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Mission Restart
Una richiesta unanime: incentivi strutturali e revisione della fiscalità

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Una richiesta unanime: incentivi strutturali e revisione della fiscalità
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L’automotive, riunito all’Autodromo di Imola per Mission Restart, lancia chiari messaggi alle istituzioni e al governo perché si prenda seriamente cura di un settore che, da solo, vale il 12% del Pil nazionale e che sta soffrendo di difficoltà mai viste in precedenza. Il dibattito, moderato da Laura Confalonieri, vicedirettore di Quattroruote, ha visto formulare richieste precise nei confronti degli attori dei processi decisionali e, in particolare, della classe politica. Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia (l’associazione della filiera italiana del settore), dopo aver sottolineato come la crisi innescata dalla pandemia e dall’attuale carenza di microchip debba indurre a una serie revisione dei processi di delocalizzazione, ha ribadito la necessità di interventi rapidi da concordare con le istituzioni allo scopo di definire incentivi strutturali, e non più saltuari, che consentano un sostanziale rinnovamento del parco circolante, e di favorire la ripresa dell’attività di lavorazione delle materie prime nel nostro Paese, di vitale importanza. Anche Michele Crisci, presidente dell’Unrae, ha posto come esigenza inderogabile la definizione con il mondo della politica di un piano pluriennale di incentivi che favoriscano il rinnovo del piano circolante e l’accesso alle nuove tecnologia, da accompagnare con il sostegno all’implementazione delle necessarie infrastrutture, purché quest’ultime rispettino il principio di neutralità, tengano cioè conto dell’esigenza di un mobilità basata sui sistemi ibridi e sull’alimentazione a idrogeno. Alla necessità di incentivi strutturali Adolfo de Stefani Cosentino, presidente dell’associazione di dealer Federauto, ha aggiunto quella di una riforma fiscale che porti l’imposizione sulle auto, soprattutto aziendali, a livelli paragonabili a quelli degli altri Paesi europei, in termini di detraibilità e di ammortamento.

Il ruolo del renting. Iniziative simili, ha sottolineato Massimiliano Archiapatti, presidente dell’Aniasa, l’associazione delle aziende del mondo del noleggio, porterebbero molteplici benefici, come dimostra la stretta correlazione esistente negli altri Paesi tra la fiscalità e l’anzianità del parco circolante: favorire fiscalmente il noleggio significa, infatti, permettere l’immissione sul mercato di un maggior numero di vetture usate fresche, meno inquinanti e più sicure, accessibili anche da chi, a causa degli elevati costi, non se ne può permettere di nuove. Per arrivare a questi risultati, però, secondo Simonpaolo Buongiradino, presidente di Federmotorizzazione (associazione che raccoglie gli attori della mobilità), è necessario creare una cultura anche nelle persone chiamate a decidere, quel mondo politico che spesso legifera senza la necessaria competenza e che dovrebbe affrontare temi importanti come la definizione dell’Iva sulle auto utilizzate da aziende e titolari di partite Iva. Fabrizio Guidi, presidente di AsConAuto (la maggiore piattaforma di gestione e distribuzione di ricambi originali) ha, invece, lanciato un grido d’allarme sull’andamento dei costi dei carburanti, che è necessario tenere sotto controllo perché impattano pesantemente sui costi della logistica, oggi più che mai essenziale come ha dimostrato la pandemia, nel corso della quale le imprese del settore sono riuscite a garantire, a prezzo di sforzi considerevoli, la continuità del servizio. Infine, Chiara Palermo, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Assilea (associazione delle società di leasing) ha chiesto al governo e alla classe politica velocità e concretezza nella realizzazione di quanto è stato promesso ed è più che mai necessario, dallo snellimento normativo alla realizzazione delle infrastrutture, partendo, per esempio, dall’estensione degli incentivi per gli strumenti di ricarica dei veicoli elettrici, oggi previsti solo in caso di acquisto, anche alla locazione finanziaria.

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