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Senna
27 anni senza Ayrton - FOTO GALLERY

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27 anni senza Ayrton - FOTO GALLERY
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Imola, primo maggio 1994. Luogo e data di una delle tragedie sportive che ci hanno privato di uno dei più grandi – forse, il più grande - personaggi del motorsport: Ayrton Senna. Sono passati esattamente 27 anni da quel giorno, eppure il ricordo del pilota brasiliano è ancora vivo ed emoziona allo stesso modo. Rivedere le sue interviste, le sue gare, risentire le sue parole ancora oggi fa sentire un brivido.

Ieri come oggi. Senna è stato un personaggio complesso. Proprio per questo, forse, è tanto amato ed è così vicino a ognuno di noi. Ayrton aveva un rapporto particolare con la religione e un'integrità morale solida. Sentiva la responsabilità di sostenere chi era stato meno fortunato di lui e il suo modo per farlo era cercare la perfezione in quello che sapeva fare meglio: correre. Quando vestiva i panni del pilota sapeva anche essere duro, delle volte arrogante. Ma quella parte di Senna se n'è andata con lui, nel terribile incidente alla curva del Tamburello: è rimasto il mito, l'Ayrton capace di ispirare ancora oggi milioni di persone, in pista come nella vita.

COMMENTI

  • Sarebbe il caso di ricordare che il giorno prima di quel funesto 1° Maggio se n'era andato anche Roland Ratzenberger, un pilota austriaco senza infamia e senza lode dal punto di vista sportivo, ma che sul piano umano non meritava (e non merita tutt'ora) che il suo ricordo sia stato offuscato da quello di Senna. ........ Quanto all'incidente di Ayrton, probabilmente vale sempre il principio che chi accetta di partecipare al circo, implicitamente accetta i rischi e le conseguenze (anche tragiche) che ciò comporta, quindi i processi postumi della giustizia civile e penale in questi ambiti sono abbastanza controversi. A tale scopo però non si possono ignorare i depistaggi e le false testimonianze durante le udienze di molti personaggi legati alla F1, addirittura scandalosa poi la tesi sostenuta da Coulthard che quel movimento "a vuoto" del volante che si intravede nelle immagini del camera car (non molto definite a dir la verità, a quei tempi i mezzi tecnici multimediali non andavano oltre), erano da ritenersi normali per una monoposto. idem per le immagini del camera car di Shumacher che lo seguiva, dove si vede chiaramente la Williams non perdere aderenza con le ruote, ma scartare bruscamente all'esterno proseguendo dritta e impattando contro il muro che invece gira a sinistra, proprio come se avesse perso improvvisamente lo sterzo. ....... Poi ovviamente si può recriminare sulla sfortuna che il braccetto della sospensione sia andato a conficcarsi nella visiera del casco, magari avesse impattato più su, oggi parleremmo di un altro epilogo meno tragico, come del resto accaduto ad altri piloti schiantatisi in quella stessa curva (Piquet e Berger i primi che vengono in mente) ed in grado poi di raccontarlo. Però come noto, coi "se" e coi "ma" non si scrive la storia...