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CES 2015
Toyota come Tesla: i brevetti della Mirai diventano open source

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Toyota come Tesla: i brevetti della Mirai diventano open source
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Dopo l'elettrico di Tesla, anche l'idrogeno Toyota diventa open source. Al CES di Las Vegas, la Casa giapponese ha infatti confermato che 5.680 brevetti della nuova fuel cell saranno messi a disposizione di altri Costruttori e aziende automotive per cinque anni, mentre il know-how relativo alla produzione e alla vendita del carburante green saranno accessibili a tempo indeterminato.

"Meglio la collaborazione". La mossa punta chiaramente a favorire lo sviluppo della tecnologia fuel cell, allargare la base dei modelli e dei potenziali acquirenti e a spingere lo sviluppo dell'infrastruttura, la variabile forse più importante per il successo del progetto. "Quando le buone idee vengono condivise, possono accadere grandi cose", ha detto al CES Bob Carter, vice presidente di Toyota Usa. "La prima generazione di veicoli fuel cell, tra il 2015 e il 2020, sarà fondamentale e richiederà uno sforzo comune e una collaborazione inedita tra Costruttori, legislatori, accademici e fornitori di energia. Eliminando i tradizionali confini dell'industria, possiamo accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie e muoverci verso il futuro con maggiore rapidità, efficacia e risparmio". Una posizione molto simile a quella indicata da Musk quando aveva annunciato l'abbattimento del "muro" della proprietà intellettuale: “La leadership tecnologica non si ottiene con i brevetti - aveva spiegato il Ceo di Palo Alto - ma con la capacità di attirare e motivare i migliori ingegneri del mondo. Invece che indebolirci, la filosofia open source ci rafforzerà". Per ora, Musk non è stato smentito.

Tecnologia per tutti. Fino al 2020, quindi, la tecnologia della Mirai sarà accessibile in via gratuita: in tutto il mondo i brevetti sono 5.680, di cui 1.970 relativi alle celle a combustibile, 290 ai serbatoi ad alta pressione e 3.350 al software di controllo del sistema. Altri 70 sono collegati alla produzione e alla fornitura dell'idrogeno: questi ultimi non avranno una "scadenza" e saranno sempre disponibili. Gli interlocutori ipotizzati da Toyota sono chiaramente Costruttori, fornitori di componenti e aziende del settore energetico interessate a costruire una rete di distribuzione: in cambio, la Casa giapponese potrebbe chiedere di condividere il know-how sullo stesso modello royalty-free, ma non si tratta di una condizione necessaria per avviare una collaborazione. L'importante, per ora, è fare rete.

Davide Comunello

COMMENTI

  • Per utilizzare i brevetti da qualcuno sono necessari comunque forti investimenti. E' meglio che siano le grandi case a sviluppare veicoli elettrici con batterie al litio o ad idrogeno, anche se è vero che la concorrenza tra le varie case è in pratica terminata, essendo comuni gli obbiettivi. Per esempio, in futuro, un pacco batterie da 20 kWh, prodotto in grande serie, potrebbe equipaggiare vetture di molti costruttori diversi, un po' come avviene oggi per alcuni motori (vedi 3 cilindri Toyota-PSA).
  • Hanno liberato anche i brevetti sul design della macchina ? :))