Diario di bordo

Militem Ferox
Una settimana con la Rubicon

Militem Ferox
Una settimana con la Rubicon
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La protagonista del Diario di Bordo di questa settimana è la Militem Ferox, una fuoristrada basata sulla nuova Jeep Wrangler. Il modello allestito dall’atelier monzese, distribuito dalla Cavauto, è caratterizzato da dettagli d’alta gamma che spaziano dalle finiture di carbonio per i passaruota ai rivestimenti di pelle per gli interni, e da componenti meccanici pensati per l’off-road più estremo. Proposta con un prezzo di partenza di 98.850 euro, la Militem Ferox è lunga 4.780 mm, larga 2.040 e alta ben 1.950 mm. A spingerla, c'è una versione aggiornata del V6 Pentastar aspirato di 3.6 litri disponibile anche sulla Wrangler (ma non in Italia): la potenza massima è di 285 CV a 6.400 giri/min, mentre la coppia raggiunge i 363 Nm a 4.800 giri/min. Il consumo dichiarato è di 11,5 l/100 km nel ciclo misto con 275 g/km di emissioni di CO2. L’esemplare protagonista del Diario è basato sulla versione Rubicon della Jeep Wrangler, che già dispone di dotazioni specifiche per la guida in fuoristrada, come i differenziali anteriori e posteriori con bloccaggi Tru-Lok e il sistema elettronico che consente la disconnessione della barra stabilizzatrice anteriore. A questo, la Militem ha aggiunto altri aggiornamenti tecnici, come gli assali Dana 44 rinforzati, le barre Panhard regolabili e il Lift kit Extreme Performance Shocks che alza l’assetto di 51 mm. Di serie, sono previsti il climatizzatore automatico bizona, il sistema Keyless, gli specchietti elettrici riscaldabili, l’infotainment da 8,4” con navigatore e compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay, il quadro strumenti con schermo da 7”, la retrocamera, il cruise control, i fari a Led, l’impianto audio Alpine, il sistema Blind Spot, le pedane elettriche a scomparsa e il kit estetico Militem, con parafanghi allargati, mascherina anteriore ridisegnata e paraurti in tinta carrozzeria. Oltre a queste dotazioni, l’esemplare del Diario è caratterizzato dalla verniciatura total body (650 euro) color Sing-Gray (1.000 euro), dal tetto totalmente asportabile Dual Top Group (3.000 euro) in tinta carrozzeria (1.200 euro), dalla funzione riscaldamento per il volante e per i sedili anteriori (895 euro), dalle luci sottoporta (650 euro), dai parafanghi di carbonio (2.400 euro), dai rivestimenti interni di pelle pieno fiore (3.100 euro) e dal tappeto del bagagliaio di pelle pieno fiore (600 euro), che portano il prezzo dell’esemplare fino a 112.345 euro.

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Un'auto da domare [Day 1]. Ci sono automobili prive di senso. Per fortuna, dico io. Perché, essendo ancora una delle persone che non nutrono per questo oggetto la stessa considerazione che hanno per una lavatrice (con il massimo rispetto per quest’ultima), credo che macchine come la Ferox debbano essere le benvenute. A patto, naturalmente, di non valutarla con quella razionalità che basterebbe a far bocciare la semplice esistenza in un contesto metropolitano della Wrangler "normale". La Militem è tutto, fuorché normale. È esagerata, smodata, in controtendenza totale rispetto ai temi che vanno per la maggiore nel settore, a partire dall'elettrico. E in questo, sta proprio il suo fascino. Si farà disprezzare da molti, desiderare da altri, ma raggiungerà comunque il suo scopo: non passare inosservata. Penso a questo mentre, non senza qualche sforzo per la scarsa agilità in manovra, la estraggo dal box di casa. Ma basta che mi affacci sulla rampa per vedere un vicino, a cavallo della sua Yamaha Ténéré, immobile, incantato a guardare il mio mezzo. Dunque, obbiettivo raggiunto al primo colpo. Poi, certo, inizio a guidare davvero e mi accorgo di come certe caratteristiche della Wrangler non siano cambiate. Anzi, di come la cura della Militem le abbia accentuate. Maxi-gomme tassellate e assetto rialzato, per dire, non è che si sposino benissimo coi 285 CV del Pentastar. Che, comunque, è una gioia da sentire, quando sale di giri e spinge con tutto il vigore della sua generosa cubatura. È che va trattata con cautela, la Ferox, come impone il suo nome, perché alle doti del propulsore non sempre corrispondono quelle di altri organi, a partire dallo sterzo. Mani salde sul volante, dunque, pronte a correzioni continue, anche in rettilineo e, comunque, per contrastare le reazioni su buche e tombini. Va domata, la Wrangler by Militem, è un cavallo selvaggio. Ed è per questo che può piacere. Anche al prezzo dei 18,5 litri per 100 km che leggo nella strumentazione, alla voce consumo. Emilio Deleidi, redazione Inchieste

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Alta e impegnativa [Day 2]. Mentre esco dalla redazione, premo due volte un tasto della chiave e il V6 si accende da lontano. Molto americano, certo, però fa sempre scena. Ed è proprio questo il concetto alla base della Ferox: attirare l'attenzione. Apro la portiera e scendono automaticamente le pedane. Questa volta, si tratta di una soluzione all'insegna della praticità: con i tassellati 35x12,50 R20 e l’assetto da off-road, la vettura è davvero alta e serve qualche accorgimento. Per fortuna, sul montante anteriore è presente anche una maniglia, perché altrimenti sedersi al posto di guida non sarebbe affatto facile. Una volta entrato, noto subito che la visibilità anteriore non è niente male, anche se ai lati si vede poco per via delle carreggiate allargate. Dietro, la grande ruota di scorta limita il campo visivo e i retrovisori con specchi "all’americana" non aiutano molto: fortunatamente, sulla Ferox del Diario è presente il controllo degli angoli ciechi. Quello di destra è affidabile, mentre quello sul lato del guidatore non sempre rileva con precisione le altre automobili. Detto questo, la guida nel traffico richiede un po' di apprendistato e anche a velocità sostenuta bisogna dare alla Ferox del lei: più in generale l’assetto rialzato, la generosa gommatura, lo sterzo morbido ma poco preciso (e con un punto morto centrale di vari gradi) concorrono ad aumentare l'impegno del guidatore. In ogni caso, nonostante l'animo da fuoristrada e il comportamento delle sospensioni sulle irregolarità secche e brevi, la Ferox è confortevole da guidare. Anche perché le finiture artigianali dell’atelier monzese fanno davvero la differenza, trasformando un veicolo che per definizione deve essere spartano, in una sorta di strana ammiraglia a ruote (davvero) alte. Mirco Magni, redazione Online

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Guarda tutti dall’alto [Day 3]. Faccio il “ganassa” ed evito di salire sulle pedane quando si sbloccano le porte. Poi però, devo quasi issarmi per raggiungere l’abitacolo della Militem Ferox. Una volta seduto, ritrovo le caratteristiche del posto guida della Wrangler Rubicon – quindi, sto con la schiena dritta, le ginocchia piegate e il volante poco inclinato –, certo, qui impreziosito dai tanti rivestimenti lussuosi specifici. Pulsante Start, si va. Mi sembra di guidare al piano rialzato, pure rispetto alle Suv: c’è, quindi, grande padronanza della strada, ma il tutto avviene in modo un po’ filtrato. Già dalle prime curve mi accorgo che, nella fase di riallineamento, il volante va “accompagnato”. E lo sterzo com’è? Leggero, caratterizzato da un certo vuoto al centro e non un mostro di precisione. Tanto da dover essere chiamato in causa pure in rettilineo, per correggere la traiettoria. Si muove bene, la Militem, e il merito va al V6 Pentastar bello reattivo al comando del gas (e con uno Start&Stop quasi inavvertibile): insomma, tutto giù, e l’accelerazione si fa vigorosa, col 3.6 che allunga deciso, con un “soffio” elegante, fino ai 6.200 giri. Insomma, ha carattere. Il tutto assecondato da un cambio automatico piuttosto fluido, oltre che svelto nello scalare tre-quattro marce tramite kick-down. E, proprio per le prestazioni non comuni, bisogna aver ben chiaro un paio di cosette: tenetevi sempre un buon margine, per soppesare al meglio l’inerzia unita alle prestazioni. Inoltre, per arrestare la Militem occorre applicare un elevato sforzo al pedale. Così, prima di spingere un po’ di più in curva, prendetevi il tempo che serve per conoscere la Ferox: perché qui, con la gommatura iper tassellata del nostro esemplare, il grip è un’altra cosa rispetto a quello cui siamo abituati. Inoltre, quando si viaggia più forte, l’ampia escursione delle sospensioni tende inevitabilmente a far coricare molto il corpo vettura. Certo, con queste caratteristiche posso passare veloce sui rallentatori o superare buche profonde quasi senza accorgermi. Ma in realtà la Ferox diventa godibilissima quando la si guida senza strapazzarla. Il consumo? In linea con quanto mi aspettavo: 16 litri per 100 km. Andrea Stassano, redazione Autonotizie   

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Facciamo un gioco [Day 4]. “Allora, com’è?”, chiedono vedendomi scendere dal "panzer". In quel momento, realizzo di non avere una risposta pronta, perché le considerazioni che mi rimbalzano nella testa sono tante e variegate. La Militem Ferox fa (anche) questo effetto. E mi suggerisce, per provare a fare ordine nei pensieri, un espediente da colloquio di lavoro: cercare tre aggettivi, i primi a memoria, per definire questa Rubicon. Iniziare la lista è fin troppo semplice: esagerata. Non credo nemmeno di dover spiegare la scelta, alla luce di quanto descritto nelle righe di introduzione, nelle esperienze di guida dei colleghi e, soprattutto, quanto si vede nelle foto. Semmai, potrei aggiungere un’immagine: quella delle teste dei miei vicini (ben tre) che fanno simultaneamente capolino dalla finestra non appena mi sentono uscire dal corsello dei box, confermando l’impressione (del tutto personale) che il sound del V6 Chrysler sia (ancora) più coinvolgente fuori che dentro l’abitacolo. Secondo: spaesata. Questo ha strettamente a che fare la mia routine, poco allineata alla vocazione della Ferox, che è auto adatta tanto a una sfilata metropolitana quanto all’avventura, ma meno incline alle sfumature di grigio del cummuting: la tangenziale, i parcheggi a tetris e tutti i fardelli del pendolarismo. Non tanto per stare comodo, quanto più per muovermi rilassato facendo la spola tra casa e ufficio, mi è mancata l’assistenza elettronica di cui tante Suv e berline ormai dispongono, ma che la Wrangler – base di questa Militem – rifugge: malgrado il prezzo della vettura, infatti, la frenata automatica d'emergenza e il mantenimento della corsia, solo per fare due esempi, non sono presenti. Terzo: coraggiosa. È da intrepidi reinventare un classico come la Wrangler, e lo è ancor di più sfilarle jeans e camicia per cucirle addosso un look più metropolitano. Operazione riuscita, quest'ultima, secondo me soprattutto all'esterno, sebbene abbia apprezzato anche l'originalità di alcune finiture dell’abitacolo. Luca Cereda, redazione Online.

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Effetto Hummer [Day 5]. Non amo particolarmente le Suv né, tantomeno, l’off-road in generale. Però potrei quasi entusiasmarmi per un mezzo come questo. Il Militem Ferox, questa versione super vitaminizzata della Wrangler, è davvero fuori di testa. Solo un’altra volta mi sono sentito così, e stavo guidando un Hummer H2, vedete un po’ voi. Al volante la sensazione è quella di poter affrontare (e risolvere) qualunque difficoltà. Ed è gratificante. Anche perché è (quasi) davvero così. La Ferox, sotto questo aspetto smisuratamente yankee, nasconde una meccanica di prim’ordine. C’è tutta la miglior tecnologia Jeep (marce ridotte, differenziali bloccabili, barre disaccoppiabili ecc.) a cui si aggiungono gli speciali assali rinforzati Dana 44/44, l’assetto regolabile (se necessario la si può alzare di cinque centimetri) e gli incredibili pneumatici All terrain da 20 pollici (35x12.50). Rampe, guadi, pietroni, trincee non sono un problema per lei, sempre che qualcuno se la senta di mettere alla prova e di rischiare oltre 110.000 euro di macchina. Quindi non ha molto senso giudicare la Ferox su strada se non fosse che, in realtà, questo mezzo finirà per trascorrere la maggior parte della propria vita automobilistica non tra deserti pietraie e mulattiere, bensì tra i marciapiedi delle grandi città. Così i difetti, indiscutibili, finiscono per prevalere, e di molto, sulle qualità. E allora non resta che godersi la straordinarietà degli interni e il rombo (bellissimo) del sei cilindri che sonnecchia lì davanti. Senza sottovalutare gli sguardi sorpresi (di ammirazione? Di biasimo?) degli altri automobilisti. Marco Perucca Orfei, redazione Prove su strada

COMMENTI

  • Bella e inutile, sicuramente, ma a qualcuno piace e qualcuno la comprerà pure; questo vuol dire commercio, stipendi e, in ultima analisi, far girare i soldi. Per quanto riguarda i consumi da petroliera, neanche troppo piccola e il conseguente inquinamento, sono perfettamente d'accordo ma mi chiedo quanti di quelli che insorgono contro le auto che inquinano, tengono i 18 gradi in casa d'inverno, non hanno i condizionatori d'estate, spengono sempre le luci in casa nelle stanze non usate, chiudono il rubinetto dell'acqua quando si lavano i denti, quanti vanno al bar in auto anche se è solo a un km, ecc...Inquinare non è solo guidare, anzi, guidare è solo una minima parte di quello che tutti combiniamo ogni giorno per renderci l'ambiente sempre più compromesso; e, badate bene, non sono un ambientalista sfegatato, solo uno che cerca di limitare i nostri danni....
  • a me piace: senza senso ed esagerata, ma è bella appunto per quello. Però la pelle interna stona parecchio, ok il kit di innalzamento, le ruotone ed i parafanghi allargati, ma dentro preferisco quella di serie
  • L'autore del report del Day 5 s'è dimenticato di mettere la firma. ......... Cmq in questa settimana, data la particolarità del mezzo e del suo elaboratore, mi aspettavo anche un'analisi delle prospettive di mercato e di chi potesse essere alle nostre latitudini (dove non ci sono lande deserte da attraversare) l'acquirente interessato alla Ferox. Analisi che non c'è stata e dunque mi viene una riflessione, accanto a questo, è pubblicato l'articolo sull'Audi RS6 Avant che costa solo il 10% in più (una bazzecola a questi livelli), e francamente, eccesso per eccesso, non trovo nemmeno una ragione per preferire questa qui a quella.....
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  • La terra è decisamente rotonda. I miei figli sono tutti vaccinati e sono per i pari diritti indipendentemente dall'orientamento sessuale. Il giorno che proverò invidia per chi è a bordo di un cassone simile, mi rivolgerò a un bravo psichiatra. E al contrario Suo, G,P, non insulto e ci metto nome e cognome.
  • Oramai quattro mozzarelle e un giornaletto da pettinatrici di terzo livello. 😘 in attesa del piccione
  • Il fatto che la usino gli Americani come utilitaria è una conferma della scarsissima consapevolezza ecologica di quel popolo (basta vedere chi hanno scelto a rappresentarli), non certo del fatto che non si tratti di un veicolo insensato. Poi è ovvio che se ci infiliamo nel discorso "insensatezza" dovremmo girare tutti in bici, prospettiva che non mi esalta, ma fra la Renault Twizy e questa betoniera c'è un sacco di roba in mezzo...
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  • Faccio sommessamente notare a tutti quelli che parlano di immoralità, burinità, dimensioni da ammiraglia, che quest'auto in America è classificata come compact SUV. Si, è l'equivalente di un nostro B-SUV; e un motore da 3.6 litri è più o meno alla stregua di un nostro 1.6. E voglio inoltre far notare che la queste macchine sono diffuse come da noi le Punto (adesso i vari suvvetti), spessissimo con trim di questo tipo; non se le comprano i mafiosi russi ma la middle class bianca, quella che lavora e paga le tasse come (quasi) tutti noi
  • Ridatemi Quattroruote! Le prove vere dei 100.000 chilometri con auto top del mercato con tanto di pezzi smontati in bella vista. Queste assurde "settimane con..." auto di nicchia o comunque dai 50 mila euro in su a chi dovrebbero interessare? Quest'ultima Rubicon, poi, o è una provocazione studiata oppure, fossi in voi, non andrei oltre il secondo giorno. In piena emergenza climatica, vi mettete a girare per le strade di Milano (credo) con un carro armato da 5 km il litro ( o anche meno) micidiale per i pedoni, i ciclisti e le altre auto che ha difficoltà a stare in strada anche in rettilineo, stando a quanto scrivete. Lo credo che vi guardano tutti, ma chiedetevi anche perché. Se poi vi diverte fare la figura dei riccastri volgari e menefreghisti stile kardashian-trash, pensate che comunque dovreste rappresentare una rivista prestigiosa e punto di riferimento per una mobilità intelligente, responsabile e civile.
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  • Un'auto che una rivista come Quattroruote non avrebbe dovuto neanche considerare, ma non per le caratteristiche tecniche o "immorali" (per quanto...) di qualsiasi genere di questo orrendo giocattolo per bambini (mai) cresciuti nell'educazione siberiana, ma perché semplicemente un'auto inutile, pacchiana, indecente, con un nome da idioti e destinata ben che vada ad aver a che fare con la criminalità organizzata.
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  • C'è un unico modo di definire quest'auto: immorale. I cambiamenti climatici in atto sono sotto gli occhi di tutti, e tutti dovrebbero contribuire (o almeno dare il buon esempio) per non sprecare inutilmente le risorse naturali. I consumi di carburante e le relative emissioni (a occhio il doppio del dichiarato visti i consumi "reali" ...) sono semplicemente vergognosi. Però in cuor suo ognuno di noi è egoista e se dal suo comportamento derivano (inutili) danni per l'ambiente non è un problema perché "l'auto ha un gran fascino" e i possessori di moto si girano a guardarmi (e ci credo: con un carro armato in giro per Milano ...).
  • Classica auto da burino americano. Una jeep imbellettata con stile molto "military", un motore 3,6 a benzina da mutuo solo per il carburante, dimensioni da ammiraglia ( quindi totalmente inadatta alle nostre strade), materiali per gli interni stile rapper di colore e un prezzo assurdo. Ma fatemi il piacere.
  • Bello che ci siano auto come questa Wrangler. Auto che non segue la standardizzazione della società, dove oggi emozioni, passioni vengono oppresse. Non sarà perfetta, ma non è asettica. Non sarà bella, ma è affascinante. Libero sfogo alla passione, perché la vita va vissuta e non incanalata in una standardizzazione da grande fratello.
  • Quando ho letto Ferox ho pensato subito al famoso prodotto antiruggine, la scelta di un nome così per un'auto non mi pare la più centrata possibile. ........ Un prodotto che sembra tanto come il "Cinquone" di Romeo Ferraris, un'elaborazione che sconfina nell'esagerato e che bisogna capire a quale clientela si rivolga, infatti, se un'altra esagerazione come la Klasse G Amg trova in Russia e in medio oriente parecchi estimatori, questa Wrangler la puoi piazzare giusto in USA, quindi spero che la Militem abbia accesso a quel mercato dove comunque troverà la concorrenza di diversi altri preparatori di Wrangler "speciali". Tra 'altro, dal day1 di Deleidi mi pare emerga che su asfalto sia tutt'altro che a suo agio, contrariamente alla fredda perfezione teutonica della Klasse G in grado di svolgere egregiamente il doppio ruolo "strada/fuori strada"....
  • CavAuto importa e commercia cose fantastiche, proprio ‘sto pachiderma in pelle pieno fiore vi doveva rifilare?! ... Anche se, per come stanno messe le nostre strade, potrebbe anche tornare comoda e utile
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