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Transizione ecologica
Dalla progettazione al riciclo: l’Europarlamento approva il nuovo regolamento sulle batterie

Transizione ecologica
Dalla progettazione al riciclo: l’Europarlamento approva il nuovo regolamento sulle batterie
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Decisivo passo in avanti verso l'adozione di un nuovo regolamento europeo sulle batterie che sostituirà la direttiva del 2006, non più adeguata al mercato, all’evoluzione tecnologica e industriale e, soprattutto, ai nuovi obiettivi ambientali dell'Unione, il cosiddetto Green Deal. Con 584 sì, 67 no e 40 astenuti, il 10 marzo 2022 il parlamento di Strasburgo ha approvato, con modifiche, il testo-base predisposto dalla Commissione europea a dicembre 2020. Il provvedimento passerà adesso al cosiddetto trilogo, cioè il negoziato informale tra commissione, parlamento e Consiglio europeo che preluderà all'adozione formale del regolamento da parte di quest'ultimo. A quel punto, ma occorreranno ancora diversi mesi, le nuove norme entreranno automaticamente in vigore in tutta l'Ue, senza bisogno di formali recepimenti nelle legislazioni nazionali.

Dalla progettazione al riciclo delle materie prime. Ma che cosa prevede il nuovo testo? La premessa è che le batterie costituiscono una tecnologia-chiave per la transizione energetica e che sono fondamentali per la mobilità e per l'accumulo delle fonti rinnovabili. Dunque, per rendere la transizione sostenibile, in linea con gli obiettivi del Green Deal, le istituzioni comunitarie hanno deciso di disciplinare l’intero ciclo di questi prodotti in un’ottica di economia circolare, quindi dalla progettazione al loro fine vita, ossia il loro riciclo e il successivo riutilizzo delle materie prime recuperate in nuovi prodotti. Un approccio "olistico", com’è stato definito a Strasburgo durante la discussione in assemblea, che oltre a rendere sostenibile la transizione, dovrà aiutare l'Europa a ridurre progressivamente la dipendenza dai Paesi - tra cui Russia e Cina - esportatori delle materie prime necessarie alla produzione di accumulatori, cioè cobalto, litio, nichel e manganese.

Impennata dei rifiuti contenenti litio. A indurre l'Europa ad accelerare sono i numeri della transizione. Si stima che il totale delle batterie industriali (incluse quelle per e-bike e veicoli elettrici) possa passare dalle attuali 0,7 milioni di tonnellate a quasi 4,4 milioni di tonnellate nel 2035. Tra queste, il ruolo preponderante sarà ricoperto dagli accumulatori per veicoli elettrici, che dovrebbero rappresentare circa l'87% del mercato. Il maggior ricorso alle batterie comporterà inevitabilmente una maggior quantità di rifiuti: si prevede che il numero di prodotti al litio pronti per essere riciclati aumenterà di 700 volte tra il 2020 e il 2040.

Bonafè: autonomia strategica e opportunità industriale. Dunque, come ha sottolineato la relatrice del provvedimento, Simona Bonafè (Socialists and Democrats), prima del voto, “per riuscire a rimanere al passo con i nostri competitor globali, garantendo un'autonomia strategica nell'approvvigionamento e sfruttando le potenzialità di queste nuove tecnologie, si dovranno mettere in campo politiche di industrializzazione che utilizzino i principi della circolarità come leva principale di sviluppo sostenibile”. A proposito di quest'ultimo aspetto, Bonafè ha sottolineato che, in linea con la direttiva attualmente in vigore, il nuovo regolamento dovrà continuare a porsi come obiettivo l’elevata tutela della salute umana e dell'ambiente, standard che dovranno diventare un “benchmark per l'intero mercato globale delle batterie e che dovranno essere applicati a ogni tipologia commercializzata nel mercato europeo, incluse quelle importate da paesi extra Ue”.

Nuove classificazioni e nuovi obblighi. Ma vediamo nel dettaglio alcuni aspetti del provvedimento. In primo luogo si interviene sulle definizioni per rendere maggiormente chiaro il quadro normativo. Per esempio, si inseriscono una nuova definizione per le batterie dei "mezzi di trasporto leggeri", i cosiddetti Lmt come monopattini elettrici e biciclette a pedalata assistita, e criteri che chiariscano l’impronta di carbonio. Entro il 2024, le batterie degli apparecchi portatili come gli smartphone e degli Lmt dovranno essere progettate in modo che i consumatori e gli operatori indipendenti possano rimuoverle facilmente e in sicurezza. Vengono fissati i livelli minimi di cobalto, piombo, litio e nichel che dovranno essere recuperati dai rifiuti (con la sola esclusione di quelli "portatili di uso generale") e riutilizzati per nuovi accumulatori e obiettivi di raccolta più rigorosi per quelli di apparecchi portatili. Si inseriscono misure obbligatorie sulla sostenibilità sociale, dunque non solo ambientale, dell'intera catena di approvvigionamento delle batterie (in pratica, l’industria dovrà garantire che la catena produttiva rispetti pienamente i diritti umani); si prevedono misure supplementari sulla gestione dei rifiuti rispetto alla direttiva quadro cui, comunque, gli accumulatori dovranno continuare a sottostare; per la prima volta vengono inserite, in una legislazione europea, le operazioni di rifabbricazione e cambio di destinazione; si identificano in maniera più chiara le responsabilità dei diversi operatori coinvolti. Infine, per consentire alla legislazione di adattarsi all'evoluzione tecnologica in maniera più veloce rispetto alle farraginose procedure legislative europee, si integrerà il regolamento, in alcuni punti particolarmente “coinvolti” nell’evoluzione tecnologica, con atti delegati. Ovviamente, per modificare gli elementi essenziali degli articoli sarà sempre necessario ricorrere alla procedura ordinaria. "Avere regole certe, per esempio sulla possibilità di utilizzare una batteria da veicolo elettrico a fine vita per l'accumulo di energia da rinnovabili, potrà aiutare a sviluppare distretti economici basati sulla simbiosi industriale, creare nuovi modelli di business e posti di lavoro", ha concluso Bonafè.

COMMENTI

  • Visti i tempi credo che sarebbe meglio evitare queste cosuccie e capire come scaldare a carbone le nostre case e far girare le aziende
  • La cosa francamente non mi interessa, a comprare un'auto elettrica non ci penso proprio, devo poter fare roma milano senza perdere tempo a fare la ricarica delle batterie. Poi da quello che si legge sono le solite norme burocratiche europee, ma nulla di serio e fattivo solo burocrazia
  • Il passaggio più importante: “…in pratica, l’industria dovrà garantire che la catena produttiva rispetti pienamente i diritti umani”. È importante perché oggi l’industria estrattiva delle terre rare schiavizza intere popolazioni dei paesi più poveri ma dotati di quelle preziose risorse.