BMW X3 Una settimana con la xDrive M40i

Redazione Redazione
BMW X3
Una settimana con la xDrive M40i
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Questa settimana, per il nostro Diario di bordo, saliamo su una sport utility davvero sfiziosa: la BMW X3 xDriveM40i, versione top di gamma, che costa 72.500 euro. Con la sua lettera M bene in vista è pure la più prestazionale della gamma – 0-100 in 4,8 secondi e velocità massima di 250 km/h – e il merito va al gran motore sei cilindri in linea di tre litri sovralimentato da 360 CV e 500 Nm di coppia. La trazione, ovviamente, è integrale, mentre il cambio è l’automatico Sportivo Steptronic a 8 rapporti con paddle al volante. Ma non dilunghiamoci troppo e lasciamo spazio alle impressioni della prima giornata.

2018-X3-27

Un “sei” da favola [Day 1]. Potenza vellutata o grintosa? Direi che, per la BMW X3 xDriveM40i, le definizioni vanno bene entrambe, grazie al sei cilindri in linea turbo di tre litri. Nell’era della propulsione elettrica che (giustamente) avanza, e con la prospettiva di non avere più, un domani, il conforto di un sound pieno e armonioso, ecco che questo motore, bello e un po’ vecchia maniera, riconcilia col mondo, almeno per un giorno. Ed è un festival di sensazioni vere, sin da quando premo il pulsante Start: gli scarichi sportivi emettono una sinfonia inconfondibile, che riempie l’aria, il box. In marcia, poi, posso godermi la souplesse che può garantire il “sei” in linea dalla coppia quasi istantanea, anche senza superare i 3.000 giri. In modalità Sport (c’è anche l’Individual), inoltre, il sound si arricchisce di uno scoppiettio in rilascio, di tono corsaiolo, che farà felici i cultori della materia. Certo, la X3 con la M non è solo questo, perché le prestazioni sono notevolissime e non verificabili su strada. Magari una partenza sprint al semaforo può dare l’idea di quanto possa offrire questa Suv, capace di mettere a terra tantissima potenza, grazie all’efficacia della trazione integrale e dei sistemi elettronici. Quanto alla guida, in condizioni normali si ha solo qualche barlume del vero: e, cioè, l’X3 M è una sportiva alta dalla buona agilità, ma forse non proprio così pronta e diretta come altre rivali. Non vuole neppure esserlo, perché un po’ di rollio resta comunque: e poi la gommatura invernale differenziata da 20”, montata sull’esemplare, non aiuta certo a essere “affilati”. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

2018-X3-24

Guida alta con vigore [Day 2]. Primo pensiero (stupido): ma perché non l’hanno chiamata M X3? Tanto per richiamare la leggendaria M3, evitando quella sigla che riempie una riga (e, poi, perché 40? Non è neppure un 4.000…). Sciocchezze, naturalmente. Che spariscono non appena si schiaccia il pulsante della messa in moto e si capisce, dal borbottio sommesso ma virile, che tre litri (più il turbo) bastano e avanzano. Non che ci sia più da stupirsi di una Suv con prestazioni quasi da supercar, per carità: ci hanno già pensato da tempo Cayenne & affini a sdoganare il genere. Però fa sempre un certo effetto sedersi in alto, circondati da raffinata pelle beige e sostenuti da un sedile perfettamente sagomato, e sentire sotto il piede i 360 CV e una coppia da tir (o quasi). Si parte, lasciando inserita l’opzione Comfort (i selettori sono, fortunatamente, tasti fisici, posizionati sul tunnel centrale) e va bene così: se non si sta leggeri sull’acceleratore, il rischio di veder volar via la patente dal finestrino è tangibile. Il sei cilindri è pronto, corposo, pieno; le marce si snocciolano con una dolce, ma irresistibile progressione. All’avvicinarsi del semaforo, però, la tentazione di scalare coi solidi paddle al volante si fa pressante: se non altro, per sentire il motore salire di giri con un sound che riempie il cuore. Ecco, basta così: non è necessario premere il pulsante dell’opzione Sport. D’accordo la X3 M40 (vi risparmio il resto della sigla) diventa ancora più aggressiva, ma le marce sembrano fin troppo ravvicinate. E poi, quello scoppiettio dallo scarico in rilascio, dal sapore un po’ artificioso, proprio non servirebbe. Perché, alla fine, con l’eleganza di questa BMW, pur con la sigla M, poco ha da spartire. Emilio Deleidi, redazione Inchieste

2018-X3-18

La voce del sei cilindri [Day 3]. Che dire della X3? Se si trascura il fatto che è una Suv (o Sav, nella terminologia BMW che pone l’accento sull’attività e non sull’utilità) e quindi dal mio punto di vista si porta a spasso chili e centimetri (in altezza) inutili, si può affermare senza tema di smentita che è una macchina pressoché perfetta sotto molti punti di vista. Dalle finiture alle dotazioni (attingendo alla ricca lista di optional del listino) fino ai sistemi di assistenza alla guida, che includono (sempre a pagamento) anche le utili ed efficaci telecamere a 360 gradi. E il due litri quattro cilindri a gasolio, che nella stragrande maggioranza dei casi alberga nel cofano, è ottimo per muoversi rapidamente quanto basta nel traffico e per non prosciugare il portafogli al momento del pieno. La vettura che mi accingo a guidare è però mossa da un propulsore di tutt’altro genere. Infatti, la M40i è equipaggiata con tre litri turbo a benzina da 360 cavalli e 500 Newtonmetro, già provato (e apprezzato) su altri modelli della Casa di Monaco. Sin dall’avviamento la voce del sei in linea è goduriosa, ma è l’erogazione a stamparmi il sorriso sulle labbra: vigorosa, lineare, inesauribile fino alla zona rossa e accompagnata da un sound entusiasmante. Il motore spinge senza sforzo apparente i 1.885 chili della X3 con grande baldanza: il classico zero-cento è una faccenda che si risolve in 4,8 secondi, ovvero la metà di quanto serve alla sDrive 18d col diesel da 150 cavalli, e come al solito l’automatico ZF è calibrato perfettamente per ingranare la marcia giusta al momento giusto. Peccato che lo sterzo e l’assetto non siano altrettanto soddisfacenti: non che siano inadeguati, anzi, ma diciamo che l’ideale sarebbe trapiantarli da una Stelvio… Roberto Boni, redazione prove/tecnica

Chiave-BMW-X3

Kirk a Enterprise [Day 4]. Il mio viaggio a bordo di questa X3 M40i comincia nel momento stesso in cui m'impossesso della chiave. Anche se chiamarla in questo modo è riduttivo e quasi offensivo: si tratta infatti di un oggetto futuristico ed emozionale che già di per sé catapulta in un'altra dimensione. La fantasia, in realtà, mi riporta indietro nel tempo, allo smartphone rudimentale con cui il celebre capitano Kirk comunicava con la Enterprise nella saga Star Trek. Parallelo un po' azzardato, in realtà, anche se qualcosa in comune ce l’ha davvero, dal momento che anche lei “parla” con quell’astronave a quattro ruote realizzata dalle parti di Monaco. La BMW la chiama Display Key. È sì un telecomando, ma con display touch integrato e offre alcune funzioni interessanti. Agendo su un pulsante, si può controllare a distanza il livello di carburante e l’autonomia, olio motore e freni, monitorare la sicurezza della vettura (se è chiusa e l’allarme inserito e, nel caso non lo fosse intervenire da remoto), ma anche avviare il climatizzatore o programmarne la partenza a un determinato orario. Vero è che ormai ci sono molte app che offrono funzioni analoghe (anche più evolute), ma ciò non toglie nulla al fascino di questa chiave, che - almeno per chi è appassionato di tecnologia e di design - rimane un oggetto bello e appagante. Passando all’auto vera e propria, sul piacere di guida non posso che ripetere le impressioni dei colleghi: appena accarezzi col piede l’acceleratore il sei cilindri abbinato al cambio Steptronic regala grandi soddisfazioni. Il motore è pieno, poderoso e fin troppo pronto anche in modalità Confort. L’unica preoccupazione rimane quella di controllare i limiti di velocità (e preservare la patente). In Sport, la musica diventa sinfonia e il rombo abbinato allo scoppettio in rilascio offre vero godimento, anche se un po’ “ignorante”. Un po’ di rollio c’è, ma si dimentica in fretta. Ricca e completa la dotazione di Adas. Ho apprezzato il mantenimento di corsia, che interviene in maniera decisa sullo sterzo (anche se si può regolare la resistenza su vari livelli) impedendo i cambi di "rotta". Per chi fa la vita del pendolare, come il sottoscritto, la vera manna è però il cruise control adattivo con Start&Stop. Impostata la velocità e regolata la distanza di sicurezza (su quattro livelli), il traffico e le code non sono più un problema: la X3 rallenta, si ferma e riparte seguendo la vettura che precede. Così gli spostamenti quotidiani sono tutta un’altra storia. Chi decide di mettersi nel box un’auto come questa molto probabilmente non si preoccupa troppo dei consumi. Per dovere di cronaca, comunque, segnalo che nei 165 km totali del mio viaggio, il computer di bordo ha registrato una media di 10,4 l/100 ossia meno di 10 km/l (9,62 per l’esattezza). Roberto Barone, redazione Online

2018-M40

Paradossi della tecnologia [Day 5]. M40, come il fucile di precisione dei marines, o come la macchina da scrivere dell’Olivetti, un’icona degli anni 40. Sulla scelta dei nomi ci sarebbe da scrivere libri, anzi da aggiornare i molti già scritti, ma parto dall’ovvia considerazione già fatta dal collega Deleidi: l’avessero chiamata M30 mi sarei evitato la prima figuraccia della sera, non essendo certo della cilindrata. Ormai di questa Suv in versione sportiva, goduriosa come poche e quasi impeccabile, si è detto tutto, dalle virtù del "sei in linea" (che ha l’unico difetto di trangugiare benzina come se avessero già cancellato tutte le accise), agli scoppiettii in rilascio da far voltar la gente quando si mette in Sport, fino alla chiave-smartphone che permette persino di climatizzare l’abitacolo prima di raggiungere l’auto. A mia figlia undicenne, però, la cosa che è piaciuta di più è stata la telecamera anteriore, che fa vedere sul touchscreen le immagini davanti con uno spettacolare grandangolo che sembra di essere al cinema: tanto per dire (e la foto sopra lo spiega meglio delle parole), eravamo sotto casa e vedevo tutto il Sasso del Ferro (la montagna di 1.062 metri che sovrasta Laveno) come in realtà, attraverso il parabrezza, non era possibile vederlo. Naturalmente è fatto per le manovre, ma si può premere un tasto e lasciarlo attivo anche in movimento, fino a circa 10-15 km/h, non so bene per quale eventuale necessità (parabrezza improvvisamente sporco?): in realtà, però, dà un po’ di nausea perché le immagini laterali scorrono come in una bolla deformante. Della macchina in sé, posso solo confermare che va fortissimo senza che ce ne si renda conto. Uno dei motivi, oltre alla spinta del sei cilindri e della trazione integrale, è l’insonorizzazione. Banale, ma non ci si fa caso. A un certo punto provo il clacson e quasi non lo sento: a vetri chiusi, il mondo esterno è lontanissimo. Dentro, poi, si sta davvero bene, comodi su sedili sportivi di pelle con l’aspetto del cuoio duro, ma avvolgenti e morbidi il giusto. Che dire? Davvero tutto impeccabile, dall’head-up display con i numeri proiettati sul parabrezza fino all'ottimo sound dell’impianto Harman Kardon. Alla fine, resto poco convinto solo di una cosa, ma è un mio personalissimo punto di vista: in superstrada, mi ha dato un po' fastidio il controllo sul volante che contrasta il superamento delle linee tratteggiate se non si è messa la freccia: il sistema sicuramente dà una grande sicurezza, ma lo trovo troppo invasivo, perché mette una forza notevole nell'impedire che si giri. Ora, capisco la distrazione di chi non sta agendo sullo sterzo, che in questo modo viene salvato, ma se il sistema "sente" la forza del guidatore, dovrebbe evitare questo "braccio di ferro". Infine, parcheggiando vicino a un muro, i sensori di parcheggio mi hanno fatto inchiodare la macchina, e non c'è stato modo di avvicinarmi di più. Al limite, avrei dovuto disinserire il sistema. Paradossalmente con tutti i sistemi di ausilio alla guida, alla fine ho "pennellato" un po’ meno le curve, anche a strada libera, e ho parcheggiato un po' peggio del solito. Andrea Sansovini, redazione Online

Gian Canale

Nulla di speciale per prestazioni, comfort o spazio, una certa mediocrità generale. Il peggio, in questa categoria molte hanno sospensioni pneumatiche ad altezza variabile e discrete capacita fuoristradistiche.

COMMENTI

  • Nulla di speciale per prestazioni, comfort o spazio, una certa mediocrità generale. Il peggio, in questa categoria molte hanno sospensioni pneumatiche ad altezza variabile e discrete capacita fuoristradistiche.
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  • Gran mezzo, ovviamente.. con una linea molto aggressiva e sportiva. Se parliamo di eleganza, tuttavia, non è proprio il massimo secondo me. Anzi..
  • Ho guidato per molti anni il glorioso 6L di una "vecchia" 323. Motore stupendo. Un'esperienza di guida che consiglierei a tutti. Era aspirato. Mi piacerebbe guidare questo Turbo. Qualcuno mi saprebbe dire le differenze?
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  • Peccato che abbiamo deciso di commercializzare il 6 cilindri in lina a benzina solo in questo allestimento M Performance. Personalmente, non mi piace (un pó pacchiano), e avrei gradito che avessero offerto il 6 in linea anche nei "normali" allestimenti xLine, Sport, molto piú discreti. Inoltre invece del 4 cilindri 2 litri da 252 cv (X3 30i xDrive), avrei montato sulla 30i questo 6 cilindri depotenzaito con circa 270 CV.
  • Sembra e dico sembra che finalmente si stiano dando una mossa sugli interni. Questi sedili anche sono molto belli e si spera più comodi di quelli che hanno adesso.
  • Sicuramente la 3° serie è la migliore X3 della sua storia, ma questa versione non è per i mercati del sud Europa (Francia compresa), qui queste auto si sono diffuse come funghi grazie all'efficienza e parsimonia del motore a ciclo diesel, i tanti "haters da tastiera" di queste motorizzazioni poi li voglio vedere se praticamente si accolleranno la gestione di un motore così su un'auto dal peso e dalla superficie frontale di questo tipo, a cui nello specifico panorama italiano va aggiunto pure il superbollo.
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  • questa X3 è secondo me la più riuscita....la prima era improponibile...la seconda normale questa è gradevole. Anche se mai mi passerebbe per la testa di acquistare un'auto cosi impacciata con prestazioni cosi esaltanti....c'è da dire che il 6 cil, che conosco bene nelle versioni precedenti, è veramente un ottimo compagno....educato ormai come si vuole per i turbo odierni ma poco assetato e molto potente.....non si sbaglia.
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  • Mi piace questo allestimento: poche cromature, interni tabacco, abitacolo luminoso e niente vetri oscurati. Peccato solo per gli specchietti argento. Questa X3 è molto più snella della precedente, ma qualcosa del frontale non mi convince. Motore fantastico, emblema del marchio, che rende questa M40i esclusiva e realmente qualcosa in più di una generalista. Mi chiedo cosa aspettano all'Alfa a fare una motorizzazione di potenza intermedia, tutte le concorrenti ce l'hanno. Che sia una versione depotenziata del V6 (meglio), o una versione più potente e ibrida del 2.0 (comunque assai interessante), devono farla, per non lasciare questa nicchia ai tedeschi (e Jaguar) e perchè renderebbe le Alfa ancora più desiderabili e accettate nel mondo premium. Sarebbe ancora più necessaria se dovesse arrivare la versione coupè della Giulia, cosa che pare ormai certa. Sono queste le auto che danno lustro anche ai modelli inferiori. DS non sarà premium fino a che continuerà ad offrire motori 1.6 (o al massimo 2.0 a gasolio) e trazione anteriore. Alfa è a buon punto ma c'è ancora da fare.
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