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IAA Mobility
Salone di Monaco, prove di normalità

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Salone di Monaco, prove di normalità
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La IAA, la fiera dell’auto tedesca, trasferitasi dall’ormai storica sede di Francoforte a Monaco di Baviera, apre i battenti con la prima giornata stampa il 6 settembre 2021. Erano due anni, che, con l’eccezione un po’ sui generis della manifestazione Milano-Monza, in un’Europa flagellata dalla pandemia non si vedeva più un Salone fisico. L’emergenza Covid è deflagrata da noi a fine febbraio del 2020, proprio alla vigilia del Salone di Ginevra, oggetto fino all’ultimo di un braccio di ferro tra gli organizzatori che cercavano a tutti i costi di tenerlo in piedi e le autorità elvetiche che si rendevano conto ogni giorno di più della crescente delicatezza della situazione sanitaria. Alla fine lo stop alla rassegna di marzo sul lago Lemano è parso cadere come una sorta di pietra tombale su una formula, quella della fiera automobilistica, che da diversi anni era in crisi, accusando significativi cali nell’affluenza del pubblico e progressive defezioni delle case automobilistiche.

Formula mista. Ora Monaco ci prova, a rilanciare. Reinventandosi con una formula mista – padiglioni chiusi e allestimenti all’aperto – che prende ispirazione da eventi come il Festival of speed di Goodwood (o la stessa Milano-Monza, ex parco del Valentino a Torino) o la Milano design week (che tra l’altro quest’anno si tiene in contemporanea a Monaco, facendogli un po’ di concorrenza, data la presenza sempre significativa anche dei costruttori automotive). E allargando gli orizzonti oltre l’auto, a tutte le forme di mobilità personale: non per nulla si è dato il nome di IAA Mobility. Insomma, dopo milioni di ore di conferenze stampa e workshop digitali su ogni piattaforma possibile, gli addetti ai lavori tornano alla dimensione quasi dimenticata della prossimità. I colleghi più audaci viaggiano da mesi, ma per alcuni di noi, che pure prima stavano con la valigia sempre pronta, è stato anche il primo trasferimento aereo dopo tanto tempo. Prove generali di normalità.

Un mondo da vedere. Per le Case, comunque, al di là della sfera della comunicazione con la stampa, è l’occasione per mostrare fisicamente e far toccare con mano al grande pubblico le protagoniste, di lamiera, di una rivoluzione epocale che politica e industria spingono ma che la gente, il mercato, non sente ancora propria. Si prevede che quest’anno le immatricolazioni di auto elettriche supereranno il milione di unità, ma in termini relativi significa ancora solo l’8,5% del mercato. E, secondo la società di analisi Auto Schmidt research, si arriverà a superare il 10% solo tra il 2024 e il 2025 perché nel frattempo, superata l’emergenza Covid e pure quella dei microchip, il mercato nel suo complesso (fatto soprattutto di termiche, seppure talora elettrificate) sarà cresciuto.

Elettriche tutte uguali? Dunque, per i costruttori che hanno scommesso tanto sulla nuova forma di propulsione, la “divulgazione” è importante. E, infatti, quasi inutile dirlo, la gran parte delle novità sotto i riflettori sono nel segno del volt. Ce n’è di ogni taglia, foggia e varietà, sul piano dello stile e anche dell’impostazione tecnica, tanto da far nascere ormai un vero mercato ben oltre il solito luogo comune che le vetture a batteria sono tutte uguali. L’auto elettrica, insomma, è ancora nella fase iniziale della sua esistenza, ma è già oltre quella pionieristica, e inizia a manifestare differenziazioni e sfumature tra un modello e l’altro che ci proiettano verso uno scenario di maturità. Sta, cioè, nascendo un mondo che ogni appassionato d’auto, o semplicemente ogni persona curiosa, non può non avere l’interesse a esplorare. Poi ce ne possiamo lasciare affascinare oppure decidere di rifiutarlo. Ma non prima di averlo visto da vicino. E Monaco ce ne offre un’occasione.

Un’idea, tante declinazioni. Se la tecnologia d’elezione è la medesima, le interpretazioni si moltiplicano. Così, l’Audi espone la grandsphere, una concept che esplora il futuro elettrico e a guida semi-autonoma nella fascia delle ammiraglie, reame della A8 per capirsi. E che, con una batteria da ben 120 kW apre le porte a percorrenze oltre i 700 km. Dichiarati certo, ma, anche immaginando uno scarto del 20% rispetto alla vita reale, significherebbe comunque fare Milano-Roma praticamente con una sola carica. La Mercedes invece, o, meglio, la joint-venture tra la stessa Mercedes e la cinese Geely, svela la prima ruote alte compatta del marchio Smart, naturalmente anch’essa a batterie, ma contestualmente mostra l’imponente EQS e la trasgressiva EQG, variazione sul tema del volt applicata a un’icona del fuoristrada. La Renault per parte sua usa il nome Mégane per una crossover puramente elettrica che fa da apripista alla nuova era eco-compatibile di un costruttore che fu tra i pionieri dell’elettrificazione e si era un po’ fermato in attesa degli eventi. La Porsche si spinge, se le indiscrezioni della vigilia saranno confermate, a tratteggiare, tramite una concept car, un domani della coppia Cayman e Boxster soltanto a emissioni zero. La Seat si diverte a mescolare i temi dell’auto urbana, ecocompatibile, con quella della bombetta spinta, che fa tanto anni 90. Si tratta soltanto di esempi di un mercato in costruzione.

Esperienze a bordo. Non aspettatevi però stand enormi con esposta tutta la gamma a listino. Qui si vedranno soltanto le novità. Lungo la Blue lane, che collega il polo fieristico con il centro della città, invece i visitatori potranno sperimentare nuove forme di mobilità, tra cui la BMW X5 a idrogeno, e la propulsione elettrica. Se la formula avrà successo e potrà diventare un format “esportabile” ad altre kermesse storiche è ovviamente tutto da vedere. “È difficile basare un intero show sulle dimostrazioni e su un alquanto nebuloso concetto di mobilità. La creatività che sapranno applicare gli organizzatori e le Case espositrici saranno la chiave del successo di questa e di eventuali altre edizioni”, osserva Tim Urquhart, principal automotive analyst alla IHS Markit. Per ora si riaprono le porte di un Salone fisico. Ed è già una buona notizia, e un segnale di speranza. Le somme le tireremo quando, il 12 settembre, si chiuderanno.

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