Diario di bordo

Alfa Romeo Giulietta Veloce
Una settimana con la 2.0 JTDm Tct

Alfa Romeo Giulietta Veloce
Una settimana con la 2.0 JTDm Tct
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Questa settimana la protagonista del Diario di Bordo è l'Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDm 170 CV Tct Veloce. Con il debutto del model year 2019, la media del Biscione è stata aggiornata con nuovi dettagli estetici e di contenuto: la Veloce a gasolio è la variante più sportiva della gamma aggiornata ed è disponibile unicamente con cambio automatico doppia frizione Tct a sei rapporti. Spinta da un quattro cilindri 2.0 turbodiesel da 170 CV a 3.750 giri/min e 350 Nm a 1.750 giri/min, la Giulietta Veloce scatta da 0 a 100 km/h in otto secondi e tocca una velocità massima di 220 km/h. Il consumo medio dichiarato è pari a 4,9 l/100 km, mentre le emissioni di CO2 raggiungono i 130 g/km, valore che permette alla cinque porte di non pagare l'ecotassa. Lunga 435 cm, la Giulietta è larga 180 cm, alta 146 cm e ha un passo di 2,63 metri: il volume del bagagliaio spazia da un minimo di 350 a un massimo di 1.150 litri abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. L’allestimento da noi provato, il Veloce, è tra i più completi della gamma e include di serie accessori come gli interni sportivi di tessuto e Alcantara, i cerchi di lega da 18" con finitura Glossy black, l'infotainment Uconnect 6,5" RadioNav Dab, il climatizzatore automatico bizona, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, il parabrezza atermico, l'assetto sportivo, i cristalli posteriori oscurati, la finitura carbon look per plancia e fianchetti delle portiere, le minigonne laterali, la calandra antracite lucida e il Pack Veloce Giallo Corsa, che comprende il volante multifunzione con cuciture gialle, il paraurti anteriore sportivo e le pinze freno Brembo maggiorate. Il prezzo di partenza della Giulietta 2.0 JTDm 170 CV Tct Veloce è di 32.450 euro, ma l’esemplare utilizzato è equipaggiato con cerchi di lega da 18" sport design nero lucido (250 euro), vernice tri-strato Rosso competizione (2.200 euro), interni sportivi di pelle e Alcantara con poggiatesta integrato e cuciture rosse (1.500 euro), sedili posteriori con terzo poggiatesta e bracciolo con carico passante (200 euro), Pack tech (500 euro) con Alfa Connect 7" Radio e retrocamera, fari Bi-Xeno con Afs (1.300 euro) e sedili anteriori riscaldabili (300 euro) e Pack Veloce Rosso Alfa (200 euro) con freni Brembo maggiorati con pinze rosse, inserti rossi per il paraurti e volante sportivo multifunzione di pelle. Con questi accessori il modello in prova arriva a costare 38.900 euro.

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Va sempre forte [Day 1]. Salire sulla Giulietta è un po’ come tornare a casa, perché è un’auto che ci ha accompagnato tanto in questi anni. Certo, nel frattempo, la media Alfa ha seguito un continuo aggiornamento, che l’ha portata alla 2.0 JTDm 170 CV Veloce del nostro “diario”, equipaggiata con il cambio Tct a sei marce. Sarà interessante verificare se e come le nostre impressioni sono cambiate nel tempo. A bordo risaltano la pedaliera sportiva, con piastra appoggiapiedi, e il sedile con appoggiatesta integrato. Il freno a mano presenta la classica leva, manca invece il pulsante Start. Il sedile, dotato di schienale con regolazione continua, è più contenitivo all’altezza del busto, che non a livello delle spalle. Ma eccoci su strada: il 2.0 turbodiesel è ben isolato a bassa velocità, se si esclude qualche lieve vibrazione. Ha una bella grinta sin dai regimi medio-bassi, per poi rallentare solo sui 4.500 giri, quando diventa romboso. E le prestazioni? Si va forte, non c’è dubbio. In Drive i passaggi di marcia sono piuttosto fluidi, mentre in manuale, sfruttando i piccoli paddle, la manovra si fa svelta, soprattutto in scalata (in salita, invece, quando si cambia troppo presto, un alert sonoro rimarca il “rifiuto”). A 130 km/h il motore gira a quota 2.400: non pochi oggi, quando alcune rivali dispongono di otto rapporti. Su strada la Giulietta sa essere ancora gradevole e veloce. L’avantreno è solido e aiuta a inserire la vettura in curva: certo, la coppia è abbondante, ma si può gestire bene con il gas, senza contare la trazione, molto efficace. Le sospensioni hanno una taratura “spessa”, ma non scomoda: e nei curvoni la tenuta è notevole anche grazie ai pneumatici 225/40 da 18”. Non oso pensare come sarebbe l’erede della Giulietta. Ecco, di quest’ultima non mi sono piaciute due cose: il pedale del freno, dalla corsa un po’ lunga e priva del giusto mordente e il carico volante, già robusto in Normal, diventa secondo me troppo elevato in Dynamic. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

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Un pranzo Veloce [Day 2]. La Giulietta l’ho guidata un po’ in tutte le salse, dalla versione Quadrifoglio Verde con il 1.750 turbo d’alluminio della 4C alla diesel 1.6 MultiJet, passando per la bifuel a Gpl. Per uscire dalla redazione per pranzo sono salito a bordo della media di Arese con un’abbinata che ancora mi mancava, il 2.0 MultiJet da 170 CV con il cambio automatico doppia frizione Tct. Dovendo fare pochi chilometri, decido di provare subito la modalità più sportiva, la Dynamic, muovendo in avanti il selettore del Dna. Noto immediatamente risposte rapide all’acceleratore, che però non sempre sono ben seguite dalla trasmissione, un po’ incerta in alcuni frangenti. Lo sterzo, invece, ha un’impostazione decisamente sportiva: è piuttosto diretto, ma nella modalità più dinamica ha un carico che, alle basse velocità e in manovra, alla lunga potrebbe diventare un po’ eccessivo. Per il resto la Giulietta è comoda (anche d’assetto) e spaziosa. Chi siede davanti può trovare facilmente una posizione confortevole (anche se, personalmente, avrei preferito una seduta più bassa) e pure chi sta dietro, a patto di essere in quattro, può viaggiare a lungo senza problemi. C’è però da dire che la presenza dei poggiatesta integrati nei sedili limita la visuale dei passeggeri posteriori, un piccolo prezzo da pagare per avere un abitacolo nettamente più sportivo rispetto alle altre versioni. Parlando di infotainment, infine, il nuovo sistema firmato Alpine ha una grafica gradevole e uno schermo ad alta risoluzione sul quale si possono visualizzare anche le immagini, ben definite, della retrocamera. Pur preferendo i tasti fisici del modello uscente, ho trovato molto più sfruttabile la nuova unità da 7”, soprattutto per via della compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay, un must ormai per ogni segmento. Mirco Magni, redazione Online

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Un’Alfa è sempre un’Alfa [Day 3]. Sono sempre stato un estimatore delle Alfa Romeo di taglia - diciamo - media. Ho splendidi ricordi di una 145 Quadrifoglio (non storcete il naso, montava un generoso 2 litri T.S. 16V da 150 CV) e di tutte le (numerose) 147 che mi sono passate tra le mani, compresa un’indimenticabile GTA rossa (V6 3.2 litri da 250 CV). Poi, è arrivata la Giulietta. E l’ho amata subito, considerandola degna erede della dinastia fin qui citata. Bella, originale con quel ricciolo quasi vezzoso originato dai gruppi ottici posteriori quando ancora eravamo agli albori del light design, e, soprattutto, veloce. Caratteristica, quest’ultima, che si è trasformata nel nome della versione che ho appena guidato. Inutile indulgere in nostalgici richiami a un passato ancor più lontano, quando a chiamarsi così erano le Giulietta Sprint e Spider e le meravigliose coupé della Giulia. Gli anni, anzi i decenni volano via, i tempi cambiano e questa Giulietta monta addirittura un vituperato motore a gasolio. Il Dna, e non intendo solo quello del selettore di comportamento che occhieggia sul tunnel centrale invitandomi subito a settarlo sull’opzione Dynamic, resta però immutato ed è quello di un’Alfa. Che, in quanto tale, si apprezza molto di più in movimento che da ferma. Se ci si sofferma sugli interni ci si rende infatti conto di come sia ormai un’auto datata: inevitabile, per un modello che è ormai sulla breccia da suppergiù un decennio. Infotainment, disposizione dei comandi, assenza di alcune funzioni alle quali ci siamo abituati: tutto denuncia l’inarrestabile scorrere del tempo. E però. Metti in moto, affondi l’acceleratore, trovi un tratto di strada appena mosso e tutto cambia. Dimentichi il resto e ti godi la grinta dei 170 CV, la coppia generosa (350 Nm a 1.750 giri/min), lo sterzo diretto (sì Andrea, il carico è un po’ elevato, ma pazienza), il cambio Tct, magari non prontissimo ma reso più agile dai comandi al volante, la precisione del comportamento dinamico. Ci si diverte ancora con la Giulietta, eccome. Al punto da sperare che, prima o poi, alla FCA decidano di rifarla. Nuova, più moderna, più connessa: tutto quello che volete, purché sempre, inconfondibilmente, Alfa. Emilio Deleidi, redazione Inchieste

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Ancora coinvolgente [Day 4]. Avete presente quegli oggetti di casa che, appartenuti al papà o a qualche nonno, denunciano inevitabilmente il peso degli anni? Che magari hanno un concezione datata e sono diventati fanée, ma ai quali non rinuncereste mai, perché quando sono chiamati a fare il loro lavoro, cioè il motivo che ne ha determinato la costruzione, ancora se la cavano alla grande? Anzi, per certi versi vi regalano soddisfazioni maggiori rispetto a qualche modernità ultimo grido? Ecco, se ho reso l’idea, per me l’Alfa Romeo Giulietta è esattamente così. Il progetto è vecchio, la linea non cattura più l’occhio, l’abitacolo sembra un fricandò di continui rimaneggiamenti. Quando però metti le gomme sull’asfalto, accendi il motore e vai capisci che c’è qualcosa di diverso, di più coinvolgente anche rispetto alle tante concorrenti di nobile virtù. Nella mia mente la Veloce era in soffitta. L’ho rispolverata in un Milano-Roma a/r passando per la dorsale tirrenica. E, pur rimanendo a velocità di codice, sull’autocamionale della Cisa ho spolverato chiunque. Poche volte mi era capitato di affrontare la salita da Fornovo a Berceto (un tratto complicatissimo, che definire autostrada richiede un’enorme sforzo di fantasia), con una tale precisione di traiettorie e una tenuta del tutto scacciapensieri. Manettino in D e coppia che schioppa. Poi, sull’Aurelia, confort buono e percorrenze apparentemente buonissime: oltre 600 chilometri casa-casa consumando tre quarti del maxi serbatoio (confesso però di non essere stato attento al trip computer e di non potervi dare un dato puntuale). Non so come la pensiate. Per come la vedo io, il legame tra (Alfa) Romeo e Giulietta è andato in scena tante volte, sarà pure d’altri tempi e forse non è più l’archetipo di un grande amore, ma sarebbe bello (e impossibile?) che le rappresentazioni continuassero ancora. Fabio De Rossi, vice direttore

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Handling e confort, sempre un riferimento [Day 5]. Era la fidanzata degli italiani. Secondo lo slogan pubblicitario degli anni 50. Con quel nome di donna, che da solo evocava amori di sapore shakesperiano, la Giulietta fu il primo modello Alfa che quasi quasi potremmo chiamare di massa, cioè che sottrasse il marchio a un empireo di facoltosi “esperti” per gettarlo nella mischia di una media borghesia in ribollente espansione. L’auto che ai giorni nostri ne ha ripreso il nome ha fatto, anch’essa, la fidanzata degli italiani (e delle italiane) per dieci anni e dovrà sostenere questo ruolo ancora per almeno altri due. Io non la guidavo da tanto, praticamente da quando era uscita, nel 2010, ed ero curioso di “rivederla”, proprio come una vecchia fiamma, che ti chiedi come sarà, quanto sarà cambiata rispetto all’istantanea che il ricordo ha cristallizzato nella tua mente e che la ritrae ancora nel fiore degli anni. Ci incontriamo in un parcheggio, quello delle auto di prova di Quattroruote, luogo poco romantico ma in fondo il più adatto a un rendez-vous con una signorina fatta di lamiere, bielle e bulloni. Ebbene? Prima impressione? Beh, devo dire che, vista da fuori, l’eterna fidanzatina (ormai la linea di confine con la zitellona tende a farsi più sottile) se la cava ancora piuttosto bene. Forme giuste, volumi dove serve, silhouette slanciata. Poi nella livrea Veloce, con un bel rosso amaranto e cerchi neri da 18 con pneumatici 225/40, esibisce un tacco dieci. Forse qualche soluzione estetica è un filo datata, ma la bellezza originaria, cioè, fuor di metafora, il buon design, è lì ancora tutto intatto, in proporzioni e linee fatte per resistere all’usura del tempo. È dentro che la Giulietta rivela qualche ruga. Del resto si sa: è negli abitacoli che si è vista l’evoluzione più significativa degli ultimi anni. E in questo campo un lustro vale un’era geologica. Difficile trovare un’auto uscita più di nove anni fa che sia in grado di esibire degli interni al passo coi tempi. La Giulietta non fa eccezione: l’impostazione è vecchia; lo schermo dell’infotainment, pur aggiornato, ha l’aria poco seducente dell’accessorio after-market, con alcuni tasti microscopici alla base e una cornice piano black che mal si accorda col resto dei rivestimenti; non c’è un posto dove appoggiare il cellulare e non si possono neppure forzare allo scopo i porta-tazza perché sono troppo piccoli per contenere uno smartphone di oggi. Quanto all’impostazione di guida, sulla Giulietta  a causa del volante un po’ troppo inclinato, ha sempre richiesto di farci un po’ l’abitudine. Ancora valide, invece, quelle che erano le virtù che caratterizzavano il modello quando uscì: in particolare l’equilibrio tra handling e confort. I tecnici Alfa, sotto la guida di Harald Wester, fecero davvero un buon lavoro nel mettere a punto sospensioni che, mentre garantiscono un’ottima risposta nel misto-veloce, offrono nel contempo un assorbimento delle asperità stradali quasi da classe superiore. La confortevolezza dell’auto fu uno dei criteri guida del lavoro dei progettisti, il cui obiettivo era realizzare una macchina che non avesse nulla da invidiare alle rivali tedesche nell’uso quotidiano. Obiettivo raggiunto allora, secondo quelli erano gli standard dell’epoca, ma che, a mio avviso, ancora oggi definisce una delle qualità maggiori della Giulietta. Roberto Lo Vecchio, redazione Autonotizie

COMMENTI

  • Io ho guidato Giulia e Giulietta quelle vere, a benzina trazione posteriore, non puzzolio con trazione anteriore, quello era guidare, queste pseudo Alfa Non le voglio nemmeno per andare a vendere le cozze
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  • Da nuovo numero di youngtimer
  • 80 milioni delle vecchie lire per un auto che era già vecchia quando uscì e in questo caso pure motorizzata diesel! l'ho trovata pessima per il frontale e gli interni nel 2010.......di certo a distanza di 9 anni le cose non possono essere migliorate.
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  • Litigate con Mitsubishi ma strisciate con Alfa romeo..
  • Non so che motivo possa avere fare una prova dettagliata e lunga di un auto fuori commercio e vecchia di 7+ anni se non quello promozionale.
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  • Al mercatino se la vuoi comprare dall’antiquario per un buon affare. 😘 Peace & Love
  • perdio ma nemmeno i fari sono riusciti ad aggiornare in oltre 15 anni. ma come stanno? ci voleva molto aggiornare il davanti uniformandolo a giulia? la golf e le altre segmeno B vendono di brutto. il contenuto c'era ma una minima di aggiornamento anche alla carrozzeria. eh no
  • Direi che è un'auto che ha avuto il successo che meritava. Cioè poco. Del resto, quando lessi che avevano abbandonato il quadrilatero della 156 capii molte cose.
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  • per gli stessi motivi di ieri rispondo qui a ruggero. il mercato chi lo fa? la domanda? l'offerta? la consapevolezza dei protagosti di essere tali? a me non interessa vedere la questione dal punto di vista dell'azienda, ma da quello del consumatore del prodotto auto. la mia preoccupazione è che ci siano auto con precise qualità tra le quali scegliere quella che acquisterò e non quanto margine ci spunta il costruttore. mi limito al mio ruolo
  • Dopo aver avuto una 1.6 JTDm per quattro anni e mezzo, al termine di una parentesi con una mini SUV di 4 anni, sono tornato ad optarne una per i prossimi quattro. Basta con i SUV
  • Pubblico un secondo commento su questa prova perche' sono inguaribilmente alfista e contentissimo possessore di Giulietta, comprata nell'ormai lontano 2013. Si, la Giulietta e' ancora molto bella da guidare (ed anche esteticamente, ma e' ovviamente questione di gusti). Non avra' nessuna erede e sarebbe bello che QR si occupi anche della situazione drammatica di Cassino. Si dira' che la rivista si occupa di prodotto e non di chi lo fa ma, dopo gli infiniti rilanci di Marchionne sul tavolo del mondo dell'auto, e' arrivato il momento di scoprire le carte e constatare che FCA in mano ha solo debito 0 ed una buona (ma temporanea perche' non ha prodotti) posizione in America, quindi ha una sola prospettiva: essere venduta (fondersi, per essere politically correct) a qualcun'altro. Due, GM e Renault, ce la siamo giocate e non ne rimangono moltissime. Senza chi ci mette soldi, piattaforme e tecnologia elettrica, Alfa e Maserati faranno (rapidamente) la fine di Lancia. E la Giulietta rimarra' uno dei tanti episodi Alfa senza una strategia dietro
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  • @GSI: Con l'esempio delle scuole elementari, hai implicitamente confermato che la maggioranza invece di seguire le lezioni si distrae e rimane analfabeta. E questi ignoranti, quando crescono diventano clienti. Quelli che comprano un'auto e non sanno neanche se ha trazione anteriore o posteriore. Bene, questi cervelli (purtroppo la maggioranza) sono quelli che, non avendo uno spessore culturale capace di prendere delle decisioni proprie, acquistano per emulazione: il meccanismo della moda. Se il parvenu di turno si compra l'X5...tutti a correre a farsi il suv. Grande o piccolo secondo la disponibilità di tasca. E' sempre stato e sempre sarà così. Siccome qualsiasi azienda che produce qualcosa che finisce sul mercato deve confrontarsi con questa regola...o sai creare le mode (Germany) e proponi qualcosa di diverso che la gente corre a comprarsi, o lanci un prodotto che per quanto lodevole sia (Giulia??) rimane una meteora che sarà ricordata come flop commerciale. E le fabbriche che doveva rilanciare ferme in cig.
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  • ruggero, ti rispondo qui per i soliti misteri del sito. una breve premessa: anni fa un'auto con le sospensioni pneumatiche quale la citroen bx era alla portata di una larghissima fascia della clientela. oggi c'è il ponte torcente al posteriore, anche in auto che espongono prezzi di listino che spaziano dall'ingiustificabile al tentativo di furto vergognoso: un passo avanti, ruggero? cosa è intervenuto che ha reso un impianto collaudato ed efficace come quello della bx improponibile ai giorni nostri? è la tua granitica certezza che un eccellente comportamento stradale sia inutile e sfizioso che condanna al banale resoconto dei fatti il tuo commento. se tu, in prima elementare, avessi seguito l'esempio e lo "stato dell'arte" della maggioranza delle persone in classe con te, oggi saresti analfabeta (un po' come bond quando si avventura nel tema dell'auto). seguire l'unica persona che, in quell'aula, sapeva leggere, scrivere e fare di conto lo trovi sfizioso? e, come te, per fortuna lo hanno fatto anche tutti gli altri: forse perché quella è l'età in cui s è desiderosi di apprendere, alla quale segue, parecchi anni dopo, quella in cui si ha la pretesa e la presunzione di sapere. in europa è sempre più difficile mantenere un'auto? non credo affatto, sai: penso che sia la ricerca del nuovo (e sottolineo nuovo, non novità) a prescindere, realtà che si scontra con gli investimenti necessari a proporre una novità, il vero male dell'auto europea. mi spiace, ruggero, ma sono convinto che il tuo scontato parere si scontra anche con la visione più lucida e convincente di davide
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  • Oh si mangia questa minestra oh si salta la finestra. 😘 Peace & Love
  • Da forum alfa... Testo che dimostra che il non aggiornamento dei modelli è il miglior modo per tenere alto un glorioso marchio: L ho portata a casa km zero 1.6 120 cv gasolio per 15 più reso Mito 2010 valutata 5, quando in Ford per una fiesta St 100 cv mi davano 2/3 mila non di più e altri 18 da aggiungere.
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  • A me va bene tutto, ma si continua a leggere nei commenti "la mia alfa" ormai anche negli articoli che non riguardano neanche l'alfa romeo (non in questo caso ovviamente)...sarà che gli alfisti saranno pure una razza in estinzione, ma negli articoli nissan (solo per fare un esempio) non mi è mai capitato di leggere "la mia nissan". Non voglio fare l'anti-alfa romeo ma ragazzi nessuno ce l'ha con la vostra personale auto XD anche perché credo si stia parlando di questo modello in proiezione al futuro, quello che è stata nel passato non si discute, bene o male che sia stato. Poi i commenti rimangono tali e uno può scrivere ciò che vuole, ma credo sia anche un modo per autoconvincere sè stessi (e gli altri) che non sia così male come in realtà è, perché in caso contrario non scriverei così della mia auto.
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  • decisamente un bel match tra chi non cambia la linea dal 2010 e chi ripropone la stessa da oltre 40 anni, allungando di qua, appesantendo di là, clonando con qualche sotto marchio, giusto per non lasciare nulla al caso. sono d'accordo con davide ziosi, che ha sintetizzato in maniera esemplare il dilemma dei costruttori in europa, con, sullo sfondo, i profit warning di premium che, anni fa, si immaginava fossero lanciati verso uno sviluppo senza confini: vendere in cina, forse, non è remunerativo come si credeva e pure le sw non sono la panacea che i soliti "esperti" predicano un giorno si e l'altro pure. non mi pare che le poche concorrenti restanti siano poi così superiori. in cosa? in gadget? mah
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  • Senz’altro vecchia e non più al passo con la concorrenza. Ma disegnata da Ramacciotti ( e pure il 1^ scudo, tanto controverso, merita il rispetto dei veri alfisti: una citazione di quello della prima Giulietta, genialmente sospeso nel paraurti) e con motori, alla presentazione, degni della tradizione: la mia QV con cambio manuale ha quasi 9 anni, non mi ha dato alcun problema ed è una delle migliori auto che abbia posseduto. Tutto ciò vale però solo per gli alfisti, razza in estinzione (molti commenti qua lo dimostrano, se ancora ce ne fosse necessità).
  • Ho avuto una Giulietta 1.6 come auto aziendale dopo 6 anni era ancora in forma spettacolare con i suoi 180.000 km. Non un rumore meccanico o di assemblamento plastico. Certo non aveva sistemi multimediali ma per chi come me non ha necessità di intrettenimenti ma guida per lavoro il bluetooth e il navi sono le uniche cose essenziali e le aveva. Dal punto di vista telaisitico e sospensioni direi che ancora oggi è decisamente più avanti di tante concorrenti.Per il resto ma questa è una opnione personale la linea rimane molto piacevole e originale.
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  • Grayswandir 22/07/2019 13:44 Capisco, ma cosa c'entra con la prova? Nulla, rispondevo ironicamente
  • Ho una 2.0 JTDm-2 TCT Distinctive 170 Cv del 2013, che ha all'attivo 180000 km: non ho mai avuto grossi problemi e l'auto mi ha dato un sacco di soddisfazioni. Non fosse per la linea (sempre bellissima, ma obiettivamente datata, dentro e fuori) la ricomprerei al volo. Lo sterzo dual-pinion in All-Weather e Natural è leggero, in Dynamic si indurisce parecchio (alla lunga, stanca un po'), ma è sempre molto comunicativo. Il motore è possente: spinge sempre e difficilmente ti lascia a piedi, riuscendo anche ad essere parco (ricordate che ha 170 Cv): nella guida di tutti i giorni arrivo senza troppa fatica a 5.2-5.4 l/100 km (= 18-18.5 km/litro, dati del trip-computer). Il cambio va un po' "gestito" con l'acceleratore (bisogno resettare lo stile di guida, come con altri cambi automatici) e alle basse velocità è un po' più brusco di quanto vorrei. L'assetto è stabile e solido, con qualche scomodità solo sulle buche più profonde (cerchi da 17''). Freni (Brembo): forse manca un po' di mordente all'inizio, ma poi risultano sempre sicuri, affidabili e generosi. Per quanto mi riguarda, i veri difetti sono: 1-Sedili poco contenitivi (non sono quelli sportivi); 2-Interni che ogni tanto "scricchiolano" (da circa 2 anni). Certo che, però, se penso che allora l'avevo pagata circa 32k Euro...
  • Macchina vecchia, cambio superato, povera Alfa ridotta a guardare gli altri progredire. Dai caspita sembra di essere tornati ai tempi cupi di Romiti dove si è fatto di tutto via che macchine!
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  • Ho dal 2014 la versione da 150 CV e cambio manuale,ad oggi ho 154000 Km:a parte i tagliandi di routine, ho solo dovuto sostituire la pompa del gasolio per colpa del carburante indecente. La ricomprerei ad occhi chiusi, è brillante e non consuma nulla:faccio in media 4,5 l/100 Km. Concordo sul fatto che lo sterzo sia troppo duro in D e che la frenata manchi di mordente (ho anch'io i Brembo). Per il resto mi lascia perplesso che non abbiano dato coppia in più al motore, probabilmente l'accoppiata col cambio automatico non lo permetteva... Che risenta il peso degli anni è fuori discussione, però non rimpiango per niente la Golf GTI V che avevo, se non per la versatilità di carico.
  • Da ex possessore di un'Alfa Romeo Giulietta 1.6 (anni fa) mi chiedo perché chi volesse comprarne una oggi, debba per forza essere assimilato ad un fanatico del tuning. Perché il finto estrattore? Perché le pinze rosse? Perché le serie limitate che sembrano caricature dell'originale? Vale anche per la Giulia: la linea è già sportiva e inconfondibile così,senza orpelli e richiami alle corse che finiscono solo per renderla volgare. Comprare un'Alfa Romeo non dovrebbe significare essere etichettato come smanettone e pilota da bar sport.
  • Macchina purtroppo vecchi tutti gli altri competitors sono già alla seconda se non terza generazione da quando è uscita questa! 😘
  • Dunque, quasi 40k€ per: linee vecchie di almeno 10 anni, 2.0 JTDm, TCT a 6 rapporti, volante a forma di orinatoio e qui mi fermo...ma veramente? Così non si arriva al confronto con le rivali, neanche col binocolo.
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  • Ho una 1.6 TCT. E' una gran bella macchina, va davvero bene. Questi i suoi difetti: 1) il controllo di trazione non è mai disinseribile e il Q2 elettronico fa pena 2) il cambio TCT non è perfetto, è un cambio troppo delicato, che regge poca coppia (la coppia del 2000 è stata notevolmente ridotta per evitare di rompere il cambio) e che ha diversi difettucci 3) i consumi non sono in linea con le migliori rivali. Resta una gran macchina, soprattutto se presa a km 0 non ha rivali per il rapporto prezzo/qualità.
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  • non dico di voler un nuovo modello, alla fine come si è detto sotto tante auto di questa categoria non ne vendono, ma credo che potessero benissimo trovare i fondi per poter disegnare un nuovo frontale e dei nuovi interni, rendendo cosi il progetto ancora appetibile, alla fine la meccanica e motori sono piu che attuali
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  • Mi viene in mente un articolo di...mi sa che sono passati 6 anni; penso fosse un embrionale diario di bordo con in prova la Bravo II e l'Ing Massei "venne" a postare nella sezione commenti e finimmo lo scambio di opinioni con la frase "speriamo non facciano fare la stessa fine @Giulietta". Risposta dell'Ing "Sarebbe un delitto perché è un'auto ben riuscita". Mi sa che abbiamo gufato.
  • Hai ragione Andrea S. A me è capitato di noleggiare un'auto senza liquido nel lavavetri. Ero all'inizio della vacanza: sono tornato a casa subito. Mica gli ho permesso di rovinarmi le ferie, meglio non farle.
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  • Davvero una prova di grande attualità. D'altro canto i piazzali sono da svuotare. Attendiamo con trepidazione "una settimana con lancia y"
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  • "non oso pensare come sarebbe l'erede della Giulietta". E invece sta facendo la fine della Mito, abbandonata a se stessa finche' non esalera' l'ultimo respiro. Peggio ancora, con la Tonale che, causa mancanza di piattaforma adeguata, ha tutta l'aria di voler seguire l'esempio dell'Alfieri: solo fuffa
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  • All'esordio venne criticato l'anteriore ed elogiato il posteriore. Dopo 10 anni, il muso senza la tremenda calandra anni 70 tiene ancora bene, dietro sente inesorabilmente il peso dell'età. Con un profondo restyling (fuori e dentro) potrebbe vedere ancora, visto che sono riusciti nell'intento di insegnare al cliente che se vogliono, sanno fare buone auto: Giulia e Stelvio, fatte in fretta e furia, a 3 anni dall'esordio, sono auto senza problemi.
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  • 39k di auto con quegli interni dell’anteguerra... vabbè. Comunque per disgrazia mi hanno dato a noleggio una Giulietta l’ultima volta che sono stato in Sicilia: scomoda, rigida, rumorosa e col sensore foratura difettoso (sono stato due volte dal gommista del paese e una volta all’autonoleggio per controlli, ma le gomme erano perfette). Come rovinare 5 giorni di vacanza: basta una spia gialla e un cicalino. Finché le auto sono queste, il rilancio Alfa è lontanissimo.
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  • Che tristezza sentir parlare ancora di questa Giulietta. Doveva essere sostituita almeno da un paio d'anni invece si continua nel solito accanimento terapeutico come è già accaduto per la Mito, la Punto, la Y....
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    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/16208/poster_002.jpg I segreti delle gomme: quanti pollici ci vogliono? http://tv.quattroruote.it/le-prove-di-quattroruote/prove-su-strada/video/i-segreti-delle-gomme-quanti-pollici-ci-vogliono- Prove su strada
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