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Emissioni lifecycle
L'impronta delle auto finisce sotto accusa: "I dati sono sottostimati"

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L'impronta delle auto finisce sotto accusa: "I dati sono sottostimati"
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Transport & Environment, organizzazione non governativa particolarmente critica nei confronti del settore automobilistico, torna a lanciare dure accuse ai costruttori automobilistici, ritenuti, in alcuni casi, "peggiori dei colossi petroliferi" in termini di impronta di carbonio. In particolare, secondo l’ultimo report dell’associazione ambientalista, le emissioni globali delle Case, calcolate sull'intero ciclo di vita delle automobili, "sono superiori del 50% rispetto a quelle dichiarate": +115% per Hyundai-Kia, +80% per BMW, +69% per Toyota, +62% per Mercedes, +61% per Renault/Nissan/Mitsubishi, +58% per Volkswagen (per Stellantis la variazione è del 149%, ma la stessa T&E la esclude dal confronto con gli altri concorrenti perché pubblica i dati delle emissioni indirette - ossia di Scope 3 - solo per le vendite europee).

Le accuse. "I dati elaborati sono raccolti secondo criteri discutibili che sono finalizzati a determinare numeri più bassi", evidenzia l’associazione, lanciando, quindi, un’accusa ancor più forte. Tra pochi mesi, per i fondi di investimento e le società  finanziarie esposte al settore automobilistico diventerà cruciale basarsi sulle emissioni calcolate sull’intero lifecycle perché, con le nuove normative Ue sulla finanza "verde" in vigore dal 2023, dovranno rendere note le emissioni indirette (proprio quelle Scope 3) nei loro portafogli. "Affinchè gli investimenti verdi siano efficaci, abbiamo bisogno di dati accurati. Le Case automobilistiche - aggiunge il direttore Finanza sostenibile di T&E Luca Bonaccorsi - ingannano gli investitori, sottostimando le emissioni prodotte durante il ciclo di vita delle loro auto, il che smentisce le loro affermazioni ecologiche. Gli investitori se ne renderanno presto conto e dovranno prendere provvedimenti".

Peggio del comparto petrolifero. Un aspetto viene evidenziato nel report. Da un punto di vista di puro investimento finanziario, le Case hanno un’impronta quasi pari a quella dell’industria petrolifera: ai prezzi odierni, 1 milione di euro investito in media nei colossi Exxon Mobil, BP o Shell finanzia circa 5.000 tonnellate di CO2 equivalente e oltre 4.500 nel settore automobilistico. In alcuni casi l'intensità di carbonio è significativamente più alta: quasi 10.000 tonnellate nel caso Renault/Nissan/Mitsubishi e 7.000 tonnellate per Honda. Si tratta, per Bonaccorsi, di "un campanello d'allarme per l'industria finanziaria: i gestori patrimoniali che vogliono evitare il ticchettio di una bomba al carbonio dovranno iniziare ad abbandonare le Case che continuano a vendere auto inquinanti".

 

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