Diario di bordo

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Una settimana con la fortwo Brabus

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Una settimana con la fortwo Brabus
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Poco più di una settimana fa ha debuttato nelle concessionarie la Smart Brabus, che sarà disponibile nelle varianti fortwo (protagonista del Diario di bordo di questa settimana), fortwo Cabrio e forfour. La piccola pepata del Gruppo Daimler è equipaggiata con un tre cilindri di 0.9 litri Turbo da 109 CV a 5.750 giri e una coppia massima di 170 Nm a 2.000 giri, abbinato al doppia frizione Twinamic. Secondo i dati dichiarati dalla Casa la Smart Brabus tocca i 165 km/h di velocità massima e accelera da 0-100 in 9,5 secondi. Il consumo medio è di 4,5 l/100 km, con emissioni di CO2 pari a 102 g/km. Della ricca dotazione fanno parte l'assetto sportivo, con barra antirollio anteriore maggiorata e lo sterzo con una taratura specifica, così come l'Esp. I cerchi di lega da 16 pollici all'anteriore e da 17" al posteriore calzano gomme, rispettivamente, da 185/50 e da 205/40. Completano il quadro i sedili sportivi di pelle Nappa, la plancia rivestita di pelle e tessuto, il tetto Panorama e i pacchetti Cool & Audio e Led & Sensor.

Day 1. Diciamolo: se si misura col metro della razionalità, la Smart Brabus è tutta sbagliata. Con 23.000 euro si comprano macchine ben più utili. Però basta poco per ricredersi: grazie al peso di soli 900 chili, i 109 cavalli del tre cilindri turbo si sentono subito sotto l’acceleratore e basta premerlo in parte per trovarsi davanti a tutti negli spunti ai semafori. Poi, le piccole dimensioni consentono di destreggiarsi facilmente nel traffico, si fa inversione in un fazzoletto e si scopre il piacere di parcheggiare dove le macchine “normali” non entrano. Accertato che la Brabus fa faville in città, non è altrettanto certo che se la cavi bene anche quando si alza il ritmo in autostrada. E invece, anche qui la smartina non delude: pure ad alta velocità (che raggiunge in pochi attimi) tiene la linea e persino i curvoni si affrontano senza patemi d’animo. Certo, lo sterzo non ha una precisione millimetrica e il comportamento in caso di brusche manovre d’emergenza è tutto da scoprire, comunque l’impressione è che la cura Brabus abbia dato ottimi risultati. Così ci si trova a viaggiare spesso ad andatura sostenuta, anche perché la macchina accelera senza sforzo apparente, grazie pure al buon funzionamento del cambio a doppia frizione (che si può comandare anche con le palette al volante) e soprattutto lo spunto breve è vivacissimo. Pure il sound del tre cilindri ha una piacevole tonalità sportiveggiante e se non si accarezza il gas si sente sempre forte e chiaro ma non disturba, anzi. Il divertimento assicurato dal motore esuberante e dalla estrema compattezza fa passare in secondo piano la mancanza di spazio a bordo (se si viaggia in due, si deve mettere anche la giacca nel microscopico bagagliaio, rimpicciolito dalla presenza del subwoofer), la limitata visibilità di tre quarti posteriore, il molleggio non certo soffice (ma più confortevole di quello delle serie precedenti) e il consumo che non ha niente a vedere con quello dichiarato (con condizionatore sempre al lavoro, visto il caldo, e il piede destro spesso fuori controllo la media è stata di 8,8 litri/100 km). Insomma, la Smart Brabus non è certo l’auto che ti ordina il dottore, ma chi non ha problemi finanziari… Roberto Boni, redazione Prove/Tecnica

Day 2. Sembra un controsenso parlare di spazio quando ci si mette al volante di un'auto di 2 metri e 70 per 1 e 66, fatta per posteggiare negli spazi più angusti e per essere il più agile possibile nelle manovre da fermo e in mezzo al traffico, ma è davvero una sorpresa accomodarmi nell'abitacolo di questa fortwo. Sentir parlare di dimensioni cresciute rispetto alle serie precedenti è una cosa, un'altra è sperimentare che l'escursione della seduta e dello schienale superano tranquillamente le necessità di chi è sopra il metro e 80, e che si ha a disposizione una spanna abbondante fra la testa e il tetto panoramico. Un vero e proprio salto generazionale (soprattutto rispetto alla prima Smart), che si riscontra anche (e soprattutto) in marcia. Qui parte del merito è da attribuire alla "cura" Brabus, i cui tecnici hanno contribuito a ottimizzare anche la taratura del doppia frizione a sei rapporti Twinamic (di serie), che si dimostra sempre pronto e rapido. Certo, quando si mette in "manuale" e si usano i paddle non è così fluido nelle cambiate come uno Speedshift DCT AMG (giusto per rimanere nel Gruppo Daimler), ma sicuramente scava un solco col passato. La Smart fortwo Brabus è una vettura brillante, con cui puoi "giocare" e divertirti al volante, anche perché passo corto e assetto abbastanza rigido limitano al massimo perdite di aderenza e rollio, anche quando si affrontano le curve con decisione. Ecco, non mi sarebbe dispiaciuto un po' più di carico e precisione da parte dello sterzo, ma proprio perché, pur senza sbalordire nell'allungo, quando non c'è traffico ti viene proprio voglia di ricercare quel "go-kart feeling", che in alcuni frangenti questa Smart sa regalare. Nonostante la sportività, comunque, è complessivamente buono il confort di marcia, con le sospensioni che assorbono abbastanza bene le asperità del manto stradale. Alessandro Carcano, redazione Internet

Day 3. Pur condividendo totalmente i commenti di chi mi ha preceduto in questa “settimana Brabus”, per forza di cosa devo fare qualche confronto con le mie esperienze passate. Due in particolare, una recentissima e l’altra quasi preistorica: per il numero di Quattroruote di agosto, infatti, ho appena provato la Smart fortwo cabrio. Mentre della Brabus avevo un ricordo abbastanza netto, dovuto a un viaggio fatto ormai una decina di anni fa, nel 2007. E dunque, ecco le mie impressioni. Rispetto alla cabrio, equipaggiata con lo stesso tre cilindri turbo, però in versione da “soli” 90 CV, i venti cavalli in più si sentono, per carità, ma non la trasformano in un mostro di cattiveria. Lo stesso cambio a doppia frizione, identiche levette al volante, un assetto tutto sommato confortevole, nonostante le modifiche già descritte, costringono a chiedersi, tutto sommato, se l’allestimento Brabus non sia più che altro un kit estetico, piuttosto che davvero corsaiolo come il nome promette. Però devo ammettere di aver guidato soltanto in città, e dunque senza testare davvero le potenzialità di allungo, i miglioramenti di prontezza di sterzo e precisione nei curvoni, eccetera. L’ho provata da citycar, e nel traffico, in effetti, risulta normalissima. Tranne che nei consumi, a dire il vero: nel mio tragitto di una trentina di chilometri, senza guidare da ossesso e senza disattivare l’antipatico Start&Stop (antipatico perché non me l’aspetto su una sportivetta, non per altro), la percorrenza è stata piuttosto deludente. Ho fotografato il trip computer mentre segnava 10 litri tondi per 100 chilometri, ma la media era salita anche a 10,4 (pari a 9,6 km/litro, per intendersi). Della Brabus del 2007, come accennavo, avevo tutt’altro ricordo: anch’essa non presentava nulla di eccessivamente "tamarro" (in sostanza, passaruota allargati e doppio scarico centrale d’acciaio, più minigonne e presa d’aria maggiorata, ma solo sulla "Xclusive"). Però aveva un suono del motore più incattivito, e l’assetto ribassato di dieci millimetri la rendeva parecchio dura e scomoda sulle imperfezioni stradali. Il fatto è che è cambiata tutta la Smart. L’ultima generazione, la terza, è più spaziosa, più morbida, allungata nella carrozzeria e nel passo, e dunque si arriva a una specie di paradosso: la Brabus attuale, tutto sommato, è più comoda di una vecchia Smart senza il pacchetto sportivo. In fin dei conti, non è una cosa negativa. Va forte, senza spaccare la schiena. E con tanti dettagli con la famosa “B”, che ovviamente danno un pizzico di personalità per distinguersi. Andrea Sansovini, redazione Prove su strada

Day 4. Ci risiamo. Devo andar via per un servizio (tema Formula 1, appuntamento al numero di settembre di Quattroruote…) e i colleghi delle prove mi affibbiano una Smart. Senza tenere conto del fatto che il mio viaggio, pur non lunghissimo, sarà al 95% in autostrada. Insomma, un altro scherzetto, come quella volta che mi hanno mandato in giro per la città con una fuoristrada a passo lungo (vedi Day 3, ndr)… E, invece, no. Perché la Smart che mi tocca in sorte è sì una Smart, ma Brabus. Cosa che, ovviamente, cambia tutto. E non solo per le prestazioni, che già m’immagino. È il nome, che fa scattare tutta una serie di ricordi. Di quando, per un certo periodo, in questa casa editrice mi sono occupato anche di tuning & affini. E di quando (vedi Quattroruote del novembre del 2000) alla Brabus ci ero proprio andato, per un articolo sul paradiso degli elaboratori tedeschi. Che impressione mi aveva fatto la loro sede di Bottrop (non proprio amena località dalle parti di Düsseldorf…): 250 dipendenti, 85 postazioni di lavoro, 6.500 auto realizzate ogni anno, che ne facevano un vero Costruttore, dal ’99 partner ufficiale della Smart (oltre che della Mercedes e, a quei tempi, anche della Chrysler, ora approdata a ben altri lidi). Faceva effetto già allora, l’argenta Smart Brabus che mi avevano messo in mano (da alternare a una CLK 5.800…). Era capace di arrivare a 135 km/h (autolimitati): e pensare che, di cavalli, ne aveva 70, contro i 55 della versione di serie. Passa il tempo: adesso, la Smart Brabus di freschissima presentazione che mi trovo a guidare, di cavalli ne eroga ben 109. E il motore sarà pur sempre un 3 cilindri come allora, ma turbo e fatto di una pasta ben diversa. Se, infatti, dal mondo dei (pur bei) ricordi passiamo a quello reale, ci sono due-tre cose di questa nuova piccola “brabusizzata” che vale la pena sottolineare. Partendo dagli interni: belli, fighissimi, all’altezza del prezzo, ma quel contagiri-orologio posticcio, piazzato sulla sinistra della plancia… E quei paddle del cambio, di una plastica che fa storcere il naso… Poi, passato il casello, affondi il piede destro sull’acceleratore e dimentichi tutto questo. Il turbotricilindrico spinge, eccome spinge. E non c’è bisogno neanche di premere il tasto Sport, perché quello che arriva basta e avanza; anche, in ripresa, per vedere rimpicciolire negli specchietti auto di stazza e cilindrate ben diverse. Piuttosto, è ancora il cambio a non convincermi del tutto: niente a che vedere col precedente, per carità, che non sono mai riuscito a mandar giù (basta mettersi al volante di una delle vecchie Smart in condivisione di Car2go per rendersene conto ancora oggi). Però anche l’attuale doppia frizione non ha quella fluidità che ti aspetteresti da un dispositivo dei giorni nostri. Comunque, i chilometri in autostrada volano via che è un piacere e devi tenere d’occhio il tachimetro per non rischiare di vedere volar via, insieme a un bel po’ di euro, anche la patente. Ci pensano i sobbalzi sui giunti dei viadotti autostradali (rigida è rigida, come si conviene al genere) a riportarti la percezione della velocità raggiunta. Giusto in tempo, prima che provveda qualche pattuglia della Stradale… Emilio Deleidi, redazione Inchieste

Day 5. Quando guido una Smart, una qualunque Smart, ho sempre delle aspettative molto elevate. Com'è giusto che sia, peraltro, quando una macchina la strapaghi. D'altra parte, qui di concorrenti vere non ce ne sono e, anzi, l'unica che ci ha provato è finita nel dimenticatoio. Perciò non c'è alternativa, se uno vuole stare al gioco della fortwo, che accettare le condizioni: tradotte in cifre, la Brabus al centro delle nostre attenzioni fa 22.969 euro (più eventuali extra). Se vi state interrogando sul senso di tale richiesta, evidentemente non siete "smartisti" e neppure tanto appassionati al genere. Ci sta. Comunque, questa Smart Brabus, che personalmente avrei preferito nella variante cabrio, un pochino m'ha sorpreso: m'è parsa, andando a memoria, un po' più gradevole da guidare della Turbo da 90 cavalli. Lo sterzo, per cominciare, mi ha dato la sensazione di essere più progressivo; poi, più in generale, tutta la macchina m'è sembrata più reattiva e pronta delle altre Smart. Così, per questa sua natura sportiveggiante, alla fine s'è portati a guidarla sfruttando tutti e 109 i cavalli del tre cilindri turbo, soprattutto ai semafori. Con buona pace dei consumi, che vanno letteralmente a farsi benedire. Questa, però, non è un'utilitaria, è una Smart Brabus. Un mondo a parte. Carlo Di Giusto, redazione Attualità

 

COMMENTI

  • Nessuno degli illustri tester ha segnalato la posizione della leva del cambio col più in avanti e il meno indietro...... evidentemente ormai molti si sono assuefatti alle scelte delle case costruttrici e le subiscono supinamente.....
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  • In realtà supera abbondantemente la velocità dichiarata dalla Casa, ma personalmente non azzarderei a quella velocità ... poiché non è una vera auto come Toyota iQ che ha la traversa di acciaio sotto il paraurti anteriore.
  • Sinceramente sono preoccupato sui reali consumi, fare 8,8 km al litro mi sembra un consumo da auto di categoria superiore.
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  • Ammetto che per la "sorella" forfour ho toppato alla grande le valutazioni, non avrei scommesso un soldo bucato sul suo successo di mercato ed invece ne sono piene le strade, ben più della "cugina" Twingo che per via del marchio Renault, sotto la Tour Eiffel avrebbe dovuto fare sfracelli. ..... Quanto a questa fortwo Brabus, certamente un bel giocattolino da città, ma con un passo così corto ed un baricentro così alto, a 165 km/h mi sentirei tutt'altro che al sicuro, ..... tra l'altro, credo la velocità massima sia limitata elettronicamente altrimenti con 110 Cv e 170 Nm sarebbe stato lecito attendersi altri numeri....
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  • il fatto che il comportamento in caso di emergenza sia da scoprire non è rassicurante...
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