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Conferenza Spd-Quattroruote
De Silva, idee per una nuova mobilità nel mondo post-virus - VIDEO

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Ripensare la mobilità urbana, per ritrovare una dimensione “analogica” che fa parte della nostra identità umana. Il pendolarismo cittadino dovrà basarsi su una micromobilità che preveda vetture monoposto o biposto, compatte, ecologiche, accessibili, mentre il trasporto pubblico dovrà esplorare nuove modalità, rinunciando forse ai grossi bus o ai lunghi vagoni della metropolitana per sostituirli con mezzi più piccoli e agili, superando forse lo stesso concetto di fermata: meglio un rallentamento come quello che compie la seggiovia ogni volta che passa dalla stazione a valle a raccattare qualche sciatore. Sono questi alcuni tra i temi che sono stati discussi nel corso dell’incontro con Walter de Silva organizzato dalla Scuola Politecnica di design di Milano in collaborazione con Quattroruote, che ha modererato la conferenza.

Walter De Silva - Idee per una nuova mobilità

Una vita nell’auto. Walter de Silva, lecchese, 69 anni, ha lasciato la guida del design del gruppo Volkswagen nel 2015, dopo nove anni dedicati a coordinare gli indirizzi stilistici dei brand automobilistici del colosso tedesco – Audi, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Seat e Skoda – senza contare camion e moto. Ma il suo legame con Wolfsburg è di lungo corso: dal 2002 al 2007 era stato a capo dello Stile Audi (con gli allora marchi collegati Seat e Lamborghini), dove aveva firmato la nuova identità di marca segnata dal single frame, e dal 1999 al 2002 di quello della Casa spagnola, dove era approdato dall’Alfa Romeo, suo grande indimenticato amore, alla guida del cui Centro Stile era dal 1986 (dopo l’esperienza prima in Fiat e poi all’I.de.A Institute di Torino). Sua, in quel periodo, la vettura del rilancio Alfa, la 156: un capolavoro di semplicità, dinamismo e citazioni dotte della storica Giulietta. Tra le tante auto disegnate in seguito, ricordiamo in particolare l’Audi A5 e poi la Golf VII, tra le migliori Golf di sempre. Oggi de Silva è un designer indipendente, che segue diversi progetti, anche non automobilistici, ed è presidente del dipartimento di Transportation design alla Spd.

Oltre il digitale. Secondo de Silva la mobilità cambierà, non sarà rinnegata. “Vedremo un riavvicinamento all’idea di spostarsi fisicamente, alla ricerca di un perduto equilibrio psicofisico. Il futuro prossimo sarà “analogico-post digitale”, nel senso non di un ridimensionamento del digitale, niente affatto, ma di un suo uso più efficace, maturo, etico e consapevole”, ha anticipato il designer a Quattroruote. “In questo quadro, la mobilità urbana ripartirà da veicoli mono abitativi basici, ma all’estremo opposto dello spettro crescerà anche la richiesta di vetture luxury, esclusive e uniche, come riconferma di un piacere ritrovato. Nel mezzo, le auto da viaggio dovranno giocare soprattutto su due carte: leggerezza e aerodinamica. Sembrano finiti i tempi dei giganti da due-tre tonnellate”.

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