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Unione Europea
Von der Leyen: emissioni ridotte del 55% nel 2030

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Von der Leyen: emissioni ridotte del 55% nel 2030
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Il target di riduzione dei gas serra rispetto al 1990 salirà dal 40% al 55% nel 2030. È la proposta della Commissione Europea, che a ottobre verrà discussa dal parlamento nell’ambito del pacchetto di misure da inserire nella prima legge comunitaria sul clima, con l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. L’annuncio – sul quale si è già pronunciata, come vedremo, l’Acea, l’associazione dei costruttori europei dell’automotive – è arrivato dalla sua presidente Ursula Von der Leyen, intervenuta a Bruxelles in occasione della plenaria del Parlamento europeo.

Soluzione di compromesso. Il nuovo target conferma le attese dei giorni scorsi, nonostante la più severa richiesta della commissione Ambiente del parlamento europeo, che giovedì scorso ha votato per un taglio del 60%. "Riconosco che questo aumento dal 40 al 55% possa risultare eccessivo per alcuni e troppo moderato per altri, ma la nostra valutazione d’impatto mostra chiaramente che la nostra economia e la nostra industria sono in grado di farcela", ha sottolineato la Von der Leyen.

La preoccupazione. Inevitabilmente, l’inasprimento dei tagli già prefissati avrà conseguenze anche sul mondo dell’auto, già alle prese con i severi standard entrati in vigore a gennaio. Per questo, come accennavamo, non è tardata la risposta dell’Acea, per bocca del direttore generale Eric-Mark Huitema: "È chiaro che la strategia dell'UE debba essere rivista e adattata periodicamente per garantire che tutte le parti siano sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi", ha spiegato il manager. "Tuttavia, i responsabili politici devono mettere in atto non solo tali obiettivi, ma anche le politiche di supporto richieste per tutti i tipi di veicoli, senza le quali questi scopi non sarebbero conseguibili".

L’auspicio. L'associazione chiede una fitta rete di punti di ricarica e di stazioni in tutta l’Unione, "con obiettivi vincolanti per gli Stati membri", unita a una serie di incentivi che rendano la mobilità a emissioni zero "accessibile e conveniente per tutti gli europei". Inoltre, i costruttori auspicano una revisione del sistema di scambio di quote di emissioni (ETS), che renda questo strumento più incisivo. "Riconosciamo (all’Europa) il desiderio di essere pioniera globale quando si tratta di azioni per il clima, ma avremo bisogno di un cambiamento normativo senza precedenti per far sì che tutti gli idonei fattori abilitanti siano garantiti", ha aggiunto Huitema. "Finché non avremo una visione più chiara del quadro politico di accompagnamento e della valutazione dell'impatto, è difficile prevedere quale possa essere uno scenario realistico in termini di obiettivi futuri di CO2".

Le auto crescono più delle colonnine. L’Acea ha poi ricordato che, dei 60,9 miliardi investiti dall’industria automobilistica del Vecchio continente in ricerca e sviluppo, una larga parte è destinata alla decarbonizzazione.  Grazie a tali stanziamenti, "le vendite nell'Unione di auto ricaricabili sono aumentate del 110%, passando da 218.083 nel 2017 a 458.915 lo scorso anno. Gli investimenti in infrastrutture, tuttavia, stanno rallentando questa crescita. Nello stesso periodo, per esempio, il numero di punti di ricarica per le auto elettriche è cresciuto solo del 58%".

COMMENTI

  • Von der Leyen presenti Lei un progetto valido per la riduzioni delle emissioni, anch'io sono capace di dire "entro il 2030 riduzione emissione del 70%, ma sono parole, tanto sono i Costruttori di auto che devono fare ricerca, sviluppo e tutto il resto. Barlafuss
  • Le 47 navi da crociera della Carnival emettono 10 volte la quantità di ossidi di zolfo dell'intero parco circolante europeo, formato da 260 milioni di auto: 47 contro 260.000.000, emissioni 10x: roba da svenire. Eppure, sempre e solo l'auto viene sottoposta a queste "cure" legislative
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  • Senza eliminare il metano o altri combustibili per il riscaldamento è matematicamente impossibile. E ovviamente l'elettricità che potrebbe sostituirli deve essere di origine nucleare, altrimenti si sposta solo il problema. Sono curioso di vedere quindi le iniziative in questo senso. In Italia abbiamo la più grande rete europea per il gas naturale e abbiamo bocciato in due referendum il nucleare. Non c'è molto margine d'azione.
  • Mi piacerebbe sapere cosa indendono fare per gli aerei e le navi...
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  • questa europa ha ridotto anche il potere di acquisto in 30 anni... complimenti....