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Mercedes Classe M
La madre di tutte le Suv compie 20 anni - FOTO GALLERY

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Ci sono auto passate alla storia per il design iconico, altre diventate simbolo di un brand, che hanno riscritto i canoni del proprio segmento. Altre ancora popolarissime e quindi riconoscibili anche da chi non è un appassionato di quattro ruote. E poi ci sono quelle vetture che, seppur poco celebrate, hanno segnato le mode degli anni a venire, entrando di diritto nella storia dell’automobile. È il caso della Mercedes-Benz Classe M, di cui ripercorriamo le tappe principali. 

In anteprima al cinema. Presentata nella primavera del 1997, si è fatta apprezzare dal pubblico italiano per la prima volta in autunno, quando apparve nei cinema della penisola Il mondo perduto, sequel di Jurassic Park: nel film diretto da Steven Spielberg che sbancò i botteghini, vennero utilizzati diversi esemplari di preproduzione della ML, con un vistoso allestimento camouflage.

Nata in Alabama. Per la Mercedes è stata la prima auto prodotta negli Usa. Del resto, le ruote alte e le cilindrate abbondanti (la produzione partì con un benzina di 3.2 litri, presto affiancato da un 2.3) lasciarono inizialmente presagire un successo riservato ai mercati d'Oltreoceano. Eppure, a partire dal marzo del 1998, quando la ML fece il suo esordio anche in Europa, la Mercedes capì che la sua ultima novità sarebbe presto diventata un successo planetario. Tanto da renderne necessaria la produzione anche nel Vecchio Continente: dal 1999 al 2002, alle linee produttive di Tuscaloosa (Alabama) si affiancarono quelle di Graz (Austria), negli stabilimenti Steyr-Daimler-Puch AG; proprio lì dove da anni si produceva (e si produce ancora) una delle più longeve fuoristrada di sempre: la Classe G.

La madre delle Suv. La prima Mercedes made in Usa, dunque. Ma, soprattutto, la madre di tutte le Suv. Molti potranno obiettare che qualche proposta, peraltro più accessibile, fosse all’epoca già arrivata da Oriente (la Toyota RAV4), senza dimenticare le più tradizionali off-road già presenti sul mercato, anche di nobile blasone, non più spartane come anni prima. Ma la Classe M fu la prima vera sport utility di concezione moderna. Come raccontiamo nella nostra gallery, fin dalla prima serie - la W193 - si dimostrò confortevole come i veicoli a baricentro più basso, con un abitacolo non dissimile da quello delle berline Mercedes, fatta eccezione per alcune finiture sottotono, di tipica impostazione yankee. Il portellone, incernierato alla base del tetto e privo di alloggiamento per la ruota di scorta – tipico, quest’ultimo, dei mezzi all terrain – era del tutto analogo alle più comuni automobili. Con una praticità da monovolume o quasi.

La moda. Con la ML, la Mercedes dimostrò al mondo di aver creato un nuovo segmento, ridando vitalità ai marchi premium, fino ad allora ancorati nei grandi volumi alle più tradizionali carrozzerie, come berline e station. A partire dalla BMW X5, altri marchi di lusso da lì a breve avrebbero presentato le proprie interpretazioni sul tema.

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