Diario di bordo

Skoda
Una settimana con la Kodiaq RS

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Questa settimana la protagonista del nostro Diario di Bordo è la Skoda Kodiaq RS, la versione più sportiva delle Suv del marchio ceco. Spinta da un quattro cilindri biturbo diesel, la sport utility è disponibile unicamente con cambio automatico doppia frizione Dsg a sette rapporti e trazione integrale a controllo elettronico. Il 2.0 BiTDI è in grado di erogare 240 CV a 4.000 giri/min e una coppia massima di 500 Nm tra i 1.750 e i 2.500 giri/min: lo scatto da 0 a 100 km/h viene portato a termine in 6,9 secondi, mentre la velocità massima è di 221 km/h, prestazioni che le hanno permesso di stabilire il record al Nürburgring per le auto a sette posti (9:29.84). Nonostante le elevate performance, la Casa dichiara un consumo di 6,4 l/100 km nel ciclo combinato Nedc ricalcolato. Il listino della Kodiaq RS parte da 48.900 euro e di serie vengono proposti accessori come i cerchi di lega da 20", i fari full Led adattivi, i sedili sportivi di pelle e Alcantara, il quadro strumenti digitale Virtual Cockpit da 10,2" il Climatronic bizona, il sistema Kessy per l'apertura e l'avviamento keyless, l'infotainment Amundsen da 8" con navigatore, funzioni connesse e SmartLink+ con compatibilità Android Auto e Apple CarPlay, lo sterzo progressivo e il Dynamic Chassis Control con regolazione adattiva dell'assetto. Non mancano anche alcuni Adas, come il Front Assist con frenata autonoma d'emergenza con riconoscimento dei pedoni, il Driver Activity Assistant per il riconoscimento della stanchezza del guidatore e l'Adaptive Cruise Control. Il nostro esemplare, con carrozzeria verniciata nella tinta Blue Race (730 euro), è equipaggiato anche con il Comfort Pack (950 euro) che include telecamera posteriore, climatizzatore a tre zone e apertura del portellone con un movimento del piede, con il Family Comfort Pack (540 euro), con prese Usb e 230V, poggiatesta posteriori regolabili, coperte, poggiapiedi e tendine parasole, e con il Travel Assistant Pack (950 euro) che include il mantenimento attivo della corsia Lane Assistant, il Blind Spot, gli ugelli lavavetri riscaldabili e il sistema di controllo automatico dei fari abbaglianti. A completare l'allestimento dell'esemplare in prova ci sono l'infotainment Columbus da 9,2" (1.770 euro) con radio Dab (120 euro), impianto audio Canton (500 euro) e Media Command (90 euro), la regolazione elettrica per i sedili anteriori (510 euro), il volante sportivo multifunzione con paddle (140 euro), il Phone Box con ricarica induttiva (300 euro), il portellone posteriore ad azionamento elettrico (450 euro), la rete divisoria per il bagagliaio (170 euro), l'Area View con visione a 360° degli esterni (800 euro), il riscaldamento per i sedili anteriori e posteriori, il Crew Protect Assistant (160 euro), gli airbag laterali posteriori (320 euro) e il sistema di riconoscimento della segnaletica stradale (70 euro). Con queste dotazioni il prezzo della Suv sale a 55.540 euro.

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Tutto subito [Day 1]. Cinquecento Nm, tutti in un colpo, prima ancora che la lancetta del contagiri abbia lambito i 2.000 giri/min. Il tutto "condito" da un sibilo delle due turbine, cui non siamo più tanto abituati. Esordisce, così, nelle mie mani, la Kodiaq RS, che può contare sul 2.0 BiTDI da 240 CV. E anche se sai tutto prima, fa effetto lo stesso. La RS può sembrare un controsenso: perché realizzare una Suv molto sportiva con un marchio generalista? Poi, però, quando hai modo di guidarla, ti accorgi che il senso c’è: vuoi viaggiare in modo vivace con la famiglia? Bene: modalità Normal, cambio Dsg in Drive che snocciola le marce una dietro l’altra e guida facile, gradevole, grazie al volante dal carico leggero e alla posizione di guida alta. A proposito di quest’ultima, il sedile sportivo con appoggiatesta integrato fascia bene ed è dotato di regolazioni elettriche: certo, non si può abbassare più di tanto, però, c’è modo di inclinare la porzione anteriore, per guidare con le gambe più distese. Ma torniamo a noi: se vuoi marciare spedito, fai solo un favore alla Kodiaq RS. Modalità Sport, magari strumentazione digitale riconfigurabile con contagiri al centro: la risposta di cambio e motore è al top, solo il carico volante è troppo pesante. La taratura delle sospensioni diventa più rigida, per merito della regolazione adattiva dell’assetto DCC, senza per questo penalizzare il confort. Anche questo volto della Kodiaq RS piace, perché si riescono a tracciare linee precise in curva, senza dover correggere, e sui cerchi sono montate gomme invernali da 20”. Certo, la Suv ceca non è così rapida nel transitorio – e non potrebbe esserlo, considerata la massa – però sul veloce offre una gran sensazione di sicurezza, mentre in autostrada risulta silenziosa. Andrea Stassano, redazione Autonotizie    

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Due lettere mitiche [Day 2]. Quando senti la sigla RS, drizzi le antenne. C’è tutto un mondo, dietro quelle due lettere. Stanno, o almeno stavano, per RennSport, qualcosa come “da corsa”, quando fecero la loro comparsa sulla Porsche 911 del ‘72, indicando la versione più spinta della sportiva di Stoccarda, un’auto sostanzialmente destinata all’immortalità. Roba da brividi, ieri come oggi: 210 CV, contro i 190 della 2.4 S, peso ridotto di un centinaio di chili, un’ala posteriore “a becco d’anatra” che resterà nella storia. Poi, certo, ci sono state molte altre RS, Audi in testa. Ma oggi la stessa sigla la troviamo su una Skoda. A gasolio, per di più. Capirete un certo scetticismo iniziale, per uno che per le 911, quando correvano, ha avuto più di un attacco di tachicardia (per dire: pensate alla Targa Florio del ’73, prima assoluta la leggendaria RSR Martini di Marko e van Lennep, davanti alla Stratos di Munari e Andruet… che tempi, che corse!). Ma tutti i dubbi spariscono appena metto in moto la Kodiaq. Da dentro, almeno, ché all’esterno un po’ il sound da diesel infastidisce. Al posto guida no, senti un bel rombo che t’invoglia subito a partire e a cercare un tratto di strada libera dove scaricare i cavalli. Che sono tanti, magari non tantissimi in assoluto (per fortuna, si resta sotto la soglia del superbollo…), ma accompagnati da tanta di quella coppia da fare invidia a un V8 made in Usa: stiamo parlando di 500 Nm a 1.750 giri… Ecco, è tutto qui il bello delle diesel: la spinta poderosa che arriva fin dai bassi regimi, senza che ci sia bisogno di tirare le marce, né di schiacciare l’acceleratore fino a sfondare il pavimento. Guidare la Kodiaq RS, nonostante la stazza da Suv medio-grande, è subito un piacere: il cambio Dsg snocciola le marce una via l’altra senza che te ne accorgi e la voglia di mettere le dita sui paddle al volante viene soprattutto in scalata, quando cerchi il rapporto giusto per uscire dalla curva con la migliore trazione possibile. Dimenticandoti che, in fondo, questa sarebbe anche una Suv che può avere sette posti, adatta pure a portare a spasso la famiglia… Emilio Deleidi, redazione Inchieste

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Non consuma come una petroliera [Day 3]. Nell’affollato universo delle Suv distinguersi diventa una questione di non poco conto. E questa Kodiaq RS ci riesce molto bene. Grossa, imponente, pesante eppure agile (quasi) come una gazzella. Ovviamente sto estremizzando, ma neppure poi troppo. Quando ti accomodi al posto guida e impugni con una certa soddisfazione il suo bel volante sportivo, capisci subito che c’è materiale per divertirsi oltre che per stivare a bordo la famiglia e un gran carico di bagagli. L'abitacolo, ampio e lineare, è curato nei minimi dettagli, anche se nell'atmosfera generale di "ben fatto" che si respira, stona un po' la finitura carbon look (in realtà plastica) di parte della plancia. Gli interni sono davvero king size, nella parte anteriore e ancor più nel divano posteriore dove persino i watussi possono allungare le gambe e avere ancora parecchi centimetri di agio. Il quadro è completo quando si avvia il due litri agendo sul pulsante start che risponde borbottando un po'. Come già ampiamente accennato da chi mi ha preceduto, la coppia è lì subito pronta e il motore ti accompagna pieno ed elastico anche quando, presa velocità, affondi deciso sul pedale dell'acceleratore. Il piacere di guida è completato dallo sterzo diretto e progressivo che regala un buon feeling con la strada e dal rollio contenuto considerando la massa della Suv ceca. Ci mette del suo anche il cambio Dsg, pur non rapidissimo negli innesti (si può sempre ovviare con i paddle). A velocità autostradali un po' di rumore filtra all'interno dell'abitacolo, ma nulla di eccessivo. Coinvolgente la strumentazione digitale del Virtual Cockpit e di facile utilizzo l'infotainment, che include il navigatore dalla grafica accattivante, la retrocamera dall'ottima risoluzione e la visione a volo d'uccello. Ultimo doveroso accenno ai consumi: al termine del mio tragitto di 160 km il computer di bordo ha fatto segnare una media di 8,4 l/100 km; tradotto, quasi 12 km al litro, che è un gran bel dato considerando le quasi due tonnellate che questa Suv si porta appresso. Roberto Barone, redazione Online

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Simply Clever per davvero [Day 4]. Delle Skoda mi ha sempre affascinato l’attenzione ai particolari che, parlando nella lingua del costruttore boemo, si traduce in Simply Clever. Semplicemente intelligente, per dirla all’italiana, ovvero un insieme di piccole accortezze che migliorano notevolmente la percezione complessiva dell’auto. I clienti già lo sapranno, ma chi non si è mai messo al volante di una Skoda deve sapere che su tutti i modelli sono nascosti degli accessori estremamente preziosi per l’utilizzo quotidiano. Quante volte, per esempio, avete dimenticato l’ombrello a casa in una giornata di pioggia? Sulla Kodiaq RS basta aprire la portiera e prelevare da un vano integrato nello sportello un piccolo ombrello: un dettaglio che solo pochi altri marchi, tra cui la Rolls-Royce, offrono sulle proprie auto. Per facilitare l’accesso e l’uscita dall’abitacolo negli spazi più stretti sulla Kodiaq sono presenti delle protezioni a scomparsa per il bordo delle portiere, mentre nelle mattine più fredde, quando i cristalli sono ghiacciati, basta aprire lo sportello del carburante per trovare un raschietto. Con il Family Pack, inoltre, il già ampio (ed estremamente spazioso) divano posteriore diventa ancor più comodo: oltre alle coperte sono previsti dei poggiatesta con fianchetti regolabili che consentono a chi sta dietro di viaggiare nel più totale relax. Non mancano diverse porte Usb, sia davanti, sia dietro, e una presa a 12V con cui si può, per esempio, ricaricare un laptop o alimentare un frigo portatile. Viste le dimensioni imponenti di questa Suv (è lunga quattro metri e 70 cm) a bordo lo spazio non manca, nemmeno per gli oggetti. Nell’abitacolo sono disseminati diversi vani: davanti al passeggero anteriore ce ne sono due, un altro più piccolo è a lato del piantone dello sterzo e sotto al poggiabraccia è presente un pozzetto molto ampio, mentre nella tasca lato guidatore c’è pure una piccola pattumiera. Peccato, però, che davanti al cambio ci sia spazio solo per uno smartphone: apricancelli e chiavi varie sono da riporre altrove. Passando al vano bagagli (che spazia dai 530 ai 725 litri a seconda della posizione dei sedili posteriori scorrevoli), ho apprezzato molto la presenza dei ganci regolabili che consentono di fissare al meglio borse e sacchetti, ma avrei preferito un doppio fondo più spazioso. Mi spiego meglio. Sotto al piano di carico sono presenti dei vani piuttosto profondi ma poco sfruttabili: al centro è infatti presente il voluminoso alloggiamento della batteria che ruba molto spazio e non consente di stivare oggetti più lunghi di una trentina di cm. Dal lato della tecnologia, invece, non posso lamentarmi quasi di nulla. Sulla RS è presente il sistema multimediale più completo della gamma e non mancano nemmeno Adas come il cruise control adattivo e il (non eccessivamente preciso) mantenimento attivo della corsia. Per cercare il pelo nell’uovo, tuttavia, potrei dire che l’impianto audio, pur essendo firmato Canton, non mi ha impressionato. Mirco Magni, redazione Online

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Il criticone [Day 5]. Dopo aver letto il peana di Mirco (che ha palesemente una cotta per la Kodiaq RS) ho preso una decisione. Mi metto di punta e faccio il bastian contrario. Tanto che la Skodona sia una macchina molto, molto riuscita l’avete capito. Quindi vesto di proposito i panni dell’antipatico - portate pazienza - e butto giù una bella sfilza di cose che mi sono andate di traverso. Sennò viene fuori un plebiscito che manco Napoleone III. Non mi piace la finitura carbon look: mi fa incavolare come le fake news. Non mi piace la levetta per regolare il cruise: imboscata sotto la razza sinistra del volante, fa mille movimenti, mille scattini, regola mille parametri e non è né intuitiva né visibile. Non mi piace, di conseguenza, il pulsante per l’assistenza alla guida: Lane assist, cruise, limitatore, Blind spot, Park assist, Front assist. Quanta roba da gestire tutta lì sul volante: al suo posto avrei messo quello del cruise e basta. Il resto via, dritto nel menu “car” dell’infotainment, per giocherellarci rigorosamente da fermi. Non mi piace la mancanza di due tastini, facili facili, per rispondere e agganciare come sulla stragrande maggioranza delle macchine: ho ricevuto una chiamata in retromarcia e per prenderla ho dovuto togliere un guanto e chiudere la finestra del Park assist nello schermo. Ma ti pare? Non mi piace l’escursione del volante in profondità: rimane sempre lontanuccio, anche alla massima estensione. Non mi piacciono le levette del DSG: dai su, cos’è quella roba striminzita lì, questo “cosone” va così bene che l’ho messo in Manual dopo tre curve in croce! Non mi piace, più di tutto (e qui esco allo scoperto: ho fatto, un po’, la parte della volpe con l’uva), quel sottile, sinistro presagio di quando ti assegnano un bell’oggetto il venerdì: stai sicuro che poi te lo sfilano dalle mani per il weekend (hashtag: #mainagioia). Fabio Sciarra, redazione Autonotizie

COMMENTI

  • Leggendo questa prova nasce spontanea una domanda: ma perché in Skoda si occupano solo di auto? Perché non occuparsi di temi e di questioni più alte, che so io, la fame nel mondo, lo scioglimento dei poli, la caduta dei capelli. Potenza delle iperboli
  • Per Pic: Skoda è una volkswagen che costa meno, soprattutto per la manodopera che lavora per meno che quella tedesca. Chi paragona questo carro ad una da fa la figura che merita: può appellarsi al tizio che anni fa ha fondato la horch, ma senza risolvere un bel nulla e, soprattutto, senza sapere nemmeno lui dove vuole andare a parare. Il valore di un'automobile non si misura in chili o in frequenza di avvistamenti, ma, più semplicemente, considerazione le qualità su strada. Qualità che, per questo furgone ceco, sono limitate alla disponibilità di spazio (un furgone, appunto, qualsiasi cosa provino a farci credere chi l'ha provata con lo sponsor seduto a fianco per un'intera triste settimana). Ora che lo spottone è finito, resta solo una amara considerazione da fare: tra dieci anni nessuno si ricorderà più di questa auto da confinare ai mercati di coloro che delle automobili non frega nulla
  • Tanti costruttori si stanno facendo prendere un po' troppo la mano coi listini, quando si parla di SUV. 55k per una Skoda sono davvero molti, anche ipotizzando che il prezzo vero sia inferiore di circa 10k. La Superb, auto eccellente e decisamente superiore a questo derivato Tiguan allspace, sta sotto la soglia psicologica dei 40k in qualsiasi allestimento (prezzi reali ovviamente), anche quelli più fuori mercato e difficili da vendere (190 cv, 4x4, allestimento L&K). Il mercato vuole SUV d'altronde, quindi è comprensibile che si cerchino maggiori profitti dal segmento più in voga. Ma attenzione: con queste logiche a breve termine, la "bolla" SUV durerà molti meno anni di quanto prevedano gli "analisti". Comunque, se si prescinde da confronti a parità di costruttore, le "ammiraglie generaliste" sono un affare eccellente... tocca ai concessionari compensare con mega-sconti i "numeri in libertà" sparati nei listini delle varie Santa Fe, Sorento, Edge, Kodiaq... per i beccaccioni che vogliono "il marchio premium", a quelle cifre si trovano X1/Q3/altre per dire, e pure in allestimenti belli barboni... ognuno fa le sue scelte, del resto.
  • Va beh insomma! A Fabio Sciarra è saltato il Weekend con la morosa dove poteva esibire il "macchinone", ma come recita una recente pubblicità della Mercedes Classe B, esistono pur sempre pure gli alberghi ..... (-_-) .... Cmq tra le tante critiche sollevate alla Kodiaq, s'è dimenticato di segnalare la solita scelta VW ergonomicamente sbagliata di posizionare sulla leva del cambio DSG il più in avanti e il meno indietro....
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  • Effettivamente, le versioni Top di un marchio generalista presente all'interno di un gruppo che ne detiene anche di Premium e Luxury possono sembrare una forzatura, però in Germania hanno un discreto mercato, ho visto in eleganti quartieri di Berlino e Monaco tante versioni Laurin & Klement parcheggiate di fianco a costose supercars, dunque anche questa RS dovrebbe seguire analoga sorte...
  • L'unico marchio del gruppo con un prezzo quasi adeguato ai contenuti.
  • Molto più premium questa Skoda che qualsiasi DS.
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  • E poi cmq, oltre al marchio generalista anche la tipologia del mezzo non si presta per me. E' un solido suvvone pacioso da gran-prezzo qualità....non solletica pruriti sportivi imo. Però vediamo, chiaro è che le versioni sportive dei suv medi e grossi spuntano come funghi...ci sta in un momento in cui la gente -con un po' di grana- vuole solo guida alta. Anzi credevo che dei veri suv coupè, altezza sui 150 max 155 cm, arrivassero ben prima. Roba più adatta alle strade disastrate di un continente in recessione e più vicina alle mode del momento.....insomma provare a tenere in vita i segmenti senza baricentro da furgoni.
  • La linea non fa girare la testa, ma almeno nella sua "banalità"/normalità saprà essere longeva, a differenza di certe originalità forzate che dopo 6 mesi hanno già detto tutto. Motore e cambio starordinari. Certo visto anche il prezzo dubito che in Italia riuscirà a fare molto
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