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Ricarica in autostrada, siamo ancora al palo

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Ricarica in autostrada, siamo ancora al palo
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Così non va. Lo dice a chiare lettere Motus-E, l’associazione degli operatori della mobilità elettrica, denunciando ulteriori ritardi nelle procedute per la realizzazione della rete d’infrastrutture di ricarica per le auto elettriche in autostrada. L’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), infatti, con una recente delibera ha recentemente prorogato al 28 ottobre prossimo il termine per la definizione degli schemi dei bandi delle gare alle quali sono tenuti i concessionari autostradali. Il procedimento è iniziato il 27 maggio del 2021, quando l’Art prendeva in carico con un’altra delibera questo compito, indicando per la conclusione del processo il 24 febbraio di quest’anno. Data poi prorogata al 31 maggio e, ora, ulteriormente rinviata a ottobre.

Al rallentatore. Il risultato è che, mentre in altri Paesi europei, la realizzazione della rete di ricarica autostradale procede spedita, da noi le cose avanzano lentamente, con la sola eccezione del piano messo in atto da Free-to-X, società costituita appositamente da Autostrade per l’Italia (che però gestisce soltanto metà della rete italiana a pedaggio). “Questo ennesimo prolungamento dei termini”, ha commentato in una nota Motus-E, “rappresenta anche l’ennesimo freno all’infrastrutturazione del Paese: l’Italia risulta così sempre più isolata e penalizzata rispetto alle nazioni confinanti, nonché meno attraente per gli investitori nazionali e stranieri”. “Abbiamo associati”, ha commentato al proposito a Quattroruote. “i cui quartier generali all’estero si chiedono perché non possano spendere decine di milioni di euro per colonnine ad alta potenza, delle quali si accollerebbero il costo, per la mancanza degli schemi di bando, quando in altri Paesi come la Francia vengono indette gare ogni mese…”. Oltretutto, per alcune concessionarie, la mancanza del provvedimento dell’Art costituisce un valido alibi per non procedere con la realizzazione delle infrastrutture.

La situazione. Secondo la rilevazione più recente di Motus-E, che risale al mese di marzo di quest’anno, i punti di ricarica disponibili lungo le autostrade italiane sono circa 150, dei quali 115 veloci o ultraveloci: con una rete complessiva di 7.318 chilometri, significa 1,6 punti veloci o ultraveloci (gli unici utili in quel contesto) ogni 100 chilometri. Un dato largamente inadeguato, a fronte oltretutto di un totale di 27.857 punti di ricarica installati su suolo pubblico o provato ma accessibile al pubblico rilevati alla stessa data. Rispetto alla fine di marzo, il numero di colonnine di ricarica rapida disponibili in autostrada è comunque aumentato di diverse unità grazie all’attivazione mensile di diversi punti da parte di Free-To-X, il cui piano prevede la realizzazione di 100 infrastrutture nelle aree di servizio della rete Aspi entro il 2023.

COMMENTI

  • Tutti la vogliono, ma pochi se la comprano e, poi, si pentono
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  • Ricarica in autostrada, siamo ancora al palo, recita il titolo, ma scusate in città e sulle statali come siamo messi? E' inutile parlare di vendita di auto elettriche, e a che prezzi, se poi non si possono usare.
  • Sono d'accordo, ma le ionity necessitano di fonte elettriche potenti, come il nucleare. Per esempio, esiste una evoluzione mennekes/60 in arrivo per l'evoluzione del camaleon per camion.
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