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Sul numero di agosto
Auto nuove, i tempi di consegna sono fuori controllo: ecco perché - VIDEO

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Ci mancava anche questo: già il mercato dell’auto vive un momento non particolarmente felice, tra pandemia, ricadute del virus sull’economia e transazione verso l’elettrico. Ma ora, ci si mette anche la crisi dei microchip. La carenza di semiconduttori, alle cui cause abbiamo dedicato ampio spazi sul numero di giugno di Quattroruote, sta costringendo le fabbriche a rallentare i ritmi produttivi, quando non a fermare le linee. Il risultato è che le concessionarie, una volta smaltito lo stock degli esemplari in giacenza, ricevono le vetture ordinate col contagocce. E per i nuovi ordini le attese sono lunghissime. Ne parliamo diffusamente sul numero di agosto.

Q Inchieste: ritardi nella consegna auto

Fenomeno trasversale. Dalla nostra indagine risulta che il fenomeno è trasversale e riguarda un po’ tutti i costruttori, anche se con differenze tra i vari modelli. I clienti, infatti, una volta sottoscritto il contratto devono rassegnarsi ad aspettare, per esempio, quattro mesi per un’Audi A3 Sportback, una Fiat Tipo o una Volkswagen T-Cross, cinque mesi per una Ford Fiesta o Focus e una Toyota Yaris 1.5 Hybrid, sei mesi per una Hyundai Tucson, una Skoda Octavia, una Toyota Yaris 1.0 o una Volkswagen Golf. Ancora peggio vanno le cose per le Audi Q3 Sportback, A6 Avant e Q7 e le Ford Kuga e S-Max ibride, che si fanno attendere otto mesi; per l’Audi Q5, con 9 mesi di previsione, e per le A7RS e Q3 RS Sportback, per le quali si parla addirittura di dieci mesi. Se tutto andrà bene, perché nessuno è in grado di dire realmente quale sarà l’andamento della fornitura di microchip nella seconda parte di quest’anno.

Optional addio. Non è tutto: le Case, per rendere accettabili le attese, hanno eliminato alcune dotazioni o ristretto la lista degli optional ordinabili. La Peugeot, per esempio, parla, per le sue 208 e 2008, di "limitate produzioni del quadro strumenti 3D", suggerendo ai dealer d’indirizzare i clienti sulla strumentazione analogica; Focus e Kuga costringono ad attese lunghissime se dotate del Co-Pilot; la Mercedes sconsiglia la scelta di accessori come la realtà aumentata o il tetto apribile, per evitare ritardi ulteriori. Il quadro, insomma, per costruttori e concessionari è tutt’altro che roseo. Trovate l'inchiesta completa sul numero di agosto.

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