmente all'occhio. Molto apprezzate anche la segnalazione del limite di velocità e la possibilità di programmare la velocità massima sul cruise control, utilissima per guidare più rilassati sui tratti autostradali monitorati dai radar. Regolazione del volante: alle modalità neutra e comfort si fa preferire la sport, più pesante ma anche pronta e diretta. Dopo qualche centinaio di chilometri si fa notare come sul sedile posteriore la strada si "senta" di più e si rimpiange il bracciolo centrale pieghevole della versione Platinum. Il motore CRDi 1.6 ha messo tutti d'accordo, senza eccezioni. Impostato per il massimo risparmio, indica la cambiata a non più di 1.600 giri, al massimo duemila in pendenza. Letteralmente bradicardico, permette di tenere la sesta marcia ad appena 80 chilometri orari e dimenticarsi della leva del cambio. Mentre quello "vero" ha conquistato anche chi "sulla mia Cee'd ci può stare tutto, tranne l'automatico". Molto fluido nella variazione di marcia, ha mostrato elasticità e prontezza inaspettate in fatto di scalata e ripresa. I 26 cavalli in più fanno la differenza, eppure abbiamo rilevato un consumo uguale, se non leggermente inferiore, alla Cee'd con trasmissione manuale. Giudizio finale? Non serve aspettare il rientro alla Kia Motors di Milano per stilarlo: le Cee'd GT Line si sono dimostrate ottime auto per viaggiare, con il plus dell'automatico e del navigatore per godersi il centro di Graz e il traffico di punta intorno a Vienna senza affanni.

Paolo Sormani

COMMENTI

  • Buongiorno, Comincio dalla fine...del nostro "pellegrinaggio" Quando siamo ritornati a Milano per riprenderci la nostre cee'd,io,Marco e Andrea ci siamo guardati ancora increduli per l’avventura appena vissuta. Ci siamo detti "Hai visto che succede se acquisti una cee'd" Desidero ringraziare Kia Italia per l'opportunità offerta al Cee'd Club Italia di fare un test prolungato con due nuove cee'd nell'allestimento Gt Line,l'organizzazione del viaggio è stata eccellente. Ringrazio anche Kia Slovakia per l'accoglimento che ci hanno riservato,ci hanno fatto sentire come parte importante di una grande famiglia. A mio parere,Kia è l'unico Marchio che con questa e altre iniziative dedichi una tale attenzione alla sua clientela. Ringrazio Giorgio Ferri che ha saputo con professionalità fissare con la sua fotocamera i vari momenti del nostro viaggio,il reportage fotografico ne è la testimonianza. Lo ringrazio anche per la sua infinita pazienza...non è facile tenere fermi tre cee'disti... Un ringraziamento particolare alla redazione di Quattroruote e ha Paolo Sormani che ha saputo descrivere l'evento del viaggio a Zilina in modo esemplare,leggendo si ha quasi l'impressione di esserci. Invito al Sig.Vin Leo Con piacere La invito a registrarsi/iscriversi al nostro forum,per me sarebbe un onore discutere con Lei del Marchio Kia e della garanzia che offre ai sui clienti e altro. Magari leggendo cosa scrivono i clienti di Kia,nel nostro caso del modello cee'd,potrebbe farsi un'idea più completa e aggiornata della realtà. Saluti
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  • Con l'animo straziato per le vittime dei recenti attentati di Parigi, vorrei esprimere un sentito ringraziamento a KIA Motors Italia e Quattroruote.it per avere dato la possibilità a me e ai miei compagni di viaggio di vivere un'esperienza indimenticabile e di averci permesso di condividerla con tanti appassionati del mondo dei motori. Un caro saluto a Paolo Sormani e Giorgio Ferri simpatici compagni di viaggio e puntuali cronisti di questa "avventura".
  • Concludo: finalmente un Quattroruote dal volto umano. Quando scendete dal pulpito siete persino simpatici.
  • Le Cee'd sono ormai modelli maturi, che non riservano brutte sorprese ai possessori, e questo non è poco.
  • Non capisco questo astio nei confronti di questo articolo. E' un articolo interessante, che va al di la della semplice descrizione o recensione dell'auto proprio perchè si chiama diario. Come diceva Enea questi forum sono effettivamente il vero punto di riferimento se uno ha intenzione di saperne di più. Quando ho visto la gt line in foto quando uscirno le prime foto me ne sono innamorato stamattina passando su quattroruote ho notato questo articolo e mi ha fatto molto piacere leggerlo e lo trovo interessante proprio per la particolarità di questa iniziativa. Con questa iniziativa kia ha guadagnato tantissimo in immagine secondo me quindi siginfica che sono avanti e ci sanno fare. Ed io proabilmente diventerò un nuovo suo cliente. ;)
  • Forse indispone i dotti commentatori il fatto che Kia si possa permettere sette anni di garanzia...
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  • sinceramente non capisco la volontà di denigrare un articolo di questo genere. Si tratta di un racconto di una iniziativa di un club appassionato di una autovettura che chiede di andare a vedere la fabbrica di produzione. E' un racconto che con una rivista come quattroruote ci può stare. Poi se il fatto che non si tratti del Golf club che va alla VW renda lecito dire che la cosa non è degna di interesse è opinabile. A valle di ciò, se quello che leggete non vi aggrada, potete sempre cliccare sulla crocetta rossa in alto a destra.
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  • Premesso che conosco ed apprezzo la Slovacchia avendo amicizie a Banská Bystrica, leggere un articolo addirittura a puntate su un viaggio con una "emozionante" Ceed fino alla "ridente" Zilina non fa certo venire la pelle d'oca...... Proporrei in futuro un altro bel giro da ..... che so ... ILVA di Taranto fino a Lovech in Bulgaria, per riportare da dove è nata una Great Wall H6.... e lasciargliela la.... ritornando poi col treno......
  • questi forum e associazioni di privati con la stessa passione automobilistica, sono il vero punto di riferimento cui rivolgersi se si è interessati ad uno specifico autoveicolo. In certo modo concorrono "sulla strada" e nel tempo con questa rivista. Spero nei prossimi giorni di leggere anche qualche dato, sul consumo, sul comfort di marcia e via discorrendo.
  • DIVERS FOTO LE AVETE SCATTATE NELL'A23 DA BUIA A TARVISIO. IL PIENO E' ALLA STAZIONE DI SERVIZIO VERSO BUIA. UNA BELLA AUTOSTRADA. PECCATO CHE IL CAMBIO DOPPIA FRIZIONE SIA SOLO SULLE DIESEL.
  • Ciao a tutti: SOno Pinus, uno dei soci fondatori di Cee'd Club Italia (tessera n° 4 del Club dei 30 ed all'epoca tesoriere del Club) Noto con piacere che il Club è cresciuto tanto ed ha avuto l'onere di essere citato su questa testata ricca di storia e tradizione Complimenti ad Alberto "gufo59" che ha realizzato quello che all'epoca era un sogno mio e di quel gruppetto di sognatori che condivisero con me l'inizio del percorso. Abbiamo fatto tantissimo per far apprezzare la vettura di Zilina in Italia e questo articolo dimostra che ci siamo riusciti, collettivamente, chi prima e chi dopo. Per motivi che riguardano la mia vita personale dopo l'estate del 2010 non ho potuto dedicarmi più al club con la stessa abnegazione e passione di un tempo ed ho preferito fare un passo indietro Mi fa piacere però che ancora si ricordano di me, che i miei claim creati nel 2007 fanno ancora bella mostra di se nella home page del sito del club. Bravi a tutti Voi / a tutti noi ** La strada ci divide La Cee'd ci unisce Cee'd heaven up ** PInusdepinus
  • Perdonate, ma non ho compreso del tutto il senso dell'articolo. Complimenti al Signor Zancopè, però ora non so se acquistare un gioiello per mia moglie oppure un ampli valvolare per me. In questo articolo non si parla della Kia, a me pare vagamente out topic. ...dimenticavo, belli i Pink Floyd, Animals però è stato uno scivolone, abbia pazienza... ;-)
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