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Osegowitsch (Volkswagen)
"La rete di ricarica deve crescere in tutta Italia"

Osegowitsch (Volkswagen)
"La rete di ricarica deve crescere in tutta Italia"
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Qual è lo stato della rete di ricarica delle auto elettriche nel nostro Paese? E come si pone rispetto a questo tema un grande costruttore come il gruppo Volkswagen che ha destinato ingenti risorse ai nuovi modelli a batteria? Ecco le opinioni di Marcus Osegowitsch, amministratore delegato del Volkswagen Group Italia.

Qual è la vostra opinione sullo stato attuale dello sviluppo della rete di ricarica in Italia, con particolare riferimento alle colonnine installate su suolo pubblico?
Penso che la rete di ricarica ad uso pubblico debba crescere in tutta Italia. Attualmente la distribuzione è molto sbilanciata, con l'80% dei punti di ricarica nel Nord/Centro e il 20% al Sud. Inoltre, le colonnine sono concentrate principalmente nelle aree urbane, quando invece è necessario aumentare la loro presenza lungo le tratte extra-urbane e autostradali. Senza dimenticare la ricarica privata e quella aziendale, che hanno bisogno di essere sviluppate in modo massiccio, dato che il 70% delle ricariche sarà effettuato ogni volta che l'auto non è utilizzata, per esempio a casa o al lavoro.

Ritenete che l’attuale prevalenza di colonnine con bassa potenza di ricarica (il 18% del totale è a 3,7 kW, il 73% tra 7 e 22 kW) sia adeguate alle esigenze della nuova generazione di auto a batteria?
Non è assolutamente adeguata per raggiungere gli obiettivi fissati a livello nazionale: entro il 2030 ci saranno circa sei milioni di Bev circolanti in Italia (fonte: Pniec) e, pertanto, sarà necessaria una infrastruttura appropriata, stimata in circa 110.000 punti di ricarica, di cui almeno un 35-40% fast e ultrafast.

Che cosa frena, a vostro parare, la diffusione delle colonnine con potenza di ricarica da 50 kW in su?
Non vediamo particolari problemi per la diffusione di questa tipologia di ricarica. Tanto è vero che il Gruppo Volkswagen ha recentemente annunciato una joint venture con Enel X per l’installazione di 3.000 punti Hpc (High power charging) su tutto il territorio italiano.  Certo è, però ,che la semplificazione della burocrazia, in particolare per procedure e permessi, ne aiuterebbe parecchio l’espansione.

C’è il rischio che l’attuale rete di ricarica diventi obsoleta a fronte della diffusione delle auto elettriche di nuova generazione?
A nostro parere, non c'è alcun rischio. Bisogna tenere presente che la customer experience dei guidatori di Bev comprende diverse situazioni e tempi di ricarica, che corrispondono a differenti esigenze di potenza. Gran parte delle ricariche sarà effettuata durante le soste prolungate e la bassa potenza è funzionale per le batterie.

COMMENTI

  • Con la velocità di realizzazione delle infrastrutture in Italia, campa cavallo...
  • Se tanto mi da tanto le colonnine le faranno tarocche e pagate da pantalone.
  • Molto carine le risposte di Marcus Osegowitsch, amministratore delegato del Volkswagen Group Italia. Basta che non facciano come con la rete Ionity in Germania. Messe in punti strategici per loro e poi basta... appena sono terminati i soldi dall Europa. Senza parlare della presenza in Italia, penosa.