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Emissioni CO2
Ai minimi storici le medie delle flotte: ecco i dati marca per marca

Emissioni CO2
Ai minimi storici le medie delle flotte: ecco i dati marca per marca
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L’anno scorso, l’industria automobilistica ha assistito a un deciso calo delle emissioni di anidride carbonica, anche in seguito all’introduzione delle procedure di verifica Wltp. Secondo le elaborazioni di Jato Dynamics sui dati di 17 mercati europei, la media ponderata dei veicoli di nuova immatricolazione è scesa dai 117,7 g/km del 2020 a 99 g/km, per un calo del 16%: una flessione ancora più consistente rispetto al -12% registrato tra il 2020 e il 2019 con gli standard Nedc. "La riduzione - spiegano gli analisti - è il risultato dello sforzo congiunto dei costruttori per migliorare il loro mix di vendita (più auto a basse emissioni e Suv meno inquinanti) e del calo generale delle vendite a causa della pandemia".

Le performance nazionali. La società di ricerche fornisce un quadro anche delle performance raggiunte dalle varie nazioni europee. La Norvegia ha mantenuto la leadership continentale, con appena 16,9 g/km di CO2 e un calo del 49%: i generosi incentivi per le auto alla spina hanno portato all’85% la quota dei veicoli ricaricabili immessi sul mercato, a fronte di poco più del 19% europeo. Tutti i Paesi hanno comunque registrato dei miglioramenti nonostante alcuni siano penalizzati dalla bassa penetrazione di Bev e Phev e dalla limitata disponibilità di infrastrutture di ricarica: in Slovenia, Croazia e Grecia, per esempio, le elettriche non superano il 3,3% del mercato e le Phev il 7%. Cali consistenti emergono anche in Finlandia (-32%), Svezia (-27%), Danimarca (-26%) e Germania (-20%). Tra gli altri grandi Paesi, il Regno Unito assiste a una contrazione del 15%, la Francia del 13% e l’Italia del 9%, mentre la Spagna vede una flessione dell’8%.

Primato Tesla. Quanto alle diverse marche, è ovviamente la Tesla a conquistare un primato assoluto, con le zero emissioni allo scarico dell'intera gamma. Al secondo posto della classifica si conferma la Renault, scesa da 98 a 86,7 g/km, mentre al terzo c'è la Hyundai (da 107 a 89,8). Seguono la Mini (da 112,6 a 90,1), la Kia (da 108 a 91,9) e la Fiat, capace di salire dal nono a sesto posto grazie a una calo delle emissioni da 114,7 a 92,8. Perde due posizioni la Volkswagen, nonostante un calo da 112,6 a 96,3. La top ten si chiude con Peugeot, Skoda e Ford, mentre tra le altri grandi Case europee si piazzano all’undicesimo posto la Mercedes, al quindicesimo la BMW e al diciassettesimo l’Audi. Al sedicesimo troviamo la giapponese Toyota, un tempo in vetta grazie alle sue ibride, mentre gli ultimi due posti sono appannaggio della Porsche e della Land Rover. In termini di percentuali di riduzioni, la classifica cambia. In vetta si piazza la Cupra con un -40%, seguita da Jeep (-23%), Skoda (-22%), MG (-21%), Mini (-20%), Fiat (-19%) e - sorpresa - Ferrari (-18%).La Lancia chiude all’ultimo posto con un +185%, preceduta da Maserati (+8%).

Paradosso Suv. Gran parte delle performance delle singole marche sono ovviamente legate alla composizione della loro offerta, sempre più incentrata su Suv o crossover. A tal proposito Jato Dynamics sottolinea un paradosso. L'anno scorso, le Suv hanno raggiunto il 45% di tutte le immatricolazioni in Europa. Inoltre, 35 degli 85 modelli completamente elettrici disponibili nel Vecchio Continente erano proprio veicoli a ruote alte, ossia il 41% dell'offerta totale, quasi il doppio rispetto al 24% del 2019. “La popolarità delle Suv - spiega Jato - ha avuto un impatto variegato sulle emissioni. Le Suv sono solitamente più grandi e più pesanti di compatte, berline e station wagon e quindi hanno emissioni più elevate, ma hanno visto maggiori progressi nella riduzione delle emissioni rispetto a qualsiasi altro segmento, grazie all'arrivo di un maggior numero di modelli elettrici e ibridi plug-in”. In particolare, le Suv di medie dimensioni hanno raggiunto un valore di 65,4 g/km, il più basso di tutti i 14 segmenti. La seconda miglior performance è stata registrata per le B-Suv, mentre le segmento D hanno fatto registrare emissioni per 75,9 g/km, poco meno delle citycar per effetto della crescente popolarità della Tesla Model 3. In ogni caso, Jato sottolinea una correlazione diretta tra la riduzione delle emissioni e l’aumento di elettriche e ibride: “Nella maggior parte dei casi, i marchi che hanno lanciato e venduto più Bev, Phev e Mhev sono stati in grado di segnare maggiori riduzioni delle emissioni tra il 2020 e il 2021”. Paradossalmente, le “Suv sono state un fattore chiave per questa tendenza”.

COMMENTI

  • Tesla a zero? L'energia elettrica che immagazzina viene prodotta generando CO2.
  • La dirrenza è molto poca, e francamente non mi attira, come non mi attirano i test ncap, quello che mi interessa sono ben altre cose e molto più pratiche costi di acquisti costi di gestione, semplicità, quindi facilità di riparazione e dal meccanico sottocasa.
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