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Colonnine obbligatorie nelle stazioni, i benzinai battono il Comune al Tar

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Colonnine obbligatorie nelle stazioni, i benzinai battono il Comune al Tar
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Volendo utilizzare termini calcistici, si potrebbe sintetizzare la questione con un laconico “benzinai 1-Comune di Milano 0”. In realtà, l’argomento è molto più serio di una sola e semplice partita di pallone perché riguarda il famoso e controverso Piano Aria e Clima del capoluogo meneghino. In sostanza, il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, accogliendo un ricorso presentato da Assopetroli-Assoenergia e Grandi Reti, ha bocciato l’obbligo previsto dal nuovo Regolamento sulla qualità dell’aria (uno degli strumenti normativi inseriti nel Piano) di installazione di colonnine di ricarica elettrica su tutti gli impianti di distribuzione carburanti del territorio comunale.

Oneri eccessivi. Le due associazioni di rappresentanza del mondo petrolifero e in particolare della filiera della distribuzione hanno ovviamente espresso soddisfazione per la decisione del Tar di Milano, sottolineando la mancanza di dialogo con le istituzioni locali e diverse problematiche, a partire da quella che ha recentemente spinto il governo britannico al dietrofront sull’obbligo di colonnine nei grandi parcheggi aperti al pubblico. Infatti, per Assopetroli-Assoenergia e Grandi Reti, il provvedimento adottato dal consiglio comunale milanese il 19 novembre 2020 e “non preventivamente condiviso con gli operatori del settore, non teneva conto di diverse criticità: l’onere economico a carico delle aziende, l’ancora scarsissima redditività del servizio di ricarica e il problematico ritorno dell’investimento”. Inoltre, le due associazioni pongono l’accento sull’assenza di un parco circolante “che giustifichi un onere indifferenziato sull’intera categoria” e attaccano un ulteriore obbligo imposto ai benzinai, ovvero “l’individuazione di un luogo alternativo per l’installazione dei punti di ricarica” in mancanza di spazi sufficienti presso il punto vendita.

Provvedimento “irragionevole”. Nello specifico il tribunale, condividendo le obiezioni presentate dall’associazione, ha ritenuto “irragionevole far gravare sugli esercenti il costo, economico e sociale, della transizione all’elettrico”, senza operare alcuna distinzione e senza una preventiva valutazione della domanda. La partita non è ancora finita, visto che il Comune di Milano può appellarsi contro la sentenza del Tar proponendo un ricorso davanti al Consiglio di Stato: tuttavia, la questione va al di là delle semplici diatribe giudiziarie e coinvolge l’approccio a una transizione energetica che non può, evidentemente, essere imposta dall’alto, come ha spesso sostenuto l’ad di Stellantis, Carlos Tavares, ma deve essere il frutto di una continua dialettica tra tutte le parti in causa. Ed è, infatti, questa la conclusione di Assopetroli-Assoenergia e Grandi Reti, che, "in rappresentanza di una filiera protagonista della transizione energetica, auspicano la ripresa di un dialogo costruttivo tra l’amministrazione e gli attori industriali, per definire in maniera condivisa la strategia più efficace al raggiungimento degli obiettivi di mobilità sostenibile". 

COMMENTI

  • Sinceramente non capisco l’utilità delle colonnine nelle stazioni di servizio , a parte in autostrada , le colonnine vanno posizionate dove l’auto sta ferma per tutto il tempo di carica , vedi parcheggi pubblici ,supermercati , centri commerciali, autosilo , ecc Che mi serve andare dal benzinaio .
  • In questo caso hanno ragione i benzinai, diminuiscono le entrate a causa dello sviluppo dell'elettrico, e secondo il governo dovrebbero installare delle colonnine nei loro impianti, fessi si, scemi no
  • STo dalla parte dei "benzinai" da tecnico non credo nella "demagogia" dell'elettrico. Basta considerare il ciclo completo produzione, uso, smaltimento per capire che il livello di inquinamento globale è maggiore. Ci ho fatto fare alcune tesi di laurea quando mi occupavo di ricerca applicata. Inoltre occorrerebbe rifare non solo le stazioni di servizio ma l'intera rete elettrica a bassa tensione nelle città in quanto il carico elettrico sarebbe eccessivo, con ulteriori costi ed inquinamenti.
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  • Vedo il solito branco di bassottini elettrici scodinzolanti che si prodiga nella teoria del complotto, dei poteri forti e la soilta barcata di sciocchezze incurante di cose così banali come l'ovvietà, il buon senso e l'effettività delle cose. Nulla di nuovo sotto il sole. Come l'incompetenza dell'amministrazione meneghina nel fare..... praticamente qualsiasi cosa.
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  • Non è la prima volta che il TAR da ragione a chi sta proteggendo i propri interessi economici. Aggiungo che, mai come in questo caso, l'interesse economico di lungo periodo è nettamente dalla parte dell'incentivazione alla mobilità elettrica, basti pensare ai soldi risparmiati dal SSN per l'inevitabile calo delle malattie respiratorie dovute alla maggior circolazione dei veicoli elettrici nelle città (questo al netto di come l'energia elettrica erogata per le automobili sia stata prodotta, che è un problema più ampio e globale). Evidentemente il TAR necessità di un bel paio di occhiali da miopia.
  • Basta informarsi per sapere a quanti miliardi di euro ammontano i finanziamenti pubblici ai produttori di combustibili fossili. Invece di buttarli li, basterebbe ridirigerli sulle infrastrutture per l’elettrico.
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  • Concordo sia con Gallerani che con Bani. Non concorderei invece con investimenti diretti del Comune in questo campo perché le inevitabili perdite economiche le pagherebbero i cittadini.
  • In una economia di mercato, se la tecnologia elettrica da vantaggi, come tutte le nuove tecnologie, si impone da sola. Se i distributori di benzina sono nati negli anni è perchè conveniva aprirli per la domanda che genera guadagni. Quando le novità vengono imposte, vuol dire che non sono convenienti per i consumatori, se mai lo sono per i pochi produttori cinesi di batterie, che si impongono facendo pagare i loro guadagni con e tasse dei cittadini.
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  • Che si vuole condividere?Assopetroli vuole vendere Petrolio. Dell'inquinamento non gliene importa nulla.
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