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Il simposio BMW
"Il futuro sarà elettrico e sostenibile"

Il simposio BMW
"Il futuro sarà elettrico e sostenibile"
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Le BMW dei prossimi anni saranno sostenibili, elettrificate, ad alto contenuto tecnologico e in alcuni casi condivise, almeno nei grandi centri urbani. La strada, già illustrata a livello internazionale, è stata confermata a Firenze, una della città con il più alto numero di colonnine pro capite d'Europa (le stazioni sono 173 sulle circa 900 presenti in Italia): nella cornice di Palazzo Strozzi, la Casa di Monaco ha infatti organizzato l'Urban Mobility Symposium, un dibattito sulla mobilità di oggi e di domani che ha messo attorno a un tavolo designer, architetti, urbanisti, onlus, municipalità, esperti e professori universitari, chiamati a condividere idee e punti di vista sulle trasformazioni in atto nel settore dell'automotive, nell'economia e nella società. Un'occasione perfetta per illustrare i progetti per il futuro.

La strategia dell'Elica. La BMW è attualmente impegnata nell'attuazione di "Strategy Number One > Next", il piano che trasformerà il costruttore in una tech company a tutto tondo, affiancando la produzione di auto a nuovi servizi: "La mobilità individuale sarà ancora emozionante, ma diventerà su misura", ha detto il presidente e ad della divisione italiana Sergio Solero, ricordando i quattro "pilastri" di Monaco: guida automatizzata e autonoma, connettività, elettrificazione e condivisione. In particolare, per la diffusione delle auto a batteria (come la BMW i3, appena aggiornata con la versione 94 Ah, la i8, le ibride plug-in del brand iPerformance o le prossime X3 e iNext) saranno indispensabii delle regole "chiare e uniformi: la frammentazione da città a città - ha ricordato il manager - impedisce lo sviluppo. Servono incentivi e defiscalizzazione, per un periodo limitato ma almeno definito di tre-cinque anni".

Indietro non si torna. È sicuro Alexander Kotouc, a capo del Product Management di BMW i e responsabile della divisione iNext: "I motori a combustione appartengono già al passato e anche l'industria automotive come la conoscevamo è già morta. Il futuro è l'automobility". Secondo Freidrich Eckardt, responsabile della divisione Mobility Services della BMW, i centri cittadini saranno il terreno perfetto per servizi di condivisione on demand, fronti su cui la BMW si è già attivata da tempo, non solo con il car sharing DriveNow, ma anche con il gemello americano ReachNow, in procinto di avviare un esperimento di proprietà flessibile molto interessante: a partire da dicembre, a Seattle, i proprietari di Mini potranno noleggiare la propria auto ad altri utenti, ammortizzando i costi quando il veicolo non viene utilizzato, per esempio durante le vacanze. Una soluzione che sembra particolarmente adatta per chi non vuole rinunciare all'auto privata, o magari vive in aree meno popolate (i piccoli centri, o la cosiddetta "città diffusa" tipica dell'Italia del Nord), dove la condivisione spinta del car sharing potrebbe non funzionare o non essere un business economicamente sostenibile.

Il volto dell'auto condivisa. Partendo da "Metropolis" di Fritz Lang, il film del 1927 che ha anticipato un secolo di cambiamenti, l'architetto e urbanista Stefano Boeri ha descritto un futuro in cui l'auto condivisa, diffusa per lo più in città verticali, sarà anche sinonimo di personalizzazione: "Lo sharing e l'automazione potranno cambiare il rapporto tra l'uomo e l'auto, ma quest'ultima resterà uno status symbol - ha spiegato l'architetto - Le capsule condivise saranno in grado di riflettere i gusti e la personalità di chi le occupa, anche solo temporaneamente". Si prefigura, in sostanza, una sorta di personal branding digitale, in grado di proiettare all'esterno l'identità degli occupanti: un altro tema che la BMW ha affrontato con la Mini Vision Next 100, una concept autonoma disegnata per le flotte urbane in grado di sfruttare una tecnologia di proiezione per modulare colore e illuminazione interna a seconda dell'utilizzatore.

Elkann: l'auto e l'industria cambieranno. "Fino a poco tempo fa - ha ricordato Lapo Elkann, ospite del convegno - l'ecosostenibilità era considerata noiosa. Oggi invece è sexy, non si può più tralasciare. Se guardi la i8 – di cui Garage Italia Customs ha realizzato la versione speciale CrossFade, ndr – lo pensi subito: quello è il futuro". Secondo Elkann, l'auto continuerà a essere il mezzo di trasporto per eccellenza, anche se "sarà diversa, così come ci saranno moltissime alleanze e consolidamenti tra costruttori".

Le colonnine autostradali di Enel. Durante l'Urban Mobility Symposium è intervenuto anche Nicola Lanzetta, responsabile Mercato Italia di Enel: secondo l'azienda energetica, forte di oltre 2 mila punti di ricarica pubblici e privati, il futuro è "l'elettrico puro", per cui serviranno "infrastrutture, incentivi e una riduzione del costo delle batterie". Nel suo intervento, Lanzetta ha ricordato il bando europeo per l'installazione di 180 colonnine nelle autostrade italiane, vinto dall'Enel pochi giorni fa: "Partiremo nel 2017, stiamo definendo accordi con l'Aiscat", ha spiegato il manager. Sono previsti connettori multistandard per la ricarica contemporanea di tre veicoli elettrici: nel documento illustrato, Enel descrive prese fast AC da 50 kW, DC da 43 kW e da 22 kW. 

Da Firenze, Davide Comunello

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