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Le nostre iniziative
Da #backontrack a Mission Restart: l’automotive torna in pista

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Da #backontrack a Mission Restart: l’automotive torna in pista
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Lo avevamo chiamato #backontrack. Perché subito volevamo far capire quanto fosse necessario, urgente, tornare in pista. Prima possibile, non appena possibile. Non appena quella cosa orribile, quel virus mai visto né sentito prima che dall’8 marzo ci aveva chiusi in casa, svuotando le città, rendendole mai viste, deserte, spettrali, fosse sparito, dissolto. Roba da fantascienza, da film catastrofista, di quelli per i quali avresti detto “ma dai…”. E, invece, era la realtà, la nostra realtà, quella di tante altre città del mondo, di quel marzo, di quell’aprile 2020, in cui non avevamo neppure una vaga idea di come sarebbe andata a finire, perché mai l’umanità si era confrontata con qualcosa di simile. In quel momento, però, l’unica cosa da fare era tornare in pista. Anzi, a dire il vero, noi non l’abbiamo mai lasciata, la nostra. Il codice di attività ci permetteva di tenere aperti i cancelli di Vairano e, con le debite precauzioni, di portare avanti le nostre prove strumentali. Il resto, lo si faceva da casa, sperimentando per la prima volta il remote working diffuso. C’erano da realizzare e da mandare nelle edicole, comunque aperte, i numeri di maggio e giugno di Quattroruote. E c’era da portare avanti #backontrack: la chiamata a raccolta, insieme con i colleghi della nostra divisione b2b Professional, di Dueruote e di Tuttotrasporti, di tutti gli attori del nostro mondo, le associazioni di categoria, i costruttori e l’Aci, le assicurazioni e i concessionari. Perché fossero pronti a ripartire.

Gara di solidarietà. La prima cosa da fare è stata far sapere che cosa il mondo dell’automotive stesse facendo per fronteggiare una crisi umanitaria, prima ancora che economica. In maggio, raccogliemmo sulle pagine della rivista un’antologia delle donazioni e dei prestiti di auto da parte delle Case a chi ne aveva bisogno (medici, infermieri, volontari), delle raccolte di fondi, degli sconti sulle polizze per le auto forzatamente lasciate nei garage o ferme in strada. Di più: c’era chi, come la Lamborghini, arrestata la produzione di supercar, aveva votato un intero reparto, quello della selleria degli interni, alla produzione di mascherine chirurgiche, al momento introvabili, mentre la Ferrari e la stessa Lambo si convertivano alla produzione di ventilatori polmonari e schermi protettivi di policarbonato per gli operatori sanitari. Una chiamata alle armi, insomma, in nome di una solidarietà del sistema Paese che, forse, non si vedeva dai tempi del dopoguerra, quando l’Italia iniziava a ricostruirsi sulle macerie del conflitto. E tornava in pista, appunto.

Vicende umane. Poi, certo, c’erano anche le storie personali. Tante, tantissime, spesso drammatiche, altre volte incoraggianti. Sulle pagine di Quattroruote raccontavamo quelle di chi, nel pieno del lockdown, non si fermava, ché i servizi offerti erano comunque essenziali. Gestori di distributori autostradali, sull’orlo del tracollo economico ma aperti giorno e notte per assicurare i rifornimenti ai pochi mezzi essenziali in circolazione, carrozzieri e meccanici, concessionari disposti a lavorare su appuntamento, pur di garantire assistenza alla propria clientela. Piccole vicende individuali, da moltiplicare per migliaia di casi, perché la parte fondamentale del Paese non voleva e non doveva fermarsi. Tutti gli altri, invece, no: ed è era questo l’invito rivolto ai lettori, cui chiedevamo di postare le proprie immagini, come avevamo fatto noi con le nostre, all’insegna dello slogan #iorestoacasa, rispettando senza eccezioni i lockdown necessari per arginare la diffusione del contagio. Io resto a casa, dicevamo nei mini-video, ma sono pronto a tornare #backontrack.

Il giorno dopo. A un certo punto, ci siamo svegliati da quello che, più che un brutto sogno, era stato un vero e proprio incubo. In maggio, abbiamo fatto un viaggio da Milano a Roma in autostrada con due auto e una moto, per raccontare il Paese che, piano piano, si rimetteva in movimento. Poi abbiamo realizzato un libro bianco, una pubblicazione destinata agli addetti ai lavori, per riaffermare l’importanza e la centralità della filiera dell’automotive per il Paese, la sua economia, le parti sociali. Un’analisi della mobilità del domani, degli scenari per il post-pandemia, realizzata con il contributo di tutti i protagonisti che avevano aderito a #backontrack: associazioni di categoria, consulenti di società di ricerca come Bain & Co., Boston Consulting Group e AlixPartners, Case automobilistiche e motociclistiche, produttori di mezzi pesanti. Adesso #backontrack diventa Mission Restart: in mezzo ci sono state riaperture e nuovi lockdown, la vaccinazione di milioni di italiani e la ripartenza, tra mille e nuove difficoltà, dell’economia. Insomma, siamo tornati in pista, e non solo in senso figurato: esattamente a Imola, il 13 ottobre, per la conclusione di questa grande iniziativa, con la presenza di tutti i protagonisti.

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