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Le colonnine aumentano, ma con lentezza

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Le colonnine aumentano, ma con lentezza
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Secondo l’aggiornamento trimestrale di Motus-E, l’associazione degli operatori del settore della mobilità elettrica, al 31 marzo i punti di ricarica installati in Italia sfiorano quota 28 mila, cioè meno di 2 mila in più rispetto a quelli registrati alla fine del 2021. La crescita percentuale rispetto al trimestre precedente è pari al 7, mentre l’incremento anno su anno arriva al 34%. Considerata la limitata presenza di colonnine lungo le autostrade, questi numeri sono sufficientemente rappresentativi della situazione nei centri urbani.

Mancano i collegamenti. Va sottolineato, tuttavia, che il 12% circa delle infrastrutture installate continua a risultare non ancora utilizzabile dagli automobilisti, in quanto non collegate alla rete elettrica a causa di ritardi da parte del distributore di energia e per altre “motivazioni autorizzative”. Peccato anche che il 93% dei punti di ricarica esistenti sia del tipo a corrente alternata, cioè lenti, mentre soltanto il 7% è del tipo fast. Il 16% delle nuove installazioni, però, è veloce o ultraveloce, rispetto alla percentuale media del 5% degli anni precedenti. E questa è una buona notizia.

Virtuoso Piemonte.  La Lombardia, dove in tre mesi sono stati aggiunti soltanto 50 punti di ricarica, ospita comunque da sola il 16% del totale delle colonnine del Paese, un dato che rispecchia quasi perfettamente il peso della regione sull’immatricolato nazionale di auto (il 15,7%). Per quanto riguarda le vendite di elettriche pure, con il 19% la Lombardia è seconda in Italia, superata soltanto dal Trentino-Alto Adige, notoriamente piazza di registrazione preferita dai noleggiatori di tutto il Paese. Seguendo questo criterio (rapporto tra colonnine e vetture registrate), il più virtuoso risulta il Piemonte con il 10% delle colonnine rispetto al 7,3% del parco complessivo. Con la stessa percentuale segue il Lazio, che però ospita il 9,6% delle vetture con targa italiana.

Più della metà al Nord. Non è cambiata molto, rispetto ai dati del 2021, nemmeno la ripartizione per macroaree, con il Nord Italia che continua a ospitare il 57% delle colonnine (con il Veneto e l’Emilia-Romagna che confermano il 9%), il Centro inchiodato al 23% (con la Toscana che da sola pesa per l’8%) e il Sud e le isole che non migliorano il 20% precedente.

COMMENTI

  • Mancano chi produce corrente, i collegamenti si fanno in un attimo.
  • L'assenza delle colonnine in autostrada è perfino imbarazzante - Assurdo...