Mentre in Italia il governo prima apre un tavolo di crisi per affrontare le difficoltà del settore automobilistico e poi vara nuove tassedefinite da più parti vessatorie e dannose, in Germania politica e industria uniscono le forze per sostenere la transizione verso l'elettrico. Il primo risultato è arrivato ieri sera al termine di un incontro organizzato a Berlino dalla cancelleria: saranno aumentati gli incentivi all'acquisto e rafforzati gli sforzi per ampliare la rete delle ricariche.  

Un incontro ai massimi livelli. Dalla riunione, che ha visto la partecipazione dei principali ministri federali e statali, degli amministratori delegati delle maggiori case automobilistiche e dei fornitori di componentistica, dei rappresentanti delle associazioni di categoria, dei sindacati e dei partiti della Grosse Koalition, è emersa innanzitutto la decisione di aumentare anche del 100% le sovvenzioni per l'acquisto di mezzi elettrici e di estenderne la validità per un quinquennio: la scadenza del programma varato circa tre anni fa è stata posticipata dalla fine del 2020 al termine del 2025. 

I dettagli. Gli incentivi raddoppieranno da 3.000 a 6.000 euro per le elettriche e aumenteranno fino a 4.500 euro per le ibride plug-in. Nel caso i prezzi di listino delle vetture siano superiori ai 40.000 euro le agevolazioni saliranno, rispettivamente, a 5.000 e 4.000 euro. Il piano prevede che continui l'attuale sforzo congiunto tra pubblico e privato a dimostrazione della comunione di intenti tra governo e industria: infatti il 50% della sovvenzione sarà ancora coperto dai costruttori. Finora Berlino e il settore auto hanno messo a disposizione 600 milioni di euro a testa. 

Tre miliardi per le stazioni di ricarica. Il governo federale investirà più di tre miliardi di euro fino al 2023 per realizzare stazioni di ricarica (per elettriche e fuel cell) e creare così un'infrastruttura sufficientemente capillare sul territorio da sostenere il target dei dieci milioni di veicoli elettrici in circolazione sulle strade tedesche entro il 2030. L’obiettivo finale è arrivare tra dieci anni ad almeno un milione di punti di ricarica. Intanto è stato trovato un accordo per installare entro il 2022 su tutto il territorio nazionale almeno 50.000 stazioni di ricarica pubbliche, più del doppio rispetto alle attuali 21.000 colonnine. Sul piatto sono stati messi anche 50 milioni di euro per l’installazione di wallbox private. L’anno prossimo saranno definiti nuovi criteri giuridici per le colonnine presenti sulle autostrade e ulteriori misure per incoraggiare la costruzione di punti di ricarica in luoghi affollati come i supermercati. Infine, entro la fine dell’anno sarà costituito un centro nazionale per il coordinamento delle strategie e delle attività del governo federale, dei costruttori, dei governi regionali e delle altre amministrazioni pubbliche.