Kia Picanto Una settimana con la 1.0 TGDi 12V 5p. GT Line

Redazione Redazione
Kia Picanto
Una settimana con la 1.0 TGDi 12V 5p. GT Line
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La protagonista del nostro Diario di bordo questa settimana è la Kia Picanto in allestimento GT Line. Sotto al cofano c'è il 1.0 TGDi da 100 CV e 172 Nm di coppia massima a 1.500 giri, abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti, un propulsore che, stando ai dati dichiarati, le consente di accelerare da 0 a 100 km/h in 10,1 secondi e di toccare i 180 km/h di velocità massima, il tutto a fronte di consumi, nel ciclo combinato, pari a 4,5 litri/100 km. Lunga 3 metri e 60, ha un bagagliaio con capacità compresa fra i 255 e i 1.010 litri. Dell'equipaggiamento di serie fanno parte, fra l'altro: retrovisori riscaldabili e ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati, cerchi di lega da 16", climatizzatore manuale, display touch da 7" connettività Bluetooth con audio streaming e riconoscimento vocale con comandi al volante, Cruise Control con speed limiter HAC (Hill Assist Control), radio DAB, retrocamera con guide dinamiche, sensori di parcheggio posteriori, sistema monitoraggio pressione pneumatici, bracciolo anteriore scorrevole con vano portaoggetti, pedaliera di alluminio, volante e pomello del cambio rivestiti di pelle, pianale di carico regolabile su due livelli, chiave con transponder. Il prezzo di listino della Kia Picanto 1.0 TGDi 12V 5p. GT Line parte da 15.050 euro.

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Brillante e molto pratica [Day 1]. Non c'è dubbio: in questo allestimento GT Line, la Kia Picanto non fa nulla per nascondere velleità sportiveggianti: dalla classica griglia Tiger Nose bicolore, con il rosso in "trasparenza" ripreso dai profili delle prese d'aria ai lati del paraurti anteriori e dal bordo delle minigonne laterali, al doppio scarico cromato in coda. A bordo, invece, spiccano la pedaliera di alluminio e i rivestimenti di pelle nera con profili rossi a contrasto per sedili, volante e pomello del cambio. La conferma dell'indole di questa variante arriva comunque nei primi chilometri di strada, dove il tre cilindri turbobenzina fa sentire i suoi 100 CV e i 172 Nm di coppia massima a 1.500 giri. Chiariamoci, non si viene schiacciati ai sedili, ma una volta entrato in coppia questo propulsore sa regalare quel pizzico di brio che, unito all'agilità, allo sterzo abbastanza diretto per un'auto di questo segmento e al cambio a cinque marce, leggero e ben manovrabile, consente di guidare con naturalezza e con prestazioni soddisfacenti. Il tutto a fronte di un confort di buon livello: dalle sospensioni, in grado di assorbire senza problemi le imperfezioni del manto stradale, ai sedili, ben profilati, al bracciolo centrale, difficilmente disponibile anche come optional a bordo di una citycar, per finire con l'accogliente divanetto posteriore. Un po' a sorpresa, considerando i soli 3 metri e 60 di lunghezza, ospita tranquillamente due adulti senza costringerli a contorsioni di alcun genere, e non impedisce a un quinto passeggero di stare al centro, magari per tragitti non eccessivamente lunghi, anche grazie all'assenza del tunnel centrale. Il bagagliaio è in linea con la media della categoria, con un comodo doppiofondo che, all'occorrenza, aumenta di qualche litro la capacità totale, senza dimenticare il pratico abbattimento frazionato degli schienali posteriori, che però restano leggermente sollevati rispetto al piano di carico. Alessandro Carcano, redazione Online

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Spinge forte in alto [Day 2]. Me l’ero persa, la Kia Picanto GT Line, soprattutto col tre cilindri 1.0 TGDi turbobenzina da 100 CV: tanta roba su una citycar. E, in effetti, le già apprezzate doti di agilità della coreana, qui vengono esaltate da un motore che ha buona spinta, almeno a partire dai 1.700-1.800 giri, e garantisce uno scatto degno di un modello di categoria superiore, in virtù della massa contenuta. Il margine di coppia, disponibile sin dai bassi regimi, consente di marciare spediti anche cambiando presto. Se si vuole di più, non c’è problema: giù tutto il piede destro, senza badare troppo ai consumi. In questo modo si ottengono prestazioni inusuali per un’auto da città, di solito equipaggiata con un 1.0 aspirato. Certo, bisogna chiedere tutto al piccolo turbo, che tira bene anche oltre i 6.500 giri: a quel punto si nota pure che le cinque marce sono lunghe e spaziate (seconda compresa), e questo toglie alla Picanto un pizzico di verve. La guida resta comunque gradevole e molto disinvolta, anche per merito dello sterzo pronto e piuttosto leggero. Ad andatura autostradale - 130 in quinta a 3.000 giri - c’è da segnalare un rumore di rotolamento piuttosto marcato che arriva dalla gommatura ribassata Nexen di misura 195/45 da 16 pollici. Quest’ultima, giocoforza, risulta un po’ rigida sulle irregolarità brevi tipiche della città, come tombini e binari. Nel traffico, comunque, la Picanto dà il meglio, con i freni pronti e il buon lavoro del cambio manuale: forse la leva è posizionata un filo in basso per i miei gusti, ma si riesce lo stesso a essere rapidi nella guida impegnata, grazie a innesti guidati. Sulle prime la frizione sembra avere un rilascio un po’ brusco, “teso”, poi ci si fa l’abitudine. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

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Buono lo sterzo, non male i consumi [Day 3]. La Picanto è una vecchia conoscenza e ogni volta che ne guido una non posso che notare il progresso compiuto negli anni dalle Case coreane, e in particolare dal gruppo Hyundai-Kia. Della prima Kia che guidai nell’ormai lontano 1997, la Shuma (una media tre volumi), ricordo la linea un po’ così, lo strano odore degli interni (di pelle) e lo sterzo, che definire poco progressivo è un complimento. Ventuno anni dopo, la Picanto è una citycar di stile gradevole, con abitacolo molto curato, comandi impeccabili e strumentazione ben leggibile. L’allestimento Gt Line, poi, comprende già l’impianto multimedia con schermo da 7 pollici compatibile con Android Auto e Apple CarPlay e una telecamera per la retromarcia che fornisce immagini ben definite. Inoltre, la vettura in esame è pure dotata di premium pack che include accessori che non sfigurerebbero su una media, come l’accesso senza chiave e la carica wireless per il cellulare. Insomma, visto che l’esame statico promuove la Picanto a pieni voti, è ora di mettere in moto. Il mille tre cilindri turbo si fa sentire un po’ di più rispetto ad altri propulsori simili, ma la timbrica è gradevole e non disturba. In compenso, una volta in tangenziale, la rumorosità di rotolamento si manifesta forte e chiara: un aspetto che i coreani non curano come gli altri anche sui modelli più grandi e che si somma ai rumori aerodinamici. Il tutto sovrasta la voce del tre cilindri, che anche alle andature autostradali gira a regimi abbastanza contenuti, complice la rapportatura lunga del cambio. Quest’ultimo si manovra bene e lo sterzo è ben altra cosa rispetto a quello della Shuma, anche se non può essere preso a riferimento della categoria per precisione ai piccoli angoli. Arrivato in città, apprezzo il brio del tre cilindri turbo, che porta a spasso con grande disinvoltura la Picanto. E pure il consumo, a occhio, non è male: nonostante le ripetute esplorazioni della parte alta del contagiri, giunto a destinazione il computer di bordo indica 7,3 litri/100 km. Roberto Boni, redazione prove/tecnica

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100 cavalli ma sembrano di più [Day 4]. Lo ammetto: contrariamente al solito, ho preso in mano la Picanto, senza documentarmi prima a fondo sulle sue caratteristiche tecniche e le sue peculiarità. Ma talvolta - come si rivelerà poi in questo caso - può essere un fatto positivo perché giudichi un’auto in maniera candida, senza aspettative o preconcetti. In realtà ero tremendamente curioso di scoprire come va il nuovo 3 cilindri 1.0 turbo a iniezione diretta, una tipologia di propulsore oggi di gran moda e per la quale ho un debole. Sarà perché i “tre” hanno un sound originale e sembra che frullino sempre come matti, sta di fatto che mi piacciono e ogni volta sono curioso di capire quanto sia stata spostata in alto l’asticella. Sì perché le Case di recente hanno fatto miracoli veri con i 3 cilindri, specie per bilanciarli a dovere e smussare il loro vizio di vibrare un po’. Ebbene, appena acceso il 1.0 T-GDI turbo della Kia devo ammettere di non aver ritrovato la stessa rotondità e pulizia di funzionamento di altri motori simili, PSA e Ford su tutti. Ma una volta in marcia il feeling è migliorato. Mi ha colpito subito la reattività: al netto di un leggero ritardo di risposta del turbo, il millino spinge forte, vanta una gran bella progressione verso l’alto e il suo carattere invita a spingere. Mi infilo in autostrada e superato il gate del Telepass il pedale è “flat out”. Seconda, terza, butto l’occhio sul tachimetro e leggo già la velocità Codice. I rapporti sono piuttosto lunghi: in quinta, a centrotrenta, si viaggia a regimi relativamente contenuti (poco più di 3.000 giri) e ne beneficia il confort acustico, con la voce del motore che scompare del tutto (anche perché entrano in gioco i fruscii). Mi trovo a mio agio anche quando devo riprendere velocità, il 3 cilindri è elastico e non occorre scalare rapporto per riconquistare quote decorose. Piccola parentesi di vita a bordo: durante il viaggio ho apprezzato l’infotainment: è dotato di Apple CarPlay e Android Auto per gestire il proprio smartphone senza toccarlo, il display da 7” è ben visibile e posizionato quasi ad altezza sguardo. Però noto due pecche: l’indicazione digitale del clima è difficilmente leggibile, per regolare la temperatura vado “a pelle”; secondo, l’impianto audio a 4 altoparlanti regala poche soddisfazioni, peccato non ci sia nemmeno a richiesta qualcosa di più appagante. Il mattino successivo, mio dovere, mi documento sulla Picanto GT-Line: 100 cavalli di potenza. Sinceramente, come non si dovrebbe mai dire con l’età di una donna, gliene avrei dati di più… Lorenzo Facchinetti, redazione Prove su strada

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Di serie c’è quasi tutto [Day 5]. Spesso, al momento dell’acquisto di un’auto, sono i dettagli a fare la differenza: infotainment, sistemi di connessione per smartphone e dotazioni di sicurezza attiva sono ormai un must per quasi tutti gli acquirenti. La Picanto, pur essendo una citycar, offre una dotazione di serie piuttosto ricca, già a partire dall’allestimento Cool, sul quale si basa la nostra GT-Line. Il sistema multimediale, con videocamera di retromarcia, è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto: in pochi, semplici passaggi si può connettere il proprio telefono e utilizzarlo direttamente tramite il touchscreen da 7” che, pur essendo "sospeso" al centro della plancia, appare solido, come buona parte delle plastiche degli interni, e ben visibile in diverse condizioni di luce, contrariamente al pannello del climatizzatore automatico, sul quale non sempre risulta chiara la temperatura impostata. Quest’ultimo è disponibile unicamente scegliendo il Premium Pack da 900 euro (o il Techno Pack su altre motorizzazioni) che comprende anche il caricatore wireless per smartphone, il navigatore satellitare con funzioni connesse, sette anni di aggiornamenti gratuiti delle mappe, il sistema di avviamento keyless e i sedili rivestiti di pelle. Proprio le sedute risultano abbastanza comode, ma si abbinano a schienali un po’ troppo rigidi che, per chi ha problemi di schiena, possono essere scomodi già dopo qualche decina di chilometri. La posizione di guida, tuttavia, è ben studiata e permette anche ai più alti di salire e scendere dall’auto con grande facilità: la conformazione del tunnel centrale alla lunga finisce però per infastidire il conducente a livello dello stinco destro, così come lo specchietto retrovisore interno, che limita parzialmente la visibilità dei guidatori sopra al metro e ottanta. Per il resto, nonostante le dimensioni esterne contenute, la Picanto è particolarmente spaziosa, anche dietro, a patto di viaggiare senza il quinto passeggero. Mirco Magni, redazione Online

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questa auto non se la fila nessuno

COMMENTI

  • questa auto non se la fila nessuno
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  • Forse tra non molto,il gruppo HYNDAI KIA,sarà azionista di maggioranza FCA e queste,saranno le future PANDA e PUNTO:che già a fine mese uscirà di produzione.Mi spiace detto da uno che sino a tutti gli anni '80,pensava fosse una eresia non possedere un modello di una casa italiana.Speriamo che anche per le future FCA,mantengano le ultra garanzie di ora.
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  • quanto il mercato chieda queste auto è ben rappresentato dai commenti all'articolo. probabilmente, la paura che un'andatura consona alla cavalleria disponibile renda poco conveniente questa versione scoraggia potenziali clienti, specie considerata la cilindrata, tra le preferite da chi ha una scarsa propensione alla spesa e da chi limita all'indispensabile il budget per la propria auto. eppure è una formula che a me intriga moltissimo: chiaro, trovo la picanto piuttosto scialba, ma rappresenta una tipologia di vetture (e il richiamo alla panda 100 hp è più che mai azzeccato) che sono un ottimo antidoto a guida autonoma, pile ed amenicoli vari. speriamo che questi modelli contagino giovani, che questa tipologia di auto torni ad essere oggetto del desiderio dei neo-appassionati
  • Non so che mercato abbiano queste citycar in versione sportiva, però le propongono quasi tutti i costruttori, dalla Smart alla Twingo, chi cerca la 2° auto di famiglia difficilmente le prenderà in considerazione preferendole versioni "base", al contrario potrebbero far gola al/alla giovane. All'appello dei proponenti manca la best seller Fiat Panda, nella 2° serie avevano previsto la versione da 100 Cv poi cancellata con questa 3° attuale, chissà perchè, o meglio, la domanda è retorica si sa bene perchè, oggi chi vuole una Panda "prestazionale" deve prendere la 1.3 Mjt da 95 Cv (che presumo vada pure più di questa Picanto) ma con le controindicazioni ben note attualmente legate al diesel.
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