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Nuovo Quattroruote
L'editoriale del numero di agosto

Nuovo Quattroruote
L'editoriale del numero di agosto
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Il mestiere di giornalista di Quattroruote non è facile. Non lo è perché è missione complessa ricoprire il ruolo di trait d’union fra le pulsioni emotive degli appassionati, le esigenze del mercato e gl’interessi dei costruttori. Senza false modestie, riteniamo di avere sempre svolto bene il nostro lavoro: se a 63 anni dalla fondazione Quattroruote continua a essere un riferimento nell’automotive, è perché il mondo della mobilità continua a riconoscerci una capacità unica nel raccontare senza compromessi prodotti e servizi, avendo come unica e sola priorità gl’interessi dei consumatori. Oggi quest’industria è al centro di un cambio di paradigma epocale, che sta trasformando il modo di concepire, realizzare, costruire, pensare e comunicare i mezzi di trasporto. Si tratta di una rivoluzione non lineare, però, che genera confusione e incertezza. Proprio per questo non abbiamo alcuna intenzione di abdicare alla vocazione, voluta dal fondatore Gianni Mazzocchi, di essere sempre al fianco degli automobilisti. Possiamo adeguarci ai tempi che evolvono. Possiamo rivedere il modo di testare le auto. Possiamo presidiare nuovi media lontani dal mensile. Ma c’è una cosa che non vogliamo tradire. E sono i nostri valori. Potrei farne un lungo elenco. Preferisco utilizzare un solo sostantivo: credibilità. Quella non è in vendita. La verità non ha prezzo. E non lo hanno neppure l’etica e il rispetto dei lettori, che sono il nostro vero patrimonio. L’editoriale di questo mese è dedicato a chi, come l’importatore italiano della Mitsubishi, pretende che Quattroruote cancelli giudizi non graditi pena la cancellazione degli investimenti pubblicitari. Leggetelo. È la mia risposta. È la risposta di tutta la redazione. 

IL TESTO DELL'EDITORIALE DEL NUMERO DI AGOSTO

Nel febbraio del 2019, pubblichiamo la prova della Mitsubishi Outlander Phev (è la versione plug-in), macchina di un certo successo a livello europeo, in quei Paesi dove il cavo elettrico garantisce incentivi. Arrivati alle misurazioni dei consumi, sottolineiamo che – com'è inevitabile sulle plug-in – le percorrenze calano quando le batterie finiscono e al moto deve pensare il solo propulsore termico. Scriviamo dunque che «una volta esaurita la carica o in autostrada, la media di 21,6 km/l scende vistosamente. Ai livelli di un'assetata Suv». Nelle tabelle che riassumono le prestazioni, i numeri a giustificare il commento: dai 21,6 km/l con batteria al 100%, la media precipita a 11,1 km/l. Risultato: tre stelle e mezzo alla voce consumi. Come detto, nulla di strano: le plug-in trovano senso quando se ne sfrutta l'energia elettrica; senza l'ausilio degli accumulatori, si comportano come auto normali, con lo svantaggio del peso. L'importatore della Casa non gradisce questo passo della prova. Ci fa sapere che, per loro, la Outlander non è assetata: se anche lo fosse, avremmo dovuto usare parole più morbide. Pazienza: il nostro lavoro porta spesso a scrivere cose che alle Case non piacciono. I numeri, però, non mentono. È il motivo per cui ci siamo dotati di strumenti e palcoscenici di test unici al mondo.

Passano cinque mesi. Decidiamo di ripubblicare la prova della Outlander nel nostro Dossier Suv, l'abituale "best of" delle prove su strada, perché riteniamo il modello degno di interesse e di certo non sono i consumi un po' alti a pregiudicarne i contenuti. Come sempre facciamo in caso di “repliche”, avvisiamo l'importatore. Il quale a quel punto pretende che le frasi sgradite pubblicate a suo tempo vengano fatte sparire. E comunica all'Editoriale Domus la volontà di subordinare gl'investimenti pubblicitari già decisi all'accettazione del loro aut-aut. Al nostro rifiuto, Mitsubishi Motors Italia tiene fede alla promessa, cancellando le attività pianificate per il 2019. La risposta è a pagina 234 del Dossier Suv, dove la prova della Outlander appare in versione originale e non emendata secondo i desideri del costruttore: la macchina era assetata e rimane tale.

Quattroruote non si piega a questi ricatti. Lo esigono i valori d'indipendenza che da 90 anni muovono l'Editoriale Domus. Lo impone il rispetto dei lettori. Se per il management italiano della marca del Diamante il giornalismo è commercio di opinioni, è evidente che la distanza dai nostri principi è incolmabile. Sia chiaro: continueremo a scrivere della Mitsubishi e a testare i suoi prodotti (se l'importatore ce ne darà modo), con l'obiettività di chi fa informazione senza pregiudizi né condizionamenti. Semplicemente, la nostra credibilità non è in vendita.

Detto questo, la Casa giapponese non è nuova a inciampi etici. Nei primi anni 2000, si scoprì che la dirigenza si era "dimenticata" d'informare le autorità delle lamentele di 64 mila clienti, per evitare costosi richiami. Poco dopo, venne fuori che, sempre per lo stesso motivo, la marca aveva nascosto i difetti di altre 160 mila macchine. Sempre in quel periodo, una serie di 70 incidenti portò alla luce un piano della divisione Fuso (quella dei veicoli commerciali) per coprire deliberatamente alcune gravi mancanze dei propri veicoli. La società, vistosi scoperta, chiese scusa e definì l'episodio «il frutto di una cultura aziendale basata sul sistematico occultamento». Questo però non risparmiò a Katsuhiko Kawasoe, capo della divisione, una condanna – assieme ad altri tre manager – per «aver, con la sua negligenza, causato la morte di almeno una persona» . L'azienda, in una crisi di vendite e reputazione che portò al divorzio da DaimlerChrysler (proprietaria del 34% delle quote azionarie), venne salvata grazie a una sostanziosa iniezione di capitali. Nel 2016, la Mitsubishi ammise di aver truccato i dati delle emissioni delle proprie auto nei precedenti 25 anni. Lo scandalo fu tale che la Nissan di Carlos Ghosn acquisì il controllo della corporation di Tokyo a prezzo di saldo. Nel 2017, Mitsubishi Materials confessò di aver falsificato i dati sulla qualità dei propri prodotti.

Quando nel dicembre del 2017 intervistai l'attuale ceo, Osamu Masuko, domandandogli se i numerosi episodi suggerissero l'esistenza di una questione etica nell'industria giapponese, mi rispose: «Queste vicende hanno evidenziato un problema di sistema. Il nostro obiettivo è di recuperare credibilità e di riportare fra le priorità la creazione del valore». Evidentemente il pensiero del capo non è arrivato in Italia.

                                                                                                                           Gian Luca Pellegrini

COMMENTI

  • Ma... È la mia impressione ma dopo che è stato pubblicato questo editoriale la pubblicità delle case costruttrici è notevolmente diminuita? Non la vedo neanche più, una coincidenza?
  • Non è la prima volta che ci sono lamentele dalle Case. Toyota una quindicina di anni fa o poco più mandò i suoi tecnici a Vairano per vedere i persona i test di stabilità, se ricordo bene, della Avensis. Però non è il massimo vedere l'immagine con la mega scritta "la credibilità non ha prezzo" e di fianco il video pubblicitario della miniserie Audi-Quattroruote...(se non altro 'sto mese s'è vista una A3 con 10-15000 euro di optional in meno rispetto al solito, almeno quello. Visto che per la Polo, stando al giudizio della pagella, le stelle assegnate pareva si riferissero alla configurazione dell'esemplare e non all'effettiva dotazione di primo equipaggiamento...).
  • Inutile Predicare Bene e Razzolare Male. 😘
  • Questa vicenda è la punta di un iceberg che viene a galla. Ora che è venuta a galla bisogna che venga a galla tutto l'iceberg. Con un "sistema di sponsorizzazioni" è impossibile, secondo me, che altre case ben più pesanti di Mitsubishi qui da noi non facciano pressioni affinchè si "parli bene" dei propri prodotti. Poi sarebbe interessante capire la percentuale di sponsorizzazione data da Mitsubishi rispetto a quella di FCA e delle tedesche a seguire (o a precedere). Ecco, sarebbe bello che ora i lettori venissero informati di questo. Buona giornata.
  • Esternare un giudizio è complesso, sia nel merito dell'editoriale che dell'episodio scatenante. Da un lato rilevo preliminarmente che l'Automotive, in tutte le sue declinazioni, non è posto per le anime belle: gli interessi commerciali sono enormi, molteplici e multidirezionali. Quindi inutile pretendere la massima trasparenza, o peggio ancora confonderla con la competenza: ci sarà sempre una certa dose di non detto. La vostra forza come rivista - lo ricorda correttamente qui sotto anche un altro utente - è di pubblicare sempre i numeri rilevati in sede di test; tutto il resto è soggettivo, e può anche prestare il fianco a critiche per come viene svolto. Che il casus belli sia stata un'ibrida plug-in lo trovo sintomatico, perché sono le auto che più di tutte incarnano la fase crepuscolare che stiamo vivendo nell'automobilismo: complesse, sofisticate, pesanti, con vantaggi tutti da dimostrare nell'uso pratico. Qualunque redattore che si occupi di automobilismo ne parla ormai quotidianamente, ma dall'altra parte c'è un pubblico che per metà non sa nemmeno cosa siano, e non vuole saperlo. Non posso fare a meno di rilevare che ci sono state delle evidenti disparità di trattamento in passato, forse una fase di maturazione del giudizio su questi veicoli (ad essere buoni). Ricordo una video-prova di una Audi A3 e-tron estremamente enfatica, il redattore si sperticava a tesserne le lodi. Per converso, ricordo anche che, due anni dopo, una Mini Countryman plug-in usciva con le ossa relativamente rotte dalla prova su strada: si rilevava con (sacrosanto!) disappunto che, a 130 km/h, l'auto non riusciva a fare i 10 km/l, altro che i miracoli promessi in sede di omologazione (a pile cariche)! E non mi sembra che il gruppo BMW abbia "chiuso i rubinetti" per questi appunti negativi, o - se è per questo - per le tre stelle al comportamento su strada della nuovissima 3er di qualche mese fa. [Col tempo vado convincendomi che BMW è la più seria delle tedesche, quella più solida e più sicura dei propri mezzi e del proprio bagaglio di competenze. Sia chiaro che "più seria" non implica "più onesta"]. La Mitsu oggetto del contendere non fa altro che ripetere il copione già scritto per qualsiasi suv a benzina ibrida plug-in: le parole con cui l'esito (già scritto, mi ripeto) è stato riportato non sono affatto offensive, quindi la reazione dell'importatore è ingiustificata e non accettabile. Però quello che mi chiedo veramente è: chi ci guadagna a sbattere tutto in "piazza"? Che vantaggi porta? La credibilità mi sembra una parola tanto forte quanto fuori posto. Lo vedo più come un "termometro" chiamato a rilevare che aria tira dalle reazioni, una sonda lanciata in un abisso a captare quanto è diventato profondo. Anche perché l'editoriale scritto così, con tanto di piccoli sassolini dalla scarpa finali, si configura più come un avvertimento ad altri costruttori "piccoli" (che so: una Mazda, o una Subaru) di non fare troppe storie se i difetti dei loro prodotti vengono raccontati senza peli sulla lingua: se una Levorg è ruvida e consuma come una petroliera, se una CX-30 è meno premium di quello che vorrebbe millantare, e così via. Sono solo due esempi, ma credo che lo scritto sia rivolto più a loro che ad altri. I giganti (FCA, VAG) scrolleranno appena le spalle, consci di una posizione più strategica sotto tutti i punti di vista. Non credo che la vicenda sia stata gestita nel modo migliore, da entrambe le parti. Comunque non voglio certo fare il censore, sono abbonato (con soddisfazione) a Quattroruote e continuerò a leggerlo volentieri e con piacere. Qui scriviamo commenti, ma ricordiamoci che a parlare coi soldi degli altri sono (siamo) tutti bravissimi. Far quadrare i conti, in un ambiente di crescente complessità, non è facile - io lo so in prima persona... quindi il gesto rimane comunque coraggioso, a prescindere da tutto il resto.
  • Ce l’ha Ce l’ha eccome se Ha un Prezzo. 😘
  • La credibilità di Quattroruote è sempre stata per me chiara e, da sempre, molto apprezzata. Se venisse a mancare, sarebbe una grande delusione ed il mio interesse, per questo mensile, non sarebbe più lo stesso. Quindi, sempre avanti così, senza compromessi e, possibilmente, meno "politically correct" stile Jeremy Clarkson in "Top Gear"
  • sono veramente un po' sorpreso, non per il ricattino dell'importatore in se stesso (sono pratiche all'ordine del giorno in tanti settori), ma per l'editoriale del direttore sull'accaduto, a mio giudizio teso unicamente a ribadire una indipendenza ed una credibilità ormai molto appannate (soprattutto dal dieselgate in avanti); come dice il pubblicitario... anche male purchè se ne parli...
  • Mi dispiace vedere Quattroruote oggetto di tali accuse da parte dei propri lettori (almeno di quelli della versione on-line), e fra di essi mi metto pure io. Se si trattasse di una delle miserelle pubblicazioni che infestano edicole e web, nessuno si prenderebbe la briga di attaccarle, perché partendo da una reputazione zero, nessuno si scandalizzerebbe nello scoprirle, diciamo così, inclini ad accontentare lo sponsor di turno. Io posso capire se l'utente medio è convinto che le auto di una certa marca siano migliori in tutto perché i cruscotti sono - effettivamente - assemblati in modo impeccabile, ma sentire certi sbrodolamenti da parte dei vostri tester alla lunga diventa irritante. Quattroruote, quando ero molto più giovane, era una sorta di bibbia. Non so se i dati riportati fossero i più precisi o no. Quel che conta è che erano considerati tali perché avevate un enorme capitale di credibilità. Ricordo il confronto con Gente Motori, che disdegnavo proprio perché aveva quel tono generale da ragazzino esaltato che ora sembra caratterizzare Quattroruote. Si è voluto abdicare al rigore per seguire i fantomatici gusti di un pubblico che, forse, avrebbe preferito venisse mantenuto un certo rigore. Sono tecniche che non pagano: a distanza di anni dalla fine delle scuole, sono i prof bravi e severi a lasciare il miglior ricordo, non quelli che tiravano ad arruffianarsi gli studenti regalando voti a caso. Ho scritto "miglior ricordo", intendevo "rispetto". (Quello stesso rispetto per l'utenza che dovrebbe far sì che un'area commenti che da anni fa tecnicamente ribrezzo venga definitivamente demolita e rifatta da zero.)
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  • Punta il dito; copri la luna... Da decenni avete perso il treno (e la faccia - 100000 km con la lancia thema che brucia il turbo e scriveste: da usare cum grano salis: pazzesco - e in Italia siete in buona compagnia, per questo peggiorate): scrivete cose che non vale la pena leggere nemmeno se il numero in edicola fosse gratis. Date addosso a Mitsubishi: siete talmente autoreferenziali che avete perso la consapevolezza di quanto fuori dal mondo siete riusciti ad arrivare. Credete che noi lettori siamo così scemi da non capire i vostri miserabili giochetti!? State offendendo l’intelligenza di chi - io con disgusto l’ultima volta il numero di gennaio - prova a vedere se aggiustate il tiro. Questa però, speravo ce la risparmiavate. Che pena. Forza: bagno di umiltà e concentratevi a provare a scrivere cose sensate per chi - e saranno sempre meno, attenzione: non fate finta di non saperlo incolpando sempre qualcun altro - l’auto la vuole incredibilmente ancora comprare.
  • Il mestiere del giornalista di 4ruote non è facile? A me, come a molti altri, penso, viene voglia, direttore, di proporle uno scambio. Perché prepotenza, arroganza, mala fede, spesso nascoste sotto le mentite spoglie di amicizia, collaborazione, condivisione, sono un male di ieri e di oggi. Bene ha fatto a rimettere l'importatore al suo posto, imponendo così la sua indipendenza. Ma chissà quanti sperano in giudizi benevoli occupando da anni spazi strategici nella sua rivista. È il normale svolgersi delle cose, un costume che si supera solo con la capacità di interpretare, autonomamente, i risultati delle vostre prove.. È questo il vostro autentico valore aggiunto: la capacità di misurare e il coraggio di pubblicare numeri che poi chi ama l'auto impara a giudicare in autonomia. Solo così chi specula sulla dabbenaggine del pubblico non troverà pane per i propri affamati denti. Il 15 settembre del 2015 dovrebbe averci insegnato che i diesel da 300 cv che percorrono 50 km con un litro e che inquinano come una euro 6 quando è in vigore l'euro 5 sono reclame che non hanno più alcuna presa. Personalmente l'outlander mi sembra uno dei migliori ibridi, non certo per i consumi che garantisce, ma per il suo particolare schema tecnico: da qui a voler far credere che un elefante mangia come una ballerina...
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  • La Mitsubishi produce aborti su 4 ruote da una ventina d' anni ormai.....Se si scoprisse anche che la loro ' punta di diamante' consuma come una lancer evo IX .....
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  • Quanto peso ha la Mitsubishi per Quattroruote? Non e' che con un editoriale del genere vi pulite la coscienza da quello che non avete condannato in passato (ovvio , vedi gruppo Vw , di cui avete riportato le nefandezze fatte per anni con articoli un po' troppo acqua e sapone. Di fatto i killer del motore diesel ) . La riviste non e' quella piu' di una volta : i giudizi lusinghieri (troppo) su qualsiasi auto tedesca , anche la piu' banale , sono insopportabili . E che dire delle continue prove di auto superaccessoriate presentate come se fossero la normalita' che poco hanno a che fare con quelle realmente in strada? Il fatto di essere la rivista piu' accredidata non deve farvi dormire sugli allori . Aspetto altri editoriali pungenti e puntuali anche contro chi vi riempe le pagine di pubblicita'.
  • Tanto per essere imparziali... Rammento quanto accaduto alcuni anni fà, quando la rivista aveva offerto gratuitamente in allegato ad una copia del mensile una specie di "prova speciale" riguardante la presentazione di un'utilitaria di un noto marchio teutonico, in cui il prodotto veniva lodato ed incensato... A breve il tutto venne censurato dall'autorità competente, perchè era stato appurato che, allo stato dei fatti, si trattava in realtà di un inserto pubblicitario, privo dell'apposita indicazione obbligatoria...
  • Ogni "Scarrafone è bello a mamma sua"... difendere il proprio è sacrosanto. Sicuramente non cosi. Comunque anche voi non l'aveta presa bene: l'ultima parte della lettera sembra essere una ripicca alla pubblicità tolta; e anche questo non va bene.
  • Encomiabile la posizione di Quattroruote a difesa della sua dignità nell'interesse degli automobilisti. Il principio cui ispirarsi sia sempre: nessuna sudditanza nei confronti di nessun costruttore.
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  • Senza volere prendere le difese del costruttore, ma scrivere le risposte della Mitsubishi con parole vostre rende questo editoriale molto, troppo soggettivo.
  • Ho appena finito di sfogliare 4R di agosto: è sicuro che anche con FCA 4R questo mese non correrà alcun rischio, così come avviene di regola con VW: i servizi su Tonale e Centoventi sono, a mio parere, due simpatiche, futili, ‘marchette’.
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  • L'imparziabilita di 4R non è del tutto credibile ma se la rapportiamo ad altre riviste del settore allora capiamo che l'etica messa in campo ha tanto valore. Detto ciò volevo solo far notare al direttore Pellegrini che l'unica casa automobilistica che ancora non ha auto "del futuro"a listino è la cara e vecchia Fiat o FCA,che dir si voglia,della quale nessuno ha capito bene quali siano i piani industriali per il prossimo futuro,visto il no dei cugini transalpini alla fusione. Dalla Renault avrebbero potuto attingere alla tecnologia elettrica per le utilitarie,saltando l'Ibrida a piedi pari,evitando investimenti onerosi in tal senso. A malincuore mi tocca constatare che ancora una volta siamo gli ultimi della classe e dopo la scomparsa di Marchionne mi sembra che le cose siano peggiorate. Scusate il patriottismo..... Ps:Continuerò a leggervi,come faccio da 35 anni, anche se sette pagine su dieci di pubblicità sono del gruppo di Wolsburg :-)
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  • Sono d'accordo con il Direttore e condivido il suo atteggiamento di restare autonomo da qualsiasi condizionamento esterno. Chi scrive per professione deve conservare e difendere la propria libertà di espressione. Sono i lettori che poi, devono farsi una idea confrontando le parole usate con i dati oggettivi registrati. Che cosa accadrebbe se si usassero solo i freddi numeri e abdicassimo le parole, i giudizi e gli aggettivi? Forse qualcuno soffrirebbe meno, ma bisogna pur aprirsi al giudizio altrui e sopportare in egual misura critiche e complimenti, insuccessi e riconoscimenti. Questo dovrebbe essere lo stile di un personaggio pubblico, mentre le emozioni sono altro e si condividono privatamente. Buona giornata. Fabio Mancini
  • Alla propria credibilità 4R ha incominciato a rinunciare con l'attesa delle veline prima di pubblicare la notizia del VAGGate (e la risibile giustificazione che nei week-end la redazione è chiusa, smentita dal fatto che l'articolo fu pubblicato sul sito verso le 22 di domenica). L'appoggio alla tesi difensiva di VAG "così fan tutte" e dell'impossibilità tecnica di rispettare i limiti (smentita nei fatti da BMW) ha rincarato la dose. Se le parole andavano prese con la tara, restavano i numeri riportati nelle prove, che non tradiscono mai. Al di là delle stelline attribuite con gli occhi dell'amore, 11 km/h di differenza nel cambio di corsia sul bagnato permettevano di farsi un'idea delle effettive qualità dinamiche di un mezzo. Poi è arrivato il "supertest stabilità per 10 SUV" nel numero di febbraio dove una Vitara a benzina ha miracolosamente replicato alla perfezione i numeri del modello diesel provato circa quattro anni prima e dove anche la matematica è diventata un'opinione (provate a fare la media dei punteggi e troverete una classifica diversa...). La credibilità, per avere un prezzo, deve essere un valore.
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  • ip ho smesso di comprare Quattroruote da quando ho consolidato la mia consapevolezza automobilistica quando ho cominciato a capire cosa cercare e cosa guardare in un auto, ma soprattutto cosa mi da un Marchio, cosa miOffre l'auto, e bla bla bla... siete Sempre Stati vittima delle Pressiono Nazionaliste, e ci può stare, siete sempre stati Filotedeschi... e non capisco perché ci potrebbe stare... sarebbe giusto rendere trasparente tutto intorbido che vi fa parlare bende auto o di ideologie automobilistiche che vanno sostenute e spinte in pompa magna... Credo che non sia difficile Capirlo, meglio comprare AL VOLAnte, spendo meno e sui suoi commenti striminziti ad ogni auto citata faccio più fatica a percepire la raccomandazione... Saluti.
  • Sono da anni cliente del marchio. Ho acquistato da poco una eclipse Mitsubishi. Se scopro che l’azienda intende ancoravperseverare con queste politiche che di etico non hanno proprio nulla, giuro che questa è l’ultima Mitsubishi che entra a casa mia.
  • Bell'esempio di orgoglio etico, dovuto, che porta a galla una vicenda fosca ma probabilmente rappresentativa di un sistema in cui l'informazione, anche la migliore fatta da dèi del giornalismo ultraterreni, non può essere avulsa dal Mercato in quanto lo condiziona, ne influisce le scelte. Dopo questa vicenda, resa pubblica, dovranno essere rese pubbliche anche EVENTUALI pressioni e condizionamenti di altre case automobilistiche: sarebbe bello e giusto.
  • Per tutto il resto c'è Mastercard!!
  • Beh, complimenti Quattroruote. Spero che teniate lo stesso profilo anche verso aziende ben piu' grandi ed importanti di Mitsubishi, che so tipo il gruppo VAG per fare un esempio...
  • Che le auto ibride siano assetate non serve un genio per capirlo,finito il (poco)"elettrico" tocca al termico galoppare e visto il peso superiore è ovvio che i consumi salgano!! a dimenticavo,su 4R non avevo dubbi visto che lo compro regolarmente dal luglio 79..... Una cosa però concedetemela,siate un po' più duri anche con fca(il minuscolo ci sta tutto)ci stiamo facendo ridere dietro da tutto il mondo!!!
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  • BRAVI ! ! Occorre essere al di sopra delle parti. Purtroppo molti canali nati come funghi ultimamente su Youtube invece sono sempre benevoli per evitare ritorsioni . Spero che questa vostra rotta sia mantenuta sia per i piccoli Clienti (quale Mitusbishi) che per quelli più grossi (VAG, FCA, PSA) ....
  • Due cose: complimenti a Quattroruote e un invito ad approfondire la vera convenienza ed efficienza delle nuove auto a propulsione "ibrida" nell'accezione più vasta e variegata del termine. Non lo nascondo: non credo si sia di fronte, nel caso delle auto "meticce", a delle vere convenienze, si pensi all'aumento demenziale dei pesi, dei prezzi d'acquisto, alle problematiche di rifornimento, per non dire della vulnerabilità in caso di aumento del prezzo delle varie fonti di energia. Anziché perseguire la strada dell'efficienza abbattendo peso e consumi, attriti e riciclabilità, si fanno mezzi da due tonnellate, con pneumatici enormi, aerodinamica buona solo se la si relativizza al mezzo ma non in assoluto, ecc.
  • Felice che Quattroruote abbia tenuto la schiena dritta, haimè come visto da vostri test nutro scarsa speranza e fiducia nel'automotive. Purtroppo le auto ibride dopo 20 anni di conoscenza Toyota non sono ancora rivoluzionarie ma solo leggere evoluzioni di anno in anno non giustificabili. Ad oggi la scelta ha senso tra elettrico o termico anche semplicemente per le manutenzioni che o se ne segue una od un'altra e non entrambe come nell'ibrido. Poi vogliamo parlare di quanto in italia fanno pagare la corrente elettrica alle colonnine(enel X..). Dopotutto il metano è ancora la soluzione migliore per tasche ed ambiente.
  • Complimenti Quattorute! Le verità scomode fanno sempre male e non bisogna vere paura di metterle nero su bianco sempre.
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  • Ha fatto bene Quattroruote. Detto questo tempo fa ero indeciso tra la mitsubishi incriminata e la lexus NX ,bè ho preso l'NX che esteticamente è 2 spanne sopra ma sopratutto va di più e consuma meno della plug-in. Lo stesso discorso lo fanno i tedeschi con le loro plug-in dichiarando consumi irrisori che si hanno solo fino a quando la batteria non si scarica poi consumano come le altre. Le plug-in hanno senso usarle come le elettriche ,cioè solo in città senza passare i 100Km ,rispetto alle elettriche se finisci la batteria ritorni a casa. Per un uso normale meglio una normale ibrida ,tralasciando le mild-hybrid che sono una presa per i fondelli.
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  • Stavolta il comportamento della rivista è stato corretto ed apprezzabile. Se però ripenso all'agosto 2010 ed alla storiaccia delle "Citroën approvate da Quattroruote", ritengo che molta della sua credibilità la rivista se la sia giocata (anzi venduta) in quella occasione.
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  • Un plauso al comportamento di QR e alla trasparenza sulla vicenda, mi permetto di dire molto poco "onorevole" per i signori di Mitsubishi. In generale credo che quello che ha verificato QR sull'ibrida plug in giapponese non sia tanto diverso da ciò che accade con tutte le auto di questo tipo ed è la scoperta dell'acqua calda! Se le batterie sono belle cariche l'auto , sopratutto in città , consuma pochissimo perché si muove prevalentemente con la trazione elettrica ma quando questa carica scende ed è prossima allo zero è ovvio che i consumi risalgano e anche di parecchio.
  • Non voglio entrare nella polemica "forti coi deboli, deboli coi forti". Perché potrei rispondere con un'altra massima: "Chi è senza peccato..." Detto questo, rimane il giudizio terribilmente sconfortante, ovvero che le plug in, quando devono macinare km, consumano (ed inquinano) più di altre auto, per l'aggravante del peso inutile che si tirano dietro. Continuo a ritenerla una tecnologia figlia della testardaggine Jap che sta vivendo il suo momento di gloria solo grazie al dieselgate.
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  • Apprezzo molto la presa di posizione del Direttore di Quattroruote, che si esprime anche a nome dei suoi collaboratori, persone che stimo anche dal punto di vista personale. Evidentemente anche la proprietà avrà avallato la decisione di non cedere al vero e proprio ricatto di una Casa che in Italia non ha mai avuto grossi volumi di vendita (in ambiente automotive sappiamo bene quanto sia "tosta" la "sciura" Giovanna). Del resto non occorre avere la competenza dell'ing. Massai per comprendere come un "barcone" da 4,70 metri, con batterie e motori elettrici al seguito, non possa essere un campione di parsimonia nei consumi di carburante in condizioni di basso rendimento del powertrain elettrico ( o di batterie scariche), per esempio in autostrada. E poi ci sono i numeri del Centro Prove; è inutile che i sempre presenti "campioni del risparmio" contestino la matematica, anch'io faccio i 20 con la mia SUV diesel euro 6b da 1.700 kg, se guido col piede di velluto. Il meglio di sé una vettura del genere lo può dare in città, peccato che le sue dimensioni richiedano una certa dose di "occhio" e di...fortuna nel parcheggiare. Detto questo, pur comprendendo in pieno che la "vita economica" di un'azienda come la Editoriale Domus dipende in buonissima parte da chi paga la pubblicità, cartacea o multimediale che sia, mi chiedo se una analoga presa di posizione potesse essere presa se la vettura in esame fosse stata un'Audi, per dire (Casa, e gruppo, molto più presente come sponsor di Quattroruote). Di primo acchito, e per la fiducia che nutro nel team della rivista, la mia risposta potrebbe essere si ma...ai posteri una eventuale e malaugurabile sentenza...Ps: sul dieselgate Quattroruote pubblicò un'edizione straordinaria...
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  • "...Non lo è perché è missione complessa ricoprire il ruolo di trait d’union fra le pulsioni emotive degli appassionati, le esigenze del mercato e gl’interessi dei costruttori...","...avendo come unica e sola priorità gl’interessi dei consumatori." A mio avviso un po' di contraddizioni! Bene nel caso specifico, ma mi aspetto lo stesso trattamento con tutti i costruttori. Coerenza.
  • Bravi, avete fatto bene
  • Avrete spiegato spero a Mitsubishi che loro non sono ne la FCA ne la VW. Credo che bastasse questo a tappargli la bocca. Con i miseri soldi che vi danno non ci pagate neanche la luce. Poveracci.
  • Ma solo a me Quattroruote (e in generale la stampa) sembra troppo di manica larga con tutte le auto che prova? Mai un difetto, mai una osservazione veramente critica.. con tutti i Marchi, non mi riferisco a nessuno in particolare.
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  • Mi spiace Direttore, ma credo che, per chi come me vi legge da quasi trent'anni, la vostra credibilità e imparzialità sia oramai compromessa.
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  • Mi mancava solo Pellegrini superman che strapazza la Mitsubishi...Quanti aratri ibridi sta vendendo indipendentemente dal “severo” giudizio formulato sul consumo ? Due o tre al mese ? Come puntualmente osservato da molti, lo strombazzato atto d’orgoglio convince solo chi all’epoca del dieselgate non trovò strano che 4R, dopo aver clamorosamente bucato la notizia, si prodigasse subito dopo nel tentativo di ridimensionarne la portata salvo inserire successive patetiche minime correzioni di rotta. Forte con i deboli e debole coi forti, questa la “linea editoriale” che oggi viene riaffermata e sublimata, come se ce ne fosse stato bisogno.
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  • Giusto l'articolo, ma in proporzione il gruppo VW avrebbe meritato un numero intero di Quattroruote!
  • Non sono d’accordo. 😘
  • direttore,mi verrebbe da dire che,forse,un comportamento piu' discreto e morbido dei manager Mitsubishi ed un maggior peso dei loro investimenti pubblicitari avrebbero prodotto un risultato molto diverso.eviti questi pistolotti che potrebbero creare l'impressione opposta,di coscienza sporca:Quattroruote ha,dal 1956(siamo coscritti,purtroppo...per me,ovviamente)costruito una solida reputazione,non ha nessun bisogno di certe sceneggiate:basta vedere quanti comprano la rivista,quanti la seguono online,quanti scrivono sul blog...forza,Pellegrini,sia piu' sicuro di se' e della sua redazione.en passant:anche per esperienza personale ritengo che i metodi di prova dei consumi non siano adatti alle vetture full-Hybrid,plug-in o no,e d alle elettriche.occorrono diversi protocolli.pensateci.con stima(altrimenti smetterei di seguirvi)
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  • Bravissima Quattroruote. Speriamo ora che la schiena resti dritta anche con gli inserzionisti di maggior peso.
  • Avete fatto benissimo a sbattere in prima pagina questo atteggiamento vergognoso. E dimostrate di essere seri e di non cedere a questi atteggiamenti. Chi ci rimette sono loro
  • Forti con i deboli e deboli con i forti... Fossi in Lei non ne farei una questione di credibilità, perchè con uno dei più grossi gruppi tedeschi, non vi siete comportati allo stesso modo. Certo non avete divulgato richieste di rettifica, se mi ci fossero state, semplicemente avete pubblicato le notizie a modo vostro, in ritardo ed in modo molto blando, a mio modesto avviso. Non è però detto che i lettori abbiano la vostra sessa opinione, e che il vostro modo sia stato apprezzato da chi vi legge. Le sue considerazioni, invece, paiono escludere tale eventualità. Saluti, GL
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  • Comportamento vergognoso della Mitsubishi Italia e bravi Quattroruote. Permettetemi però di suggerirvi di non sventolate così alta la vostra bandiera perché sono molti i lettori che non hanno scordato quante volte avete minimizzato il Dieselgate e dato supporto al Gruppo VW durante l'intera vicenda. L'importatore Mitsubishi vi avrà ricattati- e la vostra reazione è del tutto giustificata - ma l'idea che ci siamo fatti in molti è che Wolfsburg vi abbia premiati in anticipo (basta contare le pagine di inserzioni) e voi siete sempre molto riguardosi nei confronti dei loro marchi.
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