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Aperto il primo Supercharger italiano: i prossimi entro l'inverno

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Aperto il primo Supercharger italiano: i prossimi entro l'inverno
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La prima "bandierina" italiana è stata posizionata. Ed è anticipatrice di diverse altre, pronte a spuntare in una decina di località del Belpaese entro la fine dell'inverno. Da oggi, i dodici Supercharger nelle aree di servizio Autogrill di Dorno Est e Dorno Ovest, sull'A7 Milano-Serravalle, sono ufficialmente attivi: ricaricheranno gratuitamente tutte le Model S che si fermeranno negli stalli riservati, ripristinando il 50 per cento della batteria in soli venti minuti. Il tempo di un caffé.

Ricarica "turbo". I Supercharger di Dorno (a meno di settanta chilometri dal capoluogo lombardo) sono il frutto della collaborazione tra la Casa elettrica di Palo Alto, Autogrill e Milano-Serravalle. Il battesimo è stato tenuto stamane da Jochen Rudat, country director Tesla per Svizzera e Italia, Marco D'Alimonte, responsabile dello sviluppo dei Supercharger nell'Europa del sud, Marzio Agnoloni, presidente di Milano-Serravalle e Massimo Mezzanotte, direttore sviluppo Europa di Autogrill. Le colonnine sono sei per area di sosta, un numero che fa di Dorno una delle stazioni Tesla più "dotate" del Continente. Inoltre, i Supercharger installati sono a 135 kW, dunque di ultima generazione, in grado di ricaricare la batteria in tempi record: 50 per cento in venti minuti, 80 per cento in quaranta, 100 per cento in settantacinque minuti. Inizialmente, le super colonnine Tesla lavoreranno a 120 kW, per andare a regime dopo una prima fase di test.

Il network europeo. Oggi, i Supercharger europei sono 63, cresciuti nel giro di pochi mesi al ritmo di due-tre aperture a settimana. Un investimento infrastrutturale non da poco, se si pensa che ogni stazione costa 150 mila dollari (poco più di 115 mila euro). "Entro la fine del 2015 i possessori di Model S potranno viaggiare da Lisbona a Istanbul a costo zero", ha spiegato Rudat. La strategia di Palo Alto prevede il "puntellamento" del Vecchio Continente secondo le principali direttrici di traffico, tenendo conto dell'autonomia della Model S (oltre 420 chilometri secondo l'Epa, circa 300 secondo i test di Quattroruote) e dei tempi di ricarica dei Supercharger: e a quanto pare, lo "sweet spot" è una distanza di circa 250 chilometri tra una stazione e l'altra. Il ragionamento è dunque per macro corridoi: le stesse postazioni di Dorno, sottolineano i manager Tesla, si inseriscono perfettamente nel corridoio che dall'Europa del Nord porta alla Francia e oltre.

Le prossime stazioni italiane. Sulle aperture previste nel Belpaese Tesla preferisce non fare ancora nomi, ma conferma che i prossimi Supercharger arriveranno “entro la fine dell'inverno”. D'altronde, la mappa del network sullo stesso sito della Casa non mente: nei primi mesi del 2015, in Italia dovrebbero nascere una decina di nuove stazioni Supercharger. A quanto pare, la prossima potrebbe sbarcare in un'area di servizio sull'A9, verso la Svizzera (vicino a Como); per le altre stazioni, la mappa Tesla indica località sulla costa ligure, nei pressi del Brennero, vicino a Verona e nell'entroterra veneziano; e ancora Bologna, Firenze e una località a nord di Roma, seguendo la direttrice dell'A1. Per il 2015 inoltrato, invece, i piani Tesla sembrano puntare a due Supercharger in Campania (Napoli e un'altra località più a sud) e ad Ancona.

Le colonnine universali. A Dorno, con i Supercharger sono arrivate anche quattro colonnine universali per la ricarica rapida da 50 kW, utilizzabili da qualunque vettura elettrica: frutto della collaborazione tra Loginet (che ha costruito anche la stazione Tesla), eV-Now! e Nissan, offrono connettori CHAdeMO e Combo. Gli stalli sono due per stazione di servizio, ma la partita non si limita a Dorno: come spiega Daniele Invernizzi, presidente di eV-Now!, le colonnine universali potrebbero seguire lo sviluppo delle stazioni Supercharger, andando a coprire altre località.  

Davide Comunello

COMMENTI

  • Wow. Io ricarico la mia auto in meno di 5 minuti. Comunque, è elettricità ma non è detto che sia ecologica: a quale centrale attingono? Perché se viene fuori che è tipo a olio o a carbone mi metto a ridere a crepapelle.
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  • Ah quindi ci sono anche altre colonnine standard. Bene! Che poi Tesla è ampiamente disponibile a rendere standard anche le sue soluzioni. Beh 20 minuti il 50% è assolutamente accettabile. Certo mi chiedo come venga "gestito" lo "stress" sulle batterie e se le ricarcihe rapide possano portare a un loro precoce deterioramento prestazionale. Sulla carta non c'è nessun tipo di problema che non sia stato risolto per dare al cliente un prodotto affidabile. Avanti Tesla!
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  • Era ora! ma c'è compatibilità con le stazioni di carica delle auto elettriche del car sharing del comune di Padova? oppure ogni casa fa a se in un proliferare di standard diversi? dopo anni le aziende produttrici di telefonini (tranne Apple) si sono uniformate sulla micro-USB. Sarebbe auspicabile un simile comportamento per le case automobilistiche anche se la questione delle cariche "gratuite" complica le cose
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