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Tesla Supercharger
Colonnine aperte a tutte le elettriche anche in Francia e Norvegia

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Colonnine aperte a tutte le elettriche anche in Francia e Norvegia
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La Tesla ha esteso alla Francia e alla Norvegia il programma-pilota che apre la rete dei Supercharger ai veicoli elettrici della concorrenza. Il progetto, voluto dall’amministratore delegato Elon Musk, è partito lo scorso autunno in Olanda con in 10 stazioni e ora, grazie all’espansione negli altri due Paesi europei, raggiunge un totale di oltre 40 siti per la ricarica. 

I dettagli. La Tesla, che in tutto il mondo può contare su oltre 30 mila Supercharger, ha da tempo intensificato le sue iniziative per rendere disponibile a terzi la propria infrastruttura di ricarica. L’obiettivo del programma-pilota è di valutare l’esperienza degli utenti, l’andamento del traffico e le problematiche di rifornimento energetico per garantire una lenta e graduale espansione delle stazioni "aperte". In tal senso, sono diverse le condizioni imposte per accedere al servizio di ricarica. Per esempio, i Supercharger a libero accesso possono essere utilizzati solo da proprietari di veicoli elettrici non-Tesla residenti in Olanda, Francia, Norvegia, Germania e Belgio. Per accedere al servizio basta registrarsi sull’app Tesla e disporre di un cavo di connessione CCS, ma le tariffe sono ovviamente diverse da quelle dei clienti della Casa californiana: per gli altri automobilisti è previsto un sovrapprezzo legato agli investimenti necessari per garantire la ricarica di una più ampia gamma di veicoli. In ogni caso, è prevista la possibilità di abbonarsi e ottenere tariffe agevolate.  

Nuove promesse sulla guida automatizzata. Ulteriori sviluppi riguardano poi la questione della guida automatizzata, e in particolare l’implementazione del sistema Full-Self Driving (FSD), attualmente in fase di sperimentazione negli Stati Uniti grazie a 60 mila clienti. Il sistema è caratterizzato da funzioni evolute rispetto all’attuale Autopilot. Di recente, l’amministratore delegato Elon Musk ha ammesso che “rimarrebbe sconcertato” qualora la Tesla non fosse in grado di raggiungere il massimo livello di guida assistita già quest’anno. Musk non è comunque nuovo a promesse del genere: già nel 2018 fissò un obiettivo analogo per il 2019. L’imprenditore ha inoltre ribadito come la guida autonoma completa “sia più sicura” delle capacità dell’uomo, ma finora le promesse non sono state mantenute e i sistemi tecnologici della sua azienda sono diventati oggetto di numerose inchieste in seguito a incidenti o comportamenti sopra le righe dei conducenti.

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