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Emissioni
Europa, il Green Deal ipotizza un nuovo inasprimento dei limiti

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Europa, il Green Deal ipotizza un nuovo inasprimento dei limiti
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Il settore automobilistico europeo rischia di dover affrontare normative ancor più stringenti sul fronte delle emissioni inquinanti. La Commissione Europea, da poche settimane guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen, ha inviato al Parlamento di Bruxelles e ad altri organi della Ue una comunicazione per lanciare i principi base di uno "European Green Deal". Al suo interno figurano una serie di proposte per ridurre l'inquinamento e l'impatto delle attività umane sull'ambiente: una parte consistente riguarda proprio il mondo dell'auto e dei trasporti in genere.

La revisione delle normative. Con l'obiettivo di ridurre in modo drastico l'inquinamento, la Commissione intende "proporre norme più rigorose sulle emissioni degli inquinanti atmosferici per i veicoli con motore a combustione". Il massimo organo esecutivo della Ue "proporrà inoltre di rivedere entro giugno 2021 la normativa sugli standard in materia di emissioni di CO2 per auto e furgoni, al fine di garantire un chiaro percorso, dal 2025 in poi, verso la mobilità a emissioni zero". 

I limiti attuali. Il settore automobilistico rischia di dover affrontare un nuovo mutamento del quadro normativo a poco più di un anno e mezzo dal via libera a una legislazione già fonte di contrasti e controversie. La scorsa primavera sono stati approvati nuovi limiti che impongono alle Case automobilistiche di ridurre le emissioni medie di anidride carbonica del 37,5% tra il 2021 e il 2030 con una riduzione intermedia del 15% indicata per il 2025: si dovrà passare in circa dieci anni da una media di 95 grammi per chilometro a una di 60 grammi e chi non rispetterà i nuovi standard rischia multe miliardarie. Già oggi sono in molti a pensare che diversi produttori, senza un'accelerazione nell'elettrificazione della gamma, siano destinati a pagare ammende salatissime. Del resto la media delle emissioni non sembra aver intrapreso un percorso di riduzione: nel 2018 è aumentata per il secondo anno consecutivo salendo a 120,4 grammi per chilometro. La colpa, secondo l'associazione italiana Anfia, è da attribuire alla demonizzazione dei diesel, sia vecchi sia di nuova generazione, che ha determinato un crollo delle vendite di auto a gasolio e la contestuale impennata dei benzina. Una combinazione del genere, unita al contributo ancora esiguo delle motorizzazioni elettriche, ha alla fine determinato un aumento delle emissioni di anidride carbonica

Le necessarie trattative. Con il suo "European Green Deal", la Commissione non ha fatto altro che presentare una sua strategia per rendere l'economia europea neutrale dal punto di vista ambientale. Von der Leyen ha posto le iniziative per il clima in cima alla sua agenda legislativa per i prossimi cinque anni, ma dovrà comunque confrontarsi con numerose controparti. "La Commissione - ha ammesso uno dei tanti portavoce - ha il mandato di proporre nuovi obiettivi, ma ogni passo in tal senso comporterebbe la necessaria valutazione dell'impatto economico e richiederebbe l'approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione per entrare in vigore". E difatti basta vedere quanto avvenuto con l’ultima revisione delle normative per comprendere quanto difficile sia il compito della von der Leyen. Le proposte della commissione Juncker si sono dovute scontrare non solo con le controproposte di varie commissioni parlamentari, ma anche con quelle del Parlamento o dei singoli Paesi membri, a partire da quella Germania che ha cercato in tutti i modi di proteggere gli interessi della sua industria automobilistica nazionale. E già oggi le associazioni tedesche sono pronte a dare battaglia. La VDA, l'associazione di rappresentanza della filiera automobilistica, ha già manifestato la sua contrarietà e sottolineato come gli attuali obiettivi siano stati concordati appena un anno fa. 

Le altre proposte. La Commissione ha comunque indicato anche ulteriori proposte per favorire la transizione verso le emissioni zero, a partire dall'estensione a tutto il mondo dei trasporti (auto, treni, navi e altro ancora) del sistema europeo di scambio delle quote verdi, oggi utilizzato solo da industrie energivore come le acciaierie o i cementifici. Inoltre sono state fornite indicazioni su come migliorare il mondo della logistica e dei trasporti secondo una logica di crescente "multimodalità connessa e automatizzata". Nella comunicazione si sottolinea anche la necessità di accelerare la produzione e la diffusione di trasporti alternativi. "Entro il 2025, saranno necessarie circa un milione di stazioni pubbliche di ricarica e rifornimento per i 13 milioni di veicoli a zero e basse emissioni previsti sulle strade europee. La Commissione sosterrà il dispiegamento di punti di ricarica e rifornimento pubblici in presenza di lacune persistenti, in particolare per i viaggi a lunga distanza e in aree meno densamente popolate, e lancerà il più rapidamente possibile una nuova richiesta di finanziamento. Queste misure completeranno quelle adottate a livello nazionale", sottolinea la Commissione aggiungendo l'intenzione di esaminare "le opzioni legislative per aumentare la produzione e la diffusione di carburanti alternativi sostenibili per le diverse modalità di trasporto". È quindi prevista una revisione della direttiva sulle infrastrutture per i carburanti alternativi e del regolamento TEN-T per accelerare la diffusione di veicoli e navi a zero e basse emissioni.

COMMENTI

  • Parallelamente all’irrigidimento delle normative sulle emissioni inquinanti in Giappone, Unione Europea e Stati Uniti, aumenta il numero di auto in circolazione che, sebbene ancora funzionanti, non rispetta gli standard richiesti. L’effetto di tale gap ha attivato un flusso migratorio al contrario: la maggior parte di questi veicoli sono esportati in Africa. Un recente rapporto del Centro per la scienza e l'ambiente di Nuova Delhi punta il dito contro quattro paesi Cina, Germania, Giappone e Stati Uniti dai quali provengono il 29% di tutte le auto usate trasportate nel continente africano. In effetti l'inquinamneto avrà necessità del passaporto e potrà eventualmente essere respinto alle frontiere.
  • Nel prossimo futuro vedo almeno tre fattori che porteranno ad un ridimensionamento del mercato automobilistico: 1) L'invecchaimento della popolazione europea, gli anziani hanno e avranno ben altro cui pensare che cambiare l'auto. 2) I giovani sempe meno interessati al possesso dell'auto. 3) I prezzi di acquisto esagerati. Ma si può andare oltre, se si considera anche la longevità delle auto di oggi, ormai 250k km sono alla portata dei mille tre cilindri. Io stesso ho un'auto di oltre 10 anni con 200k km, che funziona egregiamente, che ancora mi piace e perciò non sono spinto a cambiarla. Se poi consideriamo le tasse e il costo dei carburanti...
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  • @PIC 67 Ovviamente il mio post è "provocatorio", limitazioni territoriali al commercio significa fine della crescita economica, fine del sistema economico che si basa sul commercio. La riduzione degli inquinanti è un problema che a mio giudizio non ha soluzione, almeno per i nostri tempi. Non so se in futuro si riuscirà a trovare soluzioni mirate. Intanto anche l'ultimo vertice sul clima è andato male....
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  • Questi eco-talebani possono dire, fare e legiferare quello che vogliono ma poi mestamente ritorneranno sui loro passi. Semplicemente perchè nonostante vogliano far credere che questa Europa è forte e unita in realtà fa acqua da tutte le parti, incoerente e ricalca il classico stampo dittatoriale. Ovvero i molti "poveri" ( stati tenuti ad hoc volotamente poveri ) servono per mantenere pochi "ricchi". Si è vissuto fino ad ora al di sopra delle proprie possibilità ed ora quando c'è da far quadrare i conti con le loro azioni stanno incrementando a dismisura la gente con le pezze al xxxx. Ma queste auto proprio a loro poi le devono vendere, e visto che l'auto è il secondo impegno finanziario per una famiglia dopo la casa, il risultato sarà che rimarranno li dove sono ora dietro le vetrine del concessionario. Faranno la fine come dell'aumento dell'iva sulla benzina, la gente circolava di meno e alla fine gli introiti erano inferiori ai precedenti.
  • @Davz-z, non solo: la fine improvvisa della civiltà industriale sarebbe un ritorno al medioevo, quando la vita media delle persone era meno di 30 anni (ed erano 30 anni di vita grama), nonostante le risorse naturali fossero sovrabbondanti rispetto alla risicata popolazione mondiale dell'epoca...
  • @Davz-z, non solo: la fine improvvisa della civiltà industriale sarebbe un ritorno al medioevo, quando la vita media delle persone era meno di 30 anni (ed erano 30 anni di vita grama), nonostante le risorse naturali fossero sovrabbondanti rispetto alla risicata popolazione mondiale dell'epoca...
  • @Katia - L'enel dice un sacco di strz. Se avessimo un grosso parco elettrico circolante ci vorrebbero centrali nucleari per ricaricare le auto. Uno dei problemi è la richiesta di energia di picco. Le ultime auto di Tesla richiedono 250 kW per ricarica veloce. Ricaricane 4 e abbiamo richiesta di 1 MW, come 1 palazzo di 300 Appartamenti da 3 kW a pieno regime. Faccia lei un po di conti per calcolare quel che servirebbe in una città come Milano
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  • Vorrei ricordare che (fonti ONU) il trasporto leggero è responsabile del solo 8% delle emissioni di CO2. Non vorrei che la spinta alla riduzione delle emissioni di questo gas serra fosse un favore a chi, come VW, ha investito massicciamente sull'elettrico ed ora deve cercare di vendere le sue auto, a cui il pubblico non mi sembra molto interessato, visti i prezzi e le limitazioni in tema di autonomia e tempi di ricarica, se confrontate ad un motore termico.
  • Spero proprio che quello di Fullerene fosse sarcasmo..:). D'accordo con Davide Ziosi, come quasi sempre
  • Sono pienamente d’accordo, stanno solo affossando l’economia degli altri paesi europei per favorire la loro, ecologia un corno. Vi siete mai chiesti quanto sia ecologica un auto elettrica? Forse noi no ma c’è chi ha fatto studi in merito ed é certificato che durante tutta la sua vita un auto elettrica inquina quasi il doppio di una turbo diesel . L’auto non inquina durante il movimento ma inquina quando la produciamo, la ricarichiamo, e quando smaltiamo le batterie e tutto il resto.
  • altro favoritismo per l'asse franco-tedesco. Condivido il commento di Marco Cera, è solo per favorire i tedeschi. E' ora di smetterla con certi "favoritismi" europei truccati da "ecologismo" ""sicurezza" ecc. Comincio a pensare che facciano bene gli inglesi.
  • Un altro provvedimento a favore dell´industria automobilsitica tedesca. Sembra un paradosso, ma dal mio punto di vista no. Un´industria tedesca che ha fatto grossi investimenti nell´elettrico, che si prepara a mettere sul mercato una miriade di modelli (da quanto annunciato dalle case), ma con le vendite dell´elettrico che non decollano. Ecco che inasprendo i limiti, l´unica alternativa economicamente sostenibile per le aziende (non pagare multe per lo sforamento dei limiti), e vendere solo l´elettrico.
  • @Ziosi. Probabilmente non stiamo dicendo cose completamente diverse. Siccome qui si parla di auto, mi pare logico che quello sia il focus. Sono daccordo che il discorso e' molto piu' ampio e generale. Pero' non e' solo questione di emissioni: si tratta di qualita' dell'aria nelle citta' ed anche ridurre il trasferimento di ricchezza da paesi civili e progrediti a paesi autoritari, militaristi e parassiti.
  • Nn conosco le energie rinnovabili eh? Peccato che Io monti le energie rinnovabili, le installo le energie rinnovabili. Signorina o signora Birmiani, nn giochi con me la carta di ciò che respiriamo, Io sono un attento e scrupoloso lettore del sito Arpae. Le auto di quella famosa percentuale emissioni rappresentano il 12%. Suffragato e certificato. Lo fanno in città? Vero, passiamo all'ibrido allora. Cmq ragioni su ciò che ho scritto; la civiltà industriale nn è solo auto. Rinunciarci in modo brusco vuol dire perdere ricchezza, tanta.
  • Segnalo solo che quando si fanno delle riforme così importanti si devono fare guardando la realtà altrimenti si ottiene come già successo di aumentare le emissioni e ridurre i posti di lavoro (risultati dell'attuale politica ambientale). Scrivo ormai da anni che si devono fare delle riforme organiche che non guardino solo all'elettrico "puro" e che vadano a toccare altri temi come la modalità di produzione dell'energia, l'urbanistica (aspetto di cui nessuno parla ma che è super impattata anche lato costi), modalità di ricarica e sostenibilità economica per produttori e consumatori (altro aspetto di cui si parla troppo poco). Senza una visione globale, non si va da nessuna parte e si ottengono risultati controproducenti perchè si scontrano con la realtà come successo negli ultimi anni. Spero che qualcuno capisca che questa è la vera sfida. L'Europa ha la forza per farlo e spero che ci riesca, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione dal punto di vista climatico ed economico, che sarebbe il peggio che può capitare. Io voglio essere ottimista, anche se quanto è successo in questi anni non va nella direzione auspocata.
  • Mi piacerebbe vedere il medesimo accanimento ed impegno verso le industrie e tutte le fonti di inquinamento molto più invasive dell'auto (aerei, navi, riscaldamento, ecc.). Giusto per non sentirsi presi in giro.
  • Vim purtroppo non è più possibile rispondere direttamente. Comunque quello che dici è vero e per ora prevalgono gli interessi nazionali, la Polonia per cominciare con il suo carbone (talmente furbi che per affrancarsi dal gas russo, ora che sono a corto di materia prima, hanno finito per diventare dipendenti dal loro carbone) , ma trovo comica anche la "tua" Francia che pretenderebbe di inserire nel circuito green l'energia prodotta dalle sue centrali nucleari. Un mondo pulito rimane una utopia e come tale irraggiungibile, allora perché inseguirla? Come ha scritto Eduardo Galeano " per quanto cammini non la raggiungerò mai. Allora a cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare."
  • Katia ti vorrei ricordare il black out che ci fu la notte del 28 settembre 2003 per un cavo tranciato da un albero in Svizzera che portava corrente dalla Francia che, poi, a cascata, lasciò l'Italia intera senza energia elettrica, in alcune regioni, anche per tutta la giornata....Ricordati pure che le "4 ciminiere", simbolo di Vag (la fabbrica di Wolfsburg), quelle della centrale elettrica a carbone, sì quella che Hitler fece costruire, la quale ancora è alimentata dalla sua combustione.....
  • In ogni caso rendendoci colpevoli di chi gode della libertà di guidare se stessi al lavoro e in qualsiasi altro luogo per queste emissioni! L'inquinamento arriva in quantità maggiore da altre fonti diverse dalle automobili, ma ovviamente è molto più facile dirci di non guidare piuttosto che fare la cosa giusta e guardare le vere cause di questo problema fuori controllo.
  • l'aumento della CO2 è dovuto sicuramente alla demonizzazione del diesel ma anche a questa stupida moda dei suv. A bruxelles vogliono fare qualcosa di utile? che vietino la vendita di automobili superiori ai 1500kg con motore a combustione!
  • Qualcuno mi sa spiegare perché tutti giriamo con mezzi sovradimensionati per le nostre esigenze? Veicoli che pesano 2000 o più kg hanno un impatto enorme alla produzione e poi richiedono molta più energia per spostarsi rispetto ad analoghi più piccoli e leggeri. Ecco, se tutti iniziassimo a risparmiare (basterebbe non far entrare in centro veicoli oltre un certo peso) forse otterremo risultati migliori che obbligare tutti a comprare veicoli che invece di bruciare benzina (o gasolio) impiegano elettricità ottenuta con carbone e petrolio: spostiamo gli addendi ma il risultato non cambia
  • @Pic 67, Secondo l'Enel, se TUTTE le macchien circolanti in Italia fossero elettriche, la domanda di energia elettrica crescerebbe dal 15 al 20%. Non e' poco ma non e' neanche drammatico se considri che in Itallia >35% e' gia' rinnovabile e il 13% e' inmportanto da Francia e Svizzera, quindi nucleare. Anche se l'adizione dell'elettrico accelerasse drammaticamente, ci sarebbe tempo e modo di prepararsi.
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  • Stefano Zoppi, Ciao innanzitutto. Evidentemente il sindaco Nardella e la sua giunta hanno ben operato. Comunque in italia, soprattutto per gli alti costi del carburante, ma per i sistemi di riscaldamento il gasolio ormai è stato soppiantato dal Gas quasi ovunque. Circa la legna, è vero che la sua combustione è considerata neutra sul piano della Co2 (tra quella assorbita dalla pianta durante il ciclo vitale e quella emessa nel momento che la si brucia) ma le emissioni di polveri e ceneri sono molto alte (quelle che poi fanno bloccare la circolazione delle automobili). Qui però si parla della commissione Europea e se è vero che l'italia e altri paesi sono abbastanza virtuosi dal punto di vista ecologico, ce ne sono una moltitudine di altri dove gasolio e carbone sono ancora pesantemente usati un pò per tutto....
  • alle str*****e non c'è mai limite.....
  • @Katia: Tratto da ANSA, 30 novembre 2019: ".. .La distonia con il settore della produzione dell'energia elettrica (e di conseguenza con le emissioni di CO2 che ne derivano) è evidente: secondo l'International Energy Agency IEA la domanda globale di elettricità è già aumentata del 4% nel 2018 - pari a 900 TWh - quasi il doppio rispetto alla domanda complessiva di energia e al suo ritmo più rapido dal 2010. Le energie rinnovabili e quella nucleare hanno risposto alla maggior parte della crescita della domanda. Tuttavia sono aumentate considerevolmente anche la produzione da centrali elettriche alimentate con carbone e gas, un fattore questo che ha fatto crescere le emissioni di CO2 del settore del 2,5%..." Ora, figuriamoci con milioni di auto elettriche in circolazione...
  • @FULLERENE XXX Scusa se scrivo qui ma la "redazione on line", a quanto pare, è impegnata a guidare l'auto del diario di bordo anziché vedere di "sbloccare" il sito!!! Come (forse) già sai, sono un operaio nel settore chimico, se produco un prodotto che va in tutta Italia (ma anche in Europa) in che modo dovrebbe rimanere aperta la fabbrica dove lavoro? Se a Milano piace la pasta di Gragnano o il cotechino di Modena a Siracusa, perché non accontentare il cliente? Scrivi cose assurde. Piuttosto, la Germania, che vorrebbe tanto fare" la verde", perché non limita a 130km/h la velocità massima in autostrada, come in tutte le altre nazioni della CE; un'auto che va a 130 consuma (emette CO2) molto meno (anche la metà) di una che va a 200/250km/h....Lo potrebbero fare da una settimana all'altra, se solo volessero ridurre realmente le CO2!
  • @ Vim mi sembra che stavolta, e forse per la prima volta, si parli anche di industrie e di trasporto commerciale di terra e di mare. Poi qualcosa comunque si sta facendo e non solo per le auto: Per quanto riguarda gli aerei ad esempio la ricerca è continua ed un jet moderno consuma molto meno di quelli di precedente generazione, senza considerare che adesso il trasporto a corto raggio gli è conteso dai TAV. Per quanto riguarda il riscaldamento domestico invece e per continuare con gli esempi molto è stato fatto, nella mia città (Firenze) il riscaldamento a gasolio, anche a suon di incentivi economici da parte del comune per lo smantellamento, praticamente è cosa rarissima, mentre sul mio caro Appennino come sulle Alpi il riscaldamento a legna esiste da sempre e molto del combustibile viene da foreste locali che vengono così curate assieme al territorio e mantenute sempre giovani. Credo che il "benaltrismo" sia il peggior nemico dell'inquinamento (e non solo), a me da piccolo hanno insegnato che prima di pretendere qualcosa dagli altri devi essere tu il primo a dare il buon esempio anche se le rinunce a volte sono dolorose.. Questo non esclude le tue buone ragioni, qui noi tutti amiamo le auto, ma mi sembra evidente che non sia più il tempo di tergiversare. L'interesse collettivo vale molto di più di qualsiasi mezzo di trasporto o industria e forse è arrivato il momento di fare un nuovo importante passo in avanti, che poi il futuro spesso ci abbia riservato degli strappi non sarebbe neppure una novità Non possiamo certo sapere dove andremo a parare ma il presente è sicuramente preoccupante ed io vivo a due passi dal fiume Arno ed anche al suo livello :-) . PS. per chi lo sapesse non sono un talebano ecologista, per spostarmi uso una grossa TD e mangio carne, solo che lo faccio con molta moderazione. In attesa di sviluppi questo è il mio convinto contributo. Ciao.
  • …al posto loro, inizierei ad introdurre limitazioni sul movimento delle merci: se abiti a Milano mangi e bevi prodotti lombardi, se sei di Roma quelli del Lazio e così via. Vuoi la pasta di Gragnano? vai a Gragnano! È ora di finirla con questa storia che tutti vogliono e devono poter gustare prodotti provenienti da “millemila” chilometri di distanza! Chilometro zero per tutto e per tutti, per legge. Così liberiamo le strade dal traffico, basta anche con gli agenti di commercio. Tutti a casa, c’è internet per fare acquisti, purché chilometro zero, ovviamente. Un provvedimento che andrebbe esteso a qualsiasi tipo di merce, dai farmaci ai vestiti. Basta con le scarpe prodotte in Cina, con le TV prodotte in Cina…con tutto quello che proviene dalla Cina e da tutto il resto del mondo. Vuoi i datteri? Vai in Tunisia, ma con un mezzo a zero emissioni. Anche tutti i viaggi low-cost, basta! È ora di finirla con i week-end a Londra con meno di 100 euro per il volo. Vuoi andare a Londra? 2000 Euro! Vuoi l’auto elettrica? …ma con batterie prodotte nella tua regione con materie prime della tua regione. Non ci sono le materie prime nella tua regione?…eh…un po’ spiace, niente batterie. A piedi! Buffoni.
  • @Ziosi. Quello che dici non e' vero, evidentemente non sei informato sulle energie rinnovabili e nucleari ed i limiti ed i nuovi targets che ci sono, non solo in Europa. Le automobili, oltre ad emetter CO2, inquinano l'aria che respiriamo tutti i giorni. Oltretutto, visto che l'80% del petrolio estratto viene usato per combustibili ed autotrazione, indirettamente sovvenzioniamo e manteniamo un branco di parassiti in medio oriente ed in Russia.
  • Ma come mai non iniziano con il chiedere alla Germania di ridurre più velocemente la loro produzione di energia elettrica da lignite e carbone? Attualmente producono oltre il 35% con quelle fonti fossili. Nel 2018 la Germania ha emesso il 22.5% di CO2 dell' Unione Europea, Italia e Francia circa il 10%. La Germania ha quasi 83 milioni di abitanti, l'Italia circa 60.5 e la Francia un po' meno di 67. L'Italia ha una percentuale di produzione di energia da fonti rinnovabili maggiore di quella della Germania.
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  • OK per l’inasprimento dei limiti, tutta colpa della case automobilistiche con VW in testa, che oltre ad avere truffato milioni dei loro clienti, sono tutti allo stesso modo responsabili per l’ulteriore inquinamento causato. Non ci si dovrebbe però dimenticare delle navi che solcano i nostri mari, le vere pattumiere del nostro ambiente, basta con queste insulse crociere ed il trasporto di materiali di ogni genere in giro per il mondo. Sarei per dazi astronomici per tutta la merce che non sia di prima necessità che viene trasportata via nave ... think global act local ... ps. esiste il treno merci Chengdu - Duisburg, attualmente sono 5 treni al giorno ed ognuno trasporta più di 800 tonnellate di merci, ma si può fare di più ...
  • Solo con le macchine se la prendono sti eco-fascisti. Delle industrie se ne sbattono, tanto sono in Cina India etc. Delle navi se ne sbattono, degli aerei chissene, del riscaldamento vedi sopra. Tutto inquina, i vestiti che indossate, la lavastoviglie che usate e le industrie che fanno i vs smartphone.
  • Ottimo! Allora tutti con le auto elettriche (in Europa...) cosi salviamo il pianeta! Ma mi sfugge qualcosa: - come la prodiciamo quella caterva di Kw che servirebbero a far marciare milioni di auto a batteria? - in Europa siamo 250 milioni, e gli altri 6 miliardi come si muovono? E le milioni di vecchie auto del Sud Amerca, dell'Africa e dell'India? Ma per favore!!!!!!!
  • non fanno prima a dire "dal 202X dovrete vendere/acquistare solo auto elettriche" ?
  • Cominciassero pure a trovare il modo di regolamentare l'emissione delle nanoparticelle di particolato sotto i 23nm, per farla finita con la presa in giro del filtro antiparticolato
  • Siete dei fascisti. E come loro la testa la usate poo e male. E nn mi riferisco al partito, ma al significato del termine fascista.
  • Considerando il risicato consenso che ha questa commissione nel parlamento, che riesca a portare a casa le misure preannunciate resta in forte dubbio. ........ e comunque, al solito, per la politica la strada più facile e mediaticamente più redditizia è prendersela col trasporto privato, nel mentre si consente ancora il riscaldamento a gasolio (privo di alcun trattamento allo scarico ovviamente) e quello a legna e biomassa viene pure incentivato con contributi in denaro. Sull'industria pesante e il suo impatto per l'ambiente poi ci sarebbero da scrivere trattati più lunghi delle sacre scritture, ma li si toccano interessi e si pestano piedi che è meglio evitare. ........ Molto più semplice bloccare le auto, pure le nuove Euro 6, perché le centraline hanno sforato....
  • Speriamo, limiti piu' severi, multe alle aziende che non li rispettano e piu' tasse su benzina e diesel. Forse anche l' Italiano medio, nonostante il paraocchi e gli occhi foderati di prosciutto sara' cosi' costretto con la forza ad inquinare meno, rispetare l'ambiente, usare meno la macchina e passare all'elettrico.
  • Giusto, altrimenti il pianeta muore. Avanti tutta con l'elettrico, con gli investimenti sull'energia pulita, sull'attenzione al bilancio della C=2 nella produzione delle batterie.
  • Speriamo, limiti piu' severi, multe alle aziende che non li rispettano e piu' tasse su benzina e diesel. Forse anche l' Italiano medio, nonostante il paraocchi e gli occhi foderati di prosciutto sara' cosi' costretto con la forza ad inquinare meno, rispetare l'ambiente, usare meno la macchina e passare all'elettrico.
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