Nel 1956, quando Quattroruote arrivò per la prima volta in edicola, in Italia c’erano più corriere che vetture. L’auto di famiglia veniva ancora considerata un bene di lusso, tanto che le unità vendute in quell’anno furono solo 200 mila (più o meno la somma tra le Fiat Panda e le Renault Clio vendute nel nostro Paese nel 2018). Ma Gianni Mazzocchi, fondatore e primo direttore della nostra rivista, intuì che quello in atto era solo il preludio di un grande cambiamento: “L’automobile non deve più considerarsi un mezzo agonistico o un oggetto di esibizione: sta per tramontare l’epoca in cui gli uomini si dividevano tra quelli che hanno e quelli che non hanno l’automobile”, scriveva nell’editoriale del primo numero, pubblicato nel febbraio di quell’anno. Quella che voleva essere “una rivista dedicata unicamente al servizio degli automobilisti”, sarebbe poi diventata anche testimone dei mutamenti del costume italiano, dagli anni della motorizzazione di massa con la mitica 500 fino a oggi. E in questo mese festeggia ben 63 anni di vita. In attesa del Quattroruote Day, li ripercorriamo ricordando le prove e le copertine più belle, i reportage, i personaggi e tante altre curiosità per darvi un piccolo assaggio di quella che è la nostra grande storia.