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Al via il progetto Atlante per le reti di ricarica rapida

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Al via il progetto Atlante per le reti di ricarica rapida
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Free2Move eSolutions e l’azienda energetica Nhoa (ex Engie Eps) hanno lanciato ufficialmente Atlante, un progetto per lo sviluppo della prima rete di ricarica rapida per veicoli elettrici caratterizzata dall’integrazione di sistemi Vehicle-to-grid e di stoccaggio di energia, e alimentata esclusivamente da fonti rinnovabili. L’infrastruttura sarà sviluppata inizialmente in alcuni Paesi dell’Europa meridionale (Italia, Francia, Spagna e Portogallo) e sarà dedicata ai clienti del gruppo euro-americano ma, al contempo, sarà anche aperta ad altri utenti. 

Gli obiettivi. Il progetto, anticipato pochi giorni fa dall’ad del gruppo Stellantis, Carlos Tavares, e da leggere nel contesto del pacchetto Fit for 55 presentato recentemente dalla Commissione europa (che prevede l’installazione di punti di ricarica ogni 60 chilometri e di stazioni di rifornimento di idrogeno ogni 150 chilometri), vedrà Nhoa sviluppare e investire nella rete Atlante come proprietario e operatore, mentre Free2Move eSolutions (joint venture paritetica tra il gruppo Stellantis e la stessa Nhoa) fornirà tecnologie "chiavi in ​​mano". Alla base dell’iniziativa vi sono una serie di proiezioni sull’espansione del mercato in Italia, Francia, Spagna e Portogallo: circa il 90% della rete di ricarica rapida previsto per il 2030 deve ancora essere costruito e sviluppato; la penetrazione dei veicoli elettrici a batteria e ibridi plug-in si stima crescerà di 26 volte, arrivando a 13 milioni di veicoli a emissioni zero entro il 2030 (3 milioni entro il 2025); la domanda di ricarica rapida "on-the-go" dovrebbe aumentare di 46 volte, per raggiungere i 9 TWh entro il 2030 (fino a 1,9 TWh entro il 2025). In tale contesto, il progetto Atlante punta a sviluppare, entro il 2025, stazioni di ricarica in oltre 1.500 siti, con circa 5.000 Fastcharger. Per il 2030 sono previste 9 mila stazioni, con oltre 35 mila colonnine "fast". L’obiettivo ultimo è raggiungere una quota del 15% del mercato della ricarica rapida "on-the-go". 

Le peculiarità della rete. La rete avrà specifiche caratteristiche tecnologiche: per consentire una ricarica in un massimo di 30 minuti, la potenza arriverà a 200 kW. Le stazioni di ricarica saranno anche dotate di tettoie per rendere più confortevole il parcheggio degli utenti, saranno integrate da sistemi di accumulo e pannelli solari e saranno localizzate in determinati punti strategici: lungo le autostrade o in prossimità dell’ingresso e dell'uscita autostradale ogni 100-150 km, con velocità di ricarica specifica per i viaggi a lunga percorrenza; nelle aree urbane o presso i concessionari, con velocità specifiche per le brevi percorrenze; in località esclusive e in aree aree urbane densamente popolate. 

Le fasi del progetto. Il progetto Atlante prevede, tra il 2021 e il 2030, investimenti per una cifra compresa tra i 100 e i 140 mila euro per ogni Fastcharger integrato con sistemi di accumulo e pannelli solari, che saranno sostenuti da un veicolo ad hoc, denominato “AtlanteCo” e di proprietà al 100% di Nhoa. Sarà quest’ultima a fornire le risorse finanziarie, anche tramite il sostegno del nuovo azionista: il gruppo taiwanese Tcc. Nhoa può contare già su un sostegno di 50 milioni di euro, sta trattando un ulteriore prestito da 60 milioni di euro e ha intenzione di varare un aumento di capitale da 130 milioni di euro. AtlanteCo prevede di avviare il progetto in Italia e Francia nel 2022, con 100 fastcharger installati in 50 località, per poi passare l’anno dopo in Spagna e Portogallo. 

COMMENTI

  • L'idea è ottima, le intenzioni pure... ma i tempi non ci siamo. Capisco che attualmente Stellantis ha poca offerta di veicoli elettrici, ma da qui a pochissimi anni dovrebbe aver già diffuso la tecnologia della 500E, della E208 e del resto dei veicoli elettrici a molti più automezzi... Non ha senso continuare con la strada "prima le auto, poi le colonnine"... Tesla purtroppo ha fatto capire che funziona il contrario... Infatti la sua rete Supercharger è la più capillare al Mondo... nonostante all'inizio vendeva solo poche auto costose. Anche Stellantis deve intraprendere la scelta corretta, altrimenti resterà ultima.
  • Stellantis contro tutti!
  • Come si fa a definire capillare una rete che prevede colonnine ogni 100 / 150 km?? Il 70'% della popolazione non ha un box. Ci dev'essere una colonnina per ogni parcheggio / posto auto in ogni strada se no la macchinina elettrica è destinata ad essere quello che è. Oggetto che va bene solo per le apericene. Dovrebbero specificare anche il costo per kw/h alla colonnina perchè se si dovesse avvicinare a 1 euro (e adesso siamo già in zono 60/70 cents per la ricarica veloce / veloce molto ma molto per dire) la mobilità diventera' estremamente costosa visto che con 1 kw/h a 130 non ci fai più di 4 km ad andare benissimo. IL TDI continua e continuerà ad essere la migliore tecnologia possibile per la maggior parte degli utenti.
  • non mi è chiaro tutta sta potenza da dove la generano, di certo non da pannelli solari vicino alle stazioni di ricarica
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  • Tutto bene. ma l'elettrificazione di massa deve passare per la diffusione in tutte le vie cittadine o comunque nelle aree residenziali di colonnine di bassa potenza - poco costose - in cui fare le ricariche notturne. dopo 2 anni di uso di auto elettrica anche per lunghi viaggi ho constatato che solo il 15% delle ricariche ho effettuato in postazioni pubbliche veloci. Il grosso si da di notte. La ricarica efficiente sfrutta i tempi morti dell'utilizzo dell'auto.
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