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Enel X
Con l’algoritmo e-MES si calcolano i benefici ambientali della mobilità elettrica

Enel X
Con l’algoritmo e-MES si calcolano i benefici ambientali della mobilità elettrica
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Quanta anidride carbonica è possibile risparmiare viaggiando in elettrico? A questa domanda è in grado di dare una risposta l’e-Mobility Emission Saving (e-MES) tool, un algoritmo sviluppato dai tecnici di Enel X e ora implementato con i livelli di riduzione del particolato e degli ossidi di azoto. 

Il calcolo. La base di partenza sono ovviamente i kWh, ossia la quantità di energia erogata attraverso i servizi di ricarica: un dato da rapportare ai chilometri percorsi, calcolati sulla base di uno studio del Politecnico di Milano sul consumo medio dei veicoli elettrici circolanti, da raffrontare con la media delle emissioni dei mezzi a motore termico del parco italiano (a sua volta quantificata ogni anno dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Ed è qui che entra in gioco il tool di Enel X, utile per determinare quanta anidride carbonica si risparmia viaggiando con un’auto elettrica. Alla CO2 che verrebbe emessa da un veicolo tradizionale per coprire la stessa percorrenza viene, quindi, sottratta quella necessaria per muovere i veicoli a batteria.

Le fonti primarie. “A livello tank-to-wheel il veicolo elettrico è a zero emissioni, però è anche vero che nella produzione di energia elettrica possono esserci delle fonti non rinnovabili”, ci spiega Massimo Agostinelli, e-mobility manager di Enel X. “Le nostre colonnine pubbliche di ricarica sfruttano energia certificata proveniente da fonti green, ma ci sono anche infrastrutture di cui non siamo i titolari dell’allaccio: in tal caso, non possiamo certificare che quest’ultima provenga da rinnovabili. Per questo, abbiamo deciso di utilizzare come parametro il mix energetico nazionale”, ovvero la composizione media in termini di fonti energetiche primarie, rinnovabili e non, dell’elettricità venduta nel nostro Paese. Così, sottraendo l’anidride carbonica emessa per produrre l’energia a quella dei veicoli a motore termico, si ottiene il valore netto della CO2 evitata all’ambiente utilizzando veicoli a zero emissioni. Un ulteriore dato, con tanto di suggestione: dividendo tale valore per 18 kg, corrispondenti alla quantità media di CO2 assorbita da un arbusto in un anno, emerge l’equivalente di una piccola foresta verde, idealmente “realizzata” dall’automobilista che viaggia a trazione elettrica. Gli utenti della stessa Enel X, per esempio, hanno finora risparmiato più di 13,6 milioni di kg di anidride carbonica, pari a oltre 757 mila alberi, come si apprende dal “contatore” virtuale visibile nella home page dell’azienda.

L’evoluzione. Il tool e-MES aggiornato, la cui validità è stata peraltro certificata dall’ente Rina, dà la possibilità di quantificare anche gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato (PMx) risparmiati utilizzando auto a batteria. L’esigenza di allargare il perimetro di calcolo dell’algoritmo nasce a seguito della collaborazione con l’azienda farmaceutica Novartis, che proprio con Enel X ha presentato nei giorni passati un nuovo studio sul rapporto tra l’inquinamento e l’impatto sulla salute dei cittadini, sottolineando l’incidenza negativa degli elementi richiamati. Infine, vale la pena di ricordare che sulle emissioni di un veicolo non incide solo il motore: “Le particelle vengono prodotte pure dallo sfregamento delle pastiglie dei freni, peraltro risparmiato in parte dai veicoli elettrici, che usano la funzione rigenerativa del motore anche per rallentare”, osserva Agostinelli.

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