Cadillac XT5 Una settimana con la 3.6L V6 AWD AT Platinum

Redazione Redazione
Cadillac XT5
Una settimana con la 3.6L V6 AWD AT Platinum
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La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Cadillac XT5. Lunga 4,82 metri e larga 1,90, la Suv americana ha un'altezza di 1,86 metri un passo di 2,86. Il bagagliaio ha una capacità di carico compresa tra 580 e 1.784 litri a sedili completamente reclinati. È disponibile con un'unica motorizzazione V6 a benzina di 3.6 litri da 314 CV e 368 Nm a 5.000 giri/min (con sistema di disattivazione dei cilindri), abbinata alla trazione integrale e al cambio automatico a otto rapporti (consumi di 10 l/100 km sul ciclo misto, emissioni 229 g/km di CO2, velocità massima 210 km/h, 0-100 km/h in 7,5 secondi), ed è proposta in tre allestimenti: Luxury, Premium e Platinum. Quest'ultimo, il più ricco, corrisponde a quello dell'esemplare in nostro possesso e include: avviso dell'angolo buio, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, fari a Led, cerchi di alluminio da 20", sedili di pelle ventilati e riscaldati, specchietto retrovisore con telecamera posteriore, telecamera con visione panoramica a 360°, portellone con apertura-chiusura elettrica senza mani, maniglie delle portiere illuminate, pretensionatori delle cinture di sicurezza, sospensioni regolabili, climatizzatore automatico trizona, cruise control adattivo, frenata autonoma d'emergenza con riconoscimento pedoni anteriore e posteriore, mantenimento di corsia e riconoscimento dei cartelli stradali. Il listino di questa versione parte da 71.820 euro.

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Lusso e potenza all'americana [Day 1]. Il marchio è da sempre sinonimo di lusso declinato all'americana. Un simbolo stesso dell'America, anche se, a dirla tutta, la Cadillac negli ultimi anni ha perso un po' di quell'aura che la circondava, legata al mito degli anni 50 e 60 (con modelli come la Eldorado) e proseguito con vigore fino alla metà degli anni 70. Negli ultimi anni, per riconquistare terreno rispetto all'agguerrita concorrenza delle premium tedesche e giapponesi, il brand della General Motors ha giocato la carta di una nuova personalizzazione dello stile aggiornando al tempo stesso i contenuti tecnologici dei suoi modelli. È proprio in questo contesto che è stata ideata e realizzata la XT5, grossa crossover disponibile in Europa dal 2016, anche se con un'unica motorizzazione, un poderoso V6 a benzina di 3.6 litri, difficilmente digeribile dal mercato del Vecchio Continente e tanto meno da quello italiano. I dati di vendita sono lì a dimostrarlo: dal lancio a ottobre di quest'anno ne sono state immatricolate complessivamente 14 (una media di cinque all'anno). Anche perché per questo bestione si paga l'odioso superbollo. Niente paura, comunque, il modello dovrebbe essere a breve sottoposto a un restyling, come dimostrano le foto spia che circolano dalla scorsa estate, che potrebbe introdurre più abbordabili motori quattro cilindri turbo a una versione ibrida. Ma entriamo nell'abitacolo di questa XT5: a bordo si respira lusso a profusione e una generale sensazione di ben fatto, con sellerie e rivestimenti di pelle, finiture ricercate e assemblaggi precisi. La plancia è lineare e pulita, dominata dal touch screen del sistema multimediale, semplice e intuitivo, ma dalle grafiche un po' superate. Molto ampio lo spazio a bordo, anche per i passeggeri del divano posteriore, che hanno parecchio agio per le gambe. Su strada offre un buon confort di marcia, grazie alla comodità delle sedute e alla silenziosità del motore, che sa essere tranquillo e pacioso, ma graffiante e vivace soprattutto in Sport. Anche se, devo dirlo, mi aspettavo qualcosa di più considerando il "cuore" da ghepardo che pulsa sotto il cofano di questa Suv, che evidentemente, nonostante la cavalleria di cui dispone, deve fare i conti con la massa di quasi due tonnellate (1.954 kg in ordine di marcia, per l'esattezza). Lo specchietto retrovisore interno che riflette l'immagine della telecamera posteriore è molto comodo, ma distorce notevolemente le immagini, falsando le dimensioni e le distanze: bisogna farci l'abitudine. Non particolarmente capiente, invece, il bagagliaio, a causa della soglia di attacco molto alta e del sottovano occupato da una ruota di scorta. Concludo con il consueto accenno ai consumi: la media nel mio tragitto è stata di 11,1 litri/100 km (9 km/l). Roberto Barone, redazione Online

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Tanto confort, con qualche neo [Day 2]. Parto da una qualità che mi ha davvero impressionato fin dai primi chilometri: l'insonorizzazione. In città, con la radio spenta, a tratti sembra di avere a che fare con un'elettrica: il benzina non è mai invasivo ed è percepibile solo nelle accelerazioni più decise. La fascia di prezzo si riflette nei dettagli, dall'apertura della portiera (le maniglie e i loghi sui battitacco s'illuminano) al quadro strumenti che alterna analogico e digitale. Tutto è curato nei minimi particolari, dai rivestimenti di pelle alle finiture di legno e alluminio riprese all'interno delle portiere e sulla console centrale: sul tunnel c'è anche la ricarica wireless per gli smartphone compatibili. Tramite il display a colori da 8" del sistema d'infotainment si ha un facile accesso ai vari menù, con alcune chicche come il comando del volume a sfioramento. Comodo anche l'head-up display, che funge anche da avviso anticollisione (a prova di distrazione). Per quanto riguarda lo spazio a disposizione dei passeggeri, le dimensioni abbondanti permettono alla XT5 di accogliere bene persone di tutte le taglie. C'è un unico neo: dietro si può viaggiare anche in tre, ma lo spazio sopra la testa è assai limitato dalla presenza del tetto panoramico. Comodo il portellone ad apertura e chiusura elettrica (l'altezza è regolabile), così come la presenza della doppia telecamera (anteriore e posteriore) per le manovre di parcheggio. Una volta giunto davanti al box, però, ho notato qualche limite nel sistema di visualizzazione a 360°: in particolare, il classico schema con la distanza dall'ostacolo (vedi foto) viene riprodotto in piccolo sul cruscotto anziché sul display centrale, costringendo a spostare lo sguardo e ad aguzzare la vista. In questi frangenti, con le manovre che si ripetono, anche il cambio automatico è meno comodo di altri (l'inserimento della retro è in alto a sinistra). Dettagli che hanno contribuito a complicare un po' la vita al volante, fino a quel momento impeccabile. Alessandro Carcano, redazione Mercato.

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Il prezzo dell'originalità [Day 3]. Che cosa può spingere una persona a comprare in Italia un’auto come questa (che, non a caso, nell’esemplare in prova ha targa tedesca)? Me lo chiedo mentre metto in moto il V6 della Cadillac XT5 che mi è stata affidata per il Diario di bordo di questa settimana. Ci penso e vado per esclusioni. Il primo pensiero è la sua - passatemi il termine - americanità, il suo appartenere a un marchio indiscutibilmente Usa come Cadillac. Le auto yankee hanno una loro, comprensibile, platea di fan, ma dubito che la XT5 solleciti i loro entusiasmi. Che si nutrono, piuttosto, di Mustang, Camaro, Corvette; al limite, di muscolosi pick-up del genere Ram o Suv extra-large, come un’altra Cadillac, la Escalade. La XT5, per gli States, ha taglia media; e l’aspetto, pur contraddistinto dalle forme affilate diventate ormai uno stilema classico del brand, non è marcatamente americano. Puntiamo, allora, su altro: per esempio, sulle prestazioni. In fondo, il V6 di 3.6 litri sfodera oltre 300 CV. Man mano che guido, però, mi rendo conto di come le performance sì, ci siano, ma ovattate, attutite dall’indiscutibile confort, molto filtrate. Vero è che, con questi grossi (per noi) motori americani, conta più la coppia (che c’è: 368 Nm) della potenza, ma il paio di tonnellate della massa si sentono, sia negli spunti, sia, man mano che la strada si fa più tortuosa, nei trasferimenti di carico. Quali altri punti di forza possono restare alla XT5, allora? Della comodità e del lusso, si è detto: si galleggia sulla strada in un ambiente curato e mediamente elegante, si gode del piacere dei sedili riscaldabili in questo autunno che inizia a farsi pungente, si apprezzano silenziosità del motore e morbidezza delle sospensioni (un po’ meno, quando la sequenza di curva evidenzia il marcato rollio del corpo vettura). Però, siamo sinceri, di modelli con queste doti, a pari fascia di prezzo, ce ne sono diversi altri. Quindi, alla fine, cosa resta, come carta vincente per questa Cadillac? Direi soprattutto l’originalità. I numeri già citati dal collega Barone sono lì a dimostrarlo: di XT5, in Italia, ne hanno vendute in media cinque l’anno. Questo significa la certezza di potersi distinguere nel panorama standardizzato delle nostre strade, la facoltà di mostrare una personalità diversa e anticonvenzionale. Una scelta che ha un prezzo, in termini di consumi e superbollo; ma che può far presa su chi, nel conformismo delle ruote alte, sente il bisogno di affermare la propria alterità. Emilio Deleidi, redazione Inchieste

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Può anche disattivare due cilindri [Day 4]. Finalmente su una Cadillac, uno dei miti americani. Beh, per quanto ho potuto vedere sulla XT5 del nostro Diario, la fama è meritata. L’abitacolo è lussuoso, curato e mi hanno impressionato i materiali scelti per rivestire la plancia, i fianchetti porta, i sedili e il tunnel. Non oso immaginare quanto costerebbe aggiungere tutto questo su altre auto premium. Detto questo, mi ritrovo seduto piuttosto in alto, anche optando per il "fine corsa" della poltrona. E grazie alle regolazioni elettriche con memorie del sedile e del piantone, posso ritagliarmi una posizione corretta e precisa. Ricco il volante, anche di pulsanti, e moderna la console, con comandi a sfioramento (o a pressione, incluso l’hazard). A questo punto, però, sorge la curiosità di verificare come si attivano certe funzioni: il freno di stazionamento elettrico non è sul tunnel, ma alla sinistra del volante e non si trova il tasto per la disattivazione dello Start&Stop. Ebbene, non c’è, neppure nel menu del sistema multimediale. Quindi lo S&S è sempre attivo, salvo condizioni particolari. Altre curiosità: nella schermata del display della strumentazione, in cui si visualizza il consumo (molto elevato in città), si nota anche la spia V6, che passa a V4 quando, in rilascio e a bassa richiesta di potenza, vengono disattivati due cilindri. Le modalità di guida sono tre: "Giro" (chissà, forse una traduzione non esattamente felice), AWD e Sport. Le ultime due prevedono la trazione integrale, evidenziata dalla spia accesa sul tunnel e sul cruscotto; in modalità Giro, invece, l’avantreno pattina nei primi metri di accelerazione. E poi la strumentazione: oltre ai due quadranti analogici dalla grafica non modernissima, la dotazione include altri quattro piccoli "tondini" digitali. Ebbene, il primo da sinistra è il manometro olio, con unità di misura espressa in Kilopascal, non diffusa nel Vecchio Continente. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

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Ultime note... e la concorrenza [Day 5]. Metti una sera a Milano con una Cadillac: alle sette, esco dalla redazione per correre a comprare un microfono per la nostra piccola struttura video (Cadillac… microfono… vi dice qualcosa?) e la prima cosa che non posso fare a meno di guardare è la benzina rimasta nel serbatoio. Per fortuna, è smisurato e pieno a metà (ce ne stanno ben 82 litri). Ed è facile capire perché: con la XT5 - viaggiando tranquillo o di fretta, non c’è una grande differenza - la media più favorevole che sono riuscito a strappare è di 10 km/l e non è che l'accoppiata cambio-motore mi abbia invogliato a correre più di tanto. Peraltro, l'automatico a otto marce mi è sembrato lento e con i rapporti troppo spaziati e, onestamente, anche lo 0-100 km/h dichiarato dal costruttore appare piuttosto ottimistico. Il primo problema da risolvere in arrivo a Milano è il parcheggio, per via delle dimensioni giunoniche: il posto guida - non privo di angoli ciechi - obbliga a usare la telecamera e bisogna dire che l’idea di inserirla nel retrovisore (non nuova in assoluto) è azzeccata e pratica, anche se un po’ ridondante, visto che il display centrale riporta in modo più chiaro le stesse informazioni. Bello anche il carbonio ramato di finitura sulla plancia e sulle porte, che non ho mai visto prima e che farebbe morire d’invidia la Cupra Ateca. Apprezzabile il rivestimento di microfibra dell’imperiale e dei montanti e il sistema di ricarica wireless per lo smartphone, posizionato in un punto molto accessibile. Osservazioni personali a parte, l'ultimo giorno è l'occasione per chiedersi, considerati anche i vostri commenti, quale sia la posizione della XT5 nei confronti della concorrenza: la quale prende i nomi di Audi, BMW, Mercedes, Jaguar, Volkswagen. Vediamo i listini e le doti:

- Audi SQ5 TFSI: ha un prezzo praticamente identico, ma in versione base. Con gli optional si vola alto. La XT5 è ben accessoriata, ma sul fronte delle finiture e dell'infotainment non c’è storia.

- BMW X5 40i: tutta nuova, parte un po' più in alto (80.000 euro) e ha le qualità di una vera fuoristrada. Anche in questo caso, il listino degli accessori è molto generoso.

- Mercedes GLC 43: ha un prezzo simile (73.000 euro) e un primato da difendere: è la più venduta fra le top Suv. Ma dentro è meno spaziosa della XT5.

- Jaguar F-Pace: fa poco testo, perché dal 2.0 litri da 300 CV (59.300 euro) si passa al V8 da oltre 100.000 euro.

- Volkswagen Touareg: poco raffrontabile alla Cadillac per via della motorizzazione esclusivamente a gasolio. Comunque, si parte da 61.000 euro.

Dunque, sembra che la nostra americana debba contendere i clienti alle "solite" tedesche, con un motore che paga 920 euro l’anno di superbollo. E voi? Quanto è grande il vostro ego? Cosa comprereste? La Cadillac è importata da Cavauto American Division, che vanta una lunga esperienza nei brand made in Usa (dal 1980). Carlo Bellati, redazione WebTv  

COMMENTI

  • Solito commento dei giornalisti sulle finiture Audi "inarrivabili" o "non c'e' storia" ma non elaboranop mai, una sorta di pappagallesca illusione collettiva di massa.....le finiture delle Cadillac oggi sono piu' ricche ed invitanti di quelle Audi (un esempio veloce, l'imperiale ed i montanti sulel Caddy sono di scamosciato di serie) bastano 2 minuti per rendersene conto....e ve lo dice uno che tra la rosa delle candidate per la mia prossima auto sta considerando una RS7 mica bruscolini.... Per il resto, e' uno dei pochi modelli rimasti in vendita in USA che ha poco senso in Italia....non e' un SUV che insegue la guida sportiva (se volete sportivita' in casa Cadillac c'e' ben altro) dato che nasce in fondo sul pianale della Insignia con motore trasversale anteriore e non e' neanche nuovo dato che in pratica e' un restyling ed un rimarchiamento della vecchia SRX. E' un SUV molto comodo, superiore alle Europee di segmento (basta farsi un giro su X3 e Q5 immediatamente dopo, parafrasando il giornalista, non c'e' storia.....e la X5 non e' dello stesso segmento) anche per via delle dimensioni. Concordo sul giudizio per quanto riguarda il cambio, un Aisin 8 marce nulla di che', fa il suo onesto lavoro...su un SUV votato al comfort va piu' che bene. I consumi......beh ricambia con la souplesse e la "voce" di un plurifrazionato a benzina (quello GM e' oggi uno tra i migliori V6 a benzina in circolazione) che nessun diesel potra' mai eguagliare, certo accoppiato ad una impostazione generale turistica del veicolo perde un po' il suo significato....insomma non e' certamente un'auto per l'Italia oberata da costi di esercizio e balzelli assurdi.
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  • Day 5. Un po'di confusione con le concorrenti. Si sono prese auto da diversi segmenti.
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  • Se si confrontano Q5, GLC, F-pace va confrontata anche la X3 M40i piuttosto della X5, dato che questa fa parte del segmento superiore
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  • C'è da dire che il consumo medio di 11 L/100 km è praticamente lo stesso di una Stelvio Quadrifoglio
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  • Davvero esilarante la traduzione scelta per la modalità di guida "Tour" ... italian level google translate. :D Mi ricorda il computer di bordo della RR Sport I serie, che traduceva con "gamma" l'autonomia, dall'inglese "range". Scherzi a parte, apprezzo che QR ogni tanto provi anche queste auto di nicchia poco diffuse nel ns Paese.
  • Gran bella auto (per chi può ovviamente). Peccato non importino la Acura RDX, sarebbe un altro SUV fuori dal coro delle solite.
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  • Interessante servizio per aprire una finestra e farci conoscere auto che vanno nel resto del mondo. Poi però mi chiedo cosa offrono i nostri listini a parità di tipologia e prezzo. Potrei spaziare fra X5, Q7, GLE, XC90, F-Pace, Velar, e capisco che almeno da questo punto divista l'industria europea non ha nulla da inviadiare. (prevengo già qualche replica pretestuosa, non venitemi a parlare degli stabilimenti di costruzione di USA o capitali cinesi...)
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  • ditemi voi se è una macchina da provare , 14 vendute in 3 anni a 70000€ . Meno male che settimana scorsa c' era il CADDY .
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  • Ma vedo bene??? Dalla foto della strumentazione il termometro dell'acqua indica 100 gradi, non è che si sono dimenticati la conversione e lo strumento è in scala Fahrenheit??? ..... (-_-)
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  • Uno dei modelli peggio riusciti della cadillac.
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  • E' bello che vengano provate anche vetture diverse dalle solite, fa parte della cultura automobilistica.
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  • Sarebbe meglio provare auto che vendano più di 30/40 unità all'anno in Italia, utilità della prova vicino allo zero.
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  • Era a mio parere meglio aspettare il restyling e la versione ibrida... Potrei suggerire di provare una vettura plug-in, per avvicinare a questo mondo chi avrà bisogno di elettrificarsi, cioè tutti! ;)
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  • Day 1. Si scrive bagagliaio da 850 litri, e poi alla fine dell'articolo, un difetto dell'auto è il bagagliaio piccolo. ????
  • Finalmente una auto intrigante...e inaccessibile ai più...
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