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Auto elettriche
Cariche (all’80%) in mezz’ora o poco più - FOTO GALLERY

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Cariche (all’80%) in mezz’ora o poco più - FOTO GALLERY
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Tempo di ricarica, capillarità delle colonnine e autonomia sono i tre aspetti che frenano la diffusione delle auto elettriche. La preoccupazione per l’autonomia, a dire il vero, è una conseguenza dei primi due aspetti – risolte le loro problematicità, si viaggerà senza l’ansia della percorrenza residua –, mentre della diffusione delle colonnine abbiamo parlato più volte: i charging point con potenze fino a 22 kW rappresentano la maggioranza, ma iniziano a diffondersi quelli a corrente continua, che abbattono i tempi di ricarica. E, proprio sfruttando le infrastrutture più veloci, le auto elettriche più recenti promettono tempi di ricarica molto rapidi: non siamo ancora ai pochi minuti necessari per un pieno di carburante, ma diverse vetture sono già in grado di recuperare l’80% della propria autonomia nel tempo di una breve sosta per un pasto veloce.     

Meglio non caricare. Perché proprio l’80%? Come avviene per le batterie dei moderni smartphone, è la percentuale di carica che meglio preserva gli accumulatori nel tempo. Un livello troppo elevato, infatti, rappresenta uno stress per questi ultimi, che potrebbero degradarsi più rapidamente. Non a caso, la capacità effettiva degli accumulatori è inferiore a quella nominale, per via di un buffer che salvaguarda questo componente fondamentale da un deperimento più veloce, come abbiamo già ricordato parlandovi delle elettriche con le batterie più capienti.

La rassegna. Suddivisi per marchi, abbiamo raccolto per l’occasione i modelli capaci di recuperare più in fretta l’80% dell’autonomia, in tempi (dichiarati) dai 18 ai 40 minuti. Questo, ovviamente, sfruttando le colonnine compatibili a corrente continua più veloci, che in futuro saranno fondamentali per i viaggi lunghi. Non a caso, Autostrade per l’Italia, con le colonnine ultrafast dell'area di servizio Secchia Ovest, ha appena dato il via a un piano che prevede l’installazione di 67 stazioni di questo tipo lungo le arterie sotto la sua gestione. Del resto, il decreto Semplificazioni del 2020 ha stabilito che tutte le aree di servizio autostradali e dei principali percorsi extraurbani dovranno dotarsi di almeno un punto di ricarica: il recente Piano nazionale di ripresa e resilienza, necessario per accedere agli oltre 200 miliardi del Recovery Fund, prevede infatti l’installazione di ben 21.355 charging point veloci e ultraveloci.

COMMENTI

  • Con la gente che "freme" se davanti al self service c'è un imbranato che indugia nel digitare importo o arriva con il bocchettone dalla parte opposta della colonnina con la pistola che arriva con difficoltà...e qui si parla di mezz'ora:sempre che non ci sia un'altra vettura in carica? Mah.....!
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  • Una domanda da ignorante: caricare le batterie sistematicamente con un sistema veloce, Fast, Supercharger o che dir si voglia, incide sulla vita utile degli accumulatori? Una ricarica normale fatta con la presa da 220v nel proprio box fa degradare meno le batterie?
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  • Mamma mia, stiamo tornando al periodo che dovevi fermarti per dar da mangiare e da bere al cavallo... e pure tra l'entusiasmo di tante persone!!!
  • Non avete messo l’Opel Corsa-e! Anche lei riesce a ricaricare fino all’80% in circa 40 minuti, grazie al caricatore da 100 kW! Testato alla nuova stazione enel x ultrafast di Corso Francia a Roma (colonnine da 350 kW). Per risolvere il problema del costo ci sono gli abbonamenti. Io pago 31 centesimi a kWh qualsiasi velocità di ricarica, e si può fare di meglio.
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  • Resta il problema del costo: se non erro, fino a 0,77 euro/kwh ed in autostrada, senza esagerare con la velocità, si fanno 4-5 km con un kwh
  • In viaggio la ricarica tipica è da 15-30% fino a 70-80% a seconda dei casi. Io su Model 3 LR da 38 a 70% in DC con caricatore DC da 150Kw impiego 12-15min: per me è già veloce così..
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