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Sul numero di febbraio
Toyoda, Tavares e le elettriche: sono davvero un salto nel buio?

Sul numero di febbraio
Toyoda, Tavares e le elettriche: sono davvero un salto nel buio?
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Le dichiarazioni di Akio Toyoda in merito all’auto elettrica hanno fatto a dir poco scalpore. Il presidente della Toyota, infatti, ha di recente dichiarato che l’auto a batteria è sovrastimata, che l’energia, in Giappone, non basterebbe per alimentare un intero parco circolante di Ev e che l’intera industria del settore è messa a rischio dalla corsa sfrenata in questa direzione. Frasi che, data l’autorevolezza di chi l’ha pronunciate, hanno innescato un dibattito su problemi oggettivi, generati dalla svolta in atto e dalla sua accelerazione.

Analizziamo le conseguenze. Quattroruote non poteva esimersi da un'attenta disamina delle questioni sollevate, alla luce dei dati e delle informazioni di cui dispone. Il primo aspetto considerato riguarda una disponibilità di energia elettrica adeguata all’ipotesi di una completa elettrificazione dei veicoli: un tema sul quale è necessario che governi e pubbliche amministrazioni agiscano fin d’ora, prendendo iniziative e provvedimenti sufficienti a evitare il rischio di sovraccarichi delle reti. Anche la "pulizia" a prescindere delle auto elettriche è questione dibattuta: se si considera l’intero ciclo di vita di un veicolo, la produzione e la taglia della batteria incidono considerevolmente. Senza dimenticare l’importanza fondamentale del metodo di generazione dell’energia utilizzata per le ricariche degli accumulatori, molto disomogeneo all’interno anche solo dei Paesi dell’Unione Europea. Poi c’è la questione dei costi, ancora elevati in assenza d’incentivi pubblici, almeno finché le economie di scala dovute alla maggiore diffusione non porteranno a una loro considerevole riduzione: secondo il ceo di Stellantis, Carlos Tavares, senza l'intervento dei governi le Ev resteranno fuori dalla portata della classe media. Infine, gli aspetti industriali: la scommessa su una rapida conversione all’elettrico dei consumatori rischia di mettere in crisi il modello di business di alcuni costruttori, costretti a ingenti investimenti in un momento in cui la domanda del prodotto è ancora debole. Con tutti i rischi che la svolta tecnologica comporta a livello di stabilimenti e, soprattutto, di posti di lavoro. Temi, dunque, complessi e delicati, che il numero di Quattroruote di febbraio analizza in profondità.

COMMENTI

  • La storia insegna: ad inizio '900 le auto elettriche erano più diffuse di quelle a combustione. E' bastata la difficoltà nello sviluppare sistemi di gestione d'energia per far sì che la tecnologia concorrente (motori a scoppio) prendesse il sopravvento. Oggi l'elettrico sta prendendo il sopravvento, e la tecnologia è migliore delle altre. Sembra che non manchi nulla. Poi c'è l'ingrediente del pubblico: se è vero che le auto elettriche resteranno care (affermazioni in contrasto con le economie industriali: cioè mettere i piedi avanti per sostenere i prezzi) è anche vero che la gente è disposta a maggiori impegni economici pur di seguire il trend. E' uno dei mali della nostra società, cioè quello di vivere per le apparenze. Per cui non vedo un motivo per cui l'auto elettrica non diverrà sempre più di moda. Infine la fornitura di energia: lo sviluppo tecnologico consente di aumentare la produzione di energie pulite, e anche risparmi e ottimizzazioni dell'erogazione, ad esempio quando non sono richieste potenze di picco. Poi c'è la possibilità di stoccare energia negli accumulatori, concetto che si sta diffondendo anche pensando ad una seconda vita delle batterie per auto. La vera sfida dei prossimi anni sarà come portare tutta la potenza necessaria ai punti di ricarica: senza questa, i tempi di ricarica paventati dalle Case restano specchietti per allodole.
  • Concordo, ma il sig. Toyoda dovrebbe parlare piu' forte. Attualmente Mr. Elon Musk tiene la leadership e la propaganda dell'auto elettrica e molti politici gli vanno dietro per avere i voti degli ambientalisti. Per quanto riguarda la produzione della elettricita', gli ambientalisti diranno che "sara' prodotta dalle fonti rinnovabili", cioe' da migliaia di pale eoliche messe in mezzo al mare, cosi' non le vede nessuno. Ma il mare non e' ambiente anche esso? Varrebbe la pena di calcolare quante pale eoliche servirebbero per produrre la stessa energia di un gruppo da 320 MW. Direi circa 100 pale da 5MW ciascuna su una vasta area (100 ettari?). Prego fare un calcolo piu' preciso. Pi lo smaltimento delle batterie a fine. Se questa e' protezione ambientale!!
  • Una volta tanto condivido il senso dell'articolo. Anni fa mi sono divertito a fare un'analisi dei costi "ecologici globali" di un elettrico a Roma, con energia proveniente dalle centrali di Civitavecchia, quindi vicine, ergo solozione migliore. Il modello d'analisi prendeva in considerazione il rendimento delle varie situazioni, produzione traformazione, trasporto in alta tensione, trasformazione in bassa ricarica e rendimento del motore elettrico. Sono dati che si trovano su tutti i manuali tecnici. Il rendimento reale era pari ad un motore termico, ergo nessun vantaggio ecologico globale, se poi consideriamo i problemi di costruzione delle batterie, il loro smaltimento la durata, ecc il bilancio reale è disastroso.
  • Francamente Mr Toyoda ha perfettamente ragione nell’affermare quanto dice e a mio avviso lo fa anche dall’alto della sua reale competenza. Toyota è l’azienda del settore ad avere il più grande centro di ricerca e sviluppo al mondo del in Toyota City. I veicoli ibridi prodotti dalla sua azienda sono attualmente la migliore tecnologia disponibile per garantire una mobilità sostenibile in una fase di transizione verso sia le auto elettriche che verso una tecnologia che sia davvero pulita su tutta la filiera e cioè quella dei veicoli ad idrogeno. Per altro in Italia potremmo sfruttare grandi risorse in questa direzione. I veicoli ad idrogeno emettono acqua e possono sostenere una mobilità senza dover dipendere da estrazioni di litio e nichel o altro (di cui per altro nel nostro paese non mi sembra c’è ne sia neanche l’ombra) Francamente ritengo che affidarsi alla scienza ed investire in ricerca siano sempre la direzione giusta in cui andare.
  • Comincerei dalle cose piu'eveidenti, come altri amici hanno detto: ho vissuto per tanti anni alla Magliana, quartiere dormitorio della periferia di Roma. Palazzoni di 8 piani a iosa. Parcheggio pressoche'impossibile. COME si ricaricherebbero tutte quelle auto? Si butta giu' un cavo dalla finestra? Vivo in Belgio da un po' di anni...e gia ci sono problemi di rete dovuti a tutti quelli che hanno installato i pannelli fotovoltaici... Attualmente, la maggior parte di possessori di auto elettriche che conosco sono solo riccastri snob, che si pregiano di rispettare l' ambiente sfoggiando Tesla da 90M euro. Siamo lontani dal popolo...
  • l'auto elettrica la comperi oggi e domani è già vecchia
  • Il buon Toyoda, ovviamente, tira acqua al suo mulino per poter vendere ancora a lungo le sue "ibride", tecnologia ormai obsoleta (parlando e guardando al futuro)! Senz'altro ci sono ancora grossi problemi, è vero, per l'elettrificazione di massa, ma quello è il futuro, o l'elettrico o l'idrogeno, quando i combustibili fossili, (di cui le ibride Toyota fanno ancora largo uso), cesseranno di esistere!!!!
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  • L'Elettrico non sarà l'unica soluzione. La lista si allunga, allo scetticismo verso una mobilità elettrica diffusa dei presidenti di Toyota e Stellantis se è aggiunta anche Bosch. Solo un dato: nel 2020 nonostante la pandemia lo stato italiano ha incassato 30 miliardi dalle accise sui carburanti. Secondo voi potrebbe rinunciarvi? L'oro nero del futuro avrà un nuovo colore, l'azzurro dell'idrogeno. Lunga vita alle accise e ai benzinai...
  • Sono perfettamente d'accordo con Michele Trave. Aggiungo una ulteriore considerazione: Il rendimento di un motore endotermico é all'incirca del 45% che é più o meno uguale a quello di una centrale a gasolio per la produzione di energia elettrica mentre un motore elettrico ha un rendimento di circa il 90%. Da quanto sopra si può benissimo comprendere che é più conveniente utilizzare direttamente il gasolio su un motore diesel evitando così l'ulteriore perdita di potenza dovuta alla conversione dell'energia elettrica in energia meccanica fornita dal motore elettrico. Dal punto di vista dell'inquinamento sarebbe inoltre interessante sapere quale livello di inquinamento provoca la vita di un'auto con motore a scoppio confrontata con quella di un'auto elettrica, tenendo conto della produzione e smaltimento delle batterie e di tutti quei componenti elettronici aggiuntivi nei quali vengono utilizzati metalli particolari e terre rare per la loro costruzione.
  • Akio Toyoda non è un cretino qualsiasi. La politica elettrica della Toyota relativa all'auto è stata la prima. I politici populisti orgogliosi di demonizzare i combustibili fossili si stanno piantando contro una serie di ostacoli e quello semplicemente legato alla ricarica non è l'unico. 1) Costo delle auto assolutamente sproporzionato e mai ammortizzabile. 2) Peso delle medesime e quindi maggior consumo di pneumatici e, almeno in parte, freni. 3) La ben nota insufficiente autonomia. 4) I rilievi della qualità dell'aria durante la pandemia hanno ampiamente dimostrato che non sono le auto la fonte primaria di tale inquinamento ma nessuno fa nulla per ricercarne l'origine, Anzi, meglio, non si intende far nulla, perché le origini sono perfettamente note. 5) Il vergognoso sfruttamento di mano d'opera anche minorile per il reperimento di materie prime. (ultima pagina QRT dicembre 2020). Già solo l'ultimo punto darebbe da pensare. Poi se si ci vuole scaricare la coscienza da qualsiasi peso si è perfettamente liberi di farlo ma senza sfoderare proposte vergognosamente insensate..
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  • Da felice possessore di un'auto elettrica ad alte prestazioni (Tesla mod 3 LR)considero giustificato l'allarme sulla produzione di energia elettrica che dovrà essere necessariamente implementata per reggere alla maggior richiesta dovuta al crescente numero di veicoli elettrici.Tuttavia proprio il nuovo scenario deve far cambiare la strategia globale energetica utilizzata fin'ora.Da una parte occorre aumentare di molto la produzione da fonti rinnovabili,dall'altra occorre incentivare di molto la ricerca di nuove fonti non basate sui combustibili fossili e procedere con il risparmio energetico e la riconversione. Detto questo è chiaro che Tavares e Toyoda dovrebbero pensare piuttosto alla mancanza di modelli elettrici nei loro listini piuttosto che fare politica energetica che a loro non compete.Certo sta arrivando la fine della lobby del petrolio e questo da fastidio a molti ma ormai la svolta verde è iniziata e, visto i problemi climatici del pianeta,sarà inarrestabile.
  • Sarebbe bello che le auto elettriche fossero la panacea di tutti i mali. Anche se come segnalato dal lettore Lunardi, considerando il ciclo di vita delle EV, il loro impatto sulla emissione di CO2 è comunque elevato. Tuttavia poiché il tempo che ci resta prima che il pianeta si liberi dell'umanità è poco, anche l'adozione di veicoli EV è un miglioramento che non possiamo sottovalutare, magari come passo intermedio verso l'auto ad idrogeno (ovviamente blu - prodotto per elettrolisi).
  • Per guardare ai fatti, qui in UK dove attualmente abito, i principali fornitori di energia elettrica hanno già fatto presente che si riservano in futuro di tagliare la fornitura di energia ai punti di ricarica per auto elettriche (anche senza preavviso, in casi di particolare urgenza), dato che già ora hanno difficoltà a gestire i picchi di utilizzo. Se siamo già a questo punto con solo poco più del 3% di auto elettriche nel parco circolante in UK (plug-in incluse), forse è il caso di considerare con la dovuta attenzione i timori di Toyoda, che è tutto tranne che uno sprovveduto.
  • E mentre si disquisisce del futuro dell'umanità, obbligatoriamente elettrico perché così è deciso, il primo articolo di queste ore proposto da Quattroruote dice, a proposito del nuovo Defender, : "debutta il nuovo turbodiesel sei cilindri di 3.0 litri mild hybrid, qui nella versione da 249 CV: nobile nel sound e nell’erogazione, E' IL MOTORE GIUSTO PER LA DEFENDER." Certo che Quattroruote è sempre più blasfema.
  • Forse non è chiaro quanta energia serve x la ricarica. Le auto di nuova generazione si ricaricano con ricarica veloce a 150 kW. se avessimo un consistente parco auto elettriche , 5000 auto che si ricaricano contemporaneamente a 150 kW richiedono 750 MW, che considerando la perdita sulla rete per il trasporto significa 1,5 GW, ovvero una centrale nucleare!!! x 5000 auto!!! fate voi.... !!!
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  • La prima domanda che mi viene in mente è: in Italia hanno tutti un box o un posto auto dove poter caricare un'auto elettrica? Non mi pare. Siccome non vedo i Comuni correre ad installare dappertutto colonnine di ricarica pubbliche, perché serviranno dappertutto, mi dite come si farà a ricaricare l'auto? Con la battaglia quotidiana che c'è per la conquista del posto auto libero mi immagino già la lotta per conquistare una colonnina di ricarica libera e funzionante, soprattutto, perché molte faranno la fine delle cabine del telefono che quando ne trovavi una libera o era senza la cornetta o era senza tutto il telefono...
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  • L elettrico andrà bene solo se con fuel cell a idrogeno. L'inquinamento, poi, dipende da aerei, navi, agricoltura ( compreso allevamenti ) , trasporti pesanti e solo in minima parte dalle auto.
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  • a tutti coloro che affermano che l'auto a combustione sia responsabile di molto dell'inquinamento delle ns. città rispondo: leggetevi i dati di quanto inquina in termini di metano e co2 l'allevamento equino e suino, smettete subito di mangiare bistecca salame e parmigiano; l'auto elettrica è una follia per il semplice fatto che inquina nel suo ciclo di vita forse come quelle a combustione interna ma è molto più complessa da gestire, manca tutta la filiera produzione manutenzione e smaltimento/riciclo e soprattutto manca la struttura per la ricarica; i costi di ricarica oggi sono molto elevati ed attenzione alle ricariche superfast, occhio alle ricariche veloci leggete bene le condizioni di garanzia delle batterie, li si nascondono delle belle sorprese .......
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  • Buonasera a tutti, il problema della ricarica dell'auto elettrica è la wallbox, perché se abiti in un condominio è difficile che tu possa installarla se hai il contatore condominiale, inoltre le linee elettriche non sono adeguate a fornire la corrente per la ricarica della vettura, poiché c'è una tensione molto alta, che tali infrastrutture non sono progettate per sopportarle. La wallbox puoi installarla solo se hai una villa e una linea adeguata.
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  • le elettriche sono dal punto di vista ambientale una vera bestialità. produrre energia elettrica, traportarla alle colonnine, ricaricare con i rendimenti di ricarica che sono bassi ed è un tabu parlarne , produrre le batterie, smaltirle ! a chi giova ? solo ai cinesi probabilmente
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  • Allora, per quando sarebbe previsto il fallimento della Toyota coi libri contabili portati in tribunale???
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  • Leggo numerosi commenti che affermano che Toyota è arrivata ad oggi completamente impreparata all'auto elettrica... secondo me ha poco senso affermare ciò, producono auto elettrificate dal 1997, da fine anni 2000 per esempio la Prius plug-in (una delle pochissime plug-in con consumi eccellenti anche in modalità ibrida) hanno un'esperienza enorme, dopo milioni di auto vendute, fra l'altro con affidabilità esemplare, su powertrain elettrici ed elettronica di controllo connessa. E' evidente che se ritardano la nascita di una gamma elettrica articolata, sia non tanto per un difetto di risorse progettuali e industriali, ma per una precisa volontà commerciale. Giusta o sbagliata, lo vedremo. Inoltre, è tipico della filosofia dei migliori costruttori giapponesi in termini di innovazione e qualità (come Honda, Toyota) non buttarsi sul mercato correndo dietro alle tendenze, ma farlo con i loro tempi di R&D, un livello di affidabilità elevato e proponendo prodotti innovativi e originali: è stata presentata (credo sia già in vendita in Cina) la prima Lexus elettrica, la UX300e, con batterie garantite un milione di km/10 anni
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  • Io in estate prendo la mia Subaru Outback gpl, da Torino vado quasi tutti i week end in toscana a San Vincenzo,420 km, aria condizionata a palla, 450 km autonomia gpl, faccio il pieno 5min, senza pensieri, ansie di finire la carica, insomma tranquillo e rilassato, anche perchè posso usare tranquillamente il condizionatore che non mi toglie autonomia. E' proprio una fortuna che nel 2021 abbiano inventato i motori termici, con i vecchi motori elettrici avevamo problemi di autonomia e tempi di ricarica...che stress che era. E poi dopo 200.000km le batterie andavano buttate con una spesa enorme! Non tornerei più alle auto elettriche del passato. Ah dimenticavo, le auto termiche costano quasi la metà, quindi le persone adesso con i soldi che risparmiano rispetto alle elettriche, possono farsi anche delle belle vacanze.
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  • Adoro il Giappone e le auto Toyota. Ma sull'elettrico hanno sbagliato di grosso e adesso non sanno che fare. Perdono quote di mercato e sopratutto prestige. 10 anni fa erano visti come all'avanguardia, adesso sono stati sorpassati da Peugeot, Renault, Tesla e pure Volkswagen. Sanno benissimo che per una vera strategia di auto elettriche avranno bisogno di almeno 5 anni (sviluppo + fabbriche) e nel 2026 potrebbe già essere troppo tardi. Questo spiega le uscite infelici di Toyoda san.
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  • Per far fronte al carico elettrico di tutta la mobilità e di tutti gli edifici (i maggiori inquinatori) bisognerà attendere l’avvento della Fusione Nucleare (seconda metà del secolo, secondo ENEA).
  • Ma tutti coloro che ritengono che Toyota sia indietro sull'elettrico e che non ha in listino veicoli elettrici forse non sanno che la casa vende veicoli elettrici regolarmente nel mondo (il fatto che non ne abbia in listino in Italia non significa che non ne abbia in listino in altri paesi, vedi Cina). Inoltre ricordo che, se non vado errato, già nel 1997 in California Toyota vendeva la rav4 elettrica. Non è che, forse, hanno semplicemente diverse strategie industriali?
  • Mettiamo pure che Toyota sia la più arretrata del mondo a livello di auto elettriche. Ma come si è visto per VW in 5 anni si riesce a tirare fuori i primi modelli, quindi anche se Toyota dovesse cominciare fra 3 anni entrerebbe nel mercato dell'elettrico nel 2028, più che in tempo dato che le previsioni, quelle vere non degli elettrofan, dicono che nel 2030 la percentuale delle elettriche sarà ancora minoritaria.
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  • Toyota lo ripeto all'infinito ha sbagliato quando ha privilegiato l'idrogeno rispetto l'elettrico ora vista la crescita esponenziale di Tesla, cerca di salvare capre e cavoli, il ritardo di Toyota nello sviluppo di auto elettriche e da harakiri, tra un paio d'anni quando uscirà la piccola di Tesla la rivoluzione sarà terminata, tanti saranno i cadaveri eccellenti rimasti troppo tempo alla finestra. La politica europea imporrà la conversione verso la Green economy, iniettando suon di miliardi di incentivi, solo chi sarà pronto riceverà guadagno
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  • Toyota, una delle aziende più indebitate al mondo 💸, la numero due per essere precisi, che 2020 senza ulteriori aiuti multimiliardari, oltre 12 miliardi da parte dello stato giapponese, non andava da nessuna parte. Non sono così capaci come molti vogliono credere ... La NIKKEI, quelli della borsa di Tokyo, inizio 2020 hanno dichiarato che in campo tecnologico la Toyota e se lo dicono i giapponesi stessi come dubitarne, accusa un ritardo di 5 a 6 anni rispetto a Tesla ... Batterie allo stato solido❓Come no basta crederci, esattamente come all’idrogeno. Dal 2014 ad oggi la Toyota ha prodotto circa 10’000 Mirai, diecimila in sette anni un avventura con costi miliardari … ma finché ci pensa lo stato giapponese, ricorda tanto l’Alitalia ma lasciamo perdere ... Giappone 2035 stop alla vendita delle vetture endotermiche, ma questo non vale per le IBRIDE della Toyota e già, ci pensa paparino ... ps. la Toyota negli USA faceva parte del club Trump, l’amante delle centrali a carbone ed emissioni oltre le norme … a me Toyota e Stellantis ricordano tanto la Nokia all’evento dell’iPhone.
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  • Anche se Comunello sostiene di contare i click, è ormai acclarato che gli articoli che parlano di automobili raccolgono più pochi commenti mentre queste questioni elettriche fanno scatenare gli influencer multinick, con Quattroruote che fa il "pienone" di commenti. io mi sto divertendo parecchio a leggerli, e come recita uno spot: "è tutto gratis" ....... (-_-)
  • Anch'io appartengo agli scettici dell'elettrico. Ho sempre nutrito fortissimi dubbi, e più passa il tempo ed arrivano modelli sul mercato, e più questi dubbi si rafforzano. Anche perchè non si capisce più qual è il focus, qual è l'obiettivo, la mission stessa delle auto elettriche. L'ecologia? Forse....o almeno l'idea iniziale era quella: inquinare meno e distaccarsi dalla totale dipendenza dai carburanti fossili. Ma se affrontiamo l'argomento basandoci solo sulla presenza o meno della marmitta, non preoccupandoci di come vengono costruite le batterie, di come le stesse vengono smaltite, di come viene prodotta l'energia che poi alimenta queste auto, allora spostiamo solo il problema da una parte all'altra. Il risparmio economico? Personalmente direi proprio di no. Le elettriche costano molto più delle auto "tradizionali" ed il "bengodi" delle ricariche gratis o a basso costo ormai sta per finire. E più l'alto elettrica si diffonderà e più aumenteranno i costi di ricarica. Ci sono - almeno per il momento - i risparmi fiscali e certamente i costi di manutenzione ordinaria sono minori, ma che succede se si rompono fuori dalla garanzia? E le batterie a fine a ciclo? Quando non caricheranno più o avranno comunque un alto grado di inefficienza, cosa si fa? Sono sostituibili? E a che costi? Sono auto più funzionali? Anche qui non ci siamo: sono molto pesanti e con ridotto spazio utile a parità di dimensioni e volumi. Sono più tecnologiche? Certamente si, ma rischia di essere una tecnologia fine a se stessa se poi non porta vantaggi oggettivi ed universali.
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  • La quota delle rinnovabili per la produzione di energia elettrica in Europa era del 34,6% nel 2019. Facciamo che oggi sia al 40%: vogliamo ancora raccontarci la barzelletta delle emissione zero? E l'Europa sta molto avanti su questo fronte
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  • Cavolo, sono costernato. 4ruote, un mensile/sito palesemente contro l'elettrico che fa un altro articolo sull'elettrico, è solo il 111esimo della settimana.
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  • Come ha notato qualcuno qui sul forum, Toyota e' l'unico costruttore al mondo a non avere una vettura elettrica a listino. L'ostinazione, dedizione, cocciutaggine e inerzia dell'industria giapponese del resto e' leggendaria. Puo' essere un vantaggio ma temo che nel lungo termine sia causa della sua rovina. Abbiamo gia' visto cosa e' successo a Nissan, azienda che inevitabilmente dovra' ricevere aiuti statali per non fallire, Honda, in retreat su tutti i mercati. E per quel che riguarda Toyota, le posizioni short da Tesla, si stanno spostando proprio su Toyota. A meno di crisi profonde e scossoni esistenziali, questi senno' proprio non si muovono e vanno a sbattere la testa contro il muro a 200 Km/h.
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  • Toyota ha un fortissimo ritardo nello sviluppo delle vetture elettriche. Prima erano considerati all'avanguardia perchè erano i master dell'ibrido. Adesso però il mondo si è evoluto e tanti hanno delle auto elettriche appetitibili per il mercato e i legislatori. Toyota avrà dei forti problemi, e lo sanno anche.
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  • Sono pienamente d'accordo con il sig. Nieddu... Parole sante! In tutto e per tutto...
  • Intanto Tesla ha dimostrato che già ora si può aggredire il mercato dal segmento D in su guadagnandoci pure tanto e senza incentivi (negli stati uniti). Ogni 2 o 3 anni secondo me si scende di un segmento considerando il miglioramento delle batterie. Se aspetta ancora un po' Toyota fa la fine di Kodak
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  • Tra poco assisteremo allo spettacolo dei piazzali delle concessionarie piene di auto elettriche invendute perchè costano troppo, sono poco efficienti, hanno tempi di ricarica ancora troppo lunghi e fanno poca strada. L'immediata transizione elettrica, senza un serio passaggio al mondo ibrido che allo stato attuale rappresenta il giusto compromesso tra i due mondi, è propagandata da gente e da governi che non sanno di cosa parlano. Il saggio Toyoda insegna, credo fermamente che convenga ascoltarlo.
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  • Le case automobilistiche quasi tutte ad esclusione di Toyota (sarà un caso?) stanno pesantemente investendo sull'elettrico, ma io mi domando e dico (a ragion veduta perchè lavoro nel settore) tutta sta bella corrente elettrica da dove la dobbiamo prelevare?? come la dovremmo produrre?? Rendiamoci conto che al momento l'Italia non ha una politica energetica seria!! questa è la verità. E non venitemi a parlare di energie rinnovabili perchè in pochi sanno quanto riesce a produrre una pala eolica o un pannello fotovoltaico; rispetto a una centrale elettrica attuale che produce centinaia di MW/h per avere una produzione simile dovremmo tappezzare l'Italia intera di pannelli e torri eoliche (con tutto quello che ne consegue in termini di impatto ambientale), quindi credetemi se vi dico che non è questa la soluzione. L'energia in qualche modo va prodotta, giusto o no abbiamo detto di no al nucleare (mentre tutti gli altri stati europei che ci circondano hanno investito su di esso). Quindi?? qualcuno dei signori che ci comanda ci ha pensato?? francamente credo proprio di no!!
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  • Abbiamo un gravissimo problema di inquinamento atmosferico. In Italia specialmente la pianura padana e la Lombardia soffrono di valori pm10 e nox tra le peggiori d'Europa. Lo mostrano chiaramente studi recenti. Dobbiamo agire per abbattere l'inquinamento atmosferico nel nostro paese. È chiaro che per fare questo servono strategie nazionali e regionali. Non puoi lasciare al libero mercato a risolvere problematiche di salute pubblica. Per la Lombardia servono auto elettriche, ferrovie regionali più performanti e moderni, teleriscaldamenti e una rete di depuratori nuovi. Possiamo farcela, ma l'inquinamento è reale. La mal'aria la respiriamo noi e i nostri cari.
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  • In situazioni di libera concorrenza i consumatori ed il mercato, per una sorta di selezione naturale, decidono i prodotti e le tecnologie vincenti. Nel caso dell'auto invece i legislatori stanno imponendo, forzando la mano al mercato, una tecnologia i cui vantaggi per il consumatore sono ancora tutti da dimostrare. Aggiungiamo anche che il cambio di paradigma da endotermico ad elettrico potrebeb completamente stavolgere gli equilibri attuali, spostando pesantemente il baricentro sia da Europa vs Asia, con impatti devastanti su PIL e occupazione. Hanno tenuto conto di questo i legislatori europei?
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  • prima o poi qualcuno doveva dirlo, che il re è nudo... non sono in grado di fare analisi globali, guardo nel mio piccolo: abituato a cambiare macchina (sempre roba da povery, per carità) ogni due-tre anni, ora mi tengo la mia perché l'acquisto è diventato un salto nel buio, tra incertezze future, prezzi folli, costi nascosti…
  • Ma lo status-quo è stato preso in considerazione? La fornitura di petrolio alla pompa quanto impatta? L'impatto esponenziale su riduzione di pezzi (conseguentemente di aziende e persone che si muovono a loro volta) necessari a produrre elettriche vs auto a combustione? Finche nessuno analizzerà le 2 facce della medaglia saranno solo analisi parziali e non indicative
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