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Sul numero di ottobre
Cina, la lunga marcia verso l'Europa - VIDEO

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Saremo invasi da auto - soprattutto elettriche - cinesi? Il dubbio è legittimo, visto che segnali in tal senso non mancano. Ed è per questo che Quattroruote di ottobre e, in parallelo, uno speciale web nell'area in abbonamento Q Premium, ospitano un ampio servizio sull’automotive made in China, esaminato sotto molteplici punti di vista. S’inizia con delinearne lo scenario, a partire dai grandi numeri di produzione interna e immatricolazioni, per poi approfondire aspetti fondamentali come il controllo, ormai quasi planetario, delle materie prime, in particolare di quelle sempre più essenziali alle Bev, e della produzione di celle per le batterie.

Q Inchieste: Cina sempre più protagonista

Tante opinioni. A completamento dell’analisi ci sono anche le testimonianze di esperti come il professor Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano, l’ingegner Marco Bonometti, presidente e ad delle Officine Meccaniche Rezzatesi, nonché presidente della Confindustria Lombardia, e Mike Robinson, designer che spesso ha lavorato per aziende cinesi. Ampia è poi la rassegna di modelli già disponibili o di prossimo arrivo sul mercato europeo, a batteria e no; ma un approfondimento particolare merita la Silk-Faw, azienda che ha scelto la Motor Valley per realizzare una nuova fabbrica, destinata a sfornare supercar progettate e disegnate dai migliori talenti italiani, di cui si è assicurata la collaborazione.

COMMENTI

  • Di dice che il comunismo sia un fallimento. Poi si dice che la Cina sia un Paese comunista. Si conclude affermando che la Cina sia un grande successo economico. Ma allora... La Cina è una dittatura che si autodefinisce comunista, con gran parte dell' economia capitalista.
  • L'ho sempre sostenuto e lo ribadisco, per "staccarci" dalla Cina in ambito automotive elettrico una buona strada è l'idrogeno. In Europa siamo leader in questa tecnologia sia nelle celle a combustibile sia nell'infrastruttura di produzione e rifornimento. Vista la quantità di "terre rare" limitate alla sola piccola batteria di supporto bastano le riserve controllate dalla compagnie nostrane.
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  • Non per merito loro, ma per colpa nostra.
  • Non avrei nulla contro l'auto elettrica, soprattutto se si trattasse di una scelta consapevole, libera e soprattutto molto graduale (dato che per ogni problema che risolve ne crea di nuovi, ed enormi). Ma l'idea che proprio non è sopportabile è che stiamo facendo un enorme favore all'industria cinese, che controlla la maggior parte delle risorse mondiali necessarie per costruire batterie e produce energia a buon mercato bruciando (sempre più) carbone. L'industria di un Paese antidemocratico (qualcuno ha iniziato a dire che funziona, proprio perché fa a meno della democrazia) che sta per dominare il mondo. Questo pensiero distrugge buona parte dell'interesse, che pure ho, per la novità tecnologica. Per quanto mi riguarda, tutta la vita moderni diesel Euro 6 (o 7, se ci saranno), fino a quando non me lo vieteranno definitivamente.
  • Non si tratta di invasione cinese ma di suicidio dell'Europa e purtroppo non riguarda solo l'auto
  • La Cina ci invaderà in pochi anni (come già nell elettronica) se le case costruttrici continueranno a girare utili miliardari agli azionisti e a crogiolarsi sugli allori degli aiuti di stato a fondo perduto invece di investire in ricerca e sviluppo. Se poi la strategia delle suddette é di sovvenzionare troll e negazionisti che la menano con i radical chic e la gggente. Allora vabbè.
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  • Non le acquisterò mai fossero anche le uniche vetture in commercio.Mi rifiuto di dare soldi a un paese retto da una dittatura.
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  • sono decenni che la Cina ci prova e almeno fino alla "maturità" dell'elettrico (siamo al 2 3%), non farà molta paura all'"eccellenza" europea.
  • La "Lunga marcia" l'hanno iniziata gli ecologisti da salotto e la sciocchezza epocale delle auto elettriche. Ricchi sfondati nelle loro dimore di Bel Air o di Amsterdam, tanto a loro cosa importa della gente comune?
  • E' da tempo che sto pensando all'acquisto di auto cinesi, ovviamente termiche. ho pure pensato all'importazione parallela con immatricolazione in paesi dell'est e poi importazione in italia, anche come "usato". E' una cosa che ho già fatto con auto tedesche invendute , immatricolate in germania ed importate come usato, l'importante è spendere poco, tanto le auto le tengo fino alla rottamazione. E' un ottimo modo per spendere poco.
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  • Se lo meritano, sono molto bravi. Noi andiamo bene a fare i designer o a far da mangiare.
  • La vicenda è ben nota, la Cina scontava nei confronti dell'occidente (soprattutto dell'Europa) un importante gap sul piano tecnologico nel settore automotive, gap a cui sarebbero serviti decenni per colmarlo nonostante che avessero obbligato gli stessi costruttori occidentali a spostare nel celeste impero molto know how. Così ad un certo punto hanno pensato bene di rovesciare il tavolo da gioco e far si che la partita ricominciasse daccapo, ma questa volta la partita la si sarebbe giocata usando le loro carte. La politica della UE ha a sua volta seguito passivamente questo gioco (un giorno forse capiremo quanto inconsapevolmente sulle conseguenze e quanto invece perchè si è lasciata corrompere) gettando così al vento il vantaggio che l'industria domestica aveva nei confronti del mondo intero, ritrovandosi oggi a dover rimontare una situazione sfavorevole e il cui bilancio rischia di divenire ancora più negativo. ..... Ovviamente è inutile tirare in ballo l'ecologia e i cambiamenti climatici, ormai anche i media e le associazioni ecologiste più "talebane" sono costrette ad ammettere che il grosso delle emissioni "clima impattanti" derivano da tutt'altre fonti, indipendenti dal trasporto privato, gli interessi sono altri....
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