American Solar Challenge L'avventura (con trionfo) di Onda Solare - Parte 2

Redazione online Redazione online
American Solar Challenge
L'avventura (con trionfo) di Onda Solare - Parte 2
Chiudi
 

Il team Onda Solare dell'Universitòà di Bologna, con il veicolo Emilia 4, ha vinto l'American Solar Challenge, la competizione riservata ai veicoli alimentati a energia solare. Ieri vi abbiamo raccontato la prima parte dell'avventura del team, con la qualificazione sul circuito di Hastings per essere ammessi all’American Solar Challenge, che è stata severissima. Dei 28 team iscritti alla competizione, solo 21 sono stati ammessi allo scrutineering, cioè alle prove da superare per partecipare all’ASC. Al termine di questa fase, solo nove squadre passano direttamente alla gara, alle quali se ne aggiungono altre tre con riserva. Era facile rimanere esclusi. Molti i motivi che hanno convinto l’organizzazione a bocciare tantissime squadre. Emilia 4, però, ce l’ha fatta. Qualificata nei primi nove. L’avventura americana non poteva cominciare meglio, come vi raccontiamo nella seconda puntata del diario di bordo del team.

Venerdì 13 luglio - American Solar Challenge - Verso Omaha (Nebraska)

Da Hastings, la compagine solare si trasferisce a Omaha, presso il Lewis and Clark National Historic Trail Headquarters, starting point dell’American Solar Challenge. Al termine di infiniti briefing su sicurezza, percorso da seguire sulle strade di questa lunga attraversata degli Stati Uniti occidentali e informazioni sul regolamento, Emilia 4 è stata sottoposta al test della practicality: prove di parcheggio tra coni in retromarcia, prove di parcheggio a S, partenza da fermo in salita e abitabilità. Nonostante qualche difficoltà, specialmente nella partenza in salita, la macchina ha superato tutte le prove.

2018-Solar-Challenge-Parte-2-15

Sabato 14 luglio – Domenica 15 luglio - ASCA - Prima tappa: Omaha-Gering (Nebraska)

Sabato, alle ore 08.19.06 (local time) siamo sulla griglia di partenza. Bandiera a scacchi. Dieci, nove, otto… Conto alla rovescia per un traguardo finale distante oltre 1.700 miglia, 2.735 km. Costeggiamo le rive del fiume Missouri, punto di partenza di tutte le piste dell’Oregon. Le incessanti notti di lavoro dei giorni precedenti, seguite da disumane sveglie all’alba per riprendere subito i lavori, iniziano a dare i loro frutti. Il primo tragitto, conquistato metro dopo metro, ma a una media di tutto rispetto, dopo 160 miglia, ci porta al check point di Grand Island, nel museo dei pionieri delle praterie. Grand Island è famosa per una migrazione di gru canadesi unica al mondo. Siamo molto soddisfatti. Il team ha effettuato solo due pit stop, programmati per controllare la pressione delle gomme e cambiare l’equipaggio, visto che ogni pilota può guidare per un massimo di 6 ore al giorno. Unica nota negativa: mega piazzale, grandi fontane, 40 minuti di sosta obbligata da regolamento e nessuna possibilità di bere un caffè! Sarà dura riprendere. Sulla nostra destra per centinaia di km, la storica ferrovia (Union Pacific Railroad), che porta in California. Motrice con motore a scoppio. Accanto a noi, viaggiano 135 vagoni merci carichi di carbone. Superiamo il superabile, almeno altri tre, quattro team, e atterriamo per la sosta notturna nel cortile di una scuola (la scuola superiore Sandhills Public School), dove senza problemi ci lasciano campeggiare, montare le tende e utilizzare gli spogliatoi. Maccheroni, al buio, con zucchine e pomodorini freschi. Pinze freni (sempre al buio) e cerchi ruota da laminare sino all’alba. Emilia 4 ha risposto bene alle condizioni della strada che sollecitano in maniera importante freni e ruote, nel suo primo vero battesimo di soli 500 km. In piena notte, abbiano ricevuto la visita di un agnello, interessato al lavoro sui cerchi ruota di carbonio: li annusa, li lecca, ci porterà fortuna.

Domenica mattina, ripartenza in direzione Gering. Viaggiamo a una velocità media compresa tra le 20/30 miglia orarie (circa 50 km/h). Tensione, apprensione, ansia per alcuni problemi meccatronici evidenziati lungo il percorso che attraversa le solitarie e belle Sand Hills, oltre 49 ettari di dune sabbiose ricoperte di erbe. Preoccupazioni e pensieri solar-elettro-meccanici vengono immediatamente cancellati, rimossi, dimenticati alla vista di Scotts Bluff: pareti, canyon, vette. Paesaggio unico che accompagna da sempre il nostro immaginario West, abitato da pionieri, diligenze, bufali, pellerossa. L’ingresso in questa antica cittadina, però, è stato più complicato del previsto. A poche miglia dall’arrivo un terribile acquazzone si abbatte su di noi. Nonostante ciò, Emilia 4 ha resistito magnificamente all’impatto, rallentando esclusivamente per questioni legate alla sicurezza e alla visibilità, senza alcun tipo di problema tecnico. L’elettronica resiste. L’esame pioggia è stato effettuato e superato ampiamente. La nostra creatura resiste anche a condizioni estreme. La lunga carovana solare appena parcheggiata nella radura rivolge un saluto collettivo al sole, all’orizzonte, stendendo come lenzuola ad asciugare, tutte le capote delle auto a caccia di fotoni. In due ore riusciamo a fare un biberonaggio (ricarica parziale) delle batterie di quasi 1.500 Wh. Quanti fotoni e elettroni avranno danzato intorno al totem Emilia 4? Un bel campeggio, fuoco acceso, tutti indaffarati. Emilia 4 ferma, giusto riposo: 490 miglia/800 km sino a oggi.

2018-Solar-Challenge-Parte-2-3

Doverosa sosta per presentare il team

Un minimo di entropia è d’obbligo in un team che si rispetti. Se poi la cornice del quadro geografico che genera la confusione e la contiene è il tipico paesaggio western di Ombre Rosse, il caos entropico da attacco alla diligenza alla fine della tappa “solare” è perfetto. Ordinato caos che ci apprestiamo a raccontare. Nella pianura dominata dal picco dello Scotts Bluff (punto di arrivo della seconda tappa), faro dei primi carovanieri dell’Oregon Trail, alle ore 18 di domenica 15 luglio 2018 si registra quanto segue.

Claudio (professore), vicedirettore del centro di ricerca dell’Università di Bologna (Unibo) con i suoi giovani (ingegneri) Davide, Carlo, Lorenzo, da veri “elettroni” lavorano per garantire il biberonaggio di Ampere alla nostra creatura emiliana, volgendo al sole il pannello (che in realtà è il tetto dell’auto), armati di tester, diodi e proiettili di stagno.

Marco, Marco e Marco, triumvirato Marco-meccanico di ing., sono con Giacomo. Di questo gruppo vediamo ora (e quasi sempre) soltanto o i piedi o la schiena, perché sdraiati sotto il veicolo oppure ad altezza occhi del mozzo, centro ruota, impegnati, appunto come in questo momento, sui freni e sui mozzi ruota.

L’inesauribile Ruggero, laureato in “tutto”, impugna un trapano in fondina e spara fori scola-acqua sui parafanghi posteriori.

Verso est, l’insostituibile Morena (ing.) continua il suo lavoro (sono due notti che non dorme), a laminare, rinforzare, riparare i cerchi di carbonio delle ruote. Un cerchio ruota si riposerà al suo fianco, nella notte in tenda.

Fabio, neolaureato giornalista e incaricato della lettura e gestione del road book sulla strada, è seduto sull’erba a scrivere testi certamente green!

Giacinto (prof) dell’IIS A. Ferrari Maranello, con i suoi baldi studenti Simone e Raphael, sta cercando il modo più efficiente e veloce per fare 44 panini, montare 15 tende, acquistare nastro americano, uno speciale mastice frenafiletti e una rara pinza intrecciafili. Per questo, come api sui fiori, ora li vediamo vagare tra i componenti del team per ascoltare richieste e soddisfare desideri.  

Cristiano (prof di Unibo) cerca in salita un’ampia visione collettiva dall’alto, in mancanza di un drone.

Denise, giovane ingegnere croata, ancora triste per il secondo posto ai campionati del mondo di calcio, di SCM Group, partner in questa avventura, ascolta, agisce, risolve, propone, comunica.

Stefano (team leader) sta correndo dall’observer (nostro giudice di oggi), ritorna dall’auto, urla qualcosa a tutti e al vento, ritorna dall’observer (?!?!).

Marco, elettronico-meccanico “risolvi-problemi”, adesso si sta preoccupando del cuscinetto ovalizzato di una ruota e guarda illuminato un flacone di Loctite.

Andrea è ben piazzato di fianco al suo/nostro truck con rimorchio, sicura certezza, macinatore di chilometri da una vita e meccanico senza frontiere.

Infine la mascotte, il piccolo Eugenio, in questo momento immerso in erba alta, in salita verso la cresta con la speranza di scorgere dall’alto una mandria di bufali!

Questo è il team Onda Solare, in trasferta. “A casa” (e ci mancano molto) altri componenti (Mauro, Ghico, Gabriele, Francesco, Fiorenzo, Thomas, Marco, Adolfo, Massimo e...) sono al nostro fianco da sempre. Questa squadra ha guidato, sostenuto, incoraggiato, curato, amato, Emilia 4 per 250 miglia sulle strade americane, quasi 400 chilometri.

2018-Solar-Challenge-Parte-2-10

Lunedì 16 e martedì 17 luglio - ASC - Seconda  tappa: Gering (Nebraska)-Lander (Wyoming)

Onda Solare è nuovamente pronta, numerosa e appassionata, sulla strada a “spingere” sotto il sole. Siamo secondi in classifica. Oggi ci aspettano 209,30 miglia/336 km. Degli oltre 20 veicoli iscritti all’American Solar Challenge, dopo quattro giorni di gara ne sono rimasti 12. I nostri diretti avversari per il podio sono due:

- l’auto solare Eos II della University of Minnesota (che chiameremo Minnesota, tout court), 380 kg, 1.000 Watt di modulo FV. Molto affidabile, sperimentata in 3.000 km di deserto australiano durante il World Solar Challenge. Accumulatore da 6 kWh, due passeggeri. In questo momento comanda la classifica;

- l’auto solare Rose del team Sunergy Appalachian State, 326 kg, 1.213 Watt di modulo FV. Due passeggeri. Macinano chilometri e problemi come noi.

Potrebbero esserci sorprese, ma è con Rose ed Eos II che dobbiamo lottare. Non è semplice capire chi è in testa alla classifica. Non è detto che chi arriva primo sia effettivamente il Numero 1. I fattori che determinano la graduatoria sono: massa del veicolo, efficienza energetica, chilometri percorsi, tempo impiegato, passeggeri trasportati, penalità. Mediamente i tre team, che si confrontano con un andamento altalenante, viaggiano tra le 12 e le 14 ore per percorrere circa 500 miglia.

Senza entrare nel merito delle formule fisico-elettroniche, ci possiamo accontentare di una riflessione: “Se un veicolo con quattro passeggeri a bordo, costruito da una manciata di appassionati, una sola ricarica, con un accumulatore di capacità inferiore a quello di un’auto elettrica di serie, un pannello FV applicato al tetto, dopo aver superato severe prove di sicurezza, percorre senza difficoltà una distanza equivalente a quella da Bologna a Palermo, senza inquinare…”. Questa è la risposta. A quale domanda? Meditate gente… Le 145 miglia che separano Lander da Casper (checkpoint) sono, finalmente, di sola corsa, competizione, tempi, sorpassi, sole, nuvole, Ampere e miglia. Viaggiamo a 48 Volt con assorbimenti in piano di circa 1,2 kW. L’entropica, solare, nomade squadra, da poche ore carovana in fila, è entrata nello Wyoming, soprannominato Equality State (Stato dell’uguaglianza), con capitale Cheyenne, a Torrington, dopo poche miglia. Lo Stato meno popoloso degli Stati Uniti d’America, meno di 600.000 abitanti, è grande poco meno dell’Italia. Terra di miniere di carbone, lupi, praterie sconfinate e imponenti catene montuose. Check point a Casper.

Emilia 4 senza problemi, equipaggio e piloti affiatati, veicoli di supporto coordinati; entriamo a Casper davanti al County Pioneer Museum con una festosa accoglienza di pubblico. Arriviamo, sempre in lotta per pochi minuti con Minnesota, come ci piace definire Eos II, per l’idea di grandezza che si respira nel pronunciarlo: “Emilia vs Minnesota”. Alè!!

Arrivo a Lander: l’occhio del sole ci permette di ricaricare per poco tempo. Di nuovo cielo nero. Nubifragio violento. Auto sul truck. Team bagnatissimo. No tende. Motel. Arcobaleno. Riappare il sole, parcheggio, tramonto. Pannello al sole. Seri problemi ai bracci dello sterzo. Asciugati al lavoro. Accumulatore al 45% di autonomia, ma nessuna ricarica dalla rete.

Lander, città di frontiera, fu ritrovo di fuorilegge e ladri di cavalli, un mix di vecchio e nuovo West. Confermato al nostro arrivo dalle magnifiche auto d’epoca (Mustang, Ford F100, EdelBrook, Camaro, Mercury ecc.), messe in mostra sul prato, di fronte alla flotta di vele solari esposte al tramonto nella piazza del paese. Campeggio in centro a Lander.

2018-Solar-Challenge-Parte-2-17

Mercoledì 18 e giovedì 19 luglio - ASC - Terza tappa: Lander (Wyoming) - Arco (Idaho)

Mercoledì: Start. Si parte. Abbiamo due giorni per raggiungere Arco (Idaho), un solo check point obbligatorio in quota (2.050 metri slm), presso l’Eden Valley Community di Farson (300 anime), attraverso passi di montagna, laghi, fiumi e foreste. 394 miglia. Chilometri? Son tanti, troppi. Fate voi la conversione, sottovoce. Non dobbiamo spaventare la nostra giovane creatura solare… In perfetta forma e simbiosi, oggi, Emilia 4, con il solo pilota a bordo, divorano le 70 miglia della salita, cercando di mettere il sale sulla coda a Minnesota, tutto il Minnesota. I motori in salita erogano una potenza di circa 5 kW.

Arrivo a Farson, check point, sosta obbligatoria di 45 minuti. Si riparte, equipaggio al completo, quattro passeggeri. Superiamo la linea immaginaria del Continental Divide a 7.500 feet (2.286 metri slm) che divide esattamente in due gli Stati Uniti d’America dal Pacifico all’Atlantico. Entriamo nell’Idaho. Quando il governo federale decise di dividere i territori in Stati, le 141 selvagge catene montuose nessuno voleva accollarsele, perché incoltivabili. Oggi sono una risorsa e l’Idaho è tra i primi tre Stati americani per natura selvaggia e incontaminata. Proprio un posto adatto a noi. Montagne, foreste, laghi, Emilia 4 in gran forma. Ci fermiamo qualche minuto prima delle 18 a Soda Springs, anche noi frizzanti e contenti per la tappa e il buon funzionamento del prototipo.

Il “Minnesota" è davanti a noi, ma non troppo distante. Subito pannello al sole e fuoco sulla griglia… Questa sera barbecue in vero stile Usa.

1132,30 miglia, 1763,68 chilometri.

Il pannello ha prodotto/produce 3 kW tra le cariche di sera e mattina seguente. Moltiplicate il dato per 6, il numero dei giorni in cui stiamo tenendo alto l’onore dell’Italia nell’American Solar Challenge: 18 kW. Lunghi anche a scriverli. Tanto lunghi quanto queste miglia percorse verso Arco, percorsi dall’unica macchina a quattro posti rimasta in corsa per vincere l’American Solar Challenge. Il primo veicolo solare a quattro posti ad attraversare gli Stati Uniti da Est a Ovest. Due record che ci rendono ancora più orgogliosi e fieri di essere italiani.

Giovedì, rito mattutino: prima di tutto l’auto solare. Prima di dentifricio, bagno, colazione e…caffè? No, caffè NO! Prima di ogni cosa, macchina del caffè, cialda inserita. Clac, pressione. SSsss, Caffè… Mmmmm.

Sono due le macchine più sollecitate a fatica del team Onda Solare in questo American Solar Challenge: Emilia 4 e la macchina del caffè. La prima, macchina che in molti vorrebbero, con un motore da 48 Volt e una potenza di oltre 4 kW, ha percorso a oggi quasi 2.000 km. La seconda, che tutti ci invidiano, con 220 Volt e 0,65 kW, ha sputato 1.200 caffè. Abbiamo deciso: raggiunto il traguardo, le due macchine si uniranno in matrimonio e partiranno per il viaggio di nozze: Solar Coffee Street Food.

Dopo il buon caffè italiano, nostra ricarica quotidiana, ritorniamo al nostro rito. Preparazione dell’auto: perché da regolamento dalle 6 alle 8 si può caricare con modulo fotovoltaico (tetto dell’auto), rivolto al sole. Per chi, come noi, ha scelto la strategia di accumulatori con capacità elevate per non effettuare nessuna ricarica in rete per tutta la competizione con sempre quattro passeggeri a bordo (scelta coraggiosa pari a quella di portare in America una macchina del caffè con 1.500 cialde), le ricariche parziali dell’accumulatore dalle 6 alle 8 del mattino e dalle 18 alle 20 della sera sono indispensabili: circa 3.000 Wh quotidiani. Segue rito di smontaggio tende, distribuzione panini e acqua, dolcetti e allo scoccare delle 9, start!

Puntiamo ad Arco: 141 miglia/222 km più avanti. La Eos II dal Minnesota da rincorrere. La Rose di Appalachian da tenere sotto controllo. Gli altri veicoli o si sono ritirati o hanno un distacco che non dovrebbe riservare sorprese. Arriviamo ad Arco senza problemi, accolti in Water Street da pubblico e musica country. Siamo nel parcheggio-parco di una scuola. Dopo una quarantina di minuti in una giornata di sole stupendo, siamo costretti per regolamento a coprire l’auto, per impedire che alimenti le batterie. Andiamo a regolamento.

Quando ti abitui dopo giorni di gara a “vedere” l’energia del sole, a imprigionarla e misurarla di continuo, se la vedi e non puoi catturarla/trasformarla, provi la stessa sensazione d’impotenza che si ha di fronte a un rubinetto guasto che perde acqua.

Arco deve il suo nome a un ingegnere tedesco di passaggio da queste parti due secoli fa. Questo posto di poche anime è stato il primo al mondo a utilizzare l’energia nucleare per scopi pacifici. Purtroppo in seguito è diventata famosa perché nel laboratorio immerso nel deserto qui vicino, ci fu il primo incidente nucleare della storia. Nel sistemare l’auto per la ricarica, evitiamo accuratamente di fare il primo incidente tra auto solari della storia.

Rimaniamo senza parole quando arriviamo nel sito dove monteremo tende e trascorreremo la notte: Crater of the Moon. A 1.800 metri di altezza a nord del deserto dell’Idaho: “frammenti di lava che assomigliano a isole situati in un mare di cenere”. Questa la descrizione dei primi esploratori. Emilia 4, astronave lunare nera come la lava, strisciata di bianco come questi piccoli cespugli di fiori sbocciati su lava sterile e senza acqua. Feconda bellezza. Notte e alba senza soluzione di continuità per la nostra affiatata squadra, non per elettronica o meccanica, ma per lunatica camminata. Inferno Cone: chilometri di coni di cenere allineati. Devils Orchard, l’orecchio del diavolo che ci ascolta sussurrare strategie in questa isola degli inferi dal grande fascino. Alberi di lava. Coni di cenere. Massi sospesi.

Tra poco, ore 9, partirà una tappa: infernale! 410 km con alcuni passi di montagna di circa 2.000 metri “solo con il sole”. Noi, “soli con il sole”.

2018-Solar-Challenge-Parte-2-16

Venerdì 20 e sabato 21 luglio - ASC - Quarta tappa: Crater of the Moon (Idaho) - Burns (Oregon)

Partenza in salita dall’orecchio diavolesco. Minnesota a uno stop deve spingere l’auto (penalità ben gli sta), la nostra cara Emily Four con quattro amici a bordo, rampa che è un piacere. Deve battere la macchina del caffè…

Superiamo poco dopo la partenza, i 2.200 km di gara: che soddisfazione! Siamo sempre sorpresi   quando il sole c’è - si narra che continuerà a esserci per altri quattro miliardi di anni - e la nostra Emy ben guidata scivola sotto il sole, superando una “Elevation 5.527 feet” (1.684 metri). I piloti devono prestare la massima attenzione in discesa al mix di fattori da tenere in equilibrio per sfruttare al meglio il recupero di energia, gestire le sollecitazioni, specialmente sull’avantreno e viaggiare veloci senza… usare i freni. Divinamente in equilibrio, nella natura disabitata. Check point a Mountain Home con tutto il “Minnesota” fermo in un officina sulla strada per una riparazione, a oltre un’ora da noi (mai dimenticare però che sono veloci e il nostro accumulatore è in riserva!).

Considerato l’orario e l’obbligo di arresto alle 18 del venerdì, ci fermiamo nell’unico centro abitato, Nyssa, appena superato il confine tra Idaho e Oregon. Non c’è possibilità di campeggio. Campeggio libero. Motel. Alberghi. Cerchiamo nella scuola, chiediamo ai distributori, nulla! Passa una volante della Police a stelle e strisce. Chiediamo“Ma che problema c’è? Ovvio che vi ospitiamo noi”. Forse hanno detto, o pensato, osservando meglio lo stato in cui versiamo dopo notti in tenda con poche ore di sonno e albe feroci per lavoro: “Non c’è problema, vi arrestiamo noi, se non l’hanno ancora fatto altri...”.

Tende nel cortile della Polizia di Nyssa, uso dei servizi, spaghettata sotto le stelle. Conversazioni, domande curiosità con Scott, Greg, Riki, i tre agenti della stazione, più Indaco, il loro cane antidroga.

Sveglia all’alba di sabato nel cortile della caserma della polizia di Nyssa. Ricarica al sole. Partenza ore 09.15.00. Siamo con l’agente Greg, che ferma il traffico, ci scorta e ci saluta.

Tappa di quasi 200 km, con tre passi alpini in un paesaggio misto tra deserto con cespugli di foresta. Osserviamo l’Oregon, palcoscenico delle ultime due tappe dell’American Solar Challenge.

L’Oregon è soprannominato Beaver State (Stato del castoro). Fitte foreste, scogliere sul mare, deserti aridi con tanti fossili, ghiacciai e vulcani. Immenso per soli quattro milioni di abitanti. Le circa 120 miglia che ci portano a Burns, penultima tappa, optano per un paesaggio alpino arido e deserto, solcato da numerose aquile.

Solita, ma sempre apprezzata, festosa accoglienza dagli abitanti. Tutte le auto solari in mostra sino al tramonto sulla strada principale. Il sindaco di Burns e sua moglie parlano a lungo con alcuni di noi e ci fanno dono di un dollaro firmato come portafortuna. Nasce un gemellaggio sulla strada (solare) tra Unibo e Berkeley.

Classifica? Pronostici del giorno prima? Strategie? Soffiate dal nemico? Se capti queste frasi dagli esperti di giuria: “…Conteggiata negativamente al denominatore... Calcolare il parametro di efficienza… Ricariche elettriche valgono come capacità totale...”, deduci che forse sei secondo, forse sei ultimo… Noi, comunque “siamo”!  E siamo arrivati sin qui.

Strategia basica, la nostra, coraggiosa, spericolata, visionaria ma veramente, veramente unica, nella breve e tutta ancora da scrivere storia dei veicoli solari:

1) Non ricaricare mai l’accumulatore dalla rete elettrica.

2) Utilizzare solo energia solare.

3) Viaggiare sempre con quattro passeggeri a bordo.

4) Percorrere 2.735 chilometri.

5) Battere la macchina del caffè.

Siamo consapevoli che ogni punto di questo elenco oggi è “al limite”. Questa notte la squadra si ritirerà in tenda in un ranch a due km da Burns per fare cooking-training. 

Sono solo le 18.30. C’è ancora sole alto e bella luce in questo sabato sera di fine luglio. Sino alle ore 20, quando è d’obbligo terminare il biberonaggio delle batterie, puntiamo sui punti 1 e 2. Domani dovremo mettere in campo tutta la nostra forza, la nostra passione, la nostra capacità di fare squadra, specialmente per la sfida al punto… 5!

2018-Solar-Challenge-Parte-2-21

Domenica 22 luglio - ASC - Quinta (e ultima) tappa: Burns-Bend (Oregon)       

Ci svegliamo tutti prestissimo nel ranch che ci ha ospitato per la notte; non “smontiamo” le tende, le aggrediamo, polverizziamo… È l’ultima tappa! Su! Via di corsa dal ranch come cavalli imbizzarriti! Tutti intorno a Emilia, da subito… beh, in verità, prima tutti a omaggiare la “nostra” fedele macchina del caffè. Su twitter, quando parlano di noi mettono #espresso!

Non è di nessun aiuto iniziare la giornata “con il sospetto” di essere primi in classifica… È una sensazione che agita, ognuno a modo suo.

Quelli a casa - Mauro, Ghigo, Fiorenzo, Francesco, Adolfo, Thomas, Marco S., Gabriele - ci aggiornano di continuo, ci chiedono, ci sono, ci appoggiano da giorni: risultati di tappa, follower, articoli, news, facebook, come sta la nonna, cosa fanno gli altri team, previsioni ecc. L’Italia è qui. Con noi. Sono al nostro fianco sempre svegli, presenti, fusi nei fusi orari, questa è l’onda solare che parte dalla via Emilia e ci travolge sin qui!

Gruppo IIS A. Ferrari: Giacinto, Simone, Raphael. Tende, cibo, panini, logistica, distacchi, km, strategia… Non frega più niente di niente: “quanto manca al traguardo?”, è l’unica domanda... corale, mantra ripetuto. Da Maranello: “Vettel è uscito di strada! Nooo! Dovevamo arrivare primi insieme... Vai Morena, sei rimasta sola a difendere la Motor Valley!”.

Gli elettrici: Davide, Carlo, Marco, sostenuti dal mentore Claudio. Questi appartengono alla setta del “tuonante silenzio tecnologico!”. Da giorni e giorni aderiscono anche al movimento “bocche cucite in batteria”, sempre muti, evasivi, misteriosi su consumi, Ampere per chilometro, quantità di energia kWh residua in batteria, capacità di ricarica, loro identità, nome e cognome di battesimo, data di nascita, nomi dei loro genitori. Questa mattina si sono ritirati nel monastero della grande Chartreuse dell’ordine dei Certosini dove vige la regola dell’eterno silenzio. Inutile chiedere, sanno il fatto loro. Veramente “bravi”!

Il “fresco di laurea in giornalismo”, Fabio, poco ha potuto scrivere, con gli occhi incollati alla strada e al road book nella macchina apripista guidata da Claudio. Non ha sbagliato sino a oggi, non commetterà errori nemmeno oggi. Dritto al traguardo.

I rimorchiatori, Andrea e Giacomo, hanno deciso per scaramanzia di restare alla larga con il truck e rimorchio di primo soccorso. Non è mai intervenuto in 2.500 km. Proprio oggi? “Un-due-tre ma va là”! Alla larga.

Meccanici senza frontiere: Lorenzo, Marco P., Marco F.: “Adesivo strutturale, Loctite, cuscinetti ovalizzati, pinze che sfregano, balestre che rumoreggiano, bulloni autobloccanti, raccordi, giochi e tolleranza”. Ma che lingua parlano questi? Per fortuna un linguaggio che conoscono e sanno tradurre, altrimenti non saremmo primi in classifica verso il traguardo. È la meccanica, signori.

L’equipaggio: Cristiano scolpisce sulle tavole luminose questa diretta: “Siamo partiti da diversi minuti e contiamo di arrivare al traguardo tra poco meno di 4 ore. Alla guida di Emilia, la mitica Morena, motivata e superconcentrata, al suo fianco un navigatore d’eccezione come Ruggero, veterano delle corse solari in tutti i continenti del mondo. Vicino a loro l’instancabile Denise, un sorriso sempre presente anche nei momenti più rognosi. E infine Marco B., sempre di poche parole, ma pronto a picchiare sul casco il pilota se, come spesso accade, esagera con il pedale dell’acceleratore. Ci vediamo al traguardo…”.

Il tour leader Stefano ha in tasca un dollaro firmato dal sindaco di Burns come portafortuna. Cura, presta attenzione al nostro observer, non lo perde mai d’occhio: observer dell’observer. Oggi non possiamo permetterci penalità, Stefano lo sa!

Il Mazziniano, Giovine Italia: Eugenio. “Ma siamo per davvero primi? Davanti a tutti? Dov’è la bandiera d’Italia?” ABBIAMO VINTO L’AMERICAN SOLAR CHALLENGE !!!!!!

2018-Solar-Challenge-Parte-2-27

Consuntivo di una vittoria

Abbiamo battuto università di fama internazionale: University of Minnesota, University of Waterloo, Appalachian State, Iowa State. E non solo: abbiamo ottenuto anche il Mechanical Design Award e il Best Battery Pack Design Award, lasciando a secco i prestigiosi Massachusetts Institute of Technology (Mit), l’UC Berkeley, il Georgia Tech. Negli ultimi due giorni di gara, diversi fattori hanno creato qualche “sospetto” in noi e generato agitanti aspettative sulle possibilità di salire al podio. La formula premiante che attribuisce l’80% all’efficienza e il 20% alla praticabilità, integrata da altri parametri e prodotti, nutriva le nostre speranze. Emilia 4 porta a casa un risultato sulla strada che la conferma veicolo ad alta efficienza, 0,97, e con una ottima praticabilità. La nostra strategia di gara non ammetteva ricariche in rete, prevedeva sempre quattro passeggeri trasportati, velocità di punta limitate, due biberonaggi, uno al mattino e uno alla sera. Non puntavamo a vincere le tappe, abbiamo vinto il giro, anche se in seguito abbiamo scoperto di aver anche vinto una tappa. La nota curiosa è che, di fatto, eravamo quasi sempre tra gli ultimi ad arrivare, rispettando però la “finestra” di tempo concessa, utilizzando l’energia solare, fotone per fotone. Quanto per Quanto di energia... Sarà molto interessante l’analisi di parametri, dati, comportamenti, penalità, radiazione solare istantanea, rendimento del pannello, rotture, guasti. Ora però, in questo stato d’animo di gioia, con il crollo da fatica dopo dieci giorni di tensione e notti insonni, ora ci sentiamo ancor più partecipi di una comunità sempre più ampia, molteplice, variegata che ci ha sostenuto, incitato, creduto, aiutato, conosciuti e riconosciuti. Partecipanti a una competizione che propone… futuro. Una comunità che è testimone di una azione: 2.735 km percorsi, in sicurezza, su strade utilizzate quotidianamente; 2.735 km con il sole come unico “combustibile”; 2.735 km sulla cresta di un Onda Solare che ci travolge di gioia.

M GHL

Bella avventura. Complimenti

COMMENTI

  • Bella avventura. Complimenti
  • leggi tutto

    FOTO

    VIDEO
     -
     -

     -
     -

     -
     -

     -
     -

    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/19385/poster_f941db38-f451-4820-ab4b-184e431c7c79.jpg La storia della nuova Skoda Karoq http://tv.quattroruote.it/news/video/la-storia-della-nuova-skoda-karoq News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19456/poster_001.jpg Il record della Stelvio Quadrifoglio al Ring http://tv.quattroruote.it/news/video/il-record-della-stelvio-quadrifoglio-al-ring News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19477/poster_001.jpg Alfa Romeo Giulia: i crash test IIHS http://tv.quattroruote.it/news/video/alfa-romeo-giulia-i-crash-test-iihs News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19479/poster_001.jpg Il crash test Euro NCAP della Range Rover Velar http://tv.quattroruote.it/news/video/il-crash-test-euro-ncap-della-range-rover-velar News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19610/poster_001.jpg La Yamaha Sports Ride Concept diventa T40 http://tv.quattroruote.it/news/video/la-yamaha-sports-ride-concept-diventa-t40 News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19600/poster_001.jpg LS+ Concept, l'autonoma secondo Lexus http://tv.quattroruote.it/news/video/lexus-ls-concept News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19665/poster_001.jpg Apre Garage Italia Milano, il nuovo atelier di Lapo Elkann http://tv.quattroruote.it/news/video/apre-garage-italia-milano-il-nuovo-atelier-di-lapo-elkann News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19688/poster_017.jpg Il making of del Calendario Pirelli 2018 http://tv.quattroruote.it/news/video/il-making-of-del-calendario-pirelli-2018 News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/20579/poster_005.jpg Ferrari 488 Pista, primo test a Fiorano! http://tv.quattroruote.it/news/video/ferrari-488-pista-primo-test-a-fiorano- News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/20600/poster_002.jpg Al volante della Porsche Mission E Cross Turismo http://tv.quattroruote.it/news/video/al-volante-della-porsche-mission-e-cross-turismo News

    RIVISTE E ABBONAMENTI

    Il nuovo numero di Quattroruote vi aspetta in edicola e in edizione digitaleUn appuntamento da non perdere, che vede il proprio punto di forza nelle prove su strada, impreziosite da analisi ancora più approfondite su prestazioni, dotazioni tecnologiche e confort delle auto e personalizzate per i diversi modelli.

    Quattroruote

    Abbonati a Quattroruote!

    Sconti fino al 41%!

    SCOPRI TUTTE LE OFFERTE

    UTILITÀ

    SERVIZI QUATTRORUOTE

    Inserisci la targa e ottieni la tua quotazione

    Non ricordi la tua targa? Clicca qui >
    Targa
    Cerca