Jeep Grand Cherokee Una settimana con la SRT 6.4 V8 da 468 CV

Jeep Grand Cherokee
Una settimana con la SRT 6.4 V8 da 468 CV
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La Grand Cherokee 6.4 V8 Hemi 468 CV SRT è il modello al top della gamma Jeep. Il cuore è un V8 aspirato a benzina di ben 6,4 litri da 468 cavalli e 624 Nm che spinge le 2,5 tonnellate della vettura da 0 a 100 km/h in cinque secondi e le fa raggiungere i 257 km/h. il cambio automatico a otto marce, la trazione integrale permanente e le sospensioni con ammortizzatori a smorzamento variabile completano il quadro tecnico della vettura, che ha prezzo di listino di 92.520 euro.

Day 1. No replacement for displacement: mentre mi avvicino alla Grand Cherokee SRT mi frulla nella testa questo motto molto popolare tra gli appassionati yankee, che però da questa sponda dell’oceano e in questi tempi di downsizing suona quasi come una bestemmia. Non c’è alternativa alla cilindrata: ma sappiamo tutti che la tecnica moderna ha superato questo detto e che per il massimo rendimento (o, perlomeno, per ben figurare nei cicli di omologazione) i motori devono essere piccoli e sovralimentati, ma oggi per una volta ci godiamo l’inefficienza al cubo: un bel V8 aspirato a benzina di 6.417 cm3, semplice (basamento di ghisa, due valvole per cilindro) e calato in un corpo vettura che per forma e dimensioni non rappresenta certo l’ideale dell’aerodinamica e sfiora le 2,5 tonnellate di peso. L’abitacolo della Grand Cherokee è sempre appagante, a maggior ragione in questo esemplare dotato di sontuosi sedili di pelle color biscotto e plancia anch’essa rivestita di cuoio, ma quello che qui conta davvero è come va il V8. E non appena premo il pulsante di avvio rivolgo un pensiero riconoscente agli americani: anche al minimo il borbottio che emette lo scarico inizia a far girare l’adrenalina, alla faccia dei micromotori a pochi cilindri. E basta accarezzare l’acceleratore perché questa mastodontica Jeep avanzi senza sforzo apparente. Si può non essere d’accordo sulle doti dell’infotainment, secondo me non al livello dei sistemi più moderni e sofisticati (ma l’hi-fi Harman Kardon con 19 altoparlanti e amplificatore da 825 W fa una bella figura) e sullo sterzo, che è pesante e che non brilla per prontezza e precisione, ma al riguardo mi torna in mente una discussione di tanti anni fa con un mio zio che viveva in California. Lui concordava con me che l’handling delle auto americane lasciava a desiderare, ma la moglie, anch’essa italiana ma ormai più yankee di una casalinga del Midwest esclamò: “Non importa, tanto in America non ci sono le curve!”. Già, per divertirsi con la SRT non ci si deve addentrare nei percorsi tortuosi, è meglio cercare un rettilineo senza traffico, mettere il selettore delle modalità di guida in Sport e schiacciare il gas a tavoletta per godersi lo spettacolo di un allungo poderoso, scandito dalle cambiate dell’automatico a otto marce e accompagnato dalla voce entusiasmante del V8 (e forse del gorgoglio della benzina che viene risucchiata in gran quantità dal serbatoio). Per una volta, infatti, non vi dico qual è il consumo medio indicato dal computer di bordo: un dato trascurabile, visto il tipo di auto e i clienti a cui si rivolge. Roberto Boni, redazione Prove/tecnica

Day 2. Da non credere, sulla manopola che serve per selezionare i vari terreni c’è non solo la posizione Sport, ma anche quella Track, e c’è pure il launch control. Selezionando Track, le sospensioni pneumatiche si abbassano, l’assetto diventa rigido come una tavola, l’otto cilindri risponde con una cattiveria inaudita assecondato perfettamente dal cambio automatico, che infila le marce una dietro l’altra come fucilate. Il terza-quarta-quinta, per esempio, è tutto da ascoltare con l’otto cilindri che cala appena di giri per poi riprenderli quasi subito. Un urlo da sportiva vera. Non si può non amare questa mega Suv o, forse, non c’è scelta: o la si ama o la si odia dal profondo. A me piace, non lo nego. È un'auto speciale, fuori catalogo, non ce n’è un’altra come questa. La Porsche Cayenne fa di tutto per dissimulare la sua massa, la Maserati Levante ci prova, al volante di questa SRT, invece, si avverte tutta la possanza di un mezzo straordinario. Più che guidata, va domata, altrimenti la sensazione è che possa essere lei a prendere il sopravvento. Questo è quello che ho potuto verificare in qualche giro di pista sull’handling di Vairano. Va forte questa Suv, molto forte e, a ben vedere, va anche bene, solo che, oltre un certo limite, vi chiede tutto ed è molto esigente. Non ci sono mezze misure, ma le emozioni sono garantite. Abbandonata la pista e rimessa la manopolona su un settaggio più consono alle esigenze di tutti i giorni (Confort, ma anche Sport va più che bene), la SRT torna a essere una Grand Cherokee, l’auto ideale per viaggiare. Il confort è notevole, le sospensioni, in posizione Confort isolano molto bene l’abitacolo dalle sconnessioni della strada e solo il borbottio roco dell’otto cilindri ricorda che sotto al cofano non c’è il solito turbodiesel. Certo, non è più nuovissima e certe concorrenti offrono abitacoli più lussuosi e ricercati, ma la Grand Cherokee conserva, ancor più in questa versione SRT, il suo innegabile fascino yankee. Sì, francamente mi sembra difficile immaginare qualcosa di più genuinamente americano. Marco Perucca Orfei, Centro Prove

Day 3. Non penso che riuscirò mai a dichiarare amore eterno a un’auto yankee. Siamo troppo diversi, per così dire. Ma i cavalli, si sa, sono lo strumento perfetto per smussare le certezze e unire i popoli attraverso gli oceani. In definitiva, per rendere meno incrollabili persuasioni che uno porta con sé da decenni. E, in questo senso, i 468 equini presenti nel cofano della Grand Cherokee SRT sono un esempio da manuale. Le tre lettere che rendono questa Jeeppona diversa dalle sorelle alle quali siamo abituati sta per Street & Racing Technology. In pratica, l’AMG o la Motorsport del gruppo italoamericano. E, in effetti, la differenza rispetto a una 3.0 CRD si sente. Nel bene, ma anche nel male. Anzi, partiamo da quest’ultimo. La SRT è un’auto pesante: un po’ perché le 2,5 tonnellate del corpo vettura sembra di sentirle sulle spalle, un po’ perché i tecnici americani hanno reso molto fisico, per così dire, anche lo sterzo. Un comando maschio, che richiede un impegno muscolare superiore alla media pure quando si va a spasso. Figuratevi poi quando si sposta su Sport o Track la rotellona sul tunnel e si comincia a giocare con i cavalli. Le buone notizie, però, sono che il telaio risponde con insospettabile verve alle richieste di sportività: le sospensioni tengono a bada per bene i movimenti del corpo vettura e finisce che, con la SRT, riesci pure a divertirti. Sì, divertirsi, e in questo il V8 Hemi ha una parte non da poco. 392 cubic inches, detti così, non fanno grande impressione, ma tradotti nei nostri 6.400 centimetri cubi fanno strabuzzare gli occhi. Sono un’infinità, ma non sono lì per niente. Tralasciando i consumi (che comunque non sono un problema, se solo siete in affari con un emiro), l’otto cilindri ha un carattere spettacolare. È gagliardo, spalluto e prende i giri con quella naturalezza che solo gli aspirati sanno avere. Quando metti giù, il fiume di benzina che si riversa nei cilindri si trasforma in una spinta meravigliosa ed è lì che cominci persino a usare i paddle al volante. Certo, a calarsi fino in fondo nello spirito yankee si potrebbe arrivare a desiderare la presenza di un compressore a lobi. Così, per non lasciare nulla di intentato. Ma vi garantisco che anche senza ci si può accontentare. D’altra parte, volete avere idea di cosa significhi accontentarsi? La strumentazione prevede anche una applicazione con la quale prendere i tempi sullo 0-100 e sui 400 metri (il quarto di miglio da noi è importante, ma negli States ha i contorni della religione). E sul display non è granché difficile stampare un bel 4,6 secondi. Ora, sto aggeggio non avrà la precisione degli strumenti del nostro Centro prove, ma anche a sensazione si capisce che la realtà sta esattamente da quelle parti. Alessio Viola, redazione Prove su strada

Day 4. Quando sali e premi il pulsante di avviamento il borbottio del V8 Hemi da 6.4 litri lascia un attimo attoniti. Ma quel che mi fa ancora più impressione sono i 5 km/litro in città dichiarati, perché so che su questi consumi bisogna fare sempre una tara del 20-30%, quindi con questa “bestia” aspettatevi i 3 con un litro, il tutto dopo aver pagato 4.376 euro tra bollo e superbollo. Insomma, davvero un’auto da sceicchi. La Grand Cherokee è universalmente riconosciuta come una delle fuoristrada più capaci al mondo e dunque cos’è quella posizione Track che ha sul manettone? Sarà ancora capace di muoversi sullo sterrato e sulle rocce? La coppia non le manca di sicuro e il cambio automatico a otto marce è davvero una meraviglia anche sul misto e se l’asfalto finisce ha un tiro incredibile in prima e in seconda sulle pendenze. Logico che con le gomme barrate 45 su cerchi da 20” non c’è margine per lo sconnesso troppo ardito, il rischio di pizzicare una spalla del pneumatico è troppo alto. L’altro pulsante che con il fuoristrada non c’entra è il Launch control (la SRT è accreditata di uno 0-100 in cinque secondi, e c’è da crederci) e anche le sospensioni sono più ribassate, ma lo schema della trazione integrale è ancora al top per capacità di spinta e di gestione della coppia. Se si ha l’avvertenza di dosare bene il gas, i pattinamenti sui fondi non compatti sono molto limitati, soprattutto sfruttando la posizione Snow del sistema Select-Track, evitando Sport e Track, perché la coppia si trasferisce per il 70% dietro, cosa buona e giusta fra i cordoli, ma non su una strada bianca. Ultima curiosità: tanti cavalli in un corpo vettura così “normale” hanno fatto nascere preoccupazione negli Usa, e così la Grand Cherokee SRT incorpora una modalità “potenza ridotta” o “valet” protetta da un Pin code. Se viene attivata, il motore non sale oltre i 4.000 giri, niente palette al volante, cambio solo in Drive e bye bye Launch control. Carlo Bellati, redazione WebTv

Day 5. Milano-Lucca e ritorno. Circa 600 chilometri, praticamente tutti in autostrada, a velocità costante e rigorosamente entro i limiti. A parte qualche breve affondo sul gas per saggiare la risposta del motore. Quasi un non senso, se percorsi al volante di una Grand Cherokee SRT, cui non mancano di certo i cavalli per spingere molto, molto di più, come hanno ampiamente raccontato i colleghi nelle "puntate precedenti".  Eppure, alla prima sosta per il rabbocco di benzina, mi rendo conto che i consumi rilevati non sono quelli che ti aspetti da una guida tranquilla. Quasi metà serbatoio se n’è già andato, prima ancora di arrivare alla cittadina toscana. L’avevamo preventivato, ma un conto è calcolare il consumo a tavolino, un altro osservare il serbatoio ingurgitare così tanta benzina dopo aver fatto così poca strada. Col 3.0 litri turbodiesel dentro il cofano, al posto del V8 6.4, probabilmente l’ago dell’indicatore del livello carburante si sarebbe spostato poco sotto la prima tacca. E forse avremmo potuto andare a Lucca e tornare con un solo pieno (da 93 litri), senza soste al distributore. Da questo punto di vista, tutto gioca a sfavore della nostra SRT: cilindrata, massa, aerodinamica, trazione integrale permanente abbinata all’otto marce automatico. E non bisogna dimenticare la misura delle gomme, esagerata come un po’ tutta la vettura. Del resto, nemmeno il costruttore lascia spazio a illusioni, visto che promette consumi medi di ben 13 litri di benzina per percorrere 100 chilometri, che in città salgono a 20 e nella realtà della guida quotidiana possono diventare anche 25 e persino di più, se ci si fa entusiasmare dal sound del V8. La differenza sta tutta qui, nel piacere di avere dentro il cofano, e soprattutto sotto il piede, la straordinaria spinta del 6.400 americano con la tipica sonorità. Che ripaga di quell'enorme sacrificio al distributore. Tutto sommato, l’unica vera criticità di questa Suv premium, sostenuta da un telaio piuttosto sincero, come abbiamo potuto verificare sui veloci curvoni della Cisa, specie selezionando la modalità Sport, assecondati da uno sterzo che sembra aver definitivamente perso la tipica vaghezza dei comandi americani. Sebbene non abbia ancora un’impronta che si possa definire sportiva. Su tutto emerge il confort, che a velocità autostradali significa soprattutto benessere acustico: poche turbolenze, limitato rotolamento e un ambiente adatto per godere del pregevole impianto hi-fi Harman Kardon che, con i suoi 19 altoparlanti, ci ha reso il viaggio ancora più piacevole. Marco Ghezzi

COMMENTI

  • Buum,ed inquinamento alle stelle,ma c'è costruttori ben ostinati verso l'elettrica auto !
  • I Olanda costa 171.000 euro, poi 117 euro al mese di bollo... al mese..
  • "aspettatevi i 3 con un litro, il tutto dopo aver pagato 4.376 euro tra bollo e superbollo. Insomma, davvero un’auto da sceicchi. " Non direi da sceicchi. Non faccio il paragone con gli USA perché è imbarazzante ma già solo in Francia si paga una una-tantum di circa 6.000 euro all'acquisto (sul nuovo) e stop. Niente bollo né altre tasse per tutta la vita. Piuttosto c'è da chiedersi come si faccia a sopportare di essere governati da una massa di boscevichi che fomentano l'invidia sociale come mantra. Ma è il mistero degli italiani. Adorano farsi sodomizzare da secoli. E girare in Panda.
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  • 468 cv pari a 344 kW. Superbollo montiano sopra i 185 kw, quindi per i rimanenti 159 x 20 Euro = 3.180 Euro, oltre ad un migliaio di Euro per la tassa di possesso. Una follia assieme al prezzo. Se mai ne circoleranno, per l'assurdità dell'auto in sé, saranno con targa straniera. Questa volta però mi chiedo veramente a cosa serva questa prova su strada di QR.
  • x domenico cortese: giudicavo un po' anzianotta la linea, d'altronde gli anni ci sono. Anche se è un gran classico, rispetto a suv più recenti inizia ad avere qualche ruga
  • Sarà un' auto "unica" (o numerata) nelle nostre strade con un motore simile. Forse la redazione se l'è fatta prestare da qualche calciatore della Juventus. Penso che non ci siano problemi per la trasformazione a GPL...o no? ;-)) "Presenza" imponente su strada. A me piace.
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  • Commenti davvero esilaranti, questa è di sicuro la prova settimanale che preferisco finora. Quanto vorrei conoscere molti di voi... P.S. Comunque se Bigland fosse un'auto, sarebbe di certo questa qua.
  • Ma Alessio Viola nel day 3 sta forse chiedendo (aggiunta del compressore volumetrico) di fare una versione Hellcat ??? ..... Aumentare la potenza di un paio di centinaia di Cv e il consumo di un paio di litri ogni 100 Km???....... Beh ma che ci vuole...... c'è il motore della Challenger li già pronto, basta montarlo pure sula GC e il gioco è fatto, in FCA sono bravi e lesti a fare questi merges, basti pensare al cambio doppia frizione TCT e al motore 1.4 T_Jet a Metano prontamente estesi a tutta la gamma.......
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  • bellissimo SUV con il fascino del marchio jeep che da quando e' in mano FCA vive il piu' brillante periodo della sua storia!!!
  • bellissimo SUV con il fascino del marchio jeep che da quando e' in mano FCA vive il piu' brillante periodo della sua storia!!!
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  • esteticamente è l'unica jeep dignitosa, anche se anziana. Tra l'altro fatta da MB, non da Fca. In ogni caso entrambe le gestioni mb e fca hanno prodotto jeep bruttissime a parte GC appunto e Wrangler. Per il resto mi pare ovvio che i soliti capeggiati da Mantelli trovino il GC un'auto favolosa e un 8 cil aste e bilanceri di 6400 cmc un motore del 2017. Mi sarebbe piaciuto far fare un giro a un fiattaro su una jeep che so nel 2008...sai le risate... 59 commenti e l'unico veramente interessante è la biga di felen....
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  • ma che prova è????!!! ma per favore...
  • ..
  • Il tipico fan FCA (tipo M. Campanaro) 5 anni fa diceva: "La Cherokee SRT? Che americanata inutile, mille volte meglio la Fiat Sedici". Oggi invece lo stesso: "La Renegade? Il miglior SUV al mondo, altro che quelle ciofeche della X5 e della Macan...".
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  • Auto interessante, grosso motorone americano con una coppia spropositata, per un aspirato a benzina, interessante le sospensioni intelligente e il cambio. C'è poco da aggiungere, è semplicemente impressionante. Non sono un particolare estimatore di suv, ma questa è notevole. Non ho ben capito cosa c'entri "salire sui marciapiedi" cosa che, peraltro, è vietata, usando un blando eufemismo. Il problema dei suv, tutti, dichiarazioni a parte, è il consumo spaventoso dovuto, essenzialmente, alla massa allucinante che ti porti dietro. Però sono comodi e ti danno una sensazione di sicurezza impossibile con altri veicoli. L'srt, peraltro, va via alle macchine sportive, soprattutto le tamarrine.
  • Auto interessante, grosso motorone americano con una coppia spropositata, per un aspirato a benzina, interessante le sospensioni intelligente e il cambio. C'è poco da aggiungere, è semplicemente impressionante. Non sono un particolare estimatore di suv, ma questa è notevole. Non ho ben capito cosa c'entri "salire sui marciapiedi" cosa che, peraltro, è vietata, usando un blando eufemismo. Il problema dei suv, tutti, dichiarazioni a parte, è il consumo spaventoso dovuto, essenzialmente, alla massa allucinante che ti porti dietro. Però sono comodi e ti danno una sensazione di sicurezza impossibile con altri veicoli. L'srt, peraltro, va via alle macchine sportive, soprattutto le tamarrine.
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  • @Gian Canale (non riesco a commentare sotto al tuo commento) È pressoché oggettivo e preclaro che la GC sia meno appagante, nella guida quanto nelle finiture, delle concorrenti tedesche. E infatti costa molto meno. Resta comunque un'auto lussuosa (innegabile) e confortevole. Tra le suv di segmento E è quella che si vede di più in giro e la cosa non mi stupisce, pur non essendo la migliore. Perché? Perché ha un'immagine molto forte senza essere cafona come una X6, ha ottime doti fuoristradistiche (inutili, ma fanno status symbol e alla gente piace sapere di poter andare ovunque - che poi ciò si traduce nel poter salire su qualunque marciapiede in città) e a chi vuole comprare un'auto per l'immagine non frega se fa 9-10km/l in luogo degli 11-12 delle concorrenti o se è un po' più lenta in accelerazione e tra le curve. Comunque nel caso specifico di questa SRT spacconissima, se un collaudatore del calibro di Marco Perucca Orfei (senza nulla togliere agli altri giornalisti) si sente di promuovere il prodotto, significa che esso è eccellente per l'obiettivo che si pone (ossia essere un fragoroso dragster)
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  • Ce ne sono un paio che vivono davanti al PC
  • Forte la presenza costante se non fissa di emuli alias Napalm51
  • Uno dei suv peggiori a listino, datato e pieno di difetti: non è appagante da guidare come una X6M o una Q7 3.0 TFSI, pesantissimo, non è lussuoso all'interno, abitacolo e bagagliaio piccoli; è da considerarsi quasi una dacia duster dei suv medio-grandi, si compra solo perchè costa circa 20 mila euro meno di una X6M o di una SQ7
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  • Interessante come auto del genere, per lo più sbeffeggiate dai sopraffini cultori della bella guida e del baricentro basso improvvisamente diventino capolavori di ingegneria se nati sotto il segno di FCA . Non ho mai amato la GC (quella che si vende) ne esteticamente ne come guida, trovandola votata al comfort ma poco vivace e piuttosto ingorda di carburante, e non sarà certo un colossale V8 a rendermela intrigante, anzi da cliente convinto della categoria in oggetto trovo queste versioni esasperate, chiunque sia il costruttore, indifendibili e lontane dalla logia per cui sono state concepite e sono attualmente apprezzate.
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  • bello il grand cherokee.....secondo me il piu bel suv in circolazione...poi con questo motorazzo deve essere divertente e tutto da godere come sound.....nonostante lo stesso 4R fece con quest'auto(forse con ancora le 5 marce?) il giro di pista di vairano facendo un tempo notevole addirittura migliore della macan piu piccola e agile con però meno cavalli la diesel........detto questo rimane sempre piu sicuro lasciar perdere avventure in curva con questo tipo di auto......le stesse immagini della macan postate da brunozzi, se le si confrontano con le stesse della giulia per esempio, rendono bene l'idea di quanto queste auto siano lontane dalle berline per ovvi motivi di baricentro. E pensar che qualcuno è incredibilmente convinto del contrario..bah...
  • per netquattro 76 anche berline affermate sono in difficoltà ... https://www.youtube.com/watch?v=NbpWpFj4JY4
  • per netquattro 76 guarda cosa fanno auto ancora più recenti https://www.youtube.com/watch?v=HgVue72wqnI
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  • Articolo dai conenuti abbastanza approssimativi. Anche se dal punto di vista dell'architettura generale, l'HEMI 392 (il 6.4 del Cherokee) puo' essere considerato "obsoleto", in realta', e' un propulsore con soluzioni piuttosto sofisticate e "corsaiole", inoltre questi grossi V8 Americani con distribusione tradizionale riescono spesso ad essere addirittura piu'; leggeri delle controparti Europee sovralimentate e multivalvole (vedi ad es. il caso dello small block di GM che equipaggia Camaro e Corvette). L'HEMI e' tuttora considerato un'eccellente propulsore e vincitore per diverse edizioni del Ward's Auto best engine awards Il sistema multimediale UConnect e' considerato da tempo come il benchmark per funzionalita' tra i sistemi di infotainment, non sara' l'assoluto primo della classe come grafica ma e' comunque sempre ottimo anche da questo punto di vista. La Grand Cherokee SRT ha un'handling molto buono (parliamo sempre di SUV) con valori di tenuta laterale assai elevati per il segmento. Le sterzo e' piuttosto preciso anche se non troppo comunicativo,...la mancanza di feedback e' purtroppo una caratteristica oggi molto comune anche su berline sportive. Infine, chi dice che in America si viaggia solo sul dritto, gli USA li ha visti solo in cartolina. Saluti.
  • Finalmente una vera MACCHINA! Bravi un plauso alla redazione!
  • la biga di ben hur no?
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  • Premesso che la ritengo un'auto "inutile", che non amo il modello e più in generale penso che gli americani abbiano campi dove riescono di più che nell'automobilismo, forse sarebbe l'ora di rendersi conto che la tecnologia ha fatto passi in avanti dall'epoca della ghisa, dell'aspirazione atmosferica e delle due valvole per cilindro...
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  • Mi riallaccio al commento di Andrea Strada e ne faccio un naturale proseguimento, ovvero, vediamo se ora chi in passato su queste pagine ha bollato come assurdi i Suv M di Bmw, AMG di Mercedes, Supercharged della Range etc etc, scriverà analogo commento per questa creatura di FCA, che appunto come ricordato da Andrea, possiede pure un motore "archeologico"......
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  • E' vero che la rubrica "Una settimana con..." nasce per testare modelli un po' esotici o, come in questo caso, allestimenti particolari di modelli che sono più diffusi in altre versioni. Però per questa settimana mi pare si sia fatta una scelta fin troppo estremante: sulle nostre strade oramai persino un buon sei cilindri è un motore "esotico" (complici il calo dei redditi, problema generale, e le scelte politiche parecchio miopi, problema invece peculiare di questa nostra Italia). Di questa versione ne avranno immatricolate sì e no una quindicina, anche se non ho alcun dato preciso: a chi dovrebbe tornare utile una prova così? Senza contare che il motore è roba un filino datata, starebbe ormai meglio nella teca di uno degli ottimi musei Smithsonian di Washington che nel cofano di questo bestione.
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  • Un bel mostro, magari non al livello di una X5, ma quel V8 è sempre un piacere da ascoltare (esperienza purtroppo rara nella Italia piccolina e poverella).
  • Un bel mostro, magari non al livello di una X5, ma quel V8 è sempre un piacere da ascoltare (esperienza purtroppo rara nella Italia piccolina e poverella).
  • Non è vero che il massimo rendimento si ottiene con motori piccoli e sovralimentati. La termodinamica non si sposa con il marketing del downsizing, che serve solo a ridurre i costi di sviluppo e produzione per i costruttori.
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  • Guardando con attenzione la gallery si potrà notare, sul quadro strumenti, un 17.5 litri/100Km.....alias poco meno di 6 Km/litro.
  • Guardando con attenzione la gallery si potrà notare, sul quadro strumenti, un 17.5 litri/100Km.....alias poco meno di 6 Km/litro.
  • La Gran Cherokee è sempre stata una dei suv da me apprezzata, per l'equilibrio delle forme e dei volumi, ma purtroppo ho visto ieri molti filmati sulle prove dell'alce (moose test) di questo veicolo e i risultati sono sconcertanti...l'auto è estremamente pericolosa, perchè tende molto a ribaltarsi, sollecitando lo pneumatico anteriore esterno che scaletta dal cerchio. Ora, le vetture alte non sono di certo apprezzabili per la loro stabilità, ed occorrono parecchi ausili elettronici per limitare gli effetti del baricentro alto...tuttavia, non pensavo di assistere, ancora nel 2016, a scene tipo Mercedes Classe A prima serie. Pensavo che i costruttori tenessero sempre ben presente la prova dell'alce...o meglio, la prova dello scansare un ostacolo in autostrada. Sarà bella ma non la comprerei, come non comprerei, per sicurezza, nessun altro suv.
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  • ...Per una volta, infatti, non vi dico qual è il consumo medio indicato dal computer di bordo: un dato trascurabile, visto il tipo di auto e i clienti a cui si rivolge... certo che dovete parlare di consumi.. quanti Km si fa con un pieno guidando in modo coerente con la tipologia di auto?
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