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Borkert e Manzoni da Lapo Elkann: dalle one-off all'elettrico, ecco i temi dell'incontro

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Borkert e Manzoni da Lapo Elkann: dalle one-off all'elettrico, ecco i temi dell'incontro
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Riunire i capi del design di Ferrari e Lamborghini potrebbe sembrare impossibile, ma Lapo Elkann lo ha fatto, su Clubhouse. Flavio Manzoni e Mitja Borkert si sono incontrati (virtualmente) in occasione dell’Automotive Design Club, uno scambio di idee sullo stile automobilistico ospitato dalla piattaforma social del momento al quale hanno partecipato anche altri grandi nomi dell’automotive, a partire da Roberto Giolito. Il tema originario era quello delle connessioni tra il mondo fisico e quello digitale, ma la viscerale passione per le automobili di tutti i partecipanti ha preso il sopravvento e si è subito passati a parlare di modelli che hanno fatto la storia dell’automobile, di one-off e di dream car.

Dalla Trepiùno alla 500. Proprio Lapo Elkann ha avviato la discussione presentando e ringraziando tutti i partecipanti, che lui stesso ha definito come alcune delle persone più importanti nella sua vita. L'imprenditore italiano ha ricordato i vecchi tempi in cui era alla Fiat insieme a Roberto Giolito, Flavio Manzoni e Giovanni Perosino, ricostruendo la nascita della 500 del 2007 a partire dalla concept Trepiùno, definita come un sogno che alla fine si è realizzato. Proprio parlando del prototipo, Elkann ha attribuito gran parte del merito a Giolito, ricordando anche un altro sogno, condiviso con Flavio Manzoni: quello di riportare in vita la Lancia Fulvia. Proprio con l'attuale capo del design del Cavallino, Lapo Elkann ha ripercorso anche la nascita di Ferrari Tailormade, uno dei reparti che negli ultimi anni ha acquisito più importanza a Maranello.

Qual è il "sogno" che ispira i designer? Dopo l'intervento del "padrone di casa" ha preso la parola l'esperto di stile automobilistico Paolo Tumminelli, che ha subito chiesto ai designer presenti quale fosse il "sogno" alla base dei loro progetti. "Il mio sogno - ha affermato Flavio Manzoni - è quello di provare a creare delle opere d'arte. Il problema è che il design è un'arte applicata: bisogna quindi unire forma e funzione in qualcosa che sia unico e al tempo stesso bello. Quando disegno un'auto con il mio team lo faccio in maniera artistica, poetica. Molte delle mie ispirazioni provengono da altri campi, dalla scultura all'architettura e non dal mondo del car design". La parola è poi passata a Mitja Borkert, capo del design della Lamborghini, che ha raccontato come la sua ispirazione sia l'Italia, con il suo modo di vivere e le sue bellezze: "Essendo un tedesco, sono guidato dall'entusiasmo di vivere in Italia e di lavorare per un marchio importante come Lamborghini. Noi cerchiamo di creare delle vetture giovani, futuristiche, con un design da astronave, ma la mia ispirazione è il mondo della scultura". Roberto Giolito, invece, guarda alle auto in modo molto diverso rispetto ai suoi due colleghi specializzati in supercar: "Quando sviluppammo la 500 avevamo la necessità di trovare un nuovo linguaggio per distinguere un brand. La 500 è stata un esempio di sfruttabilità: per crearla abbiamo analizzato diversi aspetti, dallo spazio per i bagagli a come viene percepita la vettura e questo è diventato un punto saldo del design, anche oggi. La 500 era il modello più 'inutile' della gamma: nel segmento A avevamo già la Panda, non avevamo bisogno di un'altra piccola, ma l'abbiamo creata lo stesso, anche grazie all'amore per il brand e per il nostro lavoro". A fargli eco è intervenuto Lapo Elkann che ha ricordato come Roberto Giolito sia stato "un vero pioniere con la concept Trepiùno: insieme a Giovanni Perosino, Flavio Manzoni e Luca De Meo, che ora è alla Renault, abbiamo pensato che fosse impossibile non lanciare un modello del genere sul mercato. Così abbiamo lottato per far nascere la nuova 500 e per farlo abbiamo lavorato come fratelli e non come colleghi".  

2021-Ferrari-Omologata

Le one-off e la personalizzazione. Sempre da Lapo Elkann è arrivata un'altra domanda rivolta a Manzoni e Borkert: "Quanto è importante la personalizzazione nelle supercar? E come nasce una one-off?". I due designer hanno sottolineato come nell'ultimo periodo i programmi di personalizzazione delle vetture siano progressivamente cresciuti, portando quasi tutti i clienti a richiedere dei modelli con dettagli esclusivi. Durante l'ordine, gli stilisti della Ferrari e della Lamborghini guidano il futuro proprietario nella scelta dei colori, dei rivestimenti e delle dotazioni con l'obiettivo di creare dei veri e propri esemplari unici: la Lamborghini, per esempio, ha come obiettivo quello di vendere 8 mila vetture all'anno una diversa dall'altra, come sottolineato da Giovanni Perosino. Passando alle one-off, Manzoni ha raccontato come il processo di progettazione richieda dai due ai tre anni: il cliente è coinvolto nel processo di design e può richiedere tutte le modifiche alle forme dell'auto. Borkert, invece, ha sottolineato l'importanza di creare qualcosa di nuovo senza tuttavia rinnegare il passato del brand: "È molto stimolante spingerci oltre i nostri limiti e creare sempre qualcosa di nuovo che non debba sottostare alle logiche della produzione".

Il mondo digitale. Negli ultimi anni gli eSports hanno preso sempre più piede anche nel mondo delle automobili e le Case hanno iniziato a realizzare dei modelli appositamente pensati per i videogame. Mitja Borkert si è occupato della progettazione di alcune auto destinate ai giovani videogiocatori: non dovendo adeguarsi a precise regole per l'aerodinamica o la meccanica, la realizzazione di vetture virtuali consente ai designer di dare libero sfogo alla propria immaginazione, creando dei modelli capaci di affascinare le nuove generazioni e di anticipare le linee delle elettriche del futuro. Flavio Manzoni, invece, ha fatto un paragone tra i Saloni fisici e il mondo virtuale: un tempo i giovani accorrevano nelle fiere dedicate alle automobili per vedere i nuovi modelli, mentre oggi li guardano online, apprezzandoli anche grazie alla realtà virtuale.

L'elettrico. Paolo Tumminelli ha chiuso le quasi due ore di discussione su Clubhouse con una domanda sull'elettrico rivolta a Manzoni e Borkert: "Prometto che non parleremo del futuro elettrico di Ferrari e Lamborghini, ma Xiaomi e Apple lanceranno presto le loro auto elettriche e sul mercato già ci sono le versioni a batteria di icone come la 500 e la Mini. Cosa pensate delle elettriche e credete che avrete ancora la capacità di emozionare gli appassionati con qualcosa di sorprendente?". "È sempre il nostro obiettivo quello di sorprendere gli appassionati - ha affermato Mitja Borkert - l'abbiamo fatto con la Terzo Millennio, con la Vision Gran Turismo e con tutte le nuove auto che lanciamo. L'elettrico sta arrivando e l'evoluzione non si può fermare: qualsiasi tecnologia sarà disponibile, prima o poi la utilizzeremo per creare qualcosa di innovativo". Flavio Manzoni ha invece sottolineato come l'elettrificazione abbia già coinvolto alcuni modelli di Maranello, a partire dalla SF90 Stradale: "Quando si è passati dalle valvole termoioniche ai transistor abbiamo assistito a un cambiamento incredibile del design (degli impianti audio) e questo è quello che sta accadendo oggi nel mondo dell'auto: è in corso un grande cambiamento che le Case devono prendere al volo come opportunità. Se pensate alla SF90 Stradale, questo modello ibrido da 1.000 CV offre la possibilità di viaggiare nel più assoluto silenzio grazie al suo motore elettrico, per poi poter accendere quando si vuole il suo motore termico: grazie a queste tecnologie possiamo innovare e cambiare l'anima delle nostre auto del futuro".

COMMENTI

  • Che credibilità può avere ancora Lapo....
  • Bellissimo articolo, ringrazio il 'solito' Magni. Credo che Lamborghini abbia una coerenza stilistica non comune. Non ha mai abbandonato il sapore di Bertone. Ferrari ha deciso un percorso diverso -il Brand non ne ha affatto risentito; la mia ulcera, forse. Ma il programma one-off e' un vero gioiellino in grado di generare molto valore. Bravo Felisa, che tra gli altri ne capi' la portata.