Eventi

Quattroruote Day 2015
Lupi: Basta fare cassa sulla pelle degli automobilisti [video]

Quattroruote Day 2015
Lupi: Basta fare cassa sulla pelle degli automobilisti [video]
Chiudi

Due promesse, l'abolizione del superbollo e il completamento della riforma del Pra, ma anche una sonora bacchettata alle amministrazioni locali che “fanno cassa sulla pelle degli automobilisti”, notificando le multe in ritardo o usando le risorse per scopi diversi da quelli del miglioramento della sicurezza stradale. Sono i punti su cui si è soffermato al Quattroruote Day il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi, intervistato dal direttore Gian Luca Pellegrini.

Stop al superbollo. Lupi ha riconosciuto il flop della supertassa che grava sulle auto più potenti: “L'effetto sul settore è stato evidentemente negativo - ha spiegato il ministro - Non solo le entrate non sono aumentate, ma non sono state nemmeno quelle previste nel bilancio. Il superbollo è un'anomalia che dobbiamo cancellare”. Per ora, vale la promessa.

“Sul Pra vado avanti”. Lupi ha poi chiarito che la riforma del Pra non è finita in soffitta:  “Non possiamo tollerare la duplicazione dei documenti e delle funzioni – è la puntualizzazione – La riforma verrà portata a termine, il 2014 è stato l'anno in cui abbiamo lavorato per comprendere la situazione e confrontarci con Aci e Motorizzazione, ma nel 2015 risponderemo con coraggio a un'esigenza condivisa. Stiamo individuando una forma e ci sarà una proposta di razionalizzazione, con offerte per la divisione dei compiti”.

Lo scandalo delle multe. Incalzato da Pellegrini sullo scandalo milanese delle multe notificate oltre i 90 giorni previsti dalla legge, Lupi ha ribadito la sua posizione di forte censura: "Non voglio scendere in polemica con una singola amministrazione, ma è doveroso richiamare tutte le istituzioni al rispetto delle leggi. Non si può fare cassa e risanare i bilanci con il Codice della Strada e sulla pelle degli automobilisti: l'ideale per un Comune è avere entrate zero dalle multe, perché significa che i cittadini rispettano le regole". Quanto al caso milanese, il ministro ha confermato che i giudici di pace “non potranno non dare ragione” a chi ricorre: “Prima l'amministrazione aveva 150 giorni di tempo per notificare i verbali, ed era una vergogna. Perché si è portato il limite a 90? Per garantire il rapporto tra istituzioni e cittadini. Dunque la Pa deve essere efficiente e rispettare gli obiettivi. E i 90 giorni si contano da quando l'infrazione è stata commessa”. Senza libere interpretazioni.

L'avvertimento sulle notifiche e le risorse per la sicurezza. Sulla scorta del caso milanese, Lupi ha lanciato un altro “avvertimento” alle amministrazioni locali per quel che riguarda le spese di notifica: “Prima che si ripeta la storia delle strisce blu, ai Comuni dico attenzione. Nelle spese non si possono mettere voci diverse, le regole sono molto chiare e non possono essere aggirate. Se un cittadino farà ricorso, poi non si pianga: meglio mettere una tassa di scopo, perché la tassazione indiretta sulla pelle degli automobilisti è una vergogna”. Per chiudere il capitolo amministrazioni, Lupi ha fornito un dato che dà la misura di come vengono realmente impiegati i soldi delle multe: “A oggi, solo 438 Comuni su 8.057 ci hanno fornito un rendiconto. La vera anomalia è che il 50% di quelle risorse non vengono usate per migliorare la sicurezza stradale: la riforma del Cds darà l'opportunità al governo e al Parlamento di essere molto chiari”.

“Incentivare il settore”. Lupi ha sottolineato anche l'importanza di “incentivare la ripresa del settore: in 100 anni - ha osservato - l'auto è sempre stata il simbolo di mobilità, libertà e sviluppo. Dobbiamo adottare politiche che ci permettano di raggiungere questo obiettivo”. Tra le altre priorità ci sono le “nuove forme di alimentazione” come l'elettrico, “vera sfida”, ma soprattutto la necessità di rinnovare il parco circolante privato: “Quello italiano è il più vecchio d'Europa, l'età media su 37 milioni di veicoli è di 12 anni e questo impone una riflessione”. Secondo il ministro, nel governo sono in corso delle discussioni sui possibili strumenti, ma una cosa è certa: “Dire oggi che torneremo a fare incentivi è un errore”. Infine, un ultimo monito alle istituzioni: “Una volta si credeva che ci fossero delle categorie su cui si poteva fare liberamente cassa. Quando c'era bisogno di trovare una copertura si metteva una bella accisa su benzina e sigarette. La crisi ci ha fatto capire che oggi non può più essere così: la rivoluzione si deve fare assieme, senza contrapposizioni e senza per forza identificare un nemico”.

Davide Comunello

COMMENTI