Volvo XC40 Una settimana con la T5 AWD Geartonic

Redazione Redazione
Volvo XC40
Una settimana con la T5 AWD Geartonic
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La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Volvo XC40 T5 AWD Geartronic nell'allestimento R-Design. La Suv compatta (lunga 4 metri e 43, larga 1,86 e alta 1,66 con un passo di 2,7 metri) è spinta, in questo caso, dal motore a benzina più potente, che vanta 247 CV e 300 Nm di coppia massima. Grazie al 2.0 litri quattro cilindri in linea la pratica 0-100, secondo i dati ufficiali, viene sbrigata in 6,5 secondi e la vettura è in grado di raggiungere la velocità massima di 230 km/h. Il cambio è automatico a otto rapporti e la trazione, ovviamente, è integrale. il prezzo di listino di questa versione parte da 47.420, ma con gli optional di cui è dotato l'esemplare in nostro possesso arriva a toccare 57.360 euro. Include, infatti, vernice metallizzata (1.160 euro), sedili anteriori riscaldabili (320), lavafari (270), comando elettrico sicurezza bambini per le porte posteriori (90), antifurto con allarme e telecomando (490), fari anteriori a Led (550), cambio sequenziale con leve al volante (160), cerchi di lega da 20" (480). Inoltre comprende i pacchetti Business Pro (a 1.490 euro; impianto Harman Kardon e navigatore con mappe 3D), Connet (440 euro; ricarica wireless per smartphone e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto), Intellisafe Pro (1.600 euro; Pilot Assist con Adaptive cruise control, Blis, Rear collision warning mitigation e Cross traffic alert), Park assist (1.450 euro), Mirror (370 euro; specchi retrovisori esterni regolabili elettricamente e richiudibili), Versatility (1.070 euro; portellone posteriorie elettrico, presa 12V nel bagagliaio, funzione elettrica di abbattimento del divano posteriore, Keyless entry, vano portaoggetti sotto al sedile conducente) e Xenium (1.900 euro; sedile guida e passeggero regolabile elettricamente, climatizzatore automatico bi-zona, tetto apribile elettricamente).

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Navigatore... educato [Day 1]. Superata l'ubriacatura delle grosse Suv è ora il momento delle C-Suv, sport utility di dimensioni più "umane", o per meglio dire urbane, visto che la prova più ardua è spesso il parcheggio più che l'off-road. La XC40 si lancia in questo segmento con il chiaro obiettivo di attrarre un pubblico più giovane, come suggerisce anche il colore del modello. Realizzata sulla nuova piattaforma Cma, ha introdotto un inedito linguaggio stilistico nel marchio di proprietà della cinese Geely. La linea, in effetti, a parer mio è armonica e fresca, caratteristiche che si ritrovano anche dentro, nell'abitacolo, dove tutto è ordinato e rigoroso, in perfetto stile made in Sweden. Forse un po' freddo per i miei gusti, ma decisamente razionale. Dopo aver litigato un po' con la regolazione elettrica dei sedili (lo spazio per le mani è millimetrico e sono costretto ad aprire la portiera per azionare i pulsanti e trovare la posizione ideale), avvio il quattro cilindri a benzina e metto in Drive, coccolato dalla comoda poltrona anatomica. Pur con tutta la cavalleria a disposizione (247 "puledri" galoppano nel cofano) l'erogazione è piuttosto paciosa, seppur progressiva e lineare, complice il cambio automatico Geartronic a otto rapporti che assicura inserimenti mai bruschi. Anche quando, al contrario, vorrei avere "tutto subito" pestando sul pedale dell'acceleratore. La solfa cambia un po' selezionando la modalità Dynamic: l'automatico diventa più brioso e pronto a scalare mantenendo in alto il numero di giri. Ma anche così la XC40 rimane piuttosto declinata al confort. Una dote che, comunque, non si fatica ad apprezzare, in particolar modo in autostrada, dove a 130 km/h si viaggia in souplesse attorno a 2.200 giri in un'atmosfera ovattata che filtra notevolmente i fruscii aerodinamici e i rumori provenienti dal mondo esterno. A bordo non mancano alcune "chicche", come il navigatore educato, che chiede "per favore", prima di indicarti dove dirigerti, oppure un pulsante del touch screen che ribalta i poggiatesta posteriori (anche se ne ignoro lo scopo). Tornando alla guida, nelle curve allegre si percepisce un po' di rollio, seppur smorzato dall'elettronica, mentre è ottimo il lavoro degli ammortizzatori, che assorbono molto bene dossi e buche, così come quello dei freni, con un pedale ben modulabile. Ovviamente il T5 non è un motore particolarmente attento ai consumi. Nel mio viaggio di 162 km il trip control ha fatto segnare 10,2 l/100 km (9,8 km/l). Roberto Barone, redazione Online

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Si parcheggia con visuale "da drone" [Day 2]. Non bisogna avere paura dei cinesi. Almeno, di certi cinesi. Come mister Li Shufu. Se il nome vi dice poco, vi basti sapere che è il "signor Geely", ovvero l’imprenditore che, nel 2010, ha rilevato la Volvo dalla Ford, salvandola dal disastro. Dalla fine che, invece, la GM non è riuscita a risparmiare a un altro gioiello della corona svedese, la da molti rimpianta Saab (anche da me, nel mio passato c’è stata una 900 Turbo a 3 porte, che ricordo con piacere). Ora, mentre mi metto al volante di questa XC40, non posso fare a meno di pensare all’intelligenza espressa da Li Shufu e dal suo management nella gestione della Volvo. Nella quale hanno infuso le risorse necessarie, lasciando intatto tutto il resto: gestione, produzione, tecnologia, design. Così, quello che era indiscutibilmente "made in Sweden", tale è rimasto: compresa la speciale attenzione per la sicurezza, parte integrante del patrimonio genetico della casa. Il risultato ce l’ho tra le mani: una Suv compatta e intelligente, comoda e confortevole, ampiamente dotata di tecnologie, Adas in testa. Costosa, è vero: ma si sa che, oggi, il valore non si misura in centimetri e più piccolo non vuol dire necessariamente più economico. Che poi, francamente, questa "compatta" ha ben poco da invidiare alle sorelle maggiori, XC60 e XC90: qui c’è tutto, e gli ingombri più ridotti, che non mi sembra vadano a scapito dell’abitabilità, sono un pregio, non un difetto. Trovo fantastica, per esempio, la vista "aerea" del monitor della telecamera: sembra che l’auto, con quel che la circonda, sia ripresa da un drone e questo è di grande aiuto nelle manovre più complesse. Poco importa, poi, che, come ha giustamente sottolineato il collega Barone, i quasi 250 CV (ovvero 125 CV/litro, un valore un tempo da motore molto spinto) si sentano poco sotto il pedale: la XC40 mi fa venire voglia di viaggi lunghi e rilassati, più che di sparate da casello a casello (anche in questi primi giorni dell’era provvisoria post-Tutor…). Viaggi confortevoli, poco stressanti, sicuri: viaggi da Volvo, insomma. PS: nel mio passato, oltre alla Saab, c’è stata anche una Volvo, una 940 SW Polar per l’esattezza. Ci sono giorni in cui la rimpiango ancora. Emilio Deleidi, redazione Inchieste

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Originale, moderna, non allineata [Day 3]. Se non si fosse capito, la Volvo XC40 mi piace. E alle forme che la distinguono, seguono gli interni realizzati con buoni materiali, che mettono al centro il guidatore, offrendo comunque agio e confort agli altri occupanti. Prima di cominciare a guidare mi sono accomodato sul divano: ebbene, con la posizione del sedile anteriore regolata su un driver alto un metro e 75, avevo ancora tanto spazio per le gambe. Unica nota stonata, l’assenza dei copribinari dei sedili anteriori. Inappuntabile, invece, il posto guida, dominante pure nella posizione del sedile più bassa; il quadro viene completato dal volante poco inclinato e dal sedile comodo e ben regolabile grazie ai comandi elettrici. Il monitor touch ha buona definizione e le icone si possono sfogliare come sul tablet; davvero piccolo, invece, il tasto hazard, posizionato tutto a sinistra sulla console. Inoltre, molte funzioni vanno “cercate” nel menù e, per non distrarsi, è preferibile impostarle da fermo. La nostra XC40 T5 AWD Geartronic ha potenza da vendere (247 CV), ma non è una sportiva. La spinta si sente subito, con buona reattività all’acceleratore, poi però l’erogazione diventa più piatta, con il motore che in “alto” fatica un po’ a perdere giri. L’abbinamento con il cambio automatico Aisin a otto marce è abbastanza riuscito: buona la fluidità in Drive, mentre con i paddle non sempre il cambio scala tempestivamente, come da richiesta; rapido, comunque, il kickdown. L’assetto, con la gommatura extra da 245/45 su cerchi da 20”, è piuttosto corposo su binari e tombini, anche se il confort non è in discussione. E in curva affiora un po’ di rollio. Gradevole il feeling “robusto”, ma modulabile, dei freni. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

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Confort e spazio a bordo [Day 4]. La prima impressione che ho della XC40 è quella di una Suv imponente, anche se, centimetri alla mano, ha misure in media con la categoria. Una volta al volante, oltre a dominare la strada, la sensazione è quella di avere davvero tanto spazio a disposizione. Anche chi siede dietro non può lamentarsi: c'è agio per le gambe, aria sopra la testa persino per i più alti e un quinto passeggero è accolto senza troppi sacrifici. Non solo. Se già in configurazione base i 436 litri rilevati dal nostro Centro Prove (sono 460 quelli dichiarati) sono più che sufficienti per i bagagli, basta abbattere il divanetto posteriore frazionabile per ottenere un piano di carico perfettamente livellato e aumentare considerevolmente la capacità di carico. E all'occorrenza, la botola che cela il doppio fondo è ripiegabile, consentendo di formare due scomparti separati (vedi foto). Per il resto, l'abitacolo è disseminato di pratici vani portaoggetti, cassetti e alloggiamenti vari, dallo spazio sotto la console centrale con tanto di supporto per la ricarica wirless alla fessura accanto al guidatore per viacard e tessere, all'ampia vaschetta ricavata nel bracciolo, solo per citarne alcuni. In marcia, contribuiscono al confort e alla qualità della vita a bordo l'ottima insonorizzazione e la capacità delle sospensioni di assorbire al meglio tutte le imperfezioni del manto stradale. Infine, non posso che ribadire quanto affermato dal collega Deleidi: il sistema di assistenza al parcheggio con visuale dall'alto è a prova di errore. Uscendo dagli spazi angusti del mio box sono riuscito a fare a meno di girarmi e di usare gli specchietti: oltre ai sensori, la ricostruzione grafica della XC40 è davvero precisa, dettagliata e, soprattutto, consente a chi guida di avere l'esatta percezione della distanza fra carrozzeria ed eventuali ostacoli. Alessandro Carcano, redazione Online

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Si guida "da sola" [Day 5]. Una sera in autostrada, insieme a tanti, tanti altri. Troppi. La XC40 sfodera tutte le sue qualità a incominciare da un livello di confort non comune. Mi piace questa Volvo, si viaggia bene. L’abitacolo è molto accogliente, elegante ed è ben isolato dal mondo esterno. Le sospensioni fanno bene il loro lavoro e i chilometri scorrono via facilmente. E poi c’è un hi-fi da urlo. Ma c’è poco da guidare stasera. E allora mi chiedo se non sia il momento giusto per vedere, invece, se questa XC40 è capace di guidare da sola. Beh, non proprio da sola. Il Pilot Assist, è il sistema di assistenza alla guida della Volvo. Lo si attiva facilmente con i comandi posti sulla razza sinistra del volante. Schiacciando il tasto centrale si memorizza la velocità a cui si sta andando mentre nella strumentazione appare un volantino verde che avverte che anche il controllo sullo sterzo è operativo. Altri due pulsanti permettono di regolare la distanza a cui ci si vuole tenere dall’auto che precede e la velocità massima a cui si intende eventualmente andare. Dopo un paio di tentativi decido per una distanza intermedia e la XC40… incomincia a guidare da sola. Agganciata con il radar l’auto davanti, accelera e frena (fino a fermarsi se necessario) con dolcezza, ma anche con decisione nel caso la situazione lo richieda. Anche l’azione sullo sterzo è ottimale soprattutto se, come nel mio caso, c’è un’auto davanti da seguire. C’è davvero tanto traffico e l’idea di lasciare tutto nelle mani dell’elettronica mi mette non poca ansia. Ma il sistema funziona bene e dopo un po’ mi accorgo che l’aiuto che mi dà non è da poco. Ovviamente non è un pilota automatico, le mani devono essere sempre sul volante e l’attenzione massima, ma nella marcia in colonna c’è meno stress, almeno mi pare. O forse è soltanto una mia illusione. Marco Perucca Orfei, Centro Prove

COMMENTI

  • veramente a me risulta che a Modena sia proprio la Concessionaria Volvo (Motorsclub) al top per sconti e super -valutazioni dell'usato anche per quanto riguarda la XC40: se ne è parlato in più di una occasione sul sito www.volvoclub.it/forum
  • @ x_bond Grazie mille, li contatterò subito. Inserisci qui il tuo commento
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  • Condivido quanto affermato da Cevolani. E aggiungo. Ho acquistato una XC40 diesel integrale automatica. Sono a quota 3000 chilometri, percorsi prevalentemente in autostrada. Velocità tra i 120 e i 130 km/orari. Stando al computer di bordo, i consumi sono di 6/6,2 litri per 100 chilometri. Quindi ben oltre i 16 chilometri con un litro di gasolio. Ogni anno, per diletto e lavoro, percorro oltre 30000 chilometri. Il diesel resta una scelta obbligata per contenere i costi. Soprattutto per auto che come queste, hanno un’elevata sezione frontale. Basti considerare la differenza di consumo (16km vs 10km) e il prezzo alla pompa per renderle appetibili. Tra l’altro, vorrei ricordare che anche il CNR ha scagionato le emissioni dei diesel ultima generazione. E bene sarebbe che le amministrazioni ne tenessero conto, facendo al tempo stesso un mea culpa per le emissioni di certi vetusti e infiammabili mezzi pubblici (Roma docet) e i veti scriteriati ai diesel euro 6 nelle ipocrite domeniche ecologiche. Riguardo l’elettrico, sarebbe interessante considerare la sua reale impronta ecologica. Dall’estrazione del litio e del cobalto al prodotto finito e al successivo smaltimento. Nonché alla produzione dell’energia stessa. Aggiungo. Dove piazzare in città o nei borghi le colonnine per le ricariche? Bello. Sicuramente guidare elettrico è bello, mi è capitato. Tuttavia mi preoccupa tutto questo furore giacobino contro il diesel. L’auto da sempre è sinonimo di libertà. Con l’elettrico, almeno per ora e chissà per quanto, così non è. Sei sempre appeso ad un filo. Circa l’ibrido, conviene solo in città, a patto di cambiare radicalmente tecnica di guida e trasformarsi in una chicane mobile. Dopo di che, il risparmio acquisito in ambito urbano, si vanifica in autostrada, con gli interessi. Sbaglierò ma penso che tolti gli americani, cui il diesel non interessa visto il costo irrisorio della benzina alla pompa, gli unici a trarre vantaggio dall’elettrificazione siano i cinesi. Che stanno investendo in maniera massiccia. E noi, terra di conquista. Cordiali saluti
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  • Ma ci rendiamo conto che questa auto fa 10 km/l quando la stessa versione diesel fa i 18km/l (se non di più)? Non è che con questa moda dell'ibrido a benzina, perché ne parlano tutti, sarà invece una grosso boomerang che, tornando indietro, darà più di un dispiacere a chi ha scelto questa strada come l'unica possibile? Ma davvero pensiamo che chi percorre dai 20000km in su all'anno, o chi "vive" in autostrada. potrà scegliere auto come questa? Ci rendiamo conto che le case costruttrici, complice alcuni Governi, poco attenti, per la prima volta nella storia stanno spingendo su una tecnologia che sarà, per molti, non per tutti, ma per molti si, peggiorativa rispetto a quello che è stato offerto fino ad oggi? Perché ok inquinare meno, e qui è poi tutto da vedere considerando l'intera filiera, dalla produzione allo smaltimento della stessa, ma alle persone interessa pagare poco il carburante. Soprattutto chi percorre tanta strada e alla fine dell'anno deve fare bene i conti… Secondo me questo dettaglio sta sfuggendo e chi continuerà con i diesel, anche ibrido, si prenderà tutto quel mercato...Pensiamoci bene...
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  • @ x_bond Dove, precisamente, sono così generosi? Perché, vedi, la concessionaria alla quale mi sono rivolta (Gruppo Bossoni) proponendo in permuta un'Evoque coupè 190 cv del novembre 2011 superaccessoriata e con 42.000 KM. non solo non mi ha aumentato di una cippa lo sconto, ma me l'ha pure sottovalutata.
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  • A Brescia gli sconti si aggirano sul 3%, ben lontani, quindi, dal 18% sbandierato più sopra da un commentatore. E i tempi di attesa superano i 7 mesi. Se a ciò si aggiungono finiture quanto meno discutibili (gli interni delle tasche laterali, ad esempio, sono rivestiti di un'orrenda moquettaccia) non mi sembra proprio che l'acquisto di questa vettura sia un grande affare.
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  • Aleluia!!! Hanno provato una versione a benzina. Vista l'inflazione di prove di vetture diesel, che francamente non capisco, vista la diminuzione di vendite di questo tipo di motore e la messa fouri produzione de la parte di certe marche, è un fatto eccezionale. x 4R. Personalmente avrei preferito la prova della versione da 190 cavalli ma accontentiamoci. Ho appunto comprato la versione benzina da 190 CV che arriverà a giorni. Provata mi ha subito convinto. forse un pò cara, ma non di più di Audi e BMW, che trovo di una noia stilistica mortale!
  • Apprezzo molto Volvo come marchio, ma relativamente a questa vettura mi pare decisamente una copia in piccolo mal riuscita della XC60 che invece è molto bella. Emerge sopratutto dalla vista laterale, di come sia difficile e delicato l'equilibrio nel design e nelle proporzioni di una macchina.
  • Provata nella versione D4 R-design... buona a livello tecnologico e anche come qualità percepita. Per quanto riguarda la guidabilità e le prestazioni è stata una mezza delusione, i 190 cavalli e 400 nm erano molto scialbi e non aiutati dal cambio, anche quello poco reattivo. Un'altra cosa che non mi piace è piaciuta é l'aver concentrato tutte le funzioni all'interno del display, insomma, per mettere in modalità sport (sperando che fosse un modo per far esprimere i 190 cavalli, purtroppo non pervenuti) ho dovuto distogliere lo sguardo più volte. In BMW, ad esempio, è immediato e già alla seconda volta lo fai senza guardare. E poi troppo cara per quello che ti da (meccanica povera in primis)
  • Sono un grande fan della Volvo, sono vetture che offrono un comfort eccezionale ed in fatto di sicurezza sono le prime della classe. I prezzi delle vetture sono premium, a livello delle vetture concorrenti, offrendo tecnologie, comfort e finiture superiori. Un test molto interessante, trasmesso qualche settimana fa su TF1 la rete nazionale francese, mette bene in evidenza pregi e difetti della XC 40, le concorrenti: la nuova BMW X2 e la Jaguar E-Pace ... https://www.youtube.com/watch?v=yIoLZI33QEw
  • Una domanda che esula dalla prova in se. Ma perchè provate questi modelli per di più con motorizzazioni che nessuno comprerà in Italia? Auto per gente "normale" porterebbero probabilmente ad avere più lettori e forse anche abbonati. Grazie
  • Questa T5 è indubbiamente cara, ci sono motori con prezzi ben più bassi e ripeto auto nuova col 18% di sconto+valore usato non è disprezzabile, poi si non essendo nè della triade, nè una land ovvio che si svaluterà di più, ripeto una 2000 diesel 150cv non costa più di una q3 ormai quasi fuori produzione
  • oppure se si preferisce X3 xDrive20i Luxury Steptronic con la differenze che è un assegno circolare mente Volvo almeno in Italia ha un valore residuo molto molto basso.
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  • siamo ad un listino di una F-Pace 2.0 250 CV Prestige AWD automatica. Oggettivamente non capisco.
  • Da felice possessore di una XC60 che al momento dell'acquisto ho pure trovato a Km0 e sempre da estimatore del marchio trovo questo modello un tantinello caro. Magari non si arriva ai 57K€ ma superare i 50K€ non è poi difficile. Non è un pochino tanto?
  • Francamente trovo inappropriata la definizione data nell'articolo di suv compatta per questa Volvo XC40. Un suv che sfiora i 4,5 metri ed è largo 1,90 metri mi sembra un suv medio. Non discuto le caratteristiche tecniche e di sicurezza dell'auto ma leggendo il dato sui consumi mi sembrano davvero alti. Insomma si parla di meno di 10 km con un litro di benzina.
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  • Auto molto interessante e originale, come ben dimostrato anche da quattroruote in rapporto alle dimensioni ottima abitabilità e buon bagagliaio. Sicuramente prezzo non basso di serie ha fari led, strumentazione digitale e molti adas che molti si sognano anche opt poi volendo ci sono adas al top a prezzi non folli nel pack, sconto fisso 18% che si somma a una quotazione di quattroruote dell’usato, per cui alla fine costa come o meno di un q3 fine serie con zero adas. E cosi incomprabile che per averla ci vogliono almeno 6 mesi, mi hanno detto che per contro in Italia sta canibalizzando alla grande la bella xc60.
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  • Tra i piccoli Suv è quella che preferisco. Design personale, moderno e elegante. Ottima qualità. Per la cavalleria del motore e per il tipo di veicolo buoni i consumi, che probabilmente a seconda dello stile di guida e dei percorsi potrebbero arrivare anche a 12 km/l di media.
  • Un'automobile sicuramente apprezzabile, ma che costa come un'Alfa Romeo Stelvio, che mi pare essere due spanne sopra...almeno per la meccanica.
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  • Auto sopravvalutata con un prezzo assolutamente fuori luogo e senza alcuna ragione tecnica e/o tecnologica.
  • Io l'ho già comprata e non me ne pento. Per i consumi dipende anche da come la si guida. L'auto è eccezionale, tra tecnologia, sicurezza, estetica, comfort ecc.. Per chi guarda solo ai consumi ci sono le microcar. N.B.: per averla ci vogliono minimo 6 mesi.
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  • tutti che insistono a voler vedere prove di auto a benzina. Quindi immagino saranno contenti che la prova di questa piccola SUV sia di una versione a benzina. E ora che sappiamo che fa 10 al Litro...chi la compra?
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