Formula 1 Quarant'anni fa se ne andava Ronnie Peterson

Andrea Stassano Andrea Stassano
Formula 1
Quarant'anni fa se ne andava Ronnie Peterson
Chiudi
 

In tribuna, a vedere per la prima volta la Formula 1: un regalo dello zio, che a dieci anni mi cambiò la vita. La pista? Quella storica di Monza. Tutto nuovo per me, a Lesmo, in quel 10 settembre 1978: l’eccitazione per l’urlo dei motori da corsa, tantissima gente a tifare, quelle due “macchie” rosse col Cavallino che attiravano la mia attenzione – e l’entusiasmo di tutti –, fra tanti colori sgargianti. Recupero pian piano, a 40 anni di distanza, le impressioni di quel giorno, una calda e traumatica domenica di fine estate. Quella del 49° GP d’Italia.

Incidente al via. Nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata una delle edizioni più funeste e caotiche della corsa monzese, con l’incidente alla partenza, le ferite alla testa per Vittorio Brambilla e, purtroppo, la scomparsa di Ronnie Peterson, l’indomani, all’ospedale Niguarda di Milano, a causa delle gravi ferite riportate alle gambe. Il pilota svedese è stato tra i più veloci e grintosi della sua epoca, molto amato e apprezzato anche da chi non tifava per lui. In quella stagione ’78, suo malgrado, il pilota nato nel 1944 a Örebro fu costretto a fare da scudiero a Mario Andretti, designato alla vittoria con la Lotus “pigliatutto” di Colin Chapman. Nelle prove libere della mattina, Peterson distrusse la sua Lotus 79 a effetto suolo in un’uscita di pista. Allora lo svedese si fece montare il suo motore sul muletto, la vecchia 78, non altrettanto veloce e a punto. Non un buon segnale in vista del GP. Qualcosa, però, non funzionava lo stesso. Tanto che, lo venni a sapere dopo, nel giro di schieramento, Peterson dovette rientrare ai box lamentando guai all’accensione. 

Dopo il verde il caos. Alle 15.32, alla partenza del G.P. d’Italia, il semaforo passò al rosso e subito dopo al verde, quando nelle ultime file dello schieramento le vetture si muovevano ancora. Sentivamo i 24 motori al massimo, l’eccitazione in tribuna era salita alle stelle, mentre attendevamo il primo passaggio. In pista, invece, fu il caos. Prima della chicane, Patrese si toccò con Hunt, e quest’ultimo urtò Peterson, partito male forse anche per un malfunzionamento della vettura. La Lotus dello svedese finì contro il guard-rail sulla destra e carambolò sul lato opposto della pista, totalmente sventrata davanti. Gli oltre 200 litri di benzina iniziarono a bruciare, col pilota in balia degli eventi. Sull’altro lato della pista, proprio sotto il cartello della staccata dei 200 metri, era finita accartocciata la Surtees TS20 di Brambilla, che sembrava il più grave. Dopo il coraggioso intervento dei “leoni” della Cea, che spensero l’incendio sulla Lotus, Hunt, Regazzoni e Merzario (sempre lui, con grande coraggio, come durante l'incidente di Niki Lauda) riuscirono a estrarre il driver svedese dall’abitacolo. Era cosciente, nonostante le numerose fratture, e si guardava la gamba destra. Sulla prima ambulanza venne fatto salire Brambilla, poi venne il turno di Peterson. Noi, ovviamente, non sapevamo nulla: certo, ci eravamo accorti che al primo giro erano passate poche macchine (ne mancavano dieci), ma quello che colpì di più fu la densa nuvola nera che si alzava dal rettilineo dei box. Le notizie erano confuse, frammentarie: senza internet o un maxi-schermo davanti, l’unico modo di saperne di più era ascoltare l’altoparlante della tribuna, che gracchiava parole sconnesse in mezzo a un caos pazzesco. Sapevamo dell’incidente, ma non le conseguenze. Poi ci fu la lunga attesa per la ripartenza. Passava il tempo, sembrava quasi che la corsa potesse saltare. Poi, ancora sorprese.

Non era finita. Dopo le 17 le vetture superstiti lasciarono i box per andare a schierarsi in griglia per il secondo via. E in quel frangente assistetti a qualcosa di tremendo: l’uscita di pista della Wolf WR5 di Jody Scheckter proprio sotto di noi: vidi una scintilla improvvisa alla ruota anteriore sinistra, il cerchio si staccò e la monoposto finì contro la base della nostra tribuna. Non vi dico lo spavento: per fortuna Jody era illeso. Dopo un po’, a bordo di una Fiat 124 Familiare dei commissari, vidi arrivare Gilles Villeneuve, il neo beniamino dei ferraristi, insieme, se non ricordo male, a Emerson Fittipaldi e a Niki Lauda. Erano là per visionare lo stato del guard-rail danneggiato: giustamente volevano che venisse riparato prima della corsa. Fu la prima e unica volta che vidi dal vivo il fuoriclasse canadese: un “fantino” che sarebbe entrato a forza nel cuore dei tifosi del Cavallino, già in quella stessa gara. Ci volle altro tempo e il pubblico iniziò a protestare. La seconda partenza venne data, molto tardi, alle 18.15, su insistenza del patron Bernie Ecclestone. Non ho grandi ricordi della gara vera, se non il duello magistrale tra Villeneuve e Andretti. Ma neppure quello doveva rivelarsi “giusto”, in una giornata da dimenticare: Andretti e Villeneuve, giunti primo e secondo, vennero penalizzati di un minuto per (sospetta) partenza anticipata e furono retrocessi al sesto e settimo posto. Fu proclamato vincitore Niki Lauda che, però, non volle salire sul podio. Era buio quando con i miei zii mi allontanai da Monza. Avevo vissuto emozioni forti e assistito a un dramma vero. Il mio battesimo del fuoco con la F.1 era stato così. Poi, vennero tanti altri GP. Purtroppo, senza Ronnie.

poco importa

All'epoca avevo 24 anni e ho seguito il GP in TV come seguivo tutti i GP di F1. Peterson era senza alcun dubbio uno dei migliori piloti di quel periodo. Su quell'incidente riguardai i filmati e le foto che sui giornali dedicati (Autosprint) apparvero. Furono dette molte inesattezze e visuali distorte. Anche qui, senza togliere nulla ai leoni della CEA ci sono alcune inesattezze, gli uomini della CEA cercavano spegnere l’auto di Peterson in fiamme, fu James Hunt a dire di gettare il getto degli estintori sull’abitacolo dove c’era il pilota e fu lo stesso Hunt ad estrarre Peterson dall’abitacolo con intervento pressoché immediato di Merzario e di Regazzoni. In seguito si lesse (e a volte si legge ancora) che Peterson morì a Monza nell’incidente. Peterson è morto al Niguarda il giorno dopo per embolia grassosa. Purtroppo ricordo che c’era un’ambulanza sul prato non lontano dall’ auto dello svedese ma ci mise molto tempo a caricarlo, credo una ventina di minuti che sono decisamente troppi. All’incirca ci misero venti o trenta minuti al Niguarda prima che Peterson potesse essere operato. La moglie di Peterson voleva fare causa al Niguarda, ma fu … sconsigliata. Già da allora, se ricordo bene, in occasione delle gare (di qualsiasi tipo) c’era o doveva esserci una sala operatoria libera in caso di incidente grave. Riguardo alle responsabilità dell’incidente insorte in seguito, a mio parere sono porcherie. Patrese fu additato quasi come un omicida, cosa inconcepibile. L’innesco dell’incidente fu causato da Hunt e Reuteman con ciò non colpevolizzo nessuno dei due piloti, nelle gare il rischio di incidente c’è sempre, specialmente in un momento cruciale come la partenza, dare la colpa ad un pilota piuttosto che ad un altro è follia pura; purtroppo Patrese fu vittima di assurdità in seguito poi addirittura risultato estraneo. Se escludiamo episodi, comportamenti, come quello di Fenati (in questo caso moto e non auto) il rischio c’è sempre. Chi corre lo sa e accetta questi rischi. A mio avviso da appassionato e non certo da professionista, mi sembrava folle introdurre la chicane nel rettilineo a Monza, una chicane che faceva da imbuto, un pericoloso imbuto. In seguito alla partenza fu deciso di saltare la chicane al primo giro.

COMMENTI

  • All'epoca avevo 24 anni e ho seguito il GP in TV come seguivo tutti i GP di F1. Peterson era senza alcun dubbio uno dei migliori piloti di quel periodo. Su quell'incidente riguardai i filmati e le foto che sui giornali dedicati (Autosprint) apparvero. Furono dette molte inesattezze e visuali distorte. Anche qui, senza togliere nulla ai leoni della CEA ci sono alcune inesattezze, gli uomini della CEA cercavano spegnere l’auto di Peterson in fiamme, fu James Hunt a dire di gettare il getto degli estintori sull’abitacolo dove c’era il pilota e fu lo stesso Hunt ad estrarre Peterson dall’abitacolo con intervento pressoché immediato di Merzario e di Regazzoni. In seguito si lesse (e a volte si legge ancora) che Peterson morì a Monza nell’incidente. Peterson è morto al Niguarda il giorno dopo per embolia grassosa. Purtroppo ricordo che c’era un’ambulanza sul prato non lontano dall’ auto dello svedese ma ci mise molto tempo a caricarlo, credo una ventina di minuti che sono decisamente troppi. All’incirca ci misero venti o trenta minuti al Niguarda prima che Peterson potesse essere operato. La moglie di Peterson voleva fare causa al Niguarda, ma fu … sconsigliata. Già da allora, se ricordo bene, in occasione delle gare (di qualsiasi tipo) c’era o doveva esserci una sala operatoria libera in caso di incidente grave. Riguardo alle responsabilità dell’incidente insorte in seguito, a mio parere sono porcherie. Patrese fu additato quasi come un omicida, cosa inconcepibile. L’innesco dell’incidente fu causato da Hunt e Reuteman con ciò non colpevolizzo nessuno dei due piloti, nelle gare il rischio di incidente c’è sempre, specialmente in un momento cruciale come la partenza, dare la colpa ad un pilota piuttosto che ad un altro è follia pura; purtroppo Patrese fu vittima di assurdità in seguito poi addirittura risultato estraneo. Se escludiamo episodi, comportamenti, come quello di Fenati (in questo caso moto e non auto) il rischio c’è sempre. Chi corre lo sa e accetta questi rischi. A mio avviso da appassionato e non certo da professionista, mi sembrava folle introdurre la chicane nel rettilineo a Monza, una chicane che faceva da imbuto, un pericoloso imbuto. In seguito alla partenza fu deciso di saltare la chicane al primo giro.
  • Anche per me, a 13 anni, fu la prima, ed ultima, esperienza a Monza (ne seguirono altre due ad Imola, e lì il primo anno andai anche ai box grazie al rappresentante di zona della FERODO e poi basta). Ero alla prima chicane, all'epoca chicane Malboro se non erro, e vidi... Anzi no sentii i vari rumori di urti e subito dopo le poche macchine partite arrivarono alla chicane. Poi le notizie frammentarie, la radio, l'altoparlante e l'attesa, la lunga attesa, il secondo via, e di nuovo attesa dopo il II incidente. Davvero una giornata traumatica, ma sembrava che se la fossero cavata, soprattutto Brambilla, il più grave. Ed invece il giorno dopo... Grazie Andrea per il ricordo a cui ne associo un altro, un aneddoto piuttosto conosciuto. Ronnie aveva partecipato due anni prima alla corsa per il Friuli con l'Alfasud TI Trofeo del campione in carica F. NICCOLINIe rimase famoso per avergli impedito la vittoria distruggendo... Il cambio della sua vettura. Ronnie non aveva la mano leggera, così come il piede!
  • Parole sante, Vin, è proprio così. Volevo ringraziarvi per il feedback (Pietro) e per i contributi (Paolo) che avete dato all'argomento, sempre un arricchimento. Ripeteremo, spero, anche in altre occasioni più lievi. A presto!
  • Io c'ero. Ero con mio padre, mio fratello e mio zio. Eravamo nel prato prima della parabolica. Si vedeva la nuvola densa di nerofumo. Ci allontanammo dal parco a gara terminata. L'unica volta in tanti anni in cui era quasi buio. Buio in tutti i sensi. Avevo 13 anni.
  • Grazie per il bell'articolo, per me istruttivo come non mai (sono dell'80). Mi permetto solo di riportare, per una mera curiosità, che analoga storia posso raccontare io, che nel '94 avevo 14 anni e fui portato per la prima volta a Imola, dal sabato, come sarebbe stato anche per gli anni successivi. Stesse stranissime e forti emozioni, per chi come me era anche Sennista...perdere un campione proprio la prima volta che lo si vede dal vivo...Mah...Conservo le foto come delle reliquie. Anche io ricordo un'amarezza particolare, verso le 18 e 15, seduto sul sedile posteriore di un'Alfa 33 rossa, in autostrada ascoltando l'autoradio che trasmetteva l'esito tragico dall'Ospedale di Bologna. Chapeu!
  • Caro Vin, come sempre il tuo commento è puntuale e ricco di spunti interessanti. Patrese, di cui sono concittadino, venne poi scagionato, ma solo tempo dopo e in seguito, come dici tu giustamente, a una gogna mediatica lunghissima e non meritata. E un filo, purtroppo sfortunato, lega Michele a Ronnie: due campioni veri, che ricordiamo con nostalgia.
     Leggi risposte
  • Anch'io come Stassano ero un bimbo ai tempi, non ero a Monza, il GP lo seguivo dalla TV, ricordo che subito dopo l'incidente i vari giornalisti ed inviati presenti sul posto parlarono di condizioni critiche per Brambilla e nessuno fece cenno a Peterson come ferito grave, ed in effetti pare non lo fosse, erano solo fratture alle gambe, la notizia della sua scomparsa arrivata il giorno dopo fu uno shock inatteso, un'embolia dissero, non sapevo cosa fosse, fu mia madre a spiegarmi per sommi capi del problema che può verificarsi dopo un intervento chirurgico anche leggero, la medicina negli anni 70 era quel che era e forse in quel caso non operò nemmeno al meglio delle sue possibilità del periodo. ...... Ricordo pure il "processo sommario" che i "senatori" della F1 fecero ad un giovanissimo Patrese, il padovano per anni fu nella gogna mediatica di chi lo additava come unico responsabile dell'incidente non tenendo conto delle evidenti anomalie commesse dalla direzione gara sulla procedura di partenza (la quale veniva lasciata in mano agli organizzatori del singolo GP senza una supervisione globale) e dell'innaturale strettoia che era presente a Monza alla connessione tra il tracciato stradale e quello dell'alta velocità. Non a caso successivamente il rettilineo di partenza venne ristretto con le righe di vernice per avere un corridoio uniforme fino alla prima variante. ........ Come scritto dal buon Stassano, Ronnie aveva tanti tifosi un pò ovunque nonostante non si fosse ancora nell'era della globalizzazione mediatica, un certo Michele Alboreto, suo accanito fan, anni dopo correva usando un casco la cui livrea riprendeva proprio quella di Peterson con i colori della bandiera svedese, un triste destino ha voluto accomunare i 2 piloti.
  • leggi tutto

    FOTO

    VIDEO
     -
     -

     -
     -

     -
     -

     -
     -

    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/19385/poster_f941db38-f451-4820-ab4b-184e431c7c79.jpg La storia della nuova Skoda Karoq http://tv.quattroruote.it/news/video/la-storia-della-nuova-skoda-karoq News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19456/poster_001.jpg Il record della Stelvio Quadrifoglio al Ring http://tv.quattroruote.it/news/video/il-record-della-stelvio-quadrifoglio-al-ring News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19477/poster_001.jpg Alfa Romeo Giulia: i crash test IIHS http://tv.quattroruote.it/news/video/alfa-romeo-giulia-i-crash-test-iihs News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19479/poster_001.jpg Il crash test Euro NCAP della Range Rover Velar http://tv.quattroruote.it/news/video/il-crash-test-euro-ncap-della-range-rover-velar News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19610/poster_001.jpg La Yamaha Sports Ride Concept diventa T40 http://tv.quattroruote.it/news/video/la-yamaha-sports-ride-concept-diventa-t40 News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19600/poster_001.jpg LS+ Concept, l'autonoma secondo Lexus http://tv.quattroruote.it/news/video/lexus-ls-concept News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19665/poster_001.jpg Apre Garage Italia Milano, il nuovo atelier di Lapo Elkann http://tv.quattroruote.it/news/video/apre-garage-italia-milano-il-nuovo-atelier-di-lapo-elkann News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/19688/poster_017.jpg Il making of del Calendario Pirelli 2018 http://tv.quattroruote.it/news/video/il-making-of-del-calendario-pirelli-2018 News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/20579/poster_005.jpg Ferrari 488 Pista, primo test a Fiorano! http://tv.quattroruote.it/news/video/ferrari-488-pista-primo-test-a-fiorano- News
    https://eclexiaedidomuscdn.azureedge.net/images/290/193/edidomus/thumbnails/videos/20600/poster_002.jpg Al volante della Porsche Mission E Cross Turismo http://tv.quattroruote.it/news/video/al-volante-della-porsche-mission-e-cross-turismo News

    RIVISTE E ABBONAMENTI

    Il nuovo numero di Quattroruote vi aspetta in edicola e in edizione digitaleUn appuntamento da non perdere, che vede il proprio punto di forza nelle prove su strada, impreziosite da analisi ancora più approfondite su prestazioni, dotazioni tecnologiche e confort delle auto e personalizzate per i diversi modelli.

    Quattroruote

    Abbonati a Quattroruote!

    Sconti fino al 41%!

    SCOPRI TUTTE LE OFFERTE

    UTILITÀ

    SERVIZI QUATTRORUOTE

    Inserisci la targa e ottieni la tua quotazione

    Non ricordi la tua targa? Clicca qui >
    Targa
    Cerca