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Autodromo di Monza, intitolata ad Alboreto la curva Parabolica

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Autodromo di Monza, intitolata ad Alboreto la curva Parabolica
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Da oggi, la Parabolica di Monza si chiamerà Curva Alboreto. L’Autodromo Nazionale ha intitolato al pilota milanese l’ultima curva del suo tracciato: la cerimonia ufficiale si è tenuta nella mattinata di sabato 11 settembre, poche ore prima dell'ultima sessione di prove libere del Gran Premio d'Italia.

La cerimonia. La decisione è stata presa da Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci, previo parere favorevole (unanime) della giunta sportiva. La parabolica viene dedicata ad Alboreto nell'anno del ventennale della sua prematura scomparsa, avvenuta nel 2001 al Lausitzring a seguito di un incidente. Alla cerimonia di intitolazione hanno partecipato, tra gli altri, la moglie Nadia con alcuni dei familiari, il presidente e ad della Formula 1, Stefano Domenicali, e il presidente dell’Autodromo Nazionale Monza, Giuseppe Redaelli.

Il circuito e il pilota. Come detto, a prendere il nome dell’ex pilota Ferrari, con il quale la scuderia di Maranello sfiorò il titolo nel 1985, è uno dei punti più celebri del circuito brianzolo: quello che precede il rettifilo di arrivo della pista di Monza. Nato il 23 dicembre 1956 a Milano, Michele Alboreto ha iniziato la sua carriera sportiva nel 1976 nella Formula Monza. Nei trascorsi anche Formula 3, Formula 2 ed Endurance, mentre il debutto in F.1 avviene del 1981 nel GP di San Marino. Nelle tre stagioni alla Tyrrell (1981-1983) arriva il primo successo nel Circus, e nel 1984 passa alla Ferrari, con la quale nel 1985 diventa vicecampione del mondo. Terminata l’esperienza in F.1, gareggia nel DTM. Michele Alboreto muore il 25 aprile 2001, a soli 44 anni, durante alcuni test di collaudo in preparazione alla 24 Ore di Le Mans.

COMMENTI

  • Bene! Era cosa dovuta...
  • Sono contento per la decisione di intitolare a Michele Alboreto una curva iconica come la Parabolica.
  • Vado leggermente controcorrente con l'amico Lino (che saluto). La curva parabolica di Monza fa parte della storia della F1 e il suo nome è ormai radicato non solo tra gli appassionati di motorsport ma anche nelle persone comuni, difficilmente qualcuno in futuro la chiamerà col nome di Alboreto, un pò come lo stadio di San Siro che nessuno chiama Giuseppe Meazza. Allora, credo che se si voleva fare un omaggio alla memoria di Michele (il quale lo merita senz'altro), gli si poteva intitolare "il curvone" che per anni ha cambiato spesso nomenclatura (curva grande, Biassono etc etc) e le si poteva così dare un "timbro" ben preciso che si sarebbe affermato nelle citazioni della pista.
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  • Mi fa piacere. Alboreto è stato un personaggio positivo dell'automobilismo, sia in pista che nella vita.