Diario di bordo

Dacia Duster
Una settimana con la 1.5 dCi 4x4 Prestige

Dacia Duster
Una settimana con la 1.5 dCi 4x4 Prestige
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Lunga 4 metri e 34 cm, larga 1,80, alta 1,68 e con una massa di 1.395 kg in ordine di marcia, la nuova Dacia Duster si presenta al pubblico rinnovata nell'estetica e nelle dotazioni. Quattro gli allestimenti a listino (Access, Essential, Comfort e Prestige) e due le motorizzazioni: un benzina di 1.6 litri da 114 CV e un 1.5 dCi da 109 CV, quest'ultimo disponibile anche in abbinamento alla trazione integrale. La versione protagonista del nostro Diario di bordo è la 1.5 dCi 4x4 Prestige. Di serie offre, tra l'altro, cerchi di lega da 17", mancorrenti sul tetto, assistenza alle partenza in salita, avviso degli angoli ciechi, sensori di parcheggio e telecamera posteriore, navigatore satellitare e connettività Bluetooth. Il prezzo di listino è di 19.550 euro, a cui, sull'esemplare in prova, si aggiungono alcuni optional: oltre alla vernice metallizzata (600 euro), sono presenti il sistema keyless (200 euro), gli interni di materiale pregiato (650 euro) e le telecamere a 360° (250 euro).

visuale-dacia

Più moderna e tecnologica [Day 1]. La prima sensazione al termine del mio turno al volante della nuova Dacia Duster è che, rispetto alla serie precedente, ci sia stato un netto salto di qualità. Intendiamoci, questa Suv compatta non si è snaturata e resta la soluzione ideale per chi vuole risparmiare qualcosa puntando sulla praticità e sulla robustezza, più che sulla raffinatezza dei materiali e sul look modaiolo. Ciononostante il cambiamento c'è ed è evidente. Non è solo questione dei bei rivestimenti di materiale pregiato, a richiesta anche su questo allestimento top di gamma, ma soprattutto del modo in cui, pur con semplicità, offre tutto quello che ti serve per un viaggio confortevole. Niente di inedito nel panorama automobilistico, certo, ma adesso si è un po' persa quella percezione di essere a bordo di un modello low cost: dall'ingresso keyless, che ti avverte quando scendi se ti sei dimenticato di chiuderla, al nuovo sistema d'infotainment gestibile attraverso il pratico touchscreen, dal menù davvero semplice e intuitivo, al navigatore di serie, che in automatico segnala le postazioni fisse degli autovelox. Interessante, inoltre, l'optional della visuale a 360°: come si vede nella foto, oltre alla classica prospettiva posteriore comune a tutte le retrocamere, con una semplice selezione è possibile "guardare" davanti e su entrambi i lati; assieme ai sensori è un aiuto davvero prezioso per chi si trova a effettuare manovre in spazi angusti. Per quanto riguarda la dinamica di guida lascio l'approfondimento ai miei colleghi. Ho trovato solo il pedale del freno un po' "spugnoso" nella prima parte della corsa, il che richiede un minimo di tempo per riuscire a modularlo al meglio, mentre il cambio è morbido, ma un po' contrastato negli innesti. Dietro si sta abbastanza comodi anche in tre, sebbene chi siede al centro sia un po' limitato dalla presenza del tunnel. Di spazio per le gambe e sopra la testa, comunque, ce n'è anche per i più alti. Alessandro Carcano, redazione Mercato

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Povera a chi? [Day 2]. Credo di essere stato il primo della redazione a guidare la Dacia Duster, nel giugno 2010, in un avventuroso test tra le strade polverose del Marocco. In quel contesto ne avevo apprezzato la robustezza delle sospensioni e la versatilità, in situazioni per noi inusuali. Anche sulla seconda serie si è già scritto molto, ma voglio provare lo stesso a raccontarvi quali sono, secondo me, le differenze tra i due modelli. Questa Duster 1.5 dCi 110 CV S&S 4x4 è più accogliente e piacevole della prima: i materiali sono sempre in gran parte rigidi - e per questo il prezzo è rimasto calmierato -, ma gradevoli, anche grazie al design moderno, soprattutto in zona plancia e console. Anche l’ergonomia è più curata, con una bella “tastierina” al centro, che raggruppa le funzioni principali; quasi chic, poi, le manopole della climatizzazione. Invece, per azionare il limitatore/regolatore di velocità sul tunnel, bisogna abbassare lo sguardo. La Duster ora è meno ruvida, se si eccettua qualche vibrazione sul volante al minimo. L’1.5 dCi è in genere ben isolato, salvo quando gira in alto; al solito, svolge il suo compito con solerzia e la spinta che serve. Anche sulla seconda Duster i rapporti del cambio manuale sono molto corti e ravvicinati (almeno fino alla quarta), con un “primino” da off-road, tanto che si può partire senza problemi in seconda (la frizione è pesantuccia). Insomma, si cambia spesso e nel traffico non è raro muoversi a 60 in quinta, sfruttando, di media, una marcia in più rispetto alle altre vetture. Solo la sesta è rapportata un po’ più lunga. L’assetto è morbido e l’escursione delle sospensioni ampia: così, buche e irregolarità vengono neutralizzate quasi senza accorgersi. Grazie allo sterzo più preciso che pronto, la Duster si dimostra facile e intuitiva su strada. Nonché turistica. Sì, è sempre lei, ma almeno una spanna sopra a prima. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

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Auto da famiglia [Day 3]. La Duster è un’auto particolarmente adatta alla famiglia, per molti motivi: è pragmatica, accessibile (in molti sensi, a partire dal prezzo), spaziosa in prima e in seconda fila. Senza contare la capacità del bagagliaio, quantificata in ben 407 litri dal nostro Centro prove. Insomma, nel biglietto da visita di questa Suv c’è una mano tesa verso i papà che si devono misurare con le valigie e gli strumenti del mestiere come seggiolini, passeggini e via di questo passo. La Duster non tradisce le aspettative: il divano posteriore può ospitare tre adulti senza imporre sacrifici (tradotto: le mamme, i bambini e i neonati sugli ovetti viaggiano comodi) e il vano di carico si rivela generoso anche alla prova del week end fuori città. All’altezza, il volume privilegia la profondità (parliamo di ben 92 centimetri), sufficiente per stipare con disinvoltura gli elementi più ingombranti di un passeggino trio (chi ha figli, saprà certamente di cosa parlo), ovvero la navicella e il telaio ripiegato: di contro, se si aggiungono borse e valigie più grandi di un trolley, bisogna per forza rimuovere la cappelliera. Sotto il piano ci sono altri 73 litri da sfruttare, mentre è da tenere presente la notevole altezza della soglia (77 centimetri), la quale può complicare le operazioni di carico e scarico. Un altro elemento che gioca a favore della Duster e che i papà certamente apprezzeranno dopo aver caricato i bagagli ed essersi messi in viaggio, è il consumo ridotto: nel mio caso, una spedizione familiare al lago equamente distribuita tra autostrada, tratti extraurbani e cittadini si è tradotta in una media notevole, 18,9 chilometri con un litro di gasolio. Insomma, con la Duster si fa parecchia strada (il serbatoio è di 50 litri),  anche se il confort acustico non è sempre dei migliori: quando la velocità sale, l’abitacolo fa filtrare una discreta dose di fruscii e rumori di rotolamento, ai quali si aggiunge qualche saltuario scricchiolio delle plastiche interne. Infine, un appunto per quel che riguarda la disposizione dei tasti del regolatore e del limitatore di velocità, curiosamente collocati sul tunnel centrale: un punto assai scomodo e poco raggiungibile quando il bracciolo del guidatore è abbassato. Davide Comunello, Redazione Prove su strada

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Scusi, ha visto gli Adas? [Day 4]. I colleghi che hanno guidato la Dacia Duster questa settimana, cui mi aggiungo in questo quarto giorno del Diario, sono in buona compagnia: altri 140 mila italiani dal 2010 a oggi hanno messo in garage una Dacia Duster, e improvvisamente il marchio rumeno-francese ha avuto la sua "ammiraglia" e si è anche un po’ smarcato dall’immagine low cost della Sandero e della Logan, pur restando nel solco dei prezzi moderati. Questi numeri non si costruiscono dal niente o solo con un colpo di genio: la Duster era l’auto giusta al momento giusto con il look giusto, giù il cappello alla Renault. Può piacere o no, ma è così. Di certo non fa girare la testa alla gente, ma tutti quelli che l’hanno, o l’hanno avuta, confermano la robustezza costruttiva, la facilità d’uso, la praticità. Coniugata, per quel che riguarda il diesel, da consumi più che favorevoli. Vado per un momento a ripescare i dati della nostra prova su strada della scorsa primavera per confermare il tutto: città 17,5 chilometri con un litro, statale 18,2, autostrada 13,9. Quest’ultimo valore è un po’ sottotono, ma stiamo sempre parlando di un’auto che non aveva l’aerodinamica fra i punti fermi del progetto e che si tira dietro la trazione integrale. L’unico rammarico, e lo diciamo indiscriminatamente tutte le volte che viene fuori un nuovo modello, è che non si sia approfittato dell’ultimo restyling per implementare qualcuno dei più recenti sistemi di assistenza alla guida e curare meglio la resistenza nei crash test, i cui risultati non eccelsi sono ancora quelli della prima serie. Carlo Bellati, Redazione WebTV

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Onesta e poco assetata [Day 5]. A differenza dei colleghi non ho guidato la serie precedente della Duster, quindi non ho termini di paragone. Ma neppure pregiudizi di sorta. Ritengo che in un'auto come questa la discriminante vera rimanga il rapporto qualità-prezzo. In parole povere, quanto mi offri per quello che spendo. E di "ciccia" qui ce n'è abbastanza. Partendo dallo spazio, con un'abitabilità che, in questo segmento, teme pochi confronti. Oltre a indubbie doti da trasformista: si adatta perfettamente alla città come all'autostrada, ma non si fa impressionare neppure da un fuoristrada leggero. Anche in questa versione rinnovata, quindi, rimane un'auto concreta e robusta, pensata per la famiglia e per chi bada al sodo senza farsi troppo condizionare dalle mode. Certo è che bisogna scendere a qualche compromesso: le plastiche di plancia e pannelli delle porte sono abbastanza basiche, poco emozionali, e alcuni assemblaggi poco precisi. Ma per contro, la Suv compatta offre praticamente tutto (anche se alcuni dispositivi sono in opzione), dal tasto di avviamento alla retrocamera, dal navigatore al monitoraggio dell'angolo cieco.  L'infotainment ha un'interfaccia semplice e intuitiva; peccato solo per il volume della radio poco modulabile. La seduta è comoda, leggermente rialzata per dominare la strada, con uno sterzo preciso e leggero, anche se poco reattivo, che restituisce un buon feeling di guida. Faccio solo un po' di fatica ad abituarmi ai rapporti molto corti e alla frizione pesante. In autostrada si viaggia in souplesse, anche se il confort è compromesso dalla scarsa insonorizzazione e da un fischio fastidioso (probabilmente la turbina) che interviene attorno ai 3.000 giri. Una delle grandi doti della Duster, però, viene svelata non appena spengo il motore: negli ottanta chilometri e rotti del mio tragitto il computer di bordo ha rilevato un consumo medio di 5,5 l/100 km (18,18 km/l). Niente male considerando che con l'autostrada semi-deserta ho viaggiato quasi sempre alla velocità limite. Roberto Barone, redazione Online

COMMENTI

  • Vedo molti fuoristrada in Pianura Padana. Assurdita'. E anche pericolosi per gli altri automobilisti e per i pedoni.
  • Gentile Roberto Barone, il fischio che dice di sentire non è affatto la turbina, bensì un fischio proveniente dalla trasmissione e precisamente dal rinvio della scatola cambio/differenziale verso l'assale posteriore. Basta avvicinare le orecchie verso la pedaliera per sentirlo ancora più forte. Motivo questo per il quale ho disdetto l'ordine della vettura in esame.
  • La linea è molto simile ai suv Volkswagen, si vede che sotto cè il desing tedesco ,forse per quello è un po anonima
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  • Ottima macchina. A parità di allestimenti la 4x4 costa la metà di una Q2 due ruote motrici, ha un motore migliore (anche se ci vuole poco a essere meglio del TDI 1.6), un bagagliaio vero e non solo dichiarato e la possibilità di essere utilizzata anche offroad, cosa che con la Q2 è meglio non sperimentare https://www.youtube.com/watch?v=LZjsi6CcMgM
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  • Confermo cosa scrive Davide sotto se la di vuole 4x4 non ha rivali come prezzi anche se è sempre pochissimo scontata da vera lowcost, al limite Vitara è l'unica che si avvicina, però è più piccola dentro ed ora solo benzina. Anche ora quashai , come fine serie del vecchio 4/5 anni fa, è bello scontata ma no 4x4 e cmq più caro di un po' della più pratica Duster. Secondo me di questa serie il miglioramento più grande è la plancia dal design più moderno e pulito, per il resto esteticamente è si un po' più moderno ma in vista laterale pare quasi più goffo e il posteriore meno personale. .cmq han fatto benissimo a non stravolgere estetica di un successo plametario, non scherzo, simile. Unico rammarico prove crash sempre molto scarse.
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  • Molto meglio questa Duster che una DS7 crossqualcosa, questa offre un vero 4x4 invece della rotellina dei miracoli, offre una linea sobria e personale non un maquillage di linee e ghirigori orribili. Oltretutto versioni simili costeranno sicuramente la metà. Tralasciando che una DS7 non offre air pump ( inutili), tergicristallo monospazzola ( inutile), volante con mozzo fisso ( inutile), strumentazione in trasparenza ( inutile ), ed altre chincaglierie inutili inventate per i POLLI.
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  • E continua l'assurdo vincolo di non proporre il 4x4 automatico......
  • Alla presentazione di questa serie rinnovata scrissi più o meno le stesse cose che ha scritto Carcano nel day 1, la Duster è diventata un pò meno low cost, magari per convincere pure quelli che "vogliono spendere molto di più". ..... Visto l'innegabile successo commerciale riscontrato dalla prima serie, in Renault devono averci creduto maggiormente in questo modello, forti pure della possibilità di venderlo su alcuni mercati direttamente con la losanga attaccata sulla carrozzeria. ..... Trovo riuscito il nuovo disegno del posteriore, il vecchio portellone con quelle bombature a livello dei fanalini, che sembravano celare delle cerniere, mi risultava molto sgraziato alla vista. ..... Lo street price definitivo non lo conosco, ho letto che in passato sconti alla mano la cugina Qashqai si portava a casa con una somma abbastanza vicina dunque è da valutare bene, però certo è che un Suv diesel 4x4 in questa fascia non tutti i costruttori lo possono offrire....
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